Avere la testa fra le nuvole

Riassumo brevemente il caso, ripreso da ilPost:

Le foto rubate alle attrici su Internet
Qualcuno ha violato gli account di Jennifer Lawrence e altre celebrità, mettendo online foto in cui sono nude o fanno sesso

Foto private di attrici famose sono state pubblicate da un sito di immagini. Il sospettato numero uno è il servizio di cloud usato dall’attrice coinvolta. Nessuna certezza, per ora.

Aggiornamento: a dimostrazione che una volta uscite le foto sono per tutti, anche per i più distratti:
Quello che non ha messo online le foto di Jennifer Lawrence nuda
È stato meno criminale ma più scemo: ha finto su internet di averle lui facendosi goffamente riconoscere, e ora è nei guai grossi

Parto da qui per fare un comizio.

Vengo sempre tacciato di paranoia, ma ci sono alcune cose da sapere e che molti non vogliono sapere.

Nell’era analogica prendere le foto private di attrici famose significava violare appartamenti e uffici per ogni attrice coinvolta. Un bel rischio e un bel lavoraccio. Per monetizzare il colpo dovevi convincere qualche giornale scandalistico a comprarti le foto rubate.

Nell’era digitale pre mania del cloud, prendere le foto private di attrici famose significava violare il computer di ogni attrice coinvolta. Più facile, meno rischioso, ma sempre un bel lavoro era. (Quando si collega? Da dove? Che computer usa?, eccetera.)

Oggi, con i sistemi cloud proposti da grandi operatori, per avere i dati di ogni utente del cloud basta trovare il punto debole del sistema. Trovato il buco non si prendono i dati di poche attrici. Si prendono tutti i dati di tutte le persone (o tante persone) che usano il servizio di cloud. Facile? Sì, una volta scoperto il modo, esso è replicabile da chiunque. Rischioso? Dipende dalla bravura del criminale. Nelle contropartita si deve tenere conto che si possono fare molti soldi e con molto soldi è più facile sparire. E fare i soldi non è così difficile, perché potenzialmente i dati li puoi vendere a chiunque sia connesso a internet.

Vengono eseguiti furti di dati a danno delle banche e siti di e-commerce, che hanno tutto l’interesse alla riservatezza e hanno i mezzi per proteggere i loro dati. Pensare che un servizio di cloud gratuito non venga violato prima o poi è pura utopia.

È questa la differenza fra ieri e oggi. Oggi i furti di dati si fanno in massa. Ieri uno per uno.

Altra cosa che nessuno vuole sentirsi dire: cancellare i dati sui dispositivi elettronici non è banale. Ma io ho cancellato il file. È nel cestino! Anche il cloud ha il cestino. Con il tasto recupera. Ah, ma allora mi faccio furbo, basta svuotare il cestino! Non sempre basta. Quasi mai.

Una volta assimilati questi due concetti, il più è fatto. Soluzioni alternative o di compromesso si trovano. (Ok, eDue adesso mi citerà OwnCloud. E io Sinology. :-) )

E l’internet delle cose anche no. Almeno fin che posso.

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2 Risposte to “Avere la testa fra le nuvole”

  1. eDue Says:

    Mi fischiavano le orecchie…

    Mi piace

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