[libro] E così vuoi lavorare nell’editoria

Autrice: Alessandra Selmi
Titolo: E così vuoi lavorare nell’editoria – I dolori di un giovane editor
Editore: Editrice Bibliografica
Altro: ISBN 9788870757767, p. 128, I ed. 2014, 9,90€

Voto: 7/10

Arrivato ieri come regalo di Gaia, aperto il pacco alle 22, con Brasile – Colombia in sottofondo ho iniziato a leggerlo. Non sono riuscito a smettere. Alle due di notte era finito.

La recensione di Gaia, che furbescamente l’ha letto prima di spedirmelo – e non so come abbia fatto, perché le pagine erano ancora tutte incollate – dice tutto quello che c’è da dire. A me rimangono le spigolature e le impressioni personali.

L’opera si inquadra nel filone questo è il mio lavoro. (Alcuni esempi: Marino Buzzi e Paolo Longarini) Ci sono molti altri che hanno affrontato il tema, come AmoIlWeb, ma sono rimasti nel web. Mentre i bit danno immediatezza e consentono il cazzeggio, la forma libresca consente una cura maggiore del testo e una struttura ragionata. Resta da capire se vale la pena fare tutto questo lavoro o se per questo tipo di cose sia meglio il web, dove però si lavora gratis. Per esempio: Paolo Longarini è spassosissimo, ma ho sbirciato il libro e la mano dell’editor si vede, il confronto col web è evidente. Io cosa farei? Ecco, non lo so, rimango col dubbio.

Bisogna dire che Alessandra Selmi ha una buona dose di autoironia e riconosce che essere dall’altra parte della barricata, ovvero scrittrice, porta a certe forme di esaltazione e di ansia.

Ci consola dicendoci che gli errori capitano a tutti, anche a lei che ne corregge a vagonate, e scopro di non essere il solo a scrivere hanno al posto di anno e scola al posto di scuola. E ci conferma la legge di Murphy: un errore sarà notato dopo la stampa e diventerà evidente e grosso come un grattacielo. Come ha fatto a nascondersi nelle fasi di lavorazione dell’opera? Mistero.

Ci racconta la parte meno piacevole del suo lavoro, come leggere o presentare cose che non piacciono o avere a che fare con persone strane o antipatiche.

Una lettura agevole, divertente, istruttiva, adatta ai curiosi e a chi si vuole avvicinare al mondo della scrittura. Adatta all’ombrellone e al clima estivo.

Buona lettura!

Aggiornamento 06/07/2014:

Dimenticavo una cosa importante: il primo capitolo dell’opera è qui. Per farvi un’idea.

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6 Risposte to “[libro] E così vuoi lavorare nell’editoria”

  1. Alessandra Selmi Says:

    Grazie per la recensione!
    Per la prima volta nella mia vita, ho avuto la meglio su una partita di pallone.

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  2. annam11 Says:

    Dalla recensione sembra un libro piuttosto con un punto di vista ottimista su questo tipo di lavoro, la parte “e così vuoi lavorare nell’editoria” ma non ce la fai è ahimè molto più amara…

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    • ilcomizietto Says:

      Alessandra è molto leggera nel raccontare il suo lavoro, ma non nasconde le difficoltà. Dice chiaramente che si guadagna poco, si lavora tanto e racconta di aver iniziato dalle didascalie nelle foto di una rivista di moda. Racconta di aver avuto molta fortuna. La gavetta, insomma. Ah, sì: dice che ancora adesso fa fotocopie e caffè.

      Alessandra non ci nasconde nulla!

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    • Alessandra Selmi Says:

      Ciao Annam11.
      Scusa il ritardo nella risposta, ma mi ero persa i commenti
      (ecco un problema del Web, Il comizietto, che è enoooooooorme!).

      Il mio punto di vista è chiaramente ottimista, nella misura in cui il mio lavoro mi piace tantissimo e, in fondo, “ce l’ho fatta”.
      Credo che tutte le esperienze in cui falliamo siano amare, non solo il lavoro, non solo l’editoria.

      Poi ho cercato di dire le cose come stanno, almeno dal mio punto di vista. Ho raccontato le notti sveglia a correggere merdacce altrui, la poca soddisfazione quando si viene messi in un angolo dopo essersi fatti un mazzo così, le umiliazioni inflitte da persone maleducate, prepotenti, scorrette, ingrate.
      Credo, dopo tutto, che siano gioie e dolori che si ritrovano un po’ in tutti i settori, a tutti i livelli.

      L’ho raccontato secondo il mio stile, che è leggero, ironico, qualche volta sarcastico. Mi piace dire le cose con un sorriso, perché la vita è già di per sé piuttosto cupa.

      Se leggerai il libro, magari, mi farai sapere cosa ne pensi.
      Intanto grazie per il commento!

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