Archive for ottobre 2020

[libro] L’occhio del sole

lunedì 26 ottobre 2020

Autori: Arthur C. Clarke – Stephen Baxter
Titolo: L’occhio del sole (Titolo originale: Sunstorm)
Editore: Editrice Nord
Altro: ISBN: 9788842914853; questa ed. 2007; I ed. originale 2005; 18.60€; p. 356; genere: romanzo fantascienza; Traduzione di Gianluigi Zuddas

Voto: 6/10

Per rallegrare le mie serate mi sono messo a leggere questo romanzo comprato a fine 2019 presso una piccola libreria che chiudeva. Il romanzo è del genere catastrofi nel futuro. In questo caso un futuro molto vicino, il 2042: il Sole, sobillato da una specie aliena che ci considera pericolosi senza mai averci frequentato, tenta di farci arrosto con una mega tempesta solare.

Riuscirà l’umanità a salvarsi? Cosa tenterà di fare per difendersi da un attacco superiore alle sue forze?

Il romanzo scorre bene nella lettura, ma lascia poco. I personaggi mi sembrano solo abbozzati, così come anche alcune relazioni fra di loro. Ci sono invece molti riferimenti (fanta)tecnici sulla fisica del Sole, le fasce di Van Allen, punti di Lagrange e cose simili. Non si sa quasi nulla su questi presunti alieni nemici. Non so se si rimanda a un seguito, ma qui la mancanza di informazioni rende tutto abbastanza nebuloso.

Molti refusi. Ma più che refusi un unico grande errore mai corretto: Luna, inteso come satellite della Terra, sempre scritto con l’iniziale minuscola e il Sole diventato un più modesto sole.

Buona lettura o buona passeggiata. Vedete voi.

Comizi altrui /7

giovedì 15 ottobre 2020

Louise Glück è la nuova Nobel per Letteratura 2020 e il mio letterato di riferimento mi guida alla sua scoperta:

la poesia che ci è sfuggita
di LoScorfano

[libro] Dante

mercoledì 14 ottobre 2020

Autore: Alessandro Barbero
Titolo: Dante
Editore: Gius, Laterza e figli
Altro: ISBN: 9788858141649; 20,00 €; p. 362; I ed. ottobre 2020; genere: saggistica, storia, biografia

Voto: 8/10

Biografia di Dante direi complementare a quella scritta da Marco Santagata, biografo che Barbero cita e conosce molto bene.

Il taglio di questa biografia è storico, e come potrebbe essere altrimenti, visto il lavoro di Barbero? I primi quattro capitoli, infatti, sono dedicati alla questione nobiliare degli Alighieri, della sua condizione sociale e nel far questo si inizia a esplorare il mondo medioevale dell’epoca. Si inizia con la battaglia di Campaldino: come era formato l’esercito, come si svolse e altri dettagli. Da qui si passa alla condizione economica e familiare degli Alighieri. Cosa voleva dire essere nobili al tempo? Cosa comportava? Chi erano gli antenati di Dante? Al quinto capitolo inizia la biografia vera e propria di Dante.

Come anche ribadito da Santagata, i dati su Dante sono scarsi e contraddittori. Spesso, in molte parti della sua vita, bisogna procedere per intuito, buon senso, spremendo ogni informazione dal più piccolo indizio, avendo sempre presente che le certezze sono poche. Molti indizi arrivano dai registri dei notai, poiché la famiglia di Dante era dedita a numerosi affari, di compravendita di terreni e case e prestiti di soldi a usura (cosa a quanto pare assai normale all’epoca).

Barbero poi è molto abile nel ricostruire il grande affresco della politica medievale dell’epoca. Le divisioni, le connessioni fra le famiglie, i cambi di partito, le alleanze e le inimicizie. Un groviglio inestricabile, pieno di contraddizioni, sete di potere, ma anche attenzione alla cultura, se, a quanto pare, Dante ebbe ospitalità anche per la sua statura intellettuale. Ammetto che molte pagine, con nomi e luoghi e intrecci, pur piacevoli alla lettura – Barbero è sempre bravissimo a raccontare – sono un po’ scivolate via nella mia memoria da lombrico.

A proposito della mia memoria da lombrico, ho dovuto rivedere alcuni dettagli della vita di Dante, cose che a scuola si danno per assodate o mancano, ma che lo storico pignolo colloca fra le opzioni possibili, se non improbabili, o rivela. Vi lascio alla lettura per scoprirli. (Queste informazioni erano anche nel libro di Santagata? E chi se lo ricorda?)

Segnalo che delle 362 pagine del libro, ben 89 sono dedicate alle note, alla bibliografia e all’indice dei nomi.

Buona lettura!

Comizi altrui /6

sabato 10 ottobre 2020

Oggi, mi dice Lacomizietta, è la giornata mondiale della salute mentale. Non so se LoScorfano lo sapeva, ma ieri ha scritto un pezzo sul tema delle depressione nella letteratura, in particolare in quella di Ottiero Ottieri. Lo trovate qui.

Ma c’è una poesia che LoScorfano cita e che mi è piaciuta molto, parla delle depressione, la malattia, e la riporto anche qui:

Apro finestre e porte –
Ma nulla non esce,
Non entra nessuno:
Inerte dentro,
Fuori l’aria è la pioggia.
Gocciole da un filo teso
Cadono tutte, a una scossa.

Apro l’anima e gli occhi –
Ma sguardo non esce,
Non entra pensiero:
Inerte dentro,
Fuori la vita è la morte.
Lacrime da un nervo teso
Cadono tutte, a una scossa.

Quello che fu non è più,
Ciò che verrà se n’andrà,
Ma non esce non entra
Sempre teso il presente –
Gocciole lacrime
A una scossa del tempo.

(Clemente Rebora)

[libro] Helgoland

martedì 6 ottobre 2020

Autore: Carlo Rovelli
Titolo: Helgoland
Editore: Adelphi
Altro: ISBN 9788845935053; p. 228; 15,00€; I ed 2020; genere: saggistica: fisica, filosofia; Piccola Biblioteca Adelphi 756

Voto: 9/10

Opera non facile, questa volta, e non per la parte in cui si parla di fisica, almeno per me, parte fra l’altro ridottissima. La parte difficile è dove l’autore cerca di trarre delle conclusioni filosofiche da quanto sappiamo della teoria dei quanti.

La realtà che pensavamo di conoscere è definitivamente svanita, nella nuova concezione di Rovelli. Cambia radicalmente il modo di vedere il mondo: da un mondo pieno di oggetti nella scatola dell’Universo, a un Universo pieno di oggetti che interagiscono. Le proprietà degli oggetti, il peso del vostro gatto, l’azzurro del cielo, l’elettrone nello schermo di un laboratorio, sono il risultato di queste interazioni fra oggetti. La realtà non è più l’oggetto, ma l’interazione fra gli oggetti. Se un oggetto non interagisce con nulla (o per lo meno, direttamente o meno, con noi), di questo oggetto non possiamo dire nulla. Al massimo possiamo fare qualche previsione probabilistica, ma nulla di più. In questo modo alcuni dei paradossi della fisica quantistica (il gatto di Schrödinger, l’esperimento dell’elettrone e la doppia fenditura e altro ancora) sono chiaramente spiegabili con la mancanza di interazione, prima, e poi la successiva interazione.

Ok, ci ho provato, ma non credo di esserci riuscito. Rovelli impiega molte più pagine ed è molto più chiaro.

Il pensiero di Rovelli si inserisce nella scia del pensiero filosofico di Mach e altri, anche di autori orientali come Nagarjuna; l’autore spazia parecchio, arrivando a citare Lenin e Bogdanov.

Non mancano le esperienze e le sensazioni personali.

Curiosità: scopro che Mach, oltre che fisico, è stato anche filosofo e quasi neuroscienziato. E che Schrödinger era un donnaiolo impenitente, persino più di Einstein.

Per sapere il perché del titolo, però, dovrete leggerlo. Almeno la quarta di copertina.

Buona lettura!

[libro] La fisica del diavolo

sabato 3 ottobre 2020

Autore: Jim Al-Khalili
Titolo: La fisica del diavolo – Maxwell, Schrödinger, Einstein e i paradossi del mondo (Paradox. The Nine Greatest Enigmas in Science)
Editore: Bollati Boringhieri
Altro: ISBN: 9788833923123; p. 242; 20,00€; I ed. 2012; genere: saggistica, fisica; traduzione di Laura Servidei

Voto: 7/10

Più che nove paradossi, direi nove problemi della fisica che hanno tenuto insonni molti studiosi per molti anni. Alcuni di questi problemi sono risolti (sicuramente i primi cinque), altri forse un po’ meno (quello di Fermi, l’ultimo), ma quasi tutti generano altre domande e riflessioni che ci terranno impegnati ancora per molto tempo.

Il primo capitolo è di riscaldamento, con quattro problemi di probabilità e logica che hanno soluzioni contro intuitive.

Poi si inizia con cose facili: Achille e la tartaruga (diciamo più un problema di matematiche che di fisica), il paradosso di Olbers (perché il cielo notturno è nero?), il diavoletto di Maxwell (termodinamica), il paradosso dell’asta nel fienile (relatività), il paradosso dei gemelli (relatività anche questo). Facili per chi ha studiato un po’ di fisica, ma non banali, perché anche qui l’intuizione porta fuori strada molto velocemente ed è per questo che abbiamo impiegato tanto tempo per venirne a capo.

Il paradosso del nonno riguarda i viaggi nel tempo e i viaggi nel tempo generano sempre tanta confusione.

Nel capitolo che tratta il paradosso del diavoletto di Laplace, Al-Khalili tratta un tema a me molto caro: siamo in un universo deterministico? E se sì, come si concilia questa cosa con il libero arbitrio? Sono questioni filosofiche, oltre che scientifiche, e non tutte le risposte dell’autore mi sono sembrate convincenti. Mi sono anche accorto di avere un’opinione molto precisa in proposito, visto che la prima volta che mi posi questa domanda avevo 16 anni. Forse un giorno ci farò un comizio.

Con il paradosso del gatto di Schrödinger siamo di nuovo nel magico mondo della fisica quantistica, mentre con il paradosso di Fermi ci chiediamo: siamo gli unici esseri intelligenti nell’universo?

Per finire alcune domande in sospeso, che non hanno trovato spazio nel libro, sempre in bilico fra scienza e filosofia.

Come appunto su questa edizione dico che mettere qualche figura in più non avrebbe fatto male. Con i problemi della relatività un disegno o un grafico avrebbero semplificato la comprensione del testo.

Buona lettura!