Archive for ottobre 2014

L’indispensabile /58

giovedì 30 ottobre 2014

Il tutto è iniziato ieri, in un tranquillo mercoledì pomeriggio

Pensavo fosse una piccola e innocua stronzata stupidaggine:

Bicchiere termico elettrico 0.35l tazza di caffè collegabile alla presa accendisigari auto viaggi

perché in fondo a volte serve scaldare qualcosa che prima era freddo, come il latte per neonati.

Poi il baratro:

La tazza che si mescola da sola

[film] Interstellar – l’attesa

mercoledì 29 ottobre 2014

Il prossimo 6 novembre uscirà il film Interstellar, di Christopher Nolan. Vista la mancanza cronica di fantascienza decente al cinema, il film è molto atteso. Cioè: è molto atteso da me.

Ne parla ilPost:

Cosa si dice di Interstellar
Abbiamo letto le prime recensioni del nuovo film di Christopher Nolan, tra paragoni con Kubrick e consigli come “guardatelo sullo schermo più grande possibile” (niente spoiler)

C’è un passaggio, però, che mi raffredda molto l’entusiasmo:

Interstellar è stato definito dal Guardian un tributo – e, per alcuni tratti, un remake – a 2001: Odissea nello spazio, uno tra i più apprezzati film del regista Stanley Kubrick.

Quando si citano film famosi (2001 è un po’ più di un film famoso) per fare paragoni, di solito la cagata pazzesca (cit.) è dietro l’angolo. Come se uno venisse fuori con il nuovo Dante Alighieri della poesia o il nuovo Asimov della fantascienza o il nuovo Stephen King del thriller. Come dite? Lo fanno già? Infatti, nel migliore dei casi il nuovo Alighieri/Asimov/King non ha nulla a che spartire con gli originali. Meglio volare più in basso e fare cose decenti col proprio nome.

Andrò a vedere.

Aggiornamento 03/11/2014:

Una integrazione con Amedeo Balbi su IlFattoQuotidiano:

Interstellar, grazie al film di Christopher Nolan “nuove scoperte sui buchi neri”
di Davide Patitucci

Il titolo non la dice proprio giusta. È che il cinema ha un sacco di soldi che la scienza non ha. La ricostruzione realistica fatta al computer per il film ha aiutato la ricerca. Le equazioni c’erano già.

Doris Lessing /2

domenica 26 ottobre 2014

Informo i miei 21 lettori che Fanucci sta finalmente riempiendo un vuoto nella traduzione italiana dell’opera della Lessing. Come pochi sanno la Lessing scrisse anche di fantascienza. Il ciclo Canopus in Argos consta di 5 tomi:

Shikasta (1979)
Un pacifico matrimonio (1980)
Una donna armata – Esperimenti siriani (1981)
Un luogo senza tempo (1982)
The Sentimental Agents in the Volyen Empire (1983)

Fino a febbraio 2014 erano stati tradotti in italiano il secondo e il quarto della serie. A marzo è uscito Shikasta e il mese scorso è uscito Una donna armata – esperimenti siriani. (Nulla a che vedere con la Siria. Siriani nel senso della stella Sirio.) Rimane da tradurre il quinto. Aspetto con fiducia.

[libro] Cecità

venerdì 24 ottobre 2014

Autore: José Saramago
Titolo: Cecità (Titolo originale: Ensaio sobre a cegueira)
Editore: Feltrinelli
Altro: ISBN 9788807881572, p. 288, 9,50 €, I ed. originale 1995, Traduzione di Rita Desti, romanzo, fantascienza

Voto: 7/10 (dopo breve riflessione: 8/10)

In un posto imprecisato, in un tempo imprecisato (approssimativamente fra il 1983 – si accenna all’AIDS – e il 1995 – non ci sono cellulari) un uomo diventa improvvisamente cieco mentre è fermo ad un semaforo. No, non vede tutto nero. Vede tutto bianco, come immerso nella nebbia. Va da un oculista, ma il medico non riesce a fare una diagnosi, tutto sembra in ordine. Il giorno dopo anche il medico diventa cieco come il suo paziente e man mano molte altre persone lo diventeranno. All’inizio si pensa a qualche infezione e allora si mettono in quarantena i primi casi, ma la situazione peggiorerà.

In questa situazione straordinaria Saramago mette alla prova le relazioni umane e lo spirito di sopravvivenza dei protagonisti e della società. La cecità bene presto non è più solo una malattia degli occhi, ma dell’anima. Anzi, sembra da questa causata:

Non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo. Ciechi che, pur vedendo, non vedono.

(È nel retro di copertina, non anticipo nulla.)

Le avventure dei ciechi e altri dettagli importanti li lascio alla vostra lettura, così come le speculazioni filosofiche e morali.

Un accenno sulla prosa, non banale, né facile. Saramago, per renderci ciechi e straniati durante la lettura, non solo non specifica luoghi e date, ma non usa nemmeno nomi propri. Ci sarà il primo cieco, la moglie del primo cieco, l’oculista, eccetera. Nemmeno i cani avranno un nome proprio, né le vie delle strade, nulla. Ecco, questa cosa dei nomi in alcuni punti appare una forzatura, alcuni ciechi li chiedono, ma la risposta è “siamo tutti ciechi, i nomi non servono.” L’effetto di straniamento però è notevole, ma Saramago va oltre: non viene segnalato il discorso diretto dei personaggi. Il discorso diretto è inserito nella frase che descrive la situazione. Vi faccio un esempio:

Il cieco si portò le mani agli occhi, le agitò, Niente, è come se stessi in mezzo a una nebbia, è come se fossi caduto in un mare di latte, Ma la cecità non è così, disse l’altro, la cecità dicono che sia nera, Invece no io vedo tutto bianco, Magari aveva ragione quella donna, potrebbero essere i nervi, i nervi sono diabolici, Lo so io che cos’è, è una disgrazia, sì, una disgrazia, Mi dica dove abita, per favore, in quell’istante si sentì l’avviamento del motore.

Questa è un’unica frase. Forse quattro o cinque persone che parlano fra loro. L’impatto, anche visivo è notevole: sembra di leggere un’enciclopedia, di affrontare un muro di testo. Eppure si capisce, i discorsi, nonostante tutto, si seguono.

Ultima nota, pardon, consiglio: non sbirciate l’ultima pagina.

Buona lettura!

[libro] “La Rete è libera e democratica” Falso!

domenica 19 ottobre 2014

Autore: Ippolita
Titolo: “La Rete è libera e democratica” Falso!
Editore: Laterza. Collana Idòla
Altro: ISBN 9788858111826, p. 94, 9,00 €, saggistica, pubblicato con licenza CC by-nc-sa, 3.0

Voto: 8

Questo è un saggio sulla Rete scritto da persone che hanno (almeno!) un minimo di competenza tecnica. Questo è un saggio filosofico, a tratti non proprio semplicissimo, ma che propone tesi forti, dalle conseguenze notevoli. Questo è un saggio che ogni persona che si avvicina alla Rete dovrebbe leggere.

Vengono smontati alcuni falsi miti legati alla Rete, come la possibilità di una crescita (anche economica) illimitata, la democraticità della Rete (il M5S non è mai nominato, ma è ben presente), la possibilità di una trasparenza totale (ancora M5S). Viene descritto il potere omologante dei social network, la perdita della nostra identità, prima ancora della privacy, proprio con strumenti che sembrano esaltarla. Vengono insomma ribaltati molti luoghi comuni e la visione della Rete sembra essere a tinte fosche. (Noto anche una divergenza con alcune tesi Mantelliane, come quella di Internet come biblioteca universale.)

Il saggio offre veramente molti punti di riflessione, e forse una maggiore lunghezza avrebbe aiutato, ma alcuni punti che ridanno speranza a questa tecnologia sono da segnalare. La Rete come luogo di ricerca personale, non mediata dai motori di ricerca; la Rete come luogo di identità complesse e non omologate; la Rete come possibilità di strumento di socializzazione locale e reale. Per far questo, dice Ippolita, bisogna sganciarsi il più possibile dai grandi operatori del web, acquisire una competenza tecnica informatica di base (almeno), ed evitare di ricostruire logiche di massa tipiche dei socialcosi. (Per Ippolita “piccolo è bello”.) Insomma Ippolita è figlio della Rete pre 2000 e ancora crede che sia possibile usarla per migliorarci. Resta da verificare se la strada indicata da Ippolita è quella giusta. Lo sapremo solo se saremo capaci di percorrerla.

Una correlazione non fa primavera

venerdì 17 ottobre 2014

Da Paolo Attivissimo:

Il sito delle statistiche impossibili

Dove si apprende:

che più si riduce il numero delle colonie di api, più aumenta il numero degli arresti per possesso di marijuana

e tante altre curiosità e dove si impara una lezione importante sull’uso della correlazione.

[poesia] Ringraziamenti

giovedì 16 ottobre 2014

A me piace molto, ma non ha mai riscosso molto successo:

Non dimenticare nessuno,
per non creare imbarazzi.

Ricorda i professori con i loro titoli,
i dottori con il nome e cognome,
i colleghi per meriti e cortesia,
chi ti ha aiutato veramente,
per ultimi, ma sentitamente.

La mamma e il papà
perché ti misero al mondo;
la compagna di vita
perché ti ama;
e i figli, se li hai,
perché li hai trascurati.

Gli amici ricorda tutti,
perché ti sopportarono,
ma solo il nome dei più cari.

Ringrazia Dio,
ma solo se ci credi.

(1998)
(Pubblicata sulla tesi di laurea.)

Prime donne

giovedì 16 ottobre 2014

Nell’ultimo ultimo numero di Rudi Mathematici (Ottobre 2014, n. 189) apprendo la notizia che la prima donna laureata è italiana, la veneziana Elena Lucrezia Cornaro Piscopia. Si laureò in filosofia all’Università di Padova nel 1678. Quasi cento anni dopo abbiamo anche la prima donna accademica, la bolognese Laura Maria Catarina Bassi. Ebbe la Cattedra di Fisica Sperimentale all’Università di Bologna nell’anno 1776.

Da allora è stata fatta tanta strada, ma siamo ben lontani dal traguardo: non considerare eccezionale l’eccellenza intellettuale femminile. Sempre i Rudi, nel numero sopra citato, ci raccontano le follie accadute nella stampa occidentale e iraniana con la medaglia Fields vinta dalla Mirzakhani.

Ridimensionamento ebola

giovedì 16 ottobre 2014

Rischi rari ed eccezionali fanno molta presa sul nostro sensore di pericolo.

IlPost ci traduce (adattandolo) un articolo del Guardian dove si ridimensionano i rischi sull’ebola (che rimane una malattia pericolosa):

8 miti su ebola
di James Ball – The Guardian
Il Guardian ha messo in ordine un po’ di cose che si leggono o si sentono dire in giro ma non corrispondono al vero (almeno non del tutto)

C’è anche chi cerca di guadagnare dalle paure altrui (sempre da IlPost):

Il business degli ebook allarmisti su ebola
di Caitlin Dewey – Washington
Ne vengono scritti moltissimi, racconta il Washington Post, da autori non qualificati che se li pubblicano da soli su Amazon facendo disinformazione pericolosa

Avvisi di biscotti? No, grazie!

giovedì 16 ottobre 2014

Non voglio sapere per quale motivo ora va di moda avvertire che sul nostro pc verranno versati numerosi cookie. Senza di essi molti siti sono inutilizzabili, quindi la mia strategia è quella di accettarli tutti e impostare il browser per cancellarli finita la navigazione.

Oggi togliamo l’avviso sui blog di google: *.blogspot.com. Se riuscirò a togliere altri avvisi molesti… forse sarà meglio creare una pagina apposta.

Prima di tutto installate AdBlockPlus sul vostro browser (c’è per tutti i più famosi), andate su gestione filtri -> filtri personalizzati -> se non c’è nessun gruppo aggiungetelo -> aggiungi filtro -> e ci mettete questo:

||blogger.com/navbar.g?*

Chiudete il tutto e concedetevi solo biscotti veri.