Archive for the ‘curiosità’ Category

Volandia

domenica 28 maggio 2017

Quando ero piccolo, diciamo dai 7 anni fino ai 15, vivendo nei pressi di Linate e vedendo passare sopra la testa ogni giorno decine e decine di aerei, avevo la passione per l’aeronautica e tutte le cose che volavano. Per la cresima (1982, 35 anni fa esatti) mi fu regalato L’atlante enciclopedico degli aerei civili del mondo che presto mi imparai non dico a memoria, ma quasi, almeno per la parte dell’aeronautica civile moderna. Inutile dire che gli aerei più grossi e affascinanti non sono (quasi) mai atterrati a Linate, ma a Malpensa. All’epoca non c’era YouTube e portarmi a bordo pista di un aeroporto a un’ora da casa era, per i miei, una gran scocciatura. Un giorno però quel desiderio fu esaudito e vidi anche io dal vivo i DC-10 e gli imponenti Jumbo Jet (B747 per gli amici).

Dopo 35 anni sono ritornato a Malpensa, a bordo pista, con lo stesso scopo di allora. Di svitati come me ce ne sono tanti, più di quanti immaginiate. Oggi c’è molto più traffico del 1982, ma è tutto costituito da compagnie low cost con aerei per voli a medio e corto raggio. Sono comunque riuscito a vedere un B747 in atterraggio, un cargo saudita, e la partenza di un A380 degli Emirati Arabi. Un po’ poco in effetti, ma il motivo è mi sono fermato solo un’ora per questi avvistamenti, erano le 18 ed ero molto stanco e affamato. Infatti, una volta arrivato nei pressi di Malpensa, ho visto che c’era Volandia, il museo del volo. Ne avevo sentito parlare, ma non sapevo dove fosse esattamente. Sono entrato a mezzogiorno (me la sono presa comoda, questa mattina) e ne sono uscito alle 17:30, dimenticandomi di pranzare.

Il museo utilizza le antiche officine Caproni; è enorme, con una marea di testi esplicativi sui pionieri del volo, documentari e decine di velivoli da guardare, un DC-3 e un DC-9 (quello usato da Pertini e Wojtyła) da visitare fin dentro la cabina di pilotaggio, elicotteri e simulatori di volo.

Colpisce il ruolo italiano nell’aviazione, niente affatto secondario, specie nei primi pionieristici anni. Colpisce come uomini (e alcune donne) abbiano avuto il coraggio di usare quelle macchine all’apparenza così fragili e delicate, e in alcuni casi l’apparenza non era tale, visto che il Ca.1 era poco più di un traliccio di legno con le ali e un motore e fece un solo volo schiantandosi all’atterraggio.

Nel capannone dedicato allo spazio vi è la ricostruzione del modulo di rientro dell’Apollo 8 e numerose notizie riguardanti la ISS.

C’è anche il museo Flaminio Bertoni designer e scultore italiano, nonché ideatore delle forme della Citroën DS.

Tante cose da vedere e leggere, veramente. Di sicuro ci ritornerò, dimenticandomi di pranzare, come oggi.

De gustibus /28

lunedì 26 settembre 2016

Questa è una versione onirica della rubrica.

Ho sognato che ero ad una festa di famiglia, in un ristorante molto in, e come ultima portata è arrivato un dolce. Una torta di cioccolata, con sopra fettine di pecorino fuso, cipolla e rucola. Tutti i commensali si sono buttati sulla leccornia. Io mi sono svegliato prima di assaggiarla.

Al matrimonio

domenica 24 luglio 2016

Sabato scorso sono andato al matrimonio del mio amico MM che non frequento più da una vita, circa 16 anni, mio ex compagno di liceo.

In questi anni ci siamo incontrati per caso al supermercato o per strada. Buongiorno e buona sera. Tutto bene, io sì e tu, tutto ok, ciao.

Nonostante questo mi ha invitato al suo matrimonio. È evidente che gli sono molto simpatico. Quindi mi sono detto: ma sì, andiamo.

Alla cerimonia, ero stato avvertito, avrei rivisto altri ex compagni di liceo. E quindi con il vestito nuovo e le scarpe nuove comprati per l’occasione mi sono lanciato in questa impresa.

Ma veniamo alle situazioni degne di nota da raccontare, quelle imbarazzanti ovviamente.

Gli invitati erano circa cento, ovvio quindi trovare tanta gente sconosciuta. Arrivati al ristorante ci servono un aperitivo. Ci sediamo nei tavoli fuori e chi si conosce cerca di fare gruppo. Al tavolo dove mi siedo ci sono: R., mia ex compagna di liceo (anche lei non vedo da una vita); la sorella V. di un altro mio amico assente per motivi suoi, con relativo fidanzato. Noi quattro, che già ci conosciamo, iniziamo a chiacchierare, sicuramente più in sintonia che con il resto degli sconosciuti. Al nostro tavolo però ci sono altre due persone, una Lei e un Lui. E qui cominciano i problemi. Per me.

Lui: ti ho già visto da qualche parte.
Io: può darsi, vivo a S. Donato da sempre, siamo tutti di S. Donato, siamo a S. Donato, io ho fatto molta attività pubblica a S. Donato, faccio parte dell’associazione X che opera a S. Donato da vent’anni. Però di te non mi ricordo.
Lui: Ma sì, eri senza pizzetto (16 anni fa), abitavi in via Y, giusto? E mi sa che una volta sono stato anche a casa tua.
Io: Sì, abitavo in via Y, ma sei sicuro che sei venuto a casa mia?
Lui: Sì, con MM a un tuo compleanno.
Io: Nebbia. Buoio. Mai visto prima. Ricordi: zero. Ah eh, eeem, non so non ricordo.
Lui insiste.
Imbarazzo.

Lui cambia argomento e ne sceglie un alto di sicuro impatto emotivo. La politica.
Rivolto a R:
Lui: Anche tu mi pare di averti già visto. (Ma con lei non si spinge oltre.)
R: Può darsi, anche io ho vissuto molti anni a S. Donato. (Anche lei non si ricorda di lui.)
Lui: Ma tu non eri comunista?
Imbarazzo nel tavolo.
R: (ridendo, imbarazzata) Ma cosa vuol dire? Ma no… ma esistono ancora i comunisti oggi?
Io: forse intende dire che hai frequentato qualche festival dell’unità.
R: Sì, forse sì, più di venti di anni fa però.
Imbarazzo.

Lui, appurato che di comunisti al tavolo non ce ne sono, passa al piatto forte:
Lui: a voi piace Renzi? Io sono renziano.
Altro gelo nel tavolo.
Io: Ehm no, guarda, a me sta qui.
Lei: io l’ho votato perché il meno peggio.
Gli altri glissano, forse per non bestemmiare contro il nostro Matteo. Ancora imbarazzo.

Non poteva mancare il cameriere fantozziano con me nella parte di Fantozzi, ovviamente. No, esagero, non è successo nulla di che. Semplicemente questo cameriere al buffet serve tutti, tranne il sottoscritto. Quando non c’è più nessuno da servire, guarda altrove. Dopo l’ennesima mia richiesta mi serve, ma l’antipatia reciproca è immediata. La sua espressione è la medesima del cameriere fantozziano citato.
A tavola comunque non fa mancare di farmi capire che gli sto sulle balle. A tutti serve il piatto sulla destra, come si deve, e a me i suoi arrivano dalla sinistra.
Per rimanere nella sua parte ha rovesciato un intero vassoio di bicchieri con il sorbetto per terra. Per sua grande fortuna non ha sporcato nessuno. Quando è arrivato con la torta, però, io sono stato molto lontano.

A parte queste mie piccole disavventure sono contento per MM, che mi sembrava stanco ma felice di questa sua impresa. Auguro a lui e alla sua famiglia – sì, sono già in tre – un futuro pieno di soddisfazioni e serenità. Grazie MM per avermi invitato. :-)

De gustibus /27

sabato 28 maggio 2016

Questa volta non è Lacomizietta, ma sono io che mi diverto a fare intrugli ed esperimenti in cucina. A volte non vengono come penso.

Mi è venuta l’idea di fare una simil piadina. I puristi si calmino: so che ci vuole lo strutto. Quindi non la chiamerò piadina. La chiamerò s-piadina. Quali ingredienti usare? Consultare internet? Naaa!

Ero al supermercato quando ho avuto l’idea e è ho sbirciato gli ingredienti delle piadine imbustate. difosfati, idrogenocarbonato di sodio, amido di mais: lievito per torte. Piadina all’olio di oliva (così sulla busta): 7% olio extra vergine di oliva. Quindi a occhio: farina, olio, lievito, sale.

Inizio ad impastare, ma un odore strano mi sale alle narici. Guardo la busta del lievito: lievito vaniglinato! Che fare? Non sembra molto intenso, è solo mezza bustina su quasi 500g di impasto. L’ho cotta. E l’ho mangiata: con il salame di Varzi, squacquerone e verdure cotte. Però avevo molta fame!

Buon Natale dal 1977

mercoledì 6 gennaio 2016

natale1977

Avevo 7 anni. Facevo gli auguri ad amici di famiglia. Ero (e sono) una capra a disegnare. (I piedi sono tagliati, che il foglio non ci sta nello scanner.)

La Siria in taxi

giovedì 26 novembre 2015

Segnalo questa storia di quindici anni fa:

Al Raqqa (una storia di Siria e di tassisti)
di Carlo Paschetto

L’ho trovata molto bella (e interessante).

“Va a ciapà i ratt” in arabo

mercoledì 30 settembre 2015

Tradurre “alla lettera” proverbi milanesi in altre lingue? Qualcuno ci ha preso gusto (da Corsera):

Dalla Cina all’Arabia: il giro del mondo dei proverbi milanesi
Tre amici e un libro nato quasi per gioco: massime dialettali tradotte in nove lingue
di Rosella Radaelli

Discarica abusiva

sabato 1 agosto 2015

Via Bonfadini angolo via dei Pestegalli, Milano; c’è un edificio abbandonato. Nei pochi metri di terreno fra questo edificio e la strada c’è una discarica abusiva permanete. A pochi metri da questa discarica c’è un impianto dell’AMSA per i rifiuti.

La cosa curiosa è che l’AMSA pulisce regolarmente questa discarica e altrettanto regolarmente questa discarica viene ricreata. Anche un capiente cassonetto non impedisce il riformarsi dello schifo.

Nei pressi di questo incrocio ho visto di tutto: elettrodomestici, amianto, rifiuti casalinghi, pneumatici, finestre, mobili, vetri e qualsiasi cosa vi venga in mente.

Mi chiedo: ma qui non converrebbe appostarsi ben nascosti e aspettare? Intendo la Polizia Municipale, ovviamente.

WTF /4

mercoledì 22 luglio 2015

D-Donna di Repubblica è sempre un terreno fertile per la caccia al WTF. Oggi l’app che ti dice se sei stato bravo a letto.

Amore dammi un link
Da Nipple a Spreadsheets a Kahnoddle, cominciano a diffondersi anche da noi i programmi per monitorare le prestazioni sessuali di coppia. Ma aiutano davvero?
di Sibilla Di Palma

Il campeggio

domenica 19 luglio 2015

È già il terzo anno che passiamo le due settimane di vacanze estive nello stesso campeggio e nello stesso periodo, e ormai possiamo descrivere alcune casistiche, fra l’altro comuni ad altre esperienze precedenti.

Il solitario. Che può essere anche una Lei, ma ha la tenda ad installazione ultrarapida, un’auto di piccola cilindrata e rimane invisibile durante il giorno e anche di notte. Sai che c’è perché si vedono spostati alcuni oggetti fuori dalla tenda fra il mattino e la sera.

I solitari. Come sopra, ma sono una coppia, di solito molto discreta e affiatata. Quest’anno abbiamo incontrato un Lui e una Lei con un cane e un’auto minuscola; erano alle prese con il montaggio di una tenda, ma con l’aria di non averne mai vista una. Mi sono chiesto quale avventura cercassero. Il giorno dopo erano già spariti.

I pensionati o comunque coppie ormai con i figli grandi. Sono la maggior parte. A giugno, poi, sono ancora di più. Molti i tedeschi e gli svizzeri. Rigorosamente in camper o roulotte, spesso ultra tecnologici, rivelano sempre manie particolari. Sono super organizzati: parabola & TV, barbecue, biciclette, tavolini e sdraie ultra comode, notebook, veranda. Poi c’è chi esagera: una coppia aveva decorato il confine della piazzola con le pigne raccolte nella pineta e fiori di campo; un’altra si è portata a traino un quad; un’altra ancora uno scooter; una famiglia si è fatta un recinto con rete metallica. Dentro: quattro cani di grossa taglia.

Poi ci sono le famiglie italiane stanziali. Affittano la piazzole per l’intero anno o per lunghi periodi. L’organizzazione è meno tecnologica dei pensionati stranieri ricchi, ma di tutto rispetto. Non manca la TV, la bicicletta per tutti i componenti della famiglia, gazebo, grandi tavoli sotto la veranda decorati con vasi di fiori più o meno finti, angolo cucina con frigo e dispensa. Ho visto anche una lavatrice da campeggio. Ma per essere una vera famiglia italiana la piazzola deve essere recintata. Un recinto posticcio, fatto di tela plasticosa, ma deve esserci; anche il terreno deve essere ricoperto con lo stesso telo. Tutto deve essere pulito e avere l’aria asettica. A guardia della proprietà gli anziani della famiglia, con Lei spesso a cucinare la gran parte del giorno. Alla sera si accendono le luci che delimitano la proprietà. Quest’anno una famiglia aveva come decorazione della veranda le luci di Natale.

Poi le famiglie con figli, ma non allargate a nonni e zii e altri parenti come il caso precedente. Sono quelle che fanno le due settimane come noi, Lui e Lei con figli più o meno grandi, di solito al di sotto dei quattordici, con la tenda o con camper molto spartani e vecchi. I tedeschi hanno van riadattati con l’ancoraggio di verande e tende esterne. Altri stanno nei bungalow.

Poi ci siamo noi. La tenda da quattro per due persone. L’auto a metano di terza mano, grigia e tutta piena di bitorzoli, al fianco della tenda, che fa da armadio e dispensa. Quest’anno sono riuscito a portarmi lo stendibiancheria e ho evitato di tirare corde sotto i pini per mettere ad asciugare i teli da mare e i panni. C’è sempre un discreto disordine quando siamo nella piazzola a mangiare o a non fare nulla. Ma poi riordino tutto, cioè nascondo il caos, per la notte. La musica dell’animazione finisce (l’animazione dei campeggi andrebbe classificata come tortura) e la stanchezza accumulata nel non far niente tutto il giorno vince ogni altro rumore che passa attraverso il leggero telo della tenda.