Trucco e parrucco

Ieri sera, dopo una giornata davanti al monitor, avevo l’occhio sinistro che sembrava quello di Sauron. Soffro della patologia dell’occhio secco e quando è la giornata no vivo con la sabbia negli occhi. Non è una bella cosa. Quindi, dopo il lavoro, niente TV. (TV inteso come apparecchio per servizi di streaming e DVD, che la TV inteso come “canali TV” non la guardiamo mai.)

La Comizietta si apprestava a visionare tutti i nuovi video di YouTube in solitudine e non mi sembrava il caso.

– Figlia, facciamo qualcosa insieme che non sia guardare la TV? Che so, chiacchierare, sentire musica, magari sentiamo un podcast di Delmastro o Barbero.
Provocazione stronza, so che non le interessano, anzi odia queste cose perché interessano a me.
– Papi, sai che ti voglio bene, ma in questo periodo mi stai molto sulle palle. Sempre te, solo te, ormai so già cosa mi rispondi a ogni cosa.
– Comizietta, hai ragione. Pensa, che pur essendo la mia figlia preferita, anche io ti vorrei strangolare in questo periodo. Mi dispiace molto che dobbiamo convivere forzatamente. Ma su, prova a chiedermi qualcosa, vediamo se rispondo in modo diverso.
– Cosa mi dici di uozzapp?
Stronza. Lei sa che lo odio.
– Vabbè ma così non vale. Facciamo un altro tema.
– Come era Einstein?
E ride. Sa che il tormentone di casa prevede che io risponda “Un grande, virgola, un grandissimo!”
– Su, un argomento nuovo!
Esasperata:
– Ma abbiamo già parlato di tutto! E poi mi dà fastidio che tu abbia sempre ragione!
– Perché sono…
– Sei un padre meraviglioso, ma anche che due palle!
E incazzata va in camera sua a prendere una parrucca per un cosplay.
– Cosa fai?
– Provo a fare una acconciatura a questa parrucca, per farla uguale al personaggio.
Vedo che cerca di sistemarla su un pupazzetto di stoffa, ma non ci riesce.
– Hai bisogno di aiuto?
– Ci vorrebbe qualcuno su cui mettere questa parrucca.
– Beh, ci sono io, no?
E quindi sono stato venti minuti con una parrucca rossa in testa, mentre lei la tagliava e sistemava.
La Comizietta è stata piacevolmente stupita dal mio aiuto, che sa quanto poco mi piaccia travestirmi e il mondo del trucco e parrucco. Ma del resto dovevo solo dare il mio crapone come appoggio. Nulla di più.
Facevo ridere con la parrucca e la mia faccia da koala (rif. Sheldon Cooper).

– Non me lo aspettavo, Papi! Le mie amiche chiedono una tua foto.
– NO, LA FOTO NO!
Che tutto ha un limite.

Poi, prima di dormire, al posto di stare davanti al tablet per cose più o meno intelligenti da vedere o leggere, mi sono sentito la musica come non facevo da molto tempo. È stato molto bello e rilassante. Perché non farlo più spesso?

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