[libro] Dante – Il romanzo della sua vita

Autore: Marco Santagata
Titolo: Dante – Il romanzo della sua vita
Editore: Oscar Mondadori
Altro: ISBN 9788804631828, 12,00 €, 474 pag, I ed. lug 2012

Voto: 8/10

Tutto quello che vorreste sapere su Dante Alighieri e non avete mai osato chiedere. Questo, in estrema sintesi, il contenuto del saggio, rivolto, occorre dirlo, ai neofiti della materia. Neofiti ma non sprovveduti, che i riferimenti storici, geografici e letterari all’epoca dantesca sono continui e circostanziati. Insomma, un piccolo ripasso di storia e letteratura studiata alle superiori sarebbe il caso di farlo, prima di avventurarsi nella lettura. Ma Santagata mette a nostro agio comunque, dando tutti i riferimenti necessari per capire il periodo storico. [Edit: Circa un terzo del volume sono note e riferimenti bibliografici. Contiene anche la rubrica del telefono di tutti i VIP vissuti fra il XIII e XIV secolo.]

Sulla vita di Dante ci sono pochissime informazioni, tanto che anche la sua data di nascita non è precisa. Santagata spreme ogni minuscolo indizio raccolto dai suoi scritti e da quelli dei suoi contemporanei per raccontarci la biografia più probabile del Nostro. Spesso è più un tirare ad indovinare, ma la ricostruzione appassiona sempre.

Non posso ovviamente ripercorrere la vita di Dante in questo post di recensione, ma alcune curiosità che mi hanno colpito le racconterò.

Dante nasce e vive a Firenze durante gli anni della lotta politica fra Guelfi e Ghibellini. Una lotta durissima e senza esclusioni di colpi: quando la parte avversa perdeva, lo spoils system (come direbbero gli ammericani di oggi) era radicale: confisca dei beni dei perdenti, esilio dei capi, distruzione delle proprietà cittadine. Siccome poco prima della nascita di Dante l’alternanza fra una fazione e l’altra fu intervallata da pochi anni, la Firenze dantesca assomigliava più ad una città bombardata che ad un luogo florido e sicuro. Nonostante questo, Firenze in quegli anni era la capitale finanziaria d’Europa ed una grande città in espansione. Questa situazione potrebbe spiegare il grande desiderio di Dante di una ritrovata armonia politica sotto l’insegna del potere temporale imperiale e quello spirituale guidato dal papato. Inutile dire che la storia andrà in direzione ostinata e contraria.

Beatrice è sì esistita veramente, e sicuramente lo colpì molto, ma non fu mai il suo vero amore. Fu invece un espediente letterario per le poesie d’amore cortese nella Vita Nova e per il personaggio profetico della Commedia. Era consuetudine non parlare mai di se stessi fra i letterati dell’epoca, e quindi Dante per le sue poesie d’amore creò il personaggio di Beatrice.

Dante aveva un ego smisurato. Era convinto di essere predestinato a cambiare il mondo con la sua arte. E ci riuscì, forse non come immaginava lui, ma ci riuscì. Alla fine della sua vita i suoi ammiratori erano tanti, nonostante il suo carattere non deve essere stato facile. Ogni cosa che ha scritto ha lasciato un segno originale nella storia della letteratura italiana. La Commedia ha assunto, dopo pochi anni dalla sua morte, il titolo di Divina e da allora non l’ha più perso. Oggi è fra le opere più studiate e famose del mondo.

Col metro di oggi Dante sarebbe fra i lecchini e i voltagabbana. Nato guelfo, divenne filoghibellino durante l’esilio, ritornò guelfo bianco per tentare di rientrare a Firenze, si dedicò infine alla poesia sotto il suo ultimo protettore, Guido Novello da Polenta. La Commedia, come dice Santagata, era un instant book per l’epoca, visto che raccoglieva i fatti di cronaca del tempo. Durante la stesura Dante non esitò ad usare la Commedia per esprimere la sua riprovazione su alcuni personaggi o per ingraziarsi i suoi protettori, mitigando, con molta abilità, alcune condanne dei loro parenti (v. per es. Alberto della Scala e suo figlio Cangrande, Pg XVIII 121-129 – Pd XVII). A settecento anni di distanza possiamo dire che quella fu un’ottima strategia di sopravvivenza, visto che trovò sempre qualcuno disposto a mantenerlo e a farlo studiare e scrivere. Cosa non facile, visto che da esiliati si rischiava sempre di essere uccisi in modo assolutamente legale. La politica dell’epoca assomigliava più ad un tutti contro tutti. I cambiamenti politici di Dante furono quindi un tentativo pacificazione politica immaginando l’Impero dedito al potere temporale e il Papato a quello spirituale. Pacificazione necessaria, fra l’altro, per il suo rimpatrio a Firenze. Tentativi falliti; politicamente parlando Dante fu per tutta la vita un disadattato.

Ci sarebbe ancora molto da scrivere, ma è meglio lasciarvi nelle pagine del professor Santagata.

Buona lettura!

Tag: , , , , ,

Il tuo comizio:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: