La politica del fare, dire, baciare e testamento /2

Qui in ufficio ho scoperto un collego che leggeva Fabio Volo. Brivido: “Ah! Leggi Fabio Volo?” Il collego: “No, è che…” Sintetizzo: un gruppo di colleghi stavano sempre a prendere in giro Volo e un giorno una collega, fan di Fabio, ha detto loro: “Ma voi che criticate tanto, l’avete mai letto?” “No.” Punizione: lettura di almeno un libro di Fabio Volo. Ora possono prendere in giro Volo e relativi fan a ragion veduta.

Ecco, io che critico Renzi ho mai sentito parlare Renzi?
Ho immaginato di abitare in Australia, mi sono fatto coraggio e ho ascoltato:

Intervista a Matteo Renzi, nuovo Segretario del Pd
da 22.49 in poi.

Alla fine della lunga intervista cosa mi è rimasto? Perché un neo segretario che si propone di guidare una coalizione vincente qualche idea facile, comprensibile e condivisibile dovrebbe averla. Che ne so: matrimoni omosex sì o no? Legge elettorale X o Y? Tizio ha sbagliato, io farò così. Non si pretende grande dettaglio, ma un’idea facile che lo differenzi dagli altri è il minimo sindacale. Io non l’ho trovata. Oro posso criticare Renzi.

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2 Risposte to “La politica del fare, dire, baciare e testamento /2”

  1. Aliceland Says:

    Io dico che certe cose si sanno anche senza provarle.
    Volo e Renzi sono tra quelle ;-)

    Mi piace

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