Giradischi

Mio padre è un frequentatore della Boutique dell’Usato, come la chiama lui. Ha recuperato dalla Boutique un giradischi Hitachi HD-1. Aveva rotto solo la cinghia di trasmissione. Riparato, me lo sono portato a casa, che lui ne ha già uno. E mi sono portato a casa anche i pochi dischi in vinile che comprai fra la fine degli anni ’80 e i primi ’90. L’ho attaccato allo stereo e sono tornato indietro di una ventina d’anni, diciamo quasi trenta.

Al di là delle guerre di religione sulla qualità audio dei vinili, che ovviamente sarebbero meglio dei CD, ho ritoccato con mano altre differenze non piccole rispetto alla musica che sentiamo oggi.

1) Il disco ve lo dovete sentire dall’inizio alla fine. A metà dell’opera bisogna anche girarlo. Tecnicamente è vero che si possono saltare le traccie, ma è molto scomodo, perché bisogna farlo a mano. Quindi si inizia dal lato A, canzone 1 e si finisce col lato B canzone n. Il massimo della trasgressione praticabile è iniziare col lato B e passare al lato A nel secondo tempo.

2) Non sapete in ogni momento quanto tempo vi rimane alla fine della traccia, da quanto tempo state sentendo musica, a che punto della traccia siete. Niente cronometro per farvi sapere dove siete. Al massimo potete andare a vista, vedere dove è arrivato il braccio sul disco.

3) Il vinile non è trasportabile. E’ un oggetto delicato, pesante e oggi anche molto costoso. All’epoca era duplicabile solo su cassetta. Ora, se vi impegnate un poco, potrete riversarlo su un MP3. Ma ne vale la pena? Quasi mai.

4) Dicevo: il disco in vinile è un oggetto delicato. Non va toccato con le mani e ha orrore degli urti. Un graffio e potete usarlo come sottovaso.

5) Il vinile occupa spazio. Molto più di un CD, molto molto di più di un file.

Questo è quello che usavamo tutti fino all’inizio degli anni ’90, una generazione fa. (Il CD audio, seppur nato nel 1980, per un decennio è stato appannaggio esclusivo di audiofili danarosi.)

Sulla qualità audio delle registrazioni, un post a parte molto prossimamente.

Una Risposta to “Giradischi”

  1. L’era dell’abbondanza e la mancanza di desiderio | Ilcomizietto Says:

    […] Addendum: Un mio post di tre anni fa. Giradischi. […]

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