La politica del fare, dire, baciare e testamento

Questo scriveva Luca Soda nel 2008:

La politica low cost.

su http://www.politicalowcost.org ora inesistente.

Sostituite Veltroni con Renzi. In che direzione siamo andati in questi 5 anni?

Un riassunto:

Walter Veltroni il sindaco di Roma organizza “eventi” politico-mediatici […] La politica low cost è simile. Non implica militanza, presenza, attenzione, richiede solo un minimo di informazione superficiale, cioè non costa impegno, capacità critica, costruzione, identificazione.
Eppure la politica Low Cost suscita la sensazione che l’orizzonte è lì a portata di mano, che tutto è possibile […] La politica low cost non chiede uno sforzo di critica, non chiede ad esempio coscienza di classe, o coscienze nuove, collegate al mutamento del sistema economico, non chiede consapevolezza della propria condizione e soprattutto non chiede una militanza forte, l’identificazione con un interesse, una condizione sociale. E’ necessaria soltanto una leggera attenzione […]
La politica ha il suo story board, la sua sceneggiatura, la sua regia.
Ha un inizio e una fine. Poi, il sipario.
L’evento per sua natura è includente, pensato per omologare tutti al punto da produrre frustrazione in chi non ha potuto parteciparvi e senso di orgoglio e soddisfazione per chi può dire “io c’ero”.
[…] la politica è al contrario escludente e parziale. Io sono bianco, tu nero. E’ la condizione necessaria e assoluta, altrimenti diventa altro. Nella politica non siamo tutti uguali ci sono idee diverse che si combattono. […] Dallo scontro e dalla mediazione politica nasce poi il diritto, il sistema delle regole che governano una comunità, che è invece includente e generale: non potrebbe essere altrimenti.
Dallo scontro tra idee politiche del movimento operaio e con quelle liberali e dell’impresa nasce lo statuto dei lavoratori, cioè il diritto, che si applica a tutti […] Così ha sempre funzionato la politica come sistema di creazione di regole di convivenza tra interessi sociali contrapposti. […]

Nella politica low cost questo schema salta […]

La politica low cost ha però bisogno di un riferimento culturale […] Questo riferimento è l’orizzonte democratico.
Democratico è tutto. Partire dal “democratico” vuol dire porre le condizioni per non spiegare nulla, per non prendere posizioni o peggio per identificarsi con tutti gli interessi in gioco.

[…] Se mi identifico con tutti gli interessi vuol dire che non ne scelgo uno. Vuol dire che gli assetti dati sono dati e che la sfida non è mutare l’assetto degli interessi ma solo governare tale assetto immodificabile. Governare, gestire, amministrare. La retorica del democratico svuota l’essenza stessa della politica come scontro di interessi trasformandola in pratica gestionale, in amministrazione tecnica di assetti immodificabili.
[…]
A chi parla Veltroni? Veltroni parla alle élite, élite medie e abbastanza omologate, scolarizzate, mediamente televisivizzate, impegnate si, ma non al punto da esercitare dubbi e critiche radicali. […]

Oppure, molto più sinteticamente:

Crozza che imita Renzi

Tag: , , ,

Una Risposta to “La politica del fare, dire, baciare e testamento”

  1. alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 09.12.13 | alcuni aneddoti dal mio futuro Says:

    […] ilcomizietto, “La politica del fare, dire, baciare e testamento”: Sostituite Veltroni con Renzi. In che direzione siamo andati in questi 5 anni? […]

    Mi piace

Il tuo comizio:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: