[libro] Cime tempestose

Autrice: Emily Brontë
Titolo: Cime tempestose (Wuthering Heights)
Editore: Einaudi
Altro: ISBN 9788806128746; edizione 1992; I ed. originale: 1847; p. 396; genere: romanzo romantico; saggio di Virginia Woolf, prefazione di Charlotte Brontë con lo pseudonimo di Currer Bell; appendice con estratti di lettere scritte da Emily Brontë; traduzione di Antonio Meo

Voto: 6/10

Pubblicato per la prima volta nel 1847 con lo pseudonimo di Ellis Bell, all’epoca non ricevette critiche letterarie entusiasmanti proprio per le novità che introduceva – racconti dentro altri racconti – e per la crudeltà che descriveva. Tutte cose oggi ampiamente digerite e quindi rimane, per noi, solo la trama, la prosa romantica ottocentesca e il tono poetico decantato dalla Woolf. Io però sono persona insensibile e tutta questa poesia non mi ha smosso granché o forse semplicemente non l’ho vista.

Purtroppo questo fu non solo il primo romanzo di Emily, ma anche l’ultimo. L’autrice morì nel 1848 a soli 30 anni e non fece in tempo a scrivere altro.

La storia narra invece di cattiverie e soprusi senza fine. Il nuovo inquilino di Thrushcross Grange, Mr Lockwood, conosce il proprietario e, costretto dagli eventi a rimanere a dormire presso di lui, si fa raccontare dalla governante Nelly Dean la storia della famiglia Heathcliff, di cui ha notato lo strano assortimento. Ne viene fuori una storia pazzesca, a cominciare da Heatchliff, un trovatello portato a casa, in famiglia, in una data imprecisata della seconda metà del 1700 da Mr Earnshow senior, così senza preavviso, e senza alcuna formalità. Il trovatello sarà battezzato come Heathcliff, non avrà cognome e non avrà una data certa di nascita. Le gelosie e le rimostranze del resto della famiglia creeranno un ambiente malsano, con un odio feroce del piccolo Hindley nei confronti di Heatcliff che durerà tutta la vita e invece la nascita di un amore non vissuto fra la piccola Catherine e Heathcliff. Questo porterà Heatchcliff a dedicare la sua vita alla sua personale vendetta che si estenderà al figlio di Hindley, Hareton, alla figlia di Catherine, Caty, e a suo cognato e sua moglie. Un disastro dopo l’altro. Non vi dico altro.

Non so se dipenda dalla traduzione non proprio recentissima, dovrebbe essere del 1962, o è il romanzo che è proprio così, ma ho trovato la prosa un po’ troppo pesante, con lunghi dialoghi, spiegazioni e descrizioni che non mi sono suonati proprio realistici. Ma potrei essere io il problema. I sentimenti negativi di rancore e vendetta permeano tutte le relazioni e rendono tutto il romanzo cupo e in alcuni casi spettrale.

Buona lettura.

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