Archive for agosto 2021

Teoria del complottismo

mercoledì 25 agosto 2021

Mi è venuta una curiosità: cosa frulla dentro la testa di un complottista? Una brevissima ricerca in rete mi ha portato qui:

Teorie del complotto. Cosa può dirci la psicologia?
di Bruno Gabriel Salvador Casara

e qui:

Psicologia del complottismo
di Michele Mezzanotte

Citando il primo articolo: “la società in cui viviamo permette di avere accesso ad una enorme mole di dati in costante mutamento e spesso contraddittori, la possibilità di contare sempre su ragionamenti analitici semplicemente non è sempre presente” Da qui la necessità, per preservare la nostra immagine positiva e/o per paura, di farsi una teoria coerente. C’è chi si butta sulla scienza, chi sulla religione, chi sui complotti. “Rimane quindi da chiarire perché alcune persone preferiscano aderire alle teorie del complotto piuttosto che ad altre fonti.” Sul significato evolutivo del complottismo: “è invece possibile che un certo grado di sospetto verso potenziali complotti possa promuovere richieste di maggior trasparenza da parte dei gruppi che detengono il potere, sia esso politico, economico o culturale.”

Gli ingredienti del complottismo sono quindi: la percezione di un mondo caotico e ingovernabile (nella nostra società iperconnessa significa avere tanti dati a disposizione, ma contraddittori e caotici) –> paura -> necessità di uno schema semplice e rassicurante dove inquadrare i dati. Chiunque può finire in questa trappola, indipendentemente dal livello di istruzione. Le altre due “trappole” conclusive di questo schema sono la religione (magari anche laica, come la politica) e la scienza. La scienza è l’unica risposta ragionevole e che porta a qualche risultato non catastrofico, a patto che non diventi essa stessa religione o sia guidata essa stessa dalla paura. Per questo c’è bisogno di una maggiore cultura scientifica abbinata a una educazione alla complessità. Anche una società più fiduciosa in se stessa, in chi si deve occupare dei vari problemi e indicare le soluzioni, potrebbe aiutare a non vedere sempre con sospetto una soluzione a portata di mano. Affrontare i complotti è quindi un gioco sul lungo periodo.

Su come affrontare un complottista singolo, penso che prima di tutto vada riconosciuta la sua paura e il suo sgomento davanti ai tanti dati contraddittori che riceve e, con molta pazienza e senza fretta e solo a patto che voglia ascoltarci, fargli vedere che altre spiegazioni sono più coerenti e ragionevoli. Non bisogna dimenticare che il complottista, grazie ai social cosi, frequenta altri suoi simili e quindi un suo cambio di visione lo metterà in cattiva luce fra i suoi pari, generando ulteriore resistenza. Può risultare una fatica improba e bisogna valutare bene se lo sforzo porterà ragionevolmente a un cambio di visione.

Aggiornamento 29/09/2021:

Che fare con lo zio complottista?

di Massimo Polidoro

Riassunto: tanta pazienza e dialogo.

Come convincere le persone a vaccinarsi

lunedì 16 agosto 2021

Sono sempre stato un acceso sostenitore dei vaccini, di qualsiasi vaccino, anche molto prima della pandemia da SARS-CoV-2. Non solo è evidente che attualmente sono fra i farmaci più efficaci e con meno effetti collaterali che si conoscano (leggete il bugiardino di un qualsiasi medicinale da banco e vi convincere anche voi.), ma spesso sono anche fra i più economici. Quando sarò Imperatore del Mondo Mondiale, come si dice scherzando, tutti saranno obbligati a fare tutti i vaccini resi possibili dalla medicina. Per fortuna vostra non sarò mai Imperatore del Mondo Mondiale.

Poi è arrivata la pandemia da SARS-CoV-2 e con essa sono arrivati i vaccini a tempo di record. Vaccinarci tutti, nel mondo, è impresa titanica, che pone molti problemi economici, logistici e tecnici. Come far arrivare i vaccini dove mancano medici, frigoriferi e tante altre cose? Come produrre miliardi di dosi in poco tempo? Ma queste sono mere questioni tecniche, lasciatemi passare il termine. Soldi, tempo, organizzazione possono risolvere quasi tutto.

Nel mondo ricco, dove i vaccini ci sarebbero per tutti, le cose però non vanno meglio. I no-vax convinti sono sempre esistiti e oggi paiono una esigua minoranza, stimata attorno al 5-10%, anche se sono sempre troppi e hanno troppa visibilità. Emotivamente queste persone stimolano la parte meno nobile del mio animo e verso di loro ho pensieri molto poco cattolici. Non solo fanno male a se stessi, ma fanno male alla parte più debole della società, chi veramente non può vaccinarsi. Sono quindi molto sensibile all’argomento e non sempre ho reazioni appropriate di fronte a un no-vax.

Nonostante questo, la parte razionale del sottoscritto (quella emotiva è ancora ferma alla clava per convincere tutti a vaccinarsi) è venuta a conoscenza di una zona grigia che non pensavo essere possibile, almeno non nel mondo sviluppato. Non ci sono solo no-vax duri e puri, ci sono anche persone che devono essere in qualche modo spinte, informate, convinte, aiutate a vaccinarsi. Da ilPost:

Si fa presto a dire “no vax”
Per allargare le campagne vaccinali molti esperti suggeriscono un approccio che tenga conto dell’eterogeneità delle giustificazioni e delle preoccupazioni di chi non ha ancora aderito

Il compito di convincere queste persone dovrebbe essere delle istituzioni, ma ad oggi non ho visto un approccio sistematico al problema, ma solo individuale. L’obbligo della vaccinazione contro il Covid19 ancora non è all’ordine del giorno e comunque creerebbe altri problemi sociali, etici, filosofici. Per ora si procede con sistemi più o meno efficaci di incentivo, come il “green pass“, ma non senza effetti secondari come la creazione di paria involontari della società.

Ammiro molto chi fa opera di divulgazione e di convincimento sul campo. La sensazione deve essere tipo quella di svuotare il mare con un cucchiaino mentre sta arrivando uno tsunami, un lavoro molto frustrante eppure necessario, doveroso. (Se siete a conoscenza di campagne pubblicitarie o iniziative istituzionali, non solo italiane, per ridurre questa zona grigia fatemi sapere nei commenti.)

Io, nel mio piccolo, sono riuscito a convincere un collega un po’ pauroso e pigro a vaccinarsi. Oltre non sono riuscito a fare. Comunque l’opzione estinzione della specie umana è sempre più all’ordine del giorno e la nostra intelligenza mi sa che è sopravvalutata.

Gino Strada

venerdì 13 agosto 2021

Oggi è venuto a mancare Gino Strada.

Medico, fra i fondatori di Emergency, pacifista.

Che uomo che fu. L’ho sempre ammirato molto, per il suo coraggio e la sua determinazione, il suo linguaggio schietto, le sue posizioni estremiste. Mi mancherà.

Aggiornamento 15/08/2021:

L’ultimo articolo di Gino Strada pubblicato su La Stampa: così ho visto morire Kabul
Non mi sorprende questa situazione. La guerra all’Afghanistan è stata – né più né meno – una guerra di aggressione iniziata all’indomani dell’attacco dell’11 settembre, dagli Stati Uniti a cui si sono accodati tutti i Paesi occidentali

Il ricordo della figlia Cecilia.

Il ricordo di Stefano Tartarotti.

Il ricordo di Spinoza.

Una iniziativa per ricordarlo. Cambiare Piazza Cadorna in Piazza Gino Strada a Milano.

Aggiornamento 17/08/2021:

Gino Strada, da sabato a lunedì la camera ardente nella sede Emergency di Milano. Ma non ci saranno funerali pubblici
di Zita Dazzi
Per tre giorni il quartier generale dell’associazione da lui fondata in via Santa Croce sarà aperta per chi vorrà dare un ultimo saluto al medico. Non ci saranno funerali ma un evento a settembre per ricordarlo

Sarà allestita sabato a partire dalle 16 in via Santa Croce 19, la sede milanese di Emergency, la camera ardente di Gino Strada […] I vertici dell’associazione hanno deciso di dare la possibilità agli amici di Emergency di commemorare Strada nelle giornate di sabato, domenica (10-22) e lunedi (10-14). Gli ingressi da via Santa Croce saranno liberi, ma contingentati nel rispetto delle norme anti Covid.

Afghanistan – 20 anni dopo

venerdì 13 agosto 2021

Ieri:
In Afghanistan i talebani si avvicinano a Kabul
Hanno conquistato l’ennesima grande città in pochi giorni, Ghazni, e ora controllano circa i due terzi del paese

Oggi:
I talebani hanno conquistato anche Herat e Kandahar
Ora al governo afghano rimangono solo quattro grandi città, tra cui Kabul, ma la sconfitta totale sembra solo questione di tempo

Venti anni di esportazione della democrazia buttati nel cesso in meno di un mese. Qualcuno però l’aveva detto che sarebbe finita così.

Aggiornamento:

Le ultime parole di Strada (La Stampa):


L’ultimo articolo di Gino Strada pubblicato oggi su La Stampa: così ho visto morire Kabul

Non mi sorprende questa situazione. La guerra all’Afghanistan è stata – né più né meno – una guerra di aggressione iniziata all’indomani dell’attacco dell’11 settembre, dagli Stati Uniti a cui si sono accodati tutti i Paesi occidentali

Eutanasia legale – il referendum

giovedì 12 agosto 2021

Segnalo ai miei due lettori che l’Associazione Luca Coscioni e molte altre associazioni, partiti e movimenti, stanno promuovendo la raccolta firme per un referendum. Se approvato, il referendum permetterà, a chi lo vorrà e sotto alcune stringenti condizioni, di porre termine alla propria vita in modo legale e assistito, come è già possibile fare in paesi più civili del nostro.

Le informazioni le trovate qui.

Per i più pigri, segnalo anche che, per la prima volta in Italia, il referendum è possibile firmarlo da remoto, con lo SPID o, per chi non ha lo SPID, con TrusPro. Su questa modalità segnalo che chi ha già firmato ai banchetti o al comune, su moduli di carta, NON deve anche firmare via SPID o TrustPro, altrimenti le due firme vengono annullate. Inoltre la firma digitale ha un costo per il comitato promotore (0,50€ per lo SPID), quindi è il caso di fare una piccola donazione per coprire queste spese.

Per chi preferisce il metodo tradizionale, qui i banchetti e i posti dove firmare.

Avete tempo fino al 30 settembre 2021.

[libro] Un oscuro scrutare

domenica 8 agosto 2021

Autore: Philip K. Dick
Titolo: Un oscuro scrutare (A Scanner Darkly)
Editore: Fanucci
Altro: ISBN: 9788834738993; introduzione di Carlo Pagetti, postfazione di Francresco Marroni; Nota finale dell’autore; traduzione di Gabriele Frasca; I ed. orig. 1977; questa edizione 2019; illustrazione di copertina: Antonello Silverini; 16,00 €; p. 292

Voto: 7/10

In un futuro molto vicino a Dick, nella California del 1994, Bob Arctor è un agente sotto copertura che ha l’incarico di scoprire grossi narcotrafficanti di Sostanza M, dove M sta per morte. Per infiltrarsi nell’ambiente diviene tossicodipendente a sua volta e pian piano ha uno sdoppiamento della sua personalità. Ai suoi superiori si presenta con una tuta disindivuduante (scramble suit nell’originale), una tuta che nasconde la vera fisionomia della persona, per evitare che talpe nella polizia possano bruciare la sua falsa identità. Quando i suoi superiori gli chiederanno di spiare se stesso, Arctor sarà all’inizio perplesso, ma poi lo farà con grande metodicità, non rendendosi più conto dell’assurdità della cosa. Lascio il finale alla vostra curiosità, ma anche in questo romanzo Dick, con il tema della droga, mette in dubbio la nostra identità e quella dei nostri amici e conoscenti.

L’opera è, per stessa ammissione dell’autore, ispirata alla vita reale di Dick e alle sue esperienze con la droga. L’intero romanzo è dedicato a se stesso e ai suoi amici che si sono persi nella droga. Scrive Dick nella sua nota finale:

[…] L’abuso di droga non è una malattia, è una decisione, come quella di sbucare davanti a un’auto in corsa. Questa non la si definirebbe una malattia, ma un errore di valutazione. Quando un certo errore comincia a essere commesso da un bel po’ di persone, allora diviene un errore sociale, uno stile di vita. […] Se queste persone hanno commesso un peccato è stato quello di voler continuare a divertirsi per sempre, e sono state punite per questo; ma, come ho già detto, se si tratta per davvero di una punizione, sento che è stata eccessiva. […]

Buona lettua!

Aggiornamento 10/08/2021:

Gli amici del socialino mi hanno fatto sapere che da questo romanzo è stato tratto un film omonimo degno di nota, soprattutto per la sua tecnica di realizzazione.

Mi sono poi dimenticato di dirvi perché ho inserito l’autore della copertina nei dati del libro. All’inizio pensavo fosse una copertina come molte altre, poi invece ho capito. La tuta disindividuante non maschera semplicemente chi la indossa, ma lo fa apparire vago, cangiante. È qualcosa di diverso da una semplice maschera, più inquietante. Penso che l’immagine di copertina rappresenti bene quello che aveva in mente Dick.

Genova 2001-2021

sabato 7 agosto 2021

Per il ventesimo anniversario dei fatti di Genova, il G8 del 2001 terminato tragicamente con la morte di Carlo Giuliani, Internazionale, ilPost e la Rai hanno dedicato articoli e podcast all’evento.

Internazionale ha dedicato uno speciale (7€ in edicola, 6€ la versione digitale), molto ben fatto. È diviso in tre parti: nella prima gli articoli che descrivono gli eventi prima del G8 (i movimenti di Seattle), poi gli articoli su Genova e per ultime le riflessioni degli anni a seguenti.

Sempre Internazionale ha reso visibile un documentario del 2002 di Art France.

La generazione perduta del G8 di Genova.

e ha dedicato un podcast, Limoni, di Annalisa Camilli. Quest’ultimo l’ho ascoltato tutto e merita, è molto ben fatto.

ilPost ha dedicato un articolo:

Cosa successe al G8 di Genova
La storia (e le foto) di quei tre violentissimi giorni del 2001, del contesto che li precedette e dei processi che li seguirono
di Stefano Nazzi

Anche la Rai ha fatto un podcast, ma non l’ho ancora ascoltato:

Genova per tutti

Avevo rimosso dalla memoria i fatti di Genova 2001. Gli articoli e il podcast della Camilli me li hanno riportati tutti a galla. Lo stupore, l’indignazione, la rabbia e la paura. Dopo nemmeno due mesi iniziò una nuova era con l’11 settembre e le priorità cambiarono. La guerra, la guerra al terrorismo imposta dagli USA, divenne prioritaria.

A vent’anni di distanza penso che quei due eventi contribuirono a una cesura significativa nella politica italiana e penso anche mondiale. Pur nelle sue ingenuità e nella sue mille sfaccettature, c’era un movimento che sognava e proponeva un mondo diverso dall’esistente. Lottava per rimettere l’uomo e le sue necessità al centro dell’agenda politica, lottava per un mondo più giusto, lottava per realizzare quei sogni, nel bene e nel male. C’era chi si opponeva agli OGM e chi si chiedeva come far pagare le tasse alle multinazionali, per dire. Il primo tema si è rivelato improponibile (se non moriremo tutti di fame sarà proprio per gli OGM), il secondo è entrato nell’agenda politica di molti stati. Ma un movimento globale che mettesse in discussione il capitalismo non c’è più stato. Ci sono molti movimenti che si occupano di temi specifici (le libertà digitali e la censura, per esempio), ma nessun movimento degno di nota porta avanti una critica globale al sistema.

La sinistra italiana è sparita. Molti di noi si sono assuefatti alla sospensione dei diritti democratici più basilari, accettiamo censure alla nostra vita digitale, la notizia di soprusi in carcere è durata il tempo di un cinguettio e in piazza scendiamo (pochi, ma sempre troppi) solo per non vaccinarci e per non avere nessun rispetto per la salute altrui. La nostra società è molto cambiata da allora.

L’archivio dei documenti sui fatti di Genova del 2001, articoli di giornale, documenti dei processi, testimonianze, foto e video, non è più a Genova. Il tutto è stato trasferito a Bologna. Un altro segno dei tempi che sono cambiati.