Archive for dicembre 2019

LGBTQIZKJYeccetera

lunedì 30 dicembre 2019

Ieri sera Lacomizietta mi leggeva questo articolo su ilPost:

Cosa vuol dire LGBTQI
Fino a LGBT arrivano quasi tutti (ma siete sicuri?), dopo le cose diventano più complesse: e ci sono attivisti che vorrebbero allungarla ancora

e gli faceva le pulci e mi sciorinava sigle e definizioni legate alla sessualità. Al che ho pensato che, volendo descrivere con precisione tassonomica tutto questo variegato mondo, le lettere della sigla dovrebbero essere circa 45. Abbiamo convenuto che LGBTQ+, o anche LGBT+, da usare per motivi storici, sarebbe più che sufficiente per indicare questo variopinto mondo delle possibilità nel mondo del sesso. Anzi, a bene vedere la cosiddetta normalità, eterosessuale e binaria, ha anch’essa molte sfumature. Inoltre l’obiettivo di tanto sforzo dovrebbe essere, in un mondo ideale, assolutamente inutile: uno non dovrebbe aver bisogno di essere incasellato e giudicato per come vive la propria sessualità. Vedremo come andrà a finire.

Giornalismo: due esempi

domenica 29 dicembre 2019

Da ilPost:

L’immigrazione non è più un’emergenza per merito di Salvini?
È la linea del Corriere della Sera nel suo giudizio di fine anno sui governi Conte, vediamo se è vero

Spoiler: no, non è vero. E non sono vere anche altre cose scritte nell’articolo del Corsera.

PS: nell’articolo de ilPost c’è il link all’articolo del Corsera.

[libro] La scienza delle verdure

venerdì 27 dicembre 2019

Autore: Dario Bressanini
Titolo: La scienza delle verdure – La chimica del pomodoro e della cipolla
Editore: Gribaudo
Altro: ISBN: 9788858025192; p. 280; 24,00€; genere: divulgazione scientifica, cucina; fotografie di Barbara Torresan

Voto: 8/10

Ammetto di aver saltato due capitoli, quello sugli asparagi, che tanto non cucino mai, e quello sul basilico, che recupererò questa estate. Avverto anche i potenziali lettori che, chi frequenta il blog di Bressanini da lungo tempo, molte cose che ci sono nel libro le avrà già lette, il capitolo del basilico è un esempio calzante.

Il mondo delle verdure è sconfinato e Bressanini ha dovuto fare una scelta. È probabile, se il libro avrà successo, che ci sarà un secondo volume, con le erbe aromatiche e i cereali. In questo troverete: cipolla, porro, aglio, pomodoro, peperone e peperoncino, asparago, basilico, carota, zucca, zucchina, olio, melanzana, patata, quinoa. In aggiunta troverete un poco di scienza che vi serve un cucina: il freddo come conservante, l’uso del microonde, il pH e un poco di chimica degli oli. Tutto semplificato al massimo e per uso culinario.

Non ci sono delle vere e proprie ricette, questo non è un libro di cucina. Ci sono degli esempi di cottura o di preparazione, per illustrare alcuni concetti spiegati nel libro. C’è come scegliere una verdura, quando comprarla senza farla venire dalle serre o dall’altra parte del mondo, il suo apporto nutritivo, la sua origine e diffusione, come conservarla al meglio, si smontano alcuni miti. Il tutto in modo facile e divertente. Talmente tanto divertente che me lo sono letto in due giorni e adesso vorrei fare venticinquemila prove in cucina. Sui risultati non garantisco, però. Per fortuna non ho il palato difficile e difficilmente butterò via i miei esperimenti.

Buon appetito!

[film] Star Wars: L’ascesa di Skywalker

lunedì 23 dicembre 2019

Titolo: Star Wars: L’ascesa di Skywalker (Star Wars: The Rise of Skywalker)
Regia: J. J. Abrams
Sceneggiatura: J. J. Abrams, Chris Terrio
Effetti speciali: Dominic Tuohy, Roger Guyett
Musica: John Williams
Altro: genere: fantascienza; 141 minuti; USA; 2019; direzione del doppiaggio: Carlo Cosolo

Voto: 7/10

(Dati da Wikipedia e Antonio Genna)

Riferimenti (alert: possibili spoiler!) da ilPost:

Dieci cose che forse non avete notato nel nuovo Star Wars
L’articolo da leggere dopo che siete usciti dal cinema, per fare una discreta impressione sugli amici

Le cose da sapere sul nuovo Star Wars
Uscirà nei cinema mercoledì, e se ne parlerà parecchio: una guida per arrivare preparati anche se non siete super fan

Si parla male del nuovo Star Wars
“L’Ascesa di Skywalker” esce oggi in Italia, e le prime recensioni – SENZA SPOILER – dei giornali americani sono piuttosto negative

C’è poco da aggiungere senza rischiare di rovinarvi la visione. Le considerazioni sono le stesse degli anni passati: la saga è morta e converrebbe terminarla qui. Lo si potrebbe fare a ragion veduta, visto che il destino degli Jedi e dei Sith è ben chiaro, ora.

Al contrario delle critiche portate da ilPost, questo film, dell’ultima trilogia, è quello che mi è piaciuto di più e che ho trovato più comprensibile, nonostante il regista Abrams, che di solito mi delude. Ho il sospetto di essermi perso qualcosa, ma fa niente. Rimane il fatto che Kylo Ren non lo sopporto: mi sembra il personaggio più insulso di tutta la saga.

Ho gradito molto come è stato gestito lo scontro finale, il risvolto morale mi è piaciuto.

Alcuni dettagli: i soldati cattivi sono anche donne e se ne ribellano molti di più di quanti si immagini. E poi un bacio omosex, che però dovete essere veloci a vedere, che dura quattro picosecondi. Leia, interpretata dalla scomparsa Carrie Fisher, non è stata creata digitalmente. Sono state riciclate delle scene tagliate in film precedenti.

Il film l’ho visto a Melzo, nella sala Energia, super attrezzata per godere al meglio gli effetti speciali. Ne è valsa la pena.

Buona visione!

Aggiornamento 03/01/2020: una critica positiva da SlowFilm: Star Wars IX: L’ascesa di Skywalker (J. J. Abrams 2019), il ritorno alla semplicità dell’epica

Sull’arte e la banana appesa

giovedì 12 dicembre 2019

Qualche giorno fa Maurizio Cattelan, l’artista italiano famoso per il water d’oro e altre opere, ha esposto la sua ultima fatica. Comedian: una banana appesa con del nastro adesivo. L’opera è stata venduta per 120 mila dollari e anche la banana è stata mangiata da David Datuna. Non devono essere stati pochi quelli che si sono fatti delle domande, tanto che il critico d’arte Jason Farago sul New York Times ha provato a contestualizzare l’opera e a darle un senso.

Le argomentazioni di Farago mi sono sembrate delle supercazzole, ma questo deriva probabilmente dal fatto che sono abbastanza rozzo sulla materia. Ho cercato allora di fare chiarezza nei miei pensieri e ho partorito questa domanda: ma è sufficiente una riflessione filosofica, artistica, intellettuale in senso lato, per fare arte? O l’arte, per essere tale, deve accompagnarsi anche a un talento più concreto? Sulla banana di Cattelan la domanda potrebbe coniugarsi così: è sufficiente 30 cm di nastro adesivo, una banana e una parete bianca per fare l’opera o ci vorrebbe anche una qualche abilità fuori dal comune? Non so: una banana scolpita nel marmo, un nastro che solo Cattelan sa come fare, un calcolo particolare per appenderla in modo strano. Dico cose a caso, per fare un esempio.

Anche il filosofo e lo scrittore, che svolgono attività quanto mai intellettuali, non è che partoriscono opere mirabili scribacchiando due righe su un foglio. Di solito, per partorire capolavori, riscrivono le stesse due righe, due capoversi o due pagine, molte volte, talmente tante volte che arrivano alla vecchiaia prima di essere date al pubblico. (Magari Cattelan è due anni che pensa a questa opera. Chi lo sa.)

Uno scultore sa fare con martello e scalpello cose che nessun altro sa fare. Un pittore sa usare i colori un po’ meglio di me. Insomma: io vedo l’artista come uno bravo a fare cose che io, e non solo io, non so fare.

Trovare invece una motivazione per un’opera basta solo molta faccia di tolla, o una grande capacità dialettica. Un talento, certo, che anche questo io non ho sempre; allora l’opera non è la banana, ma un’altra cosa.