LAVATI.QUELLE.CAZZO.DI.MANI

Dovrebbe essere un messaggio semplice. Dovrebbe essere l’ABC della buona educazione e dell’igiene personale. In questi frangenti straordinari ho scoperto che non è così. Qualcuno ci ha fatto anche un grafico e non siamo messi benissimo, ecco:

The European countries that wash their hands least after going to the toilet

Al lavoro ho trovato le scuse più fantasiose, i ma più creativi. La mia fede nella nonviolenza ha avuto un attimo di sbandamento, la fede nell’umano raziocinio ha vacillato.

Se una cosa è facile, allora ci sembra di non fare abbastanza. Eppure è proprio facile:

LAVATI.QUELLE.CAZZO.DI.MANI.

No, non c’entra il coronavirus. Nemmeno l’ebola. È da quando sappiamo dell’esistenza dei batteri, più o meno dalla seconda metà dell’800, che dovrebbe essere così. Quindi quando entri in ufficio ti vai a lavare le mani, prima di mangiare ti lavi le mani, quando torni da pranzo ti lavi le mani. A casa tua ti ammazzi come vuoi, ma non invitarmi se non ti lavi le mani quando entri in casa. Facile, efficace, veloce, sicuro.

Quando e come, c’è scritto qui:

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2 Risposte to “LAVATI.QUELLE.CAZZO.DI.MANI”

  1. Diemme Says:

    Ho visto cose… tipo persone uscire dal bagno dopo lunghe sedute, lasciando un inconfondibile odore, e imboccare la porta d’uscita senza minimamente accostarsi al lavandino! Vomito.

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    • ilcomizietto Says:

      I miei nonni hanno avuto come unico bagno una casetta di legno sopra un letamaio fino alla prima metà degli anni 70, e io me la ricordo. Capisci bene che non sono un maniaco dell’igiene e quello che non si lava le mani uscito dal bagno mi fa schifo il giusto.

      Il comizio in questione nasce dal fatto che un mio collega, per fare lo spiritoso, perché è pirla o per provocare, non l’ho ancora capito, andava a trovare scuse per non lavarsi le mani una volta arrivato in ufficio.

      Ieri ha superato il limite e, dopo aver dichiarato di essere stato in ospedale per una visita medica, mi chiedeva provocatoriamente se dovesse lavarsi le mani. Ho dovuto alzare la voce, ma poi è andato. Spero che abbia almeno prelevato il sapone.

      Altro capitolo: io in azienda faccio assistenza anche sui client, fra le ennemila cose. E quindi vedo tastiere e mouse di tutti i tipi e in ogni condizione. Ecco. La mia tastiera e il mio mouse, in confronto a quelli di alcuni, sembrano puliti quanto una sala operatoria. La situazione limite l’ho avuta agli inizi degli anni 2000. Portai a casa dal lavoro un mouse sporco, ma potenzialmente funzionante. Dai che lo recupero, mi dicevo. Aveva sopra tanti strati di grasso, pelle e sporco che non sono riuscito a togliere nemmeno dopo 12 ore di immersione in alcool puro. Alla fine l’ho buttato via e non ho più fatto certe cose. Capisci che lavarsi le mani 3 volte al giorno, al lavoro, diventa il minimo sindacale per la sopravvivenza.

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