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Lascia passare A38, versione 2

sabato 25 dicembre 2021

Come alcuni di voi sanno, da alcuni anni nei contratti collettivi nazionali del lavoro viene inserito, come se fosse un benefit, una assicurazione medica che il lavoratore non può rifiutare. Il datore di lavoro paga (poco) una scatola vuota che poi dà in appalto il servizio a grandi realtà assicurative. In cambio il lavoratore dovrebbe ricevere alcuni rimborsi per visite private, occhiali e cose di questo genere. Poiché si paga poco, si ha indietro poco e l’obiettivo è quello di creare delle trappole in cui l’utente si perde e non riesce a riavere dietro nulla. Non è una mia illazione. Tutti quelli che hanno a che fare con queste assicurazioni sanno quanto sia faticoso, a volte impossibile, raggiungere l’agognato rimborso e quanto sia misero, sempre inferiore a quanto pagato (e non potrebbe che essere così, altrimenti l’assicurazione fallirebbe). Vediamo un esempio in quanto lavoratore metalmeccanico.

Nei giorni scorsi il dentista mi ha detto che mi dovrò sottoporre a delle cure dentarie. Per ottenere un contributo dall’assicurazione vado sul sito e attivo quello che viene chiamato voucher. Ricevo un numero che giro al dentista. Lui inserirà la documentazione necessaria per ottenere il rimborso. Dopo alcuni giorni il voucher viene annullato, perché il dentista non ha inserito i dati necessari per giustificare la visita. Non viene dato al dentista la possibilità di integrare la documentazione. Il voucher viene annullato. Ne richiedo un altro. Anche il secondo viene annullato perché replica del primo che, secondo chi l’ha annullato, dovrebbe essere usato per integrare la documentazione. Ecco che sono in un vicolo cieco: non posso far integrare la documentazione, non posso chiedere un nuovo voucher. Via web non è possibile fare molto.

Mi attacco al telefono. Il numero verde del Fondo rimanda a quello dell’assicurazione che ha l’appalto. Il numero verde dell’assicurazione che offre il servizio ha solo risposte automatiche. Devo capire come riuscire a parlare con un operatore. Dopo un’ora di imprecazioni e di esplorazione dei menu di risposta automatica (in una settimana ho bruciato tutti i punti Paradiso che mi sono accumulato nei mesi precedenti) riesco a trovare come parlare con un operatore. Non bisogna seguire il menù per chiedere informazioni sui voucher aperti, lì si ottengono solo risposte automatiche. Non c’è un menu “parla con un operatore”. Bisogna scegliere “assistenza diretta”, che è il menu per chiedere un nuovo voucher con un operatore. Ma non devo chiedere un voucher per cure dentarie. Lì finisco ancora in un ramo del menu che dà solo risposte automatiche. Devo chiedere un voucher per una cosa a caso che non siano cure dentarie. Una volta che riesco a parlare con un operatore viene la parte più difficile: non insultarlo, non dire cose di cui potrei pentirmi. Non ci sono riuscito benissimo, ma sono riuscito a non oltrepassare la linea dei guai ulteriori. L’operatore si è dimostrato di una encomiabile calma zen e ha fatto quanto in suo potere per segnalare l’anomalia. Non sono molto fiducioso sulla sua risoluzione, ma ormai fino a lunedì non si può fare nulla.

Tutto questo per meno del 5% dell’importo che andrò a pagare. Capite che se l’importo che sperate di riavere è inferiore a 100 euro, l’ora di bestemmie non vale l’importo che riceverete indietro. Voi rinuncerete ad avere quanto vi spetta e l’assicurazione ingrasserà i suoi azionisti.

Come i sindacati abbiano accettato queste assicurazioni è un bel mistero. Che senso abbia un’assicurazione sulle spese mediche rimane il secondo mistero, che il SSN dovrebbe funzionare e in effetti funziona spesso bene, nonostante tutto. Forse per abituare il lavoratore alla sanità privata?

Lascia passare A38

giovedì 23 dicembre 2021

Ovvero come rinnovare la patente usando la sanità pubblica. Attività ad alto rischio di imprecazione, inadatto a credenti, anziani e persone sensibili.

Svolgimento.

Un Comizietto qualsiasi ha la patente da rinnovare. Chiama fiducioso, con largo anticipo, il Centro Unico Prenotazione della Regione Lombardia. Con un numero di tentativi inaspettatamente basso, riceve per oggi la prenotazione della visita medica per il rinnovo. Riceve anche una mail con le istruzioni da seguire: ora, luogo, codice di prenotazione, importo da pagare: 42 euro. E basta. Indicazione sui documenti da portare? Nulla. Indicazioni sui versamenti da eseguire in posta? Zero. Ma il Comizietto non è nato ieri e si informa sull’internètte. Scopre che deve fare due versamenti allo stesso ente statale, ma su due conti diversi, con un bollettino che deve essere rigorosamente di pergamena, pardon, di carta, timbrato dalle forti braccia di un lavoratore delle poste italiane, vietata qualsiasi debolezza con pagamenti online. È necessario portare 1 o 2 foto (a seconda di dove ci si informa, ma tanto è irrilevante, le macchinette automatiche ne fanno 4) in formato tessera, e forse una fotocopia del CF, della patente e della CI. Il Comizietto esegue tutto e di più.

Il Comizietto si reca presso la struttura preposta all’orario stabilito, va per pagare allo sportello riservato ai ticket e ha una sorpresa. Quel pagamento di 42 euro deve essere effettuato in posta. Il Comizietto va nel più vicino PostaExpress, libero e senza coda. (Ci credo: fuori non ha nessuna insegna che indichi che quella vetrina è un Posta Express, è un negozio in franchising) Al PostaExpress non hanno i bollettini postali in bianco da compilare. Eseguono i pagamenti dei bollettini, ma non hanno i bollettini. Un servizio utilissimo. Allora va nel più lontano ufficio postale, con coda chilometrica, entra lo stesso, chiede il bollettino postale, esce, ritorna al punto PostaExpress, compila il modulo e scopre che quel ccp non è preso dal sistema di pagamento. Il Comizietto esce dal PostaExpress, si reca di nuovo all’ufficio postale, fa un’ora di coda al freddo, paga, ritorna dove si fanno le visite per la patente, ma ormai è tardi. La dottoressa che fa le visite per la patente è andata via. Il Comizietto prenota una nuova visita.

Senza bestemmiare e insultare nessuno, ma visibilmente alterato, il Comizietto chiede le modalità per segnalare questo problema. Cadono tutti dalle nuvole. Chiami il CUP, la ASST-Martesana, l’ufficio di Medicina Legale, ma scopro presto che non c’è un modo codificato per segnalare un problema. Sul posto non c’è un dirigente che risponde.

Chiamo il CUP “e ma noi facciamo solo le prenotazioni, chieda alla ASST che le fa la visita.”, alla ASST mi dicono di chiamare l’ufficio di medicina legale. Alla medicina legale dicono che nel loro portale c’è tutto scritto (a saperci arrivare, è qui. – Ancora mi chiedo cosa sia il “Monocolo documentazione sanitaria” ) e quindi loro hanno la coscienza pulita e che sono uno dei pochissimi che prenota la visita per il rinnovo della patente con il CUP. Ok, è inutile insistere su questa via. Chiedo: come faccio a segnalare questa cosa?

Di questo passo colleziono quattro indirizzi mail. Scrivo, l’ufficio URP della ASST Melegnano Martesana richiede di scrivere non una semplice mail, ma di compilare un comodo modulo in pdf da mandare in allegato.

Per ora il punto regione della Lombardia mi ha risposto subito dandomi un quinto indirizzo mail a cui scrivere. Il tasto inoltra sul loro client di posta deve essere evidentemente disabilitato.

Una riflessione banale: che ci sia un disservizio, che qualcosa non funzioni nella grande macchina della burocrazia pubblica ci sta, è fisiologico. Ci sta anche che i problemi come questi abbiano tempi di risoluzione abbastanza lunghi, ho lavorato anche io in grandi strutture organizzate e so quanto lavoro bisogna fare per cambiare anche una piccola cosa. Che però un utente qualsiasi non abbia nessun modo agevole per segnalare i problemi che incontra e avere riscontro che vengano presi in carico e risolti, ecco, questo penso sia un grande problema, ancora più grave della mia visita medica saltata.

Intanto voi, se dovete rinnovare la patente, non andate presso il servizio pubblico. O, se lo fate, andateci corazzati e muniti di tanta pazienza.

Aggiornamento 24/12/2021:

Sono stato contattato da un impiegato della Medicina Legale (non mi sono segnato nome e cognome e grado, non è importante). Era tutto costernato per quanto mi era successo, mi ha assicurato che ha già segnalato più volte il problema alla regione, che se avevo urgenza di rinnovare la patente avrebbe fatto in modo di farmi fare la visita da un medico legale reperibile nei prossimi giorni. Che di solito, se il malcapitato riesce a raggiungere il medico, fanno fare la visita lo stesso e poi si fanno spedire il pagamento del bollettino via uozzapp. Era anche contento che avessi segnalato la cosa alla regione, “che magari se anche gli utenti si lamentano faranno qualcosa”. (Quanta fiducia!)

A questo proposito segnalo che anche l’URP della regione mi ha riposto a tempo di record, dandomi il quinto indirizzo mail a cui scrivere. L’URP non ha inoltrato il messaggio a chi se ne occupa, ha dato a me l’onere di un nuovo invio. (L’URP del mio comune invece usa il tasto “inoltra”.) Potrò segnalare all’URP che l’URP non sa usare la mail?

Stare male al tempo della pandemia

lunedì 20 dicembre 2021

[Nessuna delle persone citate è in pericolo di vita, i sintomi sono lievi.]

I fatti

Martedì 14 dicembre 2021 la Comizietta è venuta a sapere che il fratello della sua migliora amica era positivo al Sars-Cov-2. (Il fratello è troppo piccolo per la vaccinazione.) L’amica fa un tampone antigenico di controllo venerdì 17 dicembre. Negativo.

Venerdì pomeriggio, visti gli impegni pomeridiani, per sicurezza, faccio un tampone antigenico fai da te alla Comizietta. Negativo. Bene.

Sabato pomeriggio alla Comizietta viene la febbre a 37,5°C, dolori muscolari, nausea.
Chiamo la guardia medica (Servizio di continuità assistenziale, si chiama ora), racconto le vicende, aggiungo che siamo entrambi vaccinati contro il Covid19 e contro l’influenza, e mi raccomanda di fare un tampone, meglio se molecolare. Chiedo se può prescrivermelo. Mi dice di no, che lo deve fare il mio medico. Domenica è tutto chiuso, quindi aspettiamo lunedì, per il tampone.

Domenica la Comizietta la passa in casa in stato comatoso, spossatezza, dolori vari, temperatura oscillante fra i 37,0°C e i 37,5°C. Si aggiunge mal di gola e saltuariamente una tosse secca.

Lunedì scrivo su uozzapp alla dottoressa della Comizietta spiegandole l’accaduto, con la speranza che prescrivesse un tampone molecolare. A sorpresa mi dice non può. Come mai? Ci vogliono sintomi specifici, dice.
Faccio una ricerca su internet. Un tampone molecolare a pagamento oscilla attorno ai 90€ e comunque bisogna prenotarlo.
Vado sul sito della scuola. Per gli studenti sono stati segnalati due centri dove eseguono tamponi per gli studenti o per chi, a scuola, ha un certo numero di sintomi. La Comizietta ne ha 3 su 9. Mi sembrano sufficienti. Non c’è scritto se i tamponi sono a pagamento o meno, ma si può fare senza prenotazione. Fanno anche quelli molecolari. Un posto è relativamente vicino a casa nostra, presso l’Aeronautica Militare. L’altro è in via Novara, dall’altra parte di Milano rispetto a dove abitiamo. Il primo chiude alle 16, il secondo alle 18. Presso quello dell’Aeronautica si può comunque pre compilare il modulo del consenso informato. Dopo aver inserito tutti i dati, il server ci dice picche, Error 500. Pazienza, compileremo là le scartoffie.

Alle 13 di lunedì (oggi) ci muoviamo, previa richiesta di permesso sul lavoro.
Arriviamo in via dell’Aviazione e c’è, stranamente, il deserto assoluto. Chiedo alla guardiola dell’ingresso, a una militare infreddolita, dove si fanno i tamponi per gli studenti. “Noi non li facciamo, lei non è il primo, ma il ministero ha dato indicazioni sbagliate.” (Da qui in poi ho detto tante di quelle imprecazioni, che, se mai ci fosse un inferno e un Dio giudicante, oggi mi sono aggiudicato un posto in prima fila nel girone dei bestemmiatori. Lascio alla vostra immaginazione indovinare in quali passaggi sono state più intense.)

Cosa faccio? Siamo in ballo, proviamo a ballare. Andiamo in via Novara, chiude alle 18. Passiamo per Milano città, secondo le indicazioni di Google Maps. Per strada mi fa fare, non so perché, due giravolte, cioè una inversione a U per poi farmi ritornare sulla strada principale. Alla prima ci casco (sia mai che Google Maps sappia cose che io non so), alla seconda lo ignoro. Arriviamo in via Novara alle 14.30, circa. Via Novara è lunga, non ci sono indicazioni. Google Maps indica in mezzo a un prato il centro per i tamponi. Le indicazioni della scuola non danno un numero civico. Dicono solo una generica Zona Parcheggi e in effetti nella zona c’è un parcheggio, ma nessuno che fa tamponi. Giriamo a vuoto in zona in paio di volte, poi chiediamo al personale di un ristorante. Ci danno indicazioni che ci spostano un paio di chilometri verso la periferia. Arriviamo finalmente al centro dei tamponi che sono quasi le 15 e ci dicono che i tamponi sono finiti per oggi. Ripassare domani, meglio alla mattina.

Non voglio tornare a casa senza in mano nulla. Se è covid19 vorrei saperlo prima di Natale. In piazzale Ferrara c’è una farmacia che fa tamponi rapidi senza appuntamento. Ci dirigiamo lì e arriviamo che sono ormai le 16 passate. Abbiamo davanti a noi una ventina di persone in coda per fare il tampone. Le persone in coda per il tampone aspettano fuori. Temperatura esterna: 2°C in discesa. Mando la Comizietta ad aspettare in auto e io faccio la coda. Dopo circa due ore passate al freddo, in coda con potenziali untori, finalmente è il turno della Comizietta. Mentre vado a pagare, sento la suo dolce vocina che sobilla una rissa fra novax in coda. La porto via, aspettiamo il risultato, negativo, e torniamo a casa. Arriviamo a casa, pieni di freddo e incazzati, che sono quasi le 18.45.

Considerazioni emotive

Molta rabbia e molta frustrazione. Mi sono sentito abbandonato dal mio medico e dalla sanità in generale. Io sono stato molto determinato per ottenere una qualche indicazione sullo stato di salute della Comizietta. Ho ancora una mezza idea di farle fare un tampone molecolare a pagamento, ma ci penserò domani a mente lucida.
Rimane il fatto che una qualsiasi persona normale non avrebbe fatto nulla, contribuendo allo spargimento, se non del covid19, di una qualche altra malattia sconosciuta che ha gli stessi sintomi. Ne abbiamo bisogno in questo periodo? Non credo. Sarebbe da biasimare? Non credo nemmeno questo.
La Comizietta, ovviamente, mi ha seguito in questa avventura, con il suo stato di salute si è presa la sua dose di freddo, anche se minore, e quando nella coda qualche novax si è lamentato dei vaccini e della sanità pubblica, la Comizietta è stata lì lì per iniziare una rissa. Poi si è calmata, ma insomma, la capisco. Lei non ha bestemmiato, da qualche parte la rabbia deve pur finire.

Considerazioni politiche

A quasi due anni dall’inizio della pandemia mancano campagne informative martellanti su cosa fare e come comportarsi. Nonostante tutto, la maggioranza delle persone si comporta bene, ma non è abbastanza per fermare e contenere questa pandemia. Nei giornali, televisivi, di carta e on line, circolano ancora molte informazioni semi vere (le più pericolose!), false, fuorvianti. Con servizi sull’astrologia, pagine di interviste a gente che cerca di truffare il sistema vaccinale, interviste a novax. Persone, anche istruite, ma che non seguono da vicino l’evoluzione di questa pandemia, hanno dubbi legittimi, sui vaccini, sulle cure, sui tamponi, sui GreenPass. Ci sono molte cose contro intuitive, difficili da spiegare, sui ripensamenti dei medici, e su tanti altri aspetti. Bisognerebbe che il Governo guidasse questo flusso informativo, che desse l’idea di sapere quello che sta facendo. A me non sembra che stiamo andando in questa direzione, sebbene il nostro governo non sia nemmeno fra i peggiori, in Europa. I continui cambi di maggioranza e la presenza nel governo di forze politiche apertamente contro il pensiero scientifico non aiuta a prendere decisioni ponderate. Nessuno, ancora, si è assunto l’onere di rendere il vaccino obbligatorio, per esempio. Per altre malattie, come il morbillo, per molto meno si è reso obbligatorio il vaccino, perché no con il covid19? Non si sa. È anche difficile seguire forze politiche illuminate. Non ce ne sono, semplicemente.

Aggiornamento: sono ritornato sul sito della scuola. C’ero stato ieri sera. Sono comparsi una marea di punti tampone per la scuola, anche vicinissimi a casa. Ho molta voglia di piangere.

Ciao Nonna Maria

domenica 21 novembre 2021

Nell’immaginario collettivo le suocere sono persone in genere terribili: dispotiche, ficcanaso, invadenti, antipatiche, da evitare il più possibile. La nonna Maria, la mia ex suocera, è stata con me il contrario di tutto questo. Mi sono sempre sentito uno di famiglia con lei, accolto e rispettato, anche nei momenti difficili, anche dopo il divorzio. Insegnante di lettere, amante della fantascienza e della Commedia di Dante, la sua compagnia è sempre stata gradita, le riflessioni sugli interessi comuni sempre interessanti e stimolanti. Nonostante un gran numero di nipoti e pronipoti, molto diversi fra loro, è sempre stata capace di dire a ognuno di loro che era il suo preferito senza cadere in nessuna contraddizione. L’amore in effetti consente questi paradossi e per i nipoti e pronipoti ha sempre avuto un amore viscerale e incondizionato. Con la Comizietta scherzavamo sul fatto che “potresti bruciarle casa e ficcarle un palo in un occhio e lei ti darebbe anche l’altro, se mai ti servisse”.

Poche settimane fa le avevo regalato la quadrilogia di Clarke che inizia con 2001 Odissea nello spazio. Non so se abbia fatto in tempo almeno a iniziare il primo romanzo. Mi sarebbe piaciuto parlarne con lei, scambiare qualche riflessione.

Ci mancherà molto.

[fumetto] Preti

mercoledì 17 novembre 2021

Autore: Astutillo Smeriglia
Titolo: Preti – Il mistero della fede
Editore: Mondadori Electa
Altro: ISBN 9788891833587;p. 143;17,90€; genere: fumetto; prefazione di Saverio Raimondo

Voto: 7/10

Nel lontano 2013 Smeriglia pubblicò il suo capolavoro Preti su YT, seguito, tre anni dopo, da Ancora Preti. Pochi giorni fa è uscito il libro di Preti, tratto dal primo video.

La bellezza di questa opera – parlo dei due video – è che prende per i fondelli il clero e la religione cattolica e nel contempo lascia trasparire una grande sensibilità “religiosa”. Scrivo “religiosa” con le virgolette perché non mi riferisco al senso religioso classicamente inteso, fatto di preghiere e riti, ma a quella sensibilità che non banalizza le questioni teologiche, le prende sul serio, le porta fino in fondo e riesce a fare a meno del concetto di Dio così come lo intendiamo tutti. Fromm ne sarebbe contento.

Il fumetto è la copia quasi integrale del primo video, con alcune aggiunte, alcune estensioni. Se da una parte è bello avere per iscritto il contenuto del video, dall’altra è un’occasione mancata per un’opera di più lungo respiro, come le strisce di Calvin & Hobbes o i Peanuts, anche se non so se sia possibile estendere e trovare altri spunti per una cosa che a me sembra già perfetta così.

Io spero ci sia anche un Preti2, con il contenuto del secondo video, e poi mi aspetto un Preti3, Preti4 e così via. A dire il vero non vedo l’ora di Preti3, ma come ogni fan che si rispetti, seguirò la saga dall’inizio, in ogni sua forma.

Buona lettura!

Nobel per la Fisica 2021

martedì 5 ottobre 2021

Sono molto contento. Non solo perché fra i vincitori c’è un italiano, Giorgio Parisi. Il tema della complessità, pur essendo di attualità con il cambiamento climatico e la pandemia, è studiato da decenni in fisica, in vari modi e campi. È importante che il premio metta in luce questi studi.

Aggiornamento 10/10/2021:

Radio3 Scienza racconta il Nobel per la Fisica 2021

Puntaccazzismi

lunedì 4 ottobre 2021

Mi rendo conto che nella tragedia forse questi sono dettagli poco importanti. Mi rendo anche conto che subito dopo l’evento, non essendo la toponomastica della zona chiarissima, le approssimazioni e gli errori ci stiano. Ma siamo a oltre 24h dell’evento. Si possono dare le informazioni corrette, no?

Allora. L’aereo ieri non è precipitato a Linate, né a San Donato Milanese (*) È precipitato nel comune di Milano. La via non è via Marignano (distante 100m dal punto di impatto), né via 8 Ottobre 2001 (distante 300m dal punto di impatto). Il punto di impatto è via Giuseppe Impastato. Qui. Lo so perché lì ci passo tutte le volte che vado a Milano, quindi spesso. L’ultima volta sabato scorso.

Per finire: l’aereo non è un ultraleggero, ma un Pilatus PC-12/47E.

(*) sono arrivato tardi con archive.is per ilpost. Hanno corretto in parte l’articolo, su mia segnalazione, ma il titolo è rimasto sbagliato.

Dopo l’11 settembre

sabato 11 settembre 2021

Da ilPost:

Vent’anni di guerra al terrore
Cosa volevano ottenere e soprattutto cosa hanno ottenuto gli Stati Uniti con la strategia inaugurata dopo l’11 settembre 2001, finita nel caotico ritiro dall’Afghanistan
di Eugenio Cau

Secondo le stime del progetto “Cost of War” della Brown University, la guerra al terrore ha provocato oltre 929 mila morti, di cui 387 mila civili. Il costo economico per gli Stati Uniti, che non riguarda soltanto le operazioni militari ma anche, tra le altre cose, la gestione e la cura dei veterani, potrebbe ammontare a 8 mila miliardi di dollari. Quelle della Brown University sono ovviamente stime difficili da confermare, ma molto citate anche dagli addetti ai lavori.

Quelle morti sono diluite in 20 anni, in migliaia di episodi, sono spesso relegate in posti sperduti. Non avranno mai la visibilità che hanno le morti dell’11 settembre. Nessuno vi chiederà dove eravate quando l’esercito USA bombardava una scuola per errore, nessuno vi chiederà come avreste speso 8T$. Nessuna commissione esaminerà minuto per minuto questa immane tragedia nata esclusivamente dalla vendetta, da ingiustizie accumulate per anni, che ne hanno prodotte altre ancora più gravi e subdole. Forse qualche storico del futuro se ne occuperà.

L’11 settembre rimane l’evento storico – in questo secolo appena iniziato – che ha avuto più impatti nella nostra vita.

Aggiornamento 20/09/2021:

La tortura, dopo l’11 settembre

Dopo la guerra al terrore degli Stati Uniti il suo utilizzo è stato sempre più legittimato, con conseguenze che ci portiamo dietro ancora oggi
di Alessandra Pellegrini De Luca

Teoria del complottismo

mercoledì 25 agosto 2021

Mi è venuta una curiosità: cosa frulla dentro la testa di un complottista? Una brevissima ricerca in rete mi ha portato qui:

Teorie del complotto. Cosa può dirci la psicologia?
di Bruno Gabriel Salvador Casara

e qui:

Psicologia del complottismo
di Michele Mezzanotte

Citando il primo articolo: “la società in cui viviamo permette di avere accesso ad una enorme mole di dati in costante mutamento e spesso contraddittori, la possibilità di contare sempre su ragionamenti analitici semplicemente non è sempre presente” Da qui la necessità, per preservare la nostra immagine positiva e/o per paura, di farsi una teoria coerente. C’è chi si butta sulla scienza, chi sulla religione, chi sui complotti. “Rimane quindi da chiarire perché alcune persone preferiscano aderire alle teorie del complotto piuttosto che ad altre fonti.” Sul significato evolutivo del complottismo: “è invece possibile che un certo grado di sospetto verso potenziali complotti possa promuovere richieste di maggior trasparenza da parte dei gruppi che detengono il potere, sia esso politico, economico o culturale.”

Gli ingredienti del complottismo sono quindi: la percezione di un mondo caotico e ingovernabile (nella nostra società iperconnessa significa avere tanti dati a disposizione, ma contraddittori e caotici) –> paura -> necessità di uno schema semplice e rassicurante dove inquadrare i dati. Chiunque può finire in questa trappola, indipendentemente dal livello di istruzione. Le altre due “trappole” conclusive di questo schema sono la religione (magari anche laica, come la politica) e la scienza. La scienza è l’unica risposta ragionevole e che porta a qualche risultato non catastrofico, a patto che non diventi essa stessa religione o sia guidata essa stessa dalla paura. Per questo c’è bisogno di una maggiore cultura scientifica abbinata a una educazione alla complessità. Anche una società più fiduciosa in se stessa, in chi si deve occupare dei vari problemi e indicare le soluzioni, potrebbe aiutare a non vedere sempre con sospetto una soluzione a portata di mano. Affrontare i complotti è quindi un gioco sul lungo periodo.

Su come affrontare un complottista singolo, penso che prima di tutto vada riconosciuta la sua paura e il suo sgomento davanti ai tanti dati contraddittori che riceve e, con molta pazienza e senza fretta e solo a patto che voglia ascoltarci, fargli vedere che altre spiegazioni sono più coerenti e ragionevoli. Non bisogna dimenticare che il complottista, grazie ai social cosi, frequenta altri suoi simili e quindi un suo cambio di visione lo metterà in cattiva luce fra i suoi pari, generando ulteriore resistenza. Può risultare una fatica improba e bisogna valutare bene se lo sforzo porterà ragionevolmente a un cambio di visione.

Aggiornamento 29/09/2021:

Che fare con lo zio complottista?

di Massimo Polidoro

Riassunto: tanta pazienza e dialogo.

Come convincere le persone a vaccinarsi

lunedì 16 agosto 2021

Sono sempre stato un acceso sostenitore dei vaccini, di qualsiasi vaccino, anche molto prima della pandemia da SARS-CoV-2. Non solo è evidente che attualmente sono fra i farmaci più efficaci e con meno effetti collaterali che si conoscano (leggete il bugiardino di un qualsiasi medicinale da banco e vi convincere anche voi.), ma spesso sono anche fra i più economici. Quando sarò Imperatore del Mondo Mondiale, come si dice scherzando, tutti saranno obbligati a fare tutti i vaccini resi possibili dalla medicina. Per fortuna vostra non sarò mai Imperatore del Mondo Mondiale.

Poi è arrivata la pandemia da SARS-CoV-2 e con essa sono arrivati i vaccini a tempo di record. Vaccinarci tutti, nel mondo, è impresa titanica, che pone molti problemi economici, logistici e tecnici. Come far arrivare i vaccini dove mancano medici, frigoriferi e tante altre cose? Come produrre miliardi di dosi in poco tempo? Ma queste sono mere questioni tecniche, lasciatemi passare il termine. Soldi, tempo, organizzazione possono risolvere quasi tutto.

Nel mondo ricco, dove i vaccini ci sarebbero per tutti, le cose però non vanno meglio. I no-vax convinti sono sempre esistiti e oggi paiono una esigua minoranza, stimata attorno al 5-10%, anche se sono sempre troppi e hanno troppa visibilità. Emotivamente queste persone stimolano la parte meno nobile del mio animo e verso di loro ho pensieri molto poco cattolici. Non solo fanno male a se stessi, ma fanno male alla parte più debole della società, chi veramente non può vaccinarsi. Sono quindi molto sensibile all’argomento e non sempre ho reazioni appropriate di fronte a un no-vax.

Nonostante questo, la parte razionale del sottoscritto (quella emotiva è ancora ferma alla clava per convincere tutti a vaccinarsi) è venuta a conoscenza di una zona grigia che non pensavo essere possibile, almeno non nel mondo sviluppato. Non ci sono solo no-vax duri e puri, ci sono anche persone che devono essere in qualche modo spinte, informate, convinte, aiutate a vaccinarsi. Da ilPost:

Si fa presto a dire “no vax”
Per allargare le campagne vaccinali molti esperti suggeriscono un approccio che tenga conto dell’eterogeneità delle giustificazioni e delle preoccupazioni di chi non ha ancora aderito

Il compito di convincere queste persone dovrebbe essere delle istituzioni, ma ad oggi non ho visto un approccio sistematico al problema, ma solo individuale. L’obbligo della vaccinazione contro il Covid19 ancora non è all’ordine del giorno e comunque creerebbe altri problemi sociali, etici, filosofici. Per ora si procede con sistemi più o meno efficaci di incentivo, come il “green pass“, ma non senza effetti secondari come la creazione di paria involontari della società.

Ammiro molto chi fa opera di divulgazione e di convincimento sul campo. La sensazione deve essere tipo quella di svuotare il mare con un cucchiaino mentre sta arrivando uno tsunami, un lavoro molto frustrante eppure necessario, doveroso. (Se siete a conoscenza di campagne pubblicitarie o iniziative istituzionali, non solo italiane, per ridurre questa zona grigia fatemi sapere nei commenti.)

Io, nel mio piccolo, sono riuscito a convincere un collega un po’ pauroso e pigro a vaccinarsi. Oltre non sono riuscito a fare. Comunque l’opzione estinzione della specie umana è sempre più all’ordine del giorno e la nostra intelligenza mi sa che è sopravvalutata.