Baricco e l’intelligenza novecentesca

Questo mio comizio è una risposta all’articolo apparso ieri su ilPost:

Mai più, prima puntata
«Esiste un’intelligenza non novecentesca? La stiamo formando da qualche parte, in qualche scuola, in qualche azienda, in qualche centro sociale? Abbiamo ragione di pretendere che emerga in superficie nella gestione del mondo, e di pretenderlo con una rabbia pericolosa?»
di Alessandro Baricco

Si parla della morte dell’anima che l’isolamento dovuto alla pandemia induce, al TINA anche conosciuto come “there is no alternative”, fenomeno per cui, date certe premesse, è d’obbligo agire in un certo modo. E poi Baricco si chiede: Esiste un’intelligenza non novecentesca?

Ho trovato questa analisi molto povera e “vecchia”.

Molto povera perché ha uno sguardo molto limitato del fenomeno. Nel mondo la pandemia è stata affrontata in modi molto diversi, con sistemi sanitari molto peggiori e molto migliori del nostro, con politiche molto diverse dalla nostra. Alcuni Stati avevano un piano per la pandemia e l’hanno seguito, altri Stati la pandemia l’hanno negata, altri ancora non hanno, ancora oggi, le risorse per affrontarla. In tutti i casi le rispettive popolazioni hanno pagato un prezzo sociale, economico, psicologico. Le premesse diverse ci sono state da qualche parte del mondo, eppure gli effetti si sono visti anche lì e in nessun caso sono stati piacevoli. Quindi in questa frase

“Rimesse in sella dalla pandemia, le élites novecentesche se ne stanno ben salde ai tavoli di comando della cosa pubblica, dirigendo le operazioni strategiche contro il virus.”

Baricco di chi sta parlando? Di Conte o di Draghi? Di Bolsonaro o di Xi Jinping? Di Trump o di Biden? Perché non hanno fatto e detto tutti la stessa cosa.

Per quanto riguarda il fenomeno TINA è curioso che questo veniva descritto da Tolstoj in Guerra e Pace nel 1800. Non è nemmeno un modo di raccontare le cose novecentesco, è anteriore. Affascinante, ma non racconta tutto ed è solo un modo per vedere le cose. Non è l’unico.

Vedremo se Baricco riuscirà a raccontare anche cosa c’è di poco novecentesco in questa pandemia. Ma parto prevenuto.

“Completano questa grandiosa ritirata dal vivere facendo un uso massiccio e ipnotico di oggetti, i device digitali, che erano nati per moltiplicare l’esperienza e ora risultano utili a riassumerla in un ambiente igienizzato e sicuro.”

Il fatto che possiamo vederci, sentirci, leggere, vedere cose, informarci, in molti casi lavorare e avere uno stipendio con una rete che nel 1900 non esisteva è, per Baricco, un modo per avere una esperienza asettica e sicura e disumanizzante che rende inevitabile isolarci per non ammalarci. Non è una risorsa mai avuta prima che detta nuove regole, apre nuove possibilità, che ha dei pro e dei contro. Ci toglie semplicemente l’anima.

Le premesse non mi sembrano buonissime per la nascita di un pensiero post novecentesco. Vedremo se nelle prossime puntate ci saranno delle novità.

Aggiornamento:

Un comizio altrui sempre sul tema del post di Baricco:

Appena
di Squonk

Aggiornamento 13/03/2021:

Un altro comizio altrui:

Quel po’ di pace
di LoScorfano

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