Archive for aprile 2014

Tutto quello che avreste voluto sapere sulla scrittura e non avete mai osato chiedere

mercoledì 30 aprile 2014

Avevo incontrato – solo su web, non di persona – Giulio Mozzi qualche anno fa e poi le vicende della vita lo hanno nascosto alla mia vista fino a ieri. (Grazie Mantellini!)

Ecco, se volete sapere cosa vuol dire scrivere, leggere e pubblicare, andate sul suo blog, leggetelo TUTTO, commenti compresi, visionate tutti i link che vi propone, studiate bene tutto e poi rinchiudetevi in bagno, in studio o in un monastero tibetano e iniziate la vostra opera che rimarrà nei secoli. Ovviamente scherzo, la vostra opera sarà molto probabilmente cestinata, che darsi da fare serve, ma un minimo di talento ci vuole, altrimenti saremmo tutti scrittori e invece non è così. Per un sostituto di Dante Alighieri dovremmo aspettare ancora un poco.

Il blog di Mozzi non è solo utile agli aspiranti scrittori, ma anche ai blogger, agli studenti e a chi vuole solo soddisfare qualche curiosità.

Io ho iniziato da qui:
Istruzioni per spedire dattiloscritti a Giulio Mozzi

Una curiosità:
Attuali (di dieci anni fa) tendenze della narrativa italiana (vista dal buco della serratura)

Una iniziativa che farebbe bene a Lacomizietta:
Diario di tutti (in collaborazione con Giulio Mozzi et al.)

Corso di scrittura creativa in 17 comode lezioni:
Inventare e raccontare storie – 01. Inventare: l’idea (in collaborazione con l’IPRASE)

Buona scrittura!

Mi sono perso qualcosa

lunedì 28 aprile 2014

amazon

La versione di carta costa meno di quella digitale. Prendo atto e lascierò spento il mio ebook reader.

Domande /26

domenica 27 aprile 2014

Figlia, mentre si lava i denti: Fai Papi, ci fono delle folte che mi faffio delle fomanfe…
Papi: Finisci di lavarti i denti. Poi mi dici.
─ È che mi sto affenando per fuanfo fafò un’anifa.
─ Ti stai allenando per quando sarai un’anima?!
─ Inifio a farlare fuanfo non fosso.
─ Inizi a parlare quando non potresti. Ho capito. Ora finisci di lavarti i denti. Poi mi dici.
[…]
─ Dicevo che ci sono delle volte che mi vengono tantissime domande stranissime…
─ Tipo?
─ Allora la prima è: che cos’è il presente? La seconda è: chi sono io? Poi: cosa c’è dopo la morte? E infine: cosa c’è prima [della nascita]?
─ Domande facili facili, vedo.
─ Sì, ci penso tanto che il cervello mi va in tilt!
─ E sai già qualche risposta?
─ No, però, pensavo: chissà com’è l’anima che si toglie dal corpo. Esiste l’anima?
─ E chi lo sa? Nessuno l’ha mai vista. Delle cose che non possiamo misurare non possiamo dire nulla. Non possiamo conoscerle nel senso che non possiamo fare delle previsioni su quello che succederà o che potrebbe succedere. Però possiamo immaginarle.

Segue una lezione breve, che era ora di andare a dormire, di fisica, metafisica e fantascienza.

─ Alcuni autori di fantascienza immaginano che potremmo trasferire tutti i nostri pensieri in un computer e vivere indefinitamente in esso, magari anche in una macchina che si muove, un robot umanoide. Non è pazzesco?
─ No, non mi piace essere in una macchina. Preferisco morire.
─ Tranquilla, per ora è solo fantascienza. Buona notte.
─ ‘Notte.

Editoria litronica

domenica 27 aprile 2014

Ammetto di essere ancora molto legato al modo di scrivere, o dovrei dire leggere, cartaceo: lineare, da A a B. Ma poi non è vero. Solo per quanto riguarda la narrativa, che in rete è da tempo che leggo saltando di palo in frasca fra i link del web.

Ma insomma, a chi importa come leggo io? Invece c’è chi pensa al futuro. Fabrizio Venerdandi si è dato all’editoria elettronica e si sta spremendo le meningi (non è il solo, ok) per fare cose originali con un senso. È interessante una sua intervista rilasciata per electronicliteraturereview:

Intervista con Fabrizio Venerandi

Due le idee che trovo fondamentali:

Domnanda: […] Come si può prevenire il rischio di perdere i dati di un’opera di e-literature?
Risposta: Intanto dando alla letteratura elettronica la dignità artistica e culturale che ancora oggi non ha. […]

[…] L’utilizzo di formati aperti con specifiche pubbliche, aiuta sicuramente la longevità dei testi naturalmente digitali. […]

Obsolescenza dei dati informatici

venerdì 25 aprile 2014

Le opere di Leonardo da Vinci (1500) le possiamo ammirare ancora oggi. Le opere di Andy Warhol (1985) rischiavamo di perderle per sempre.

Opere digitali di Andy Warhol perdute e ritrovate
di Paolo Attivissimo

PS: Andy Warhol non è Leonardo, lo so. :-)

Aggiornamento 26/04/2014:

Da ilPost:
Le opere di Andy Warhol ritrovate nel suo vecchio computer
Scarabocchi, immagini e fotografie del grande artista pop americano sono stati recuperati dopo 30 anni da un floppy disk.

[libro] Il senso del dolore

giovedì 24 aprile 2014

Autore: Maurizio De Giovanni
Titolo: Il senso del dolore – L’inverno del commissario Ricciardi.
Editore: Einaudi
Genere: Giallo
Altro: ISBN 9788806213916, Anno 2013 (prima edizione Fandango, 2007), p. 206, 12,00€

Voto: 8/10

Siamo a Napoli nel 1931 e Luigi Alfredo Ricciardi è Commissario “in forza alla Squadra Mobile della Regia Questura di Napoli.” (wikipedia) In questo romanzo Ricciardi dovrà indagare sulla morte di un famoso tenore, Arnaldo Vezzi, trovato morto nel suo camerino poco prima di andare in scenda al Teatro S. Carlo. Vezzi è tanto bravo a cantare quanto arrogante, presuntuoso e antipatico; dal punto di vista umano la sua morte è per tutti un sollievo, tanto per dare l’idea di quanto fosse amato. I particolari, ovviamente, sono lasciati alla lettura.

Il romanzo fa parte della serie che ha come protagonista il commissario Ricciardi e i suoi aiutanti, il brigadiere Maione e il medico legale Modo, personaggi molto ben delineati e descritti. Di Ricciardi è importante sapere che ha un dono disgraziato, “Il Fatto” come lo chiama lui: riesce a vedere e a sentire gli ultimi istanti dei morti ammazzati e dei suicidi. I loro pensieri le loro ultime parole. Gli basta essere sul luogo del tragico evento, come si suol dire, e lui vede e sente cose che altri non vedono e non sentono. Questo dono è vero che che lo aiuta nella risoluzione dei casi, ma anche lo isola dal resto del mondo, dandogli un carattere freddo, schivo e a volte scontroso. Il dolore che sente ha un peso e un prezzo da pagare. Ha due soli amici fidati, che comprendono e accettano “Il Fatto”: il brigadiere Maione, a cui Ricchiardi ha consegnato l’assassino di suo figlio, e il medico legale Modo, antifascista borderline, scrupoloso e professionale.

L’autore investe molto nella descrizione dei personaggi, dei loro umori e pensieri. Alla fine di questo volume l’autore intervista Ricciardi, con risvolti surreali, visto che entrambi sanno del loro ruolo. Nei successivi della serie Commissario Ricciardi intervisterà Modo e Maione.

Interessanti le valutazioni della dittatura fascista date dai personaggi.

Due cose da tenere a mente nella lettura. La prima è che quando Ricciardi vede “il Fatto” potreste impiegarci qualche riga prima di capire che è una visione. La seconda è che De Giovanni introduce i personaggi di contorno con brevi quadri iniziali, in mezzo alla narrazione principale, che uno si chiede “ma che diavolo?!”. Mettete da parte il quadro e ripescatelo quando l’autore rimetterà insieme il puzzle degli eventi. Se siete bravi questi spezzoni vi aiuteranno nella soluzione del caso.

Se amate il genere è da leggere.

La ragazze del porno

martedì 22 aprile 2014

ATTENZIONE: si parla di pornografia. Non ci sono immagini e link a video o immagini di sesso. Chi non gradisce il tema si astenga dalla lettura.

Ieri (21/04/2014) a Glob Enrico Bertolino intervistava sei delle dodici registe appartenenti al gruppo Le Ragazze del Porno. L’idea è di trovare i finanziamenti per girare dei corti porno “al femminile”. Che però, io sono tardo, non ho mica capito cosa vuol dire “al femminile”. Allora oggi sono andato sul sito del progetto e ho letto il loro manifesto, che si rifà a quello della regista svedese Mia Engberg, autrice del progetto analogo The Dirty Diaries Project, anno 2009.

Sono rimasto perplesso. Vediamo i punti perplimenti:

Siamo belle come siamo
Al diavolo gli ideali di bellezza malati!

Avete mai visto qualche portale di siti porno? Se siete maggiorenni e non avete remore, fatelo. Ci trovate donne (e uomini e molto altro) dai 18 ai 100 anni e dai 50 kg ai 300, in tutte le condizioni che vi potete immaginare. Forse non saranno film, forse saranno solo filmati amatoriali, di sicuro molti sono orribili, ma quei filmati sono nei portali porno e di bellezza maschile e femminile e arcobaleno ne trovate per tutti i gusti. Quello è il porno che vedono tutti e tutte. Siamo belle come siamo è già realtà.

Distruggi capitalismo e patriarcato
L’industria del porno è sessista perché viviamo in una società patriarcale e capitalista. Si arricchisce dei bisogni che la gente ha di sesso ed erotismo e nel farlo sfrutta le donne. Per combattere il pornosessismo devi distruggere capitalismo e patriarcato.

Viviamo in una società capitalista di sicuro. Ancora per molto tempo, con buona pace del porno al femminile. Infatti siete sul web a raccogliere fondi per. Siamo una società patriarcale sì, ma sempre meno, specie in Svezia, dove è nato il manifesto. Mi spiegate cos’è il sessismo in un film porno? Non sarà come la violenza in un film di guerra, vero? Non è che confondete un genere o un target con altre questioni che poco hanno a che fare col sessismo? Chi sfrutta chi? E dove? E come? Sapete cose che dobbiamo sapere? Sapete che ci sono già registe e produttrici donne nell’industria del porno, vero? Informateci!

L’aborto legale e libero è un diritto umano!

L’aborto che c’entra con il porno? Mistero.

Combatti il vero nemico!

In tutti i paesi democratici dopo la maggiore età puoi vedere quello che vuoi. Andiamo all’arrembaggio delle dittature con i film porno? Dopo il dissenso politico le dittature spendono un sacco di soldi per frenare la pornografia in Rete. Con meno successo del dissenso politico. Fate un film porno e sarà visto in tutte le dittature del mondo. Ma non al cinema.

Fai da te

Istigare all’onanismo è come annaffiare il mare. Non serve.
(Mi piaceva la battuta. In realtà ben vengano tutte le alternative sexy!)

Conclusione: dare una connotazione politica ai film porno è un’ottima mossa per avere un pubblico ristretto. Chi cerca porno non cerca progetti artistici o politici e non va al cinema, al massimo va in un porno shop. O si fa sesso (bello, brutto, al femminile, al maschile, come vi pare, ma sesso) o si fa altro. Gli effetti politici/artistici dei filmati porno arrivano in seconda battuta. Se arrivano. Il film di Larry Flint mi sembra parli di questo.

Aggiornamento 22/08/2014:

Vedendo uno spezzone di Fantozzi va in pensione mi sono incuriosito. E ho scoperto che questa idea delle ragazze del porno (il porno al femminile) è già stata fatta negli USA 30 anni fa. Vedi biografia di Candida Royalle.

Tiro al drone (di Amazon)

martedì 22 aprile 2014

Il metodo di spedizione con i droni, pensato da Amazon, non funzionerà mai, né negli USA (da ilPost) né qui da noi (da The Jackal Shit):

Il candidato che spara ai droni
Nel suo spot elettorale per le elezioni statunitensi di metà mandato, Matthew Rosendale spiega a modo suo perché è contrario all’utilizzo degli aerei che volano da soli negli Stati Uniti

Drone Amazon Parody

L’indispensabile /50

domenica 20 aprile 2014

Un oggetto assolutamente irrinunciabile, almeno per me (da ZeusNews):

La tastiera (funzionante) fatta coi Lego

[film] Gigolò per caso

sabato 19 aprile 2014

Titolo: Gigolò per caso (Fading Gigolo)
Regia e sceneggiatura: John Turturro
Fotografia: Marco Pontecorvo
Musiche: Abraham Laboriel, Bill Maxwell
Montaggio: Simona Paggi
Altro: Stati Uniti, 2013, 98 min, direzione del doppiaggio: Maura Vespini, trailer
Genere: commedia
Interpreti e personaggi:
John Turturro: Fioravante
Woody Allen: Murray
Sharon Stone: Dott.ssa Parker
Sofía Vergara: Selima
Vanessa Paradis: Avigal

Voto: 7/10

Murray ha una libreria nel quartiere ebraico di New York, ma le cose non vanno bene e la dovrà chiudere. Propone allora al suo amico tuttofare Fioravante di intraprendere l’attività di gigolò. Lui, ovviamente, farà il suo pappone manager e prenderà la sua percentuale. Fioravante, solo, senza figli e famiglia, in difficoltà economiche, dopo alcuni tentennamenti, accetta. Inizia con la dottoressa Parker, dermatologa di Murray, ricca moglie annoiata in cerca di avventure. Procede con altre donne procurate da Murray fino ad arrivare ad Avigal, vedova di un Rabbino nella comunità chassidica. Fioravante non è un adone, ma ha grande sensibilità e un alone di mistero che lo rendono irresistibile. Gli affari vanno a gonfie vele e Fioravante riscopre un lato di sé, la sua capacità di seduzione, che forse per troppo tempo aveva trascurato. Ma Fioravante non è un professionista e si innamora. Il finale e i dettagli ve li lascio vedere tranquillamente al cinema.

Commedia delicata e raffinata, con scene sensuali e comiche, alla Woody Allen. Sebbene nei titoli di coda Turturro sembra aver fatto il regista, lo sceneggiatore e l’attore, questo film sprigiona l’anima di Woody Allen da ogni fotogramma. La trama, le battute, il tema, la fotografia (molto bella), la musica (jazz, mi è piaciuta), New York con i suoi ebrei, tutto fa pensare ad Allen. Se non vi piacciono i film di Allen potete stare tranquillamente a casa.

Cast femminile all’altezza, con Sharon Stone che mi ricorda il personaggio interpretato in Basic Instinct, Sofia Vergara abbondante e convincente compagna di passioni della dottoressa Parker e Vanessa Paradis perfetta nel ruolo di vedova che esce dal suo periodo di lutto.

Per me un piccolo trauma quando al posto della voce di Oreste Lionello, storico doppiatore di Woody, mi sono trovato la voce Leo Gullotta. Mi ci sono voluti alcuni minuti, prima di abituarmi. Ma ce l’ho fatta.