Referendum costituzionale

Oggi, fra amici, abbiamo avuto un confronto sul prossimo referendum costituzionale. Le domande a cui cercavamo di rispondere erano due:

1) Il referendum era obbligatorio o solo moralmente dovuto?
2) I comitati per il SI e per il NO che hanno presentato la richiesta di referendum l’hanno fatto solo per avere il rimborso elettorale con la raccolta delle firme?

Non avendo l’internette a portata di mano, ho fatto una piccola ricerca questa sera. Ecco i risultati:

Rispondere alla domanda 1 è facile. L’art. 138 della Costituzione recita:

Art. 138.

Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.

Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

Chiedere il referendum è quindi moralmente auspicabile, visto che la legge di revisione non ha trovato i 2/3 del Parlamento concordi, ma non è affatto un obbligo. Anzi, la Costituzione dà tempi molto stretti per richiedere il referendum.

Per quanto riguarda il punto 2 molti parlamentari, sia della maggioranza che della minoranza, già da prima della sua approvazione, avevano dichiarato di presentare richiesta di referendum. I comitati per il SI e il NO avrebbero solo dovuto aspettare qualche giorno. Cosa è successo invece?

Il 15 aprile è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge di riforma costituzionale voluta da Renzi.

Il 18 aprile è stato richiesto il referendum dal comitato per il NO. Richiesta precauzionale: chi si fida dei parlamentari?

Il 19 e 20 aprile si sono mossi i parlamentari. Richiesta doverosa, perché la raccolta delle firme non è affatto scontata.

Il 13 maggio il Comitato per il SI si sveglia e chiede anche lui il referendum. Richiesta ormai inutile.

Per sapere quanto valgono le firme per la richiesta di referendum ho trovato questo articolo esplicativo:

Il business dei referendum, i rimborsi ai comitati promotori

Mettiamola così: firmando al banchetto del SI o del NO finanziate indirettamente la campagna relativa. Devo trovarne uno per il NO…

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