La fame del vicino

Accade che dove lavoro in questo periodo, in periferia di Milano, ci sia, molto vicino a uffici di società blasonate, un campo nomadi. Non so se siano rom o altro. So che vivono lì, in tende e capanne improvvisate, a volte dormono nelle loro auto con targa francese. Il posto che occupano è una proprietà privata, immagino, con capannoni ormai demoliti e parzialmente rimossi. Sono presenti numerosi detriti, sterpaglie ed erbacce, qualche albero non curato. In mezzo a tutto questo, tanta spazzatura: bottiglie di plastica, valige svuotate, pneumatici, stracci e tanto altro. E topi.

Questa famiglia ha anche un bambino di circa quattro anni, con una vistosa deformazione sul labbro superiore. (Una ferita?)

Vivono lì, in mezzo alla sporcizia, al freddo e umido d’inverno, all’afa d’estate. Bruciano legna per scaldarsi, ma anche spazzatura, plastica. L’odore acro e nauseabondo è inconfondibile.

Lì vicino c’è vicino un semaforo molto trafficato e chiedono l’elemosina. Deve essere molto redditizio, perché periodicamente vengono evacuati, con grande spiegamento di forze dell’ordine e, se non ho capito male, anche di civili con il compito di trovar loro una sistemazione. Dopo una settimana sono ancora lì, rimettono insieme le loro tende e ricominciano a chiedere l’elemosina. È sicuramente un posto ambito, scelto e cercato. I topi, la sporcizia, il freddo, la mancanza di servizi igienici sono solo un nostro problema.

In questa piccola tragedia metropolitana ci sono, oltre ai topi, numerosi gatti. (Ora i topi sono molti di meno, in effetti.) E dove ci sono i gatti ci sono le gattare. Capita di vedere donne ben messe, alla mattina quando entro o alla sera quando esco dall’ufficio, portare cibo e assistenza ai gatti, ignorando completamente le persone 20 metri più in là.

Io sinceramente non so cosa pensare. Posti a Milano per farsi aiutare non mancano. Sicuramente esistono posti abbandonati migliori di quello per accamparsi. Dubito anche che questi nomadi vogliano farsi aiutare. A far che poi? Non sembra abbiano considerato altro che chiedere l’elemosina al semaforo. Vedo che mangiano e un vicino cantiere gli fornisce acqua potabile. Non chiedono altro, apparentemente.

Una cosa però sento che stona parecchio: portare da mangiare ai gatti e ignorare gli uomini. O forse è la stessa cosa del mio passare silenzioso davanti a loro?

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