Stare male al tempo della pandemia

[Nessuna delle persone citate è in pericolo di vita, i sintomi sono lievi.]

I fatti

Martedì 14 dicembre 2021 la Comizietta è venuta a sapere che il fratello della sua migliora amica era positivo al Sars-Cov-2. (Il fratello è troppo piccolo per la vaccinazione.) L’amica fa un tampone antigenico di controllo venerdì 17 dicembre. Negativo.

Venerdì pomeriggio, visti gli impegni pomeridiani, per sicurezza, faccio un tampone antigenico fai da te alla Comizietta. Negativo. Bene.

Sabato pomeriggio alla Comizietta viene la febbre a 37,5°C, dolori muscolari, nausea.
Chiamo la guardia medica (Servizio di continuità assistenziale, si chiama ora), racconto le vicende, aggiungo che siamo entrambi vaccinati contro il Covid19 e contro l’influenza, e mi raccomanda di fare un tampone, meglio se molecolare. Chiedo se può prescrivermelo. Mi dice di no, che lo deve fare il mio medico. Domenica è tutto chiuso, quindi aspettiamo lunedì, per il tampone.

Domenica la Comizietta la passa in casa in stato comatoso, spossatezza, dolori vari, temperatura oscillante fra i 37,0°C e i 37,5°C. Si aggiunge mal di gola e saltuariamente una tosse secca.

Lunedì scrivo su uozzapp alla dottoressa della Comizietta spiegandole l’accaduto, con la speranza che prescrivesse un tampone molecolare. A sorpresa mi dice non può. Come mai? Ci vogliono sintomi specifici, dice.
Faccio una ricerca su internet. Un tampone molecolare a pagamento oscilla attorno ai 90€ e comunque bisogna prenotarlo.
Vado sul sito della scuola. Per gli studenti sono stati segnalati due centri dove eseguono tamponi per gli studenti o per chi, a scuola, ha un certo numero di sintomi. La Comizietta ne ha 3 su 9. Mi sembrano sufficienti. Non c’è scritto se i tamponi sono a pagamento o meno, ma si può fare senza prenotazione. Fanno anche quelli molecolari. Un posto è relativamente vicino a casa nostra, presso l’Aeronautica Militare. L’altro è in via Novara, dall’altra parte di Milano rispetto a dove abitiamo. Il primo chiude alle 16, il secondo alle 18. Presso quello dell’Aeronautica si può comunque pre compilare il modulo del consenso informato. Dopo aver inserito tutti i dati, il server ci dice picche, Error 500. Pazienza, compileremo là le scartoffie.

Alle 13 di lunedì (oggi) ci muoviamo, previa richiesta di permesso sul lavoro.
Arriviamo in via dell’Aviazione e c’è, stranamente, il deserto assoluto. Chiedo alla guardiola dell’ingresso, a una militare infreddolita, dove si fanno i tamponi per gli studenti. “Noi non li facciamo, lei non è il primo, ma il ministero ha dato indicazioni sbagliate.” (Da qui in poi ho detto tante di quelle imprecazioni, che, se mai ci fosse un inferno e un Dio giudicante, oggi mi sono aggiudicato un posto in prima fila nel girone dei bestemmiatori. Lascio alla vostra immaginazione indovinare in quali passaggi sono state più intense.)

Cosa faccio? Siamo in ballo, proviamo a ballare. Andiamo in via Novara, chiude alle 18. Passiamo per Milano città, secondo le indicazioni di Google Maps. Per strada mi fa fare, non so perché, due giravolte, cioè una inversione a U per poi farmi ritornare sulla strada principale. Alla prima ci casco (sia mai che Google Maps sappia cose che io non so), alla seconda lo ignoro. Arriviamo in via Novara alle 14.30, circa. Via Novara è lunga, non ci sono indicazioni. Google Maps indica in mezzo a un prato il centro per i tamponi. Le indicazioni della scuola non danno un numero civico. Dicono solo una generica Zona Parcheggi e in effetti nella zona c’è un parcheggio, ma nessuno che fa tamponi. Giriamo a vuoto in zona in paio di volte, poi chiediamo al personale di un ristorante. Ci danno indicazioni che ci spostano un paio di chilometri verso la periferia. Arriviamo finalmente al centro dei tamponi che sono quasi le 15 e ci dicono che i tamponi sono finiti per oggi. Ripassare domani, meglio alla mattina.

Non voglio tornare a casa senza in mano nulla. Se è covid19 vorrei saperlo prima di Natale. In piazzale Ferrara c’è una farmacia che fa tamponi rapidi senza appuntamento. Ci dirigiamo lì e arriviamo che sono ormai le 16 passate. Abbiamo davanti a noi una ventina di persone in coda per fare il tampone. Le persone in coda per il tampone aspettano fuori. Temperatura esterna: 2°C in discesa. Mando la Comizietta ad aspettare in auto e io faccio la coda. Dopo circa due ore passate al freddo, in coda con potenziali untori, finalmente è il turno della Comizietta. Mentre vado a pagare, sento la suo dolce vocina che sobilla una rissa fra novax in coda. La porto via, aspettiamo il risultato, negativo, e torniamo a casa. Arriviamo a casa, pieni di freddo e incazzati, che sono quasi le 18.45.

Considerazioni emotive

Molta rabbia e molta frustrazione. Mi sono sentito abbandonato dal mio medico e dalla sanità in generale. Io sono stato molto determinato per ottenere una qualche indicazione sullo stato di salute della Comizietta. Ho ancora una mezza idea di farle fare un tampone molecolare a pagamento, ma ci penserò domani a mente lucida.
Rimane il fatto che una qualsiasi persona normale non avrebbe fatto nulla, contribuendo allo spargimento, se non del covid19, di una qualche altra malattia sconosciuta che ha gli stessi sintomi. Ne abbiamo bisogno in questo periodo? Non credo. Sarebbe da biasimare? Non credo nemmeno questo.
La Comizietta, ovviamente, mi ha seguito in questa avventura, con il suo stato di salute si è presa la sua dose di freddo, anche se minore, e quando nella coda qualche novax si è lamentato dei vaccini e della sanità pubblica, la Comizietta è stata lì lì per iniziare una rissa. Poi si è calmata, ma insomma, la capisco. Lei non ha bestemmiato, da qualche parte la rabbia deve pur finire.

Considerazioni politiche

A quasi due anni dall’inizio della pandemia mancano campagne informative martellanti su cosa fare e come comportarsi. Nonostante tutto, la maggioranza delle persone si comporta bene, ma non è abbastanza per fermare e contenere questa pandemia. Nei giornali, televisivi, di carta e on line, circolano ancora molte informazioni semi vere (le più pericolose!), false, fuorvianti. Con servizi sull’astrologia, pagine di interviste a gente che cerca di truffare il sistema vaccinale, interviste a novax. Persone, anche istruite, ma che non seguono da vicino l’evoluzione di questa pandemia, hanno dubbi legittimi, sui vaccini, sulle cure, sui tamponi, sui GreenPass. Ci sono molte cose contro intuitive, difficili da spiegare, sui ripensamenti dei medici, e su tanti altri aspetti. Bisognerebbe che il Governo guidasse questo flusso informativo, che desse l’idea di sapere quello che sta facendo. A me non sembra che stiamo andando in questa direzione, sebbene il nostro governo non sia nemmeno fra i peggiori, in Europa. I continui cambi di maggioranza e la presenza nel governo di forze politiche apertamente contro il pensiero scientifico non aiuta a prendere decisioni ponderate. Nessuno, ancora, si è assunto l’onere di rendere il vaccino obbligatorio, per esempio. Per altre malattie, come il morbillo, per molto meno si è reso obbligatorio il vaccino, perché no con il covid19? Non si sa. È anche difficile seguire forze politiche illuminate. Non ce ne sono, semplicemente.

Aggiornamento: sono ritornato sul sito della scuola. C’ero stato ieri sera. Sono comparsi una marea di punti tampone per la scuola, anche vicinissimi a casa. Ho molta voglia di piangere.

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Una Risposta to “Stare male al tempo della pandemia”

  1. Marilena Says:

    Tutta la mia vicinanza e comprensione.
    Vissuto sulla mia pelle nel medesimo fine settimana.
    Senso di impotenza e abbandono, rabbia e dolore. A distanza di due anni siamo ancora dei principianti.

    Io però sono risultata positiva, nonostante vaccinazione e precauzioni. Ma la scuola è un braciere pronto a esplodere.

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