Archive for the ‘recensione’ Category

[libro] A tua insaputa

sabato 22 settembre 2018

Autore: John Bargh
Titolo: A tua insaputa – La mente inconscia che guida le nostre azioni (Before You Know It: The Unconscious Reasons We Do What We Do)
Editore: Bollati Boringhieri
Altro: ISBN: 9788833926599; I ed. ling. orig. 2017; I ed. it. 2018; genere: saggistica, psicologia; traduzione di Sabrina Placidi; p. 422; 25,00 €

Voto: 8/10

Cosa ci fa fare il nostro inconscio? Come è influenzato dal nostro passato e dal nostro presente? Lo sapevate che anche le nostre intenzioni future lo guidano?

In questo saggio, ricco di aneddoti sugli esperimenti svolti, Bargh riassume la sua quarantennale ricerca sul tema dell’inconscio.

Fra comportamentismo (il mondo là fuori ci condiziona in ogni aspetto) e cognitivismo (solo la nostra volontà conta in quello che facciamo), Bargh crea una posizione nuova sostenendo che il nostro inconscio è fondamentale per la nostra sopravvivenza, anche quando sembra in balia di eventi esterni e che la nostra volontà, se vengono riconosciuti i meccanismi di questo lato nascosto, può essere di grande aiuto per raggiungere i nostri obiettivi. Ci sono però due punti di attenzione: il primo è che il nostro inconscio si è strutturato e funziona per una società che ora non c’è più, fatta di poche persone facilmente riconoscibili. Sapere questi limiti può essere utile per fermare alcune tendenze che ci portano a essere diffidenti con chi è diverso da noi, per esempio. Il secondo è che al nostro inconscio non possiamo mentire. Se il nostro vero obiettivo è avere più potere, non riusciremo a ingannare noi stessi e gli altri con gesti di generosità. Prima o poi ci tradiremo. (Bargh, a proposito della gestione del potere, sostiene che ci sono persone più “egoiste”, sempre pronte ad approfittare della propria posizione di potere, e persone più “altruiste”, più attente alla collettività.)

Le implicazioni e gli usi di questi studi sono notevoli: dalla propaganda politica a quella sulla salute. Dalla motivazione allo studio, alla gestione del potere.

Gli ultimi capitoli sono dedicati a come usare il nostro inconscio per raggiungere i nostri obiettivi. Non riconoscere il ruolo e il potere del nostro inconscio porta di solito a esserne in balia in modo maggiore rispetto ad altri. Per questo conoscere meglio questi meccanismi nascosti e alcuni suggerimenti potrebbero renderci persone migliori.

Buona lettura!

[libro] Pasticcio padano

sabato 21 luglio 2018

Autrice: Gaia Conventi
Titolo: Pasticcio padano
Editore: Le Mezzelane Casa Editrice
Altro: ISBN 9788833280837; 15,90€; 348 pagine; I edizione: 2018; genere: giallo

Voto: 7/10

Questo è il terzo romanzo di Gaia con Luchino e il suo cane (fetente) Poirot come protagonisti. I primi due tomi sono stati rivisti, ampliati, aggiornati e riediti da Le Mezzelane e ora li trovate in libreria: Misfatto in crosta (con cane fetente) e Giallo di zucca, nuovo di zecca; Pasticcio padano è il terzo della serie. Inutile dire che il trittico è consigliatissimo per la stagione estiva, specie quella che prevede l’ombrellone.

Più che genere giallo, dovrei dire comico giallo o giallo comico, perché la storia raccontata è grottesca, un rapimento degno delle comiche di Stanlio e Olio. Siamo ovviamente a Ferrara, nel periodo natalizio, e il rapito è Iago, libraio tutto fare della famiglia Girondi, noti librai di Ferrara. Iago è rapito di notte dentro la libreria, ovviamente, per rendere la cosa sempre meno plausibile. Un rapimento che ha che fare con un libro usato e una ex famiglia nobile ferrarese. Luchino sarà invocato in quanto poliziotto fotografo e nipote dei Girondi. Ma Luchino è a Milano, in aspettativa, e quando arriverà troverà il mistero quasi completamente svelato.

I personaggi sono tanti e si muovono tutti freneticamente, in modo bizzarro, come marionette in un teatro circense.

L’effetto è divertente e si arriva alla fine del romanzo troppo in fretta.

Buona lettura!

[libro] Il tuo anno perfetto inizia da qui

sabato 21 luglio 2018

Autrice: Charlotte Lucas
Titolo: Il tuo anno perfetto inizia da qui (Dein perfektes Jahr)
Editore: Garzanti
Altro: ISBN 9788811673163; 17,60€; 444 pagine; tradotto da: Roberta Scarabelli; I Edizione italiana: 2017; genere: romanzo sentimentale

Voto: 7/10

Come avrete intuito, non è il mio genere di romanzo e infatti la lettura è frutto di uno scambio con Lacomizietta: io avrei letto uno dei libri che le piacciono e lei avrebbe letto uno dei miei libri preferiti. Io la mia parte l’ho fatta e sono in attesa della sua lettura di “Preludio alla fondazione” di Asimov.

Tutto sommato pensavo peggio e l’inizio non era molto promettente, con quei messaggi già visti e rivisti rivolti all’ottimismo e al cambiamento un po’ vacuo, ma poi l’autrice è riuscita a dare un senso al tutto, a incuriosirmi e a portarmi fino alla fine.

Parliamo di due personaggi, Hannah, iperattiva, iperottimista, innamorata di Simon. E di Jonathan, divorziato, ricco, editore e affetto da manie ossessive compulsive. I due non si conoscono, ma il caso vuole che Jonathan troverà un’agenda dedicata a Simon scritta da Hannah. Un’agenda per il suo innamorato, per tirarlo su di morale a seguito di una diagnosi infausta, piena di piccole cose da fare per avere un anno perfetto. Jonathan, nel tentativo di restituire questa agenda al legittimo proprietario, si troverà a seguirne lo spirito, a cambiare se stesso, a rivoluzionare una vita piatta e monotona. Un percorso analogo dovrà fare Hannah e non ci vuole Einstein per capire che le due storie convergeranno nel finale.

Libro leggero e veloce, gradevole, non impegnativo. Ottimo per l’ombrellone.

Buona lettura.

[film] Solo: A Star Wars Story

sabato 2 giugno 2018

Titolo: Solo: A Star Wars Story
Regia: Ron Howard
Sceneggiatura: Jon Kasdan, Lawrence Kasdan
Effetti speciali: Rob Bredow
Altro: 2018, 135 minuti, USA, genere: fantascienza, direzione del doppiaggio: Carlo Cosolo

Interpreti e personaggi:
Alden Ehrenreich: Han Solo
Woody Harrelson: Tobias Beckett
Emilia Clarke: Qi’ra

(Dati da Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio.)

Voto: 6/10

Dove si racconta la vita di Han Solo prima che diventasse Han Solo che avete visto nei precedenti film.
Carino, ma se ne può fare a meno.

[libro] Il grande saccheggio

domenica 20 maggio 2018

Autrice: Francesca Mereu
Titolo: Il grande saccheggio – Da zar Boris alla presa di potere di Putin, diario di una democrazia mancata
Editore: Le mezzelane casa editrice
Altro: ISBN: 9788833280431; p. 256; 14,90€; prima ed. 2018; genere: saggistica: giornalismo, storia

Voto: 7/10

Lo scorso 13 maggio sono andato al salone del libro di Torino a trovare Gaia Conventi (ne parlerò quando recensirò la sua ultima uscita) e nello stand della casa editrice ho conosciuto Francesca Mereu, una donna minuta, espansiva e piena di vita. Era lì per promuovere la sua ultima opera Il grande saccheggio. Ma non abbiamo parlato affatto del suo ultimo libro, semmai della sua vita in Alabama, di suo marito Sergei, di musica. Solo poco prima di andarmene ho scoperto il vero motivo della sua presenza, che è vissuta tanto in Russia e che ha fatto giornalismo di inchiesta. Mi sono lasciato tentare dalla mia sconfinata curiosità è ho aggiunto ulteriore peso alla borsa del ritorno. (Ormai è tradizione che agli incontri con Gaia io scopra nuovi autori.)

Il grande saccheggio è un lungo reportage sulla trasformazione dell’Unione Sovietica verso la Russia attuale. Vita vissuta, informatori inseriti dentro la macchina del potere, statistiche ufficiali e inchieste giornalistiche raccontano questa drammatica trasformazione. Drammatica perché la maggior parte dei russi si trova, a più riprese, improvvisamente nullatenente. La riforma di Yeltsin attuata con l’introduzione improvvisa del capitalismo deregolamentato in un paese completamente impreparato al nuovo corso, ha dilapidato e distrutto la maggior parte delle ricchezze del paese: le aziende statali sono state svendute, la ricerca scientifica è stata azzerata, la giustizia resa impossibile dalla corruzione e la criminalità organizzata diventa il vero regolatore degli affari. Pochi oligarchi conquistano il potere e la ricchezza, mentre la gran parte del popolo russo soffre la fame. Molti si salvano perché in casa, per sopravvivere alle manchevolezze del commercio sovietico, hanno cibo confezionato per un anno. Le riforme democratiche vengono vissute come la causa del periodo nero della Russia. Yeltsin, con i suoi continui problemi di salute derivanti dall’essere schiavo dell’alcool, diventa sempre più impopolare e chi lo sostiene deve trovare un sostituto.

Putin proviene dai servizi segrati Russi, il FSB, ex KGB, e si dimostra subito un abile stratega. Con il sostegno dei servizi riesce a utilizzare il conflitto ceceno per andare al potere. Una volta insediato fa tabula rasa di ogni opposizione e si prepara la strada per comandare a vita.

Molte riflessioni sulle reazioni russe al potere politico di Putin dovrebbero farci riflettere su cosa sta accadendo da noi e in altri paesi, USA in testa.

Vi lascio i dettagli, sconvolgenti, alla lettura.

La narrazione passa attraverso aneddoti personali, inchieste giornalistiche, interviste a informatori e dati statistici. Il tutto è ben amalgamato, la lettura piacevole e avvincente.

Come difetti annoto qualche refuso e la mancanza di un indice dei nomi. Un maggior dettaglio sulle fonti ufficiali avrebbe reso perfetta l’opera.

Buona lettura!

Aggiornamento 26/05/2018:

Una intervista a Francesca Mereu su Letteratitudine, di Massimo Maugeri:

IL GRANDE SACCHEGGIO di Francesca Mereu (intervista) del 28/03/2018

Un riassunto dell’opera migliore del mio.

[libro] Sposati e sii sottomessa

domenica 25 marzo 2018

Autrice: Costanza Miriano
Titolo: Sposati e sii sottomessa – Pratica estrema per donne senza paura
Editore: Vallecchi
Altro: ISBN 9788884272140; 12,50€; 254 p.; genere: saggistica; I ed. 2011

Costanza Miriano è una giornalista, politicamente attiva nell’area cattolica più conservatrice in fatto di famiglia, aborto e matrimonio. A molti, solo a sentirla nominare, fa venire l’orticaria. Come potete immaginare, su questi temi sono in una posizione diametralmente opposta alla sua. Viste queste premesse, perché leggere questo libro?

A dire la verità venni a sapere di questo curioso titolo prima di sapere chi fosse Costanza Miriano e, per uno strano motivo che non saprei spiegare, mi incuriosì molto; dimostrava senza dubbio coraggio, perché un conto è dire di essere contro il divorzio, l’aborto e i matrimoni omosessuali, un conto è dire apertamente che la donna deve essere sottomessa all’uomo. Su questo ultimo tema il consenso potrebbe non essere così vasto. Non solo la curiosità è rimasta, anche dopo aver inquadrato l’autrice nel giusto contesto, ma è anche un mio preciso proposito, ogni tanto, esplorare i campi avversari. Penso sia salutare non frequentare solo la nostra bolla. Qualche mese fa ho trovato questo libro di seconda mano gratis e quindi mi sono detto: buttiamoci.

Prima di tutto il titolo. Riprende un comandamento di S. Paolo (Lettera agli Efesini, 5,22-33) e lo porta nel nostro mondo, cercandone una giustificazione moderna. E come S. Paolo, la Miriano scrive alle sue amiche e ai suoi amici facendo l’apologia del matrimonio cattolico. Poi alle sue lettere ci aggiunge una auto esegesi. Questo per undici volte.

Devo dare atto che ho avuto due sorprese: la prima è che, almeno nello scrivere, la Miriano sa essere molto ironica e autoironica, rendendo il libro molto più facile da leggere e riuscendo persino a strappare qualche sorriso. La seconda è stato trovarmi d’accordo con lei su alcuni punti.

La tesi del saggio è sostanzialmente questa: la donna ha un ruolo ben definito: sposarsi, dare al marito il ruolo di Capo Famiglia, fare figli, accudire e supportare marito e figli. Può anche lavorare, se riesce a fare tutto quanto il resto, ma le priorità sono chiare. Per carità, è una scelta di vita più che dignitosa e arbitraria come molte altre. Può contenere una devozione e un amore d’altri tempi, lo ammetto. Il problema è che in questo saggio questo ruolo non è un’opzione possibile. È l’unica opzione possibile. Per tutte e tutti (ovviamente il marito non può sottrarsi al suo ruolo di Capo).

Le giustificazioni non sono solo religiose, ma anche pseudo psicologiche (tutte le amiche e conoscenti che non si sono sposate e non hanno avuto figli sono tristi e irrealizzate; la donna ha nel DNA il gene dell’accudimento e dell’amore incondizionato) e sociali. Per queste ultime l’autrice riprende osservazioni che ho già letto in Amore liquido di Bauman: fare un progetto a lungo termine in un mondo senza punti fissi e inneggiante in molti campi al cambiamento fine a se stesso (leggi: consumismo) è decisamente fuori moda. La vita coniugale è una scelta volontaria che può togliere vie di fuga e questo è oggi inaccettabile; la nostra società sembra non vedere più nessun beneficio dalla solidità di un legame duraturo. Su questo non è difficile essere concordi, anche senza essere cattolici. Ma mentre Bauman sa che non si può andare indietro e non sa cosa ci sarà in futuro nella società occidentale, la Nostra ha già la soluzione pronta: S. Paolo.

Se da un lato, a parole, questa scelta di sottomissione deve essere libera, e non può che essere così, lo riconosce l’autrice stessa, dall’altro però la società non deve dare nessuna possibilità di sfuggire a questo mandato: no aborto, no divorzio, no unioni omosessuali. Se fosse economicamente sostenibile, la donna non dovrebbe nemmeno andare a lavorare, ma su questo l’autrice ha alcuni dubbi, visto che lei stessa lavora. La donna e l’uomo hanno una specie di libertà vincolata: “andremo d’accordo se farai quello che dico io” è il messaggio.

Non critico la visione della donna secondo S. Paolo. Critico l’unicità di questa visione. Non possiamo più ignorare che ci sono altri modi, altre esigenze, altre realtà che hanno pari dignità e devono poter essere espresse. Altre realtà che, fra l’altro, si sono sempre espresse, a dispetto delle leggi sociali e religiose, e che oggi è ridicolo non riconoscere. La battaglia della Miriano è perdente, da questo punto di vista. Questo non toglie che, in una società senza punti di riferimento, liquida secondo Bauman, questo messaggio possa avere un suo fascino. Perverso.

Buona lettura. Forse.

[libro] Fiori per Algernon

sabato 10 marzo 2018

Autore: Daniel Keyes
Titolo: Fiori per Algernon (Flowers for Algernon)
Editore: TEA
Altro: ISBN: 9788850241910; 11,00€; 314 pp; genere: fantascienza; I ed. orig 1966; questa ed: 2015; traduzione di Bruno Oddera

Voto: 8/10

Tanti anni fa, quando ero giovane e iniziavo a interessarmi di fantascienza, facevo largo uso della biblioteca comunale. I libri sono a vista e si possono consultare prima di prenderli. Uno sguardo alla copertina, una lettura veloce di qualche pagina a caso, l’umore del momento e la scelta era fatta.

Qualche mese fa mi ritornò in mente un racconto. Ricordavo che era in una antologia, ma non ricordavo quale. Non ricordavo né l’autore né il titolo del racconto. Ricordavo solo che era un diario in prima persona, che il protagonista era un ritardato mentale e che quindi il diario iniziava tutto sgrammaticato. Poi a quest’uomo veniva fatta un’operazione al cervello e piano piano diventava intelligente e la sua scrittura migliorava. Eccetera eccetera.

Sapevo a chi chiedere per trovare titolo e autore del racconto, ma ai primi di febbraio mi sono trovato alla libreria Feltrinelli in Duomo, a Milano, davanti allo scaffale dei libri di fantascienza. I fiori per Algernon, vedo. Un titolo mai sentito prima. Leggo la prima pagina. Sorpresa! Era il racconto che mi tormentava da mesi!

Poi, con l’aiuto di Wikipedia, ho scoperto alcune cose. Il racconto è del 1959. Visto l’enorme successo, l’autore ne ha fatto un romanzo nel 1966. Nel 1967 il racconto finisce nella più celebre delle antologie di fantascienza, Le meraviglie del possibile. (Antologia che consiglio caldamente.) Il caso me l’ha riportato alla memoria e ora nella biblioteca, assieme all’antologia di allora.

Keyes è stato uno psicologo e ha lavorato con i ritardati mentali. La scrittura, specie all’inizio, quando è tutta sgrammaticata, è impegnativa, ma di grande impatto emotivo. L’evoluzione del personaggio e l’epilogo di questo esperimento è un vero pugno allo stomaco. Che cosa si prova a diventare intelligenti dopo una vita da idioti? Come cambiano le relazioni personali? Come evolve invece la parte emotiva e affettiva? L’intelligenza ci definisce completamente? Queste e altre domande vi accompagneranno in questo avvincente romanzo.

Buona lettura!

[libro] L’italiano è bello

domenica 18 febbraio 2018

Autrice: Mariangela Galatea Vaglio
Titolo: L’italiano è bello – Una passeggiata tra storia, regole e bizzarrie
Editore: Sonzogno
Altro: ISBN: 9788845426551; 16,00€; p. 217; genere: saggistica, linguistica; suggerimenti di lettura di Giulio Mozzi

Voto: 6/10

Il saggio è diviso idealmente in tre parti: storia della lingua, una sezione di grammatica e una di retorica. Ci sono molte curiosità interessanti e riflessioni sugli ultimi sviluppi dell’italiano usato in rete e in TV; la parte di grammatica è noiosa, ma perché è noiosa la materia anche se Galatea fa di tutto per renderci l’argomento piacevole. Lo stile infatti è colloquiale e coinvolgente, ma tutto il volume soffre di un difetto: finisce tutto troppo in fretta. All’ultima pagina sembra di aver sorvolato tutto il mondo a velocità supersonica. Non sono quindi un caso la citazione iniziale del baciamano di Sacha Guitry e i suggerimenti finali di lettura curati da Giulio Mozzi.

Comunque sì, l’italiano è una bella lingua, vitale, fra le più studiate dopo quelle “utili” come l’inglese o lo spagnolo. Dovremmo averne più cura, studiarlo di più.

Buona lettura!

[libro] Che cos’è la scienza

domenica 4 febbraio 2018

Autore: Carlo Rovelli
Titolo: Che cos’è la scienza – La rivoluzione di Anassimandro
Editore: Mondadori (Oscar saggi)
Altro: ISBN: 9788804672098; genere: saggistica; p. 202; 14,00€; I ed. 2014; prefazione di Armando Massarenti

Voto: 9/10

Dove si discute del contributo fondamentale del pensiero di Anassimandro nel pensiero scientifico, di cosa sia la scienza come pensiero e come metodo e di cosa c’era prima.

Nonostante di Anassimandro ci sia rimasto pochissimo, con quel poco si può dedurre ragionevolmente il grande passo compiuto dal filosofo greco: la rinuncia della spiegazione divina, la critica costruttiva rispetto ai predecessori attraverso il ragionamento, l’idea di legge naturale, l’idea che ci possano essere enti invisibili che diano una spiegazione di quanto osservato. Tutte cose che a noi possono sembrare ovvie, ma che, da quanto sappiamo, prima non erano mai state prese in considerazione. Rovelli indica come questi aspetti siano stati determinanti per la nascita del pensiero scientifico e di come questi siano stati sviluppati dalla filosofia greca nei secoli successivi.

Nella parte finale del saggio Rovelli si cimenta in un discorso più generale sulla scienza, vista non solo come metodo, ma anche come visione del mondo, e la sua distanza dalla religione.

Un libro di taglio decisamente filosofico, dove ho potuto ripensare a quanto studiato da ragazzo (La struttura delle rivoluzioni scientifiche di Kuhn e le tesi di Popper) e con il quale si può apprezzare la straordinaria potenza e versatilità del pensiero scientifico.

Buona lettura!

[libro] Einstein – La sua vita, il suo universo

sabato 13 gennaio 2018

Autore: Walter Isaacson
Titolo: Einstein – La sua vita, il suo universo (Einstein. His Life and Universe)
Editore: Mondadori – Oscar Storia
Altro: ISBN: 9788804678397 (carta) – ISBN: 9788852021817 (ebook); p. 645; 20,00€; genere: biografia; traduzione di Tullio Cannillo; I ed. lingua orig: 2007; I ed. oscar storia 2010

Voto: 10/10

Lessi una biografia di Einstein quando ero giovane, non ricordo se ero alle medie o già alle superiori. Il personaggio mi affascinò molto, il suo nome sinonimo di genio, autore di affascinanti teorie fisiche. Negli anni ho conosciuto Einstein anche come filosofo e uomo politico (v. Pensieri degli anni difficili, Boringhieri) e l’ammirazione per Einstein aumentò. Leggere questa biografia, suggerita da James Owen Weatherall nel suo La fisica del nulla, è stato un vero piacere. Ricca di curiosità e aneddoti eppure rigorosa e molto documentata (112 pagine di note, bibliografia, indice dei nomi, fonti iconografiche) si legge come un romanzo di avventura, descrive una vita piena, mette in luce pregi e punti deboli del personaggio, sia nella vita privata sia nella vita pubblica e professionale.

Nel campo della fisica Einstein è, dopo Galileo (che la fisica l’ha fondata) e Newton, il terzo uomo che l’ha rivoluzionata, praticamente da solo. Nonostante i suoi colleghi contemporanei avessero tutti gli elementi per trarre alcune conclusioni (la relatività ristretta, la quantizzazione dell’energia dei fotoni) solo lui è riuscito, in poco tempo, a mettere in una teoria usabile le scoperte di fine ‘800 e inizio ‘900. Nonostante la sua fama di uomo distratto e di fisico teorico, al suo attivo ha anche alcuni brevetti e un metodo per separare gli isotopi dell’uranio, unico suo contributo attivo e inconsapevole (i militari non gli dissero per cosa sarebbe stata usata la tecnica, anche se Einstein poteva facilmente immaginarlo) alla costruzione della bomba atomica.

A questo proposito bisogna sfatare la leggenda che Einstein, a scuola, andasse male in matematica. Einstein non ebbe mai problemi con la matematica. È vero che da giovane non ne capì subito l’importanza nello studio della fisica, ma dopo il 1915 ne fece un utilizzo sempre più massiccio. Fu bocciato al test di ingresso al Politecnico di Zurigo, ma bisogna tenere conto che Einstein fece la prova con due anni di anticipo, a 16 anni, studiando da privatista (non aveva terminato il liceo). Superò la prova l’anno successivo.

Stranamente, quello che non passò nella leggenda è che Einstein fu bocciato in un esame di fisica e che si laureò nel 1900 con un voto appena sufficiente. Il professore che passò alla storia per aver bocciato Einstein è Jean Pernet titolare del corso di laboratorio di fisica. Albert era impertinente e ribelle, non seguiva i corsi del professore, non seguiva le istruzioni degli esperimenti, pur conseguendo buoni risultati, e fece esplodere il laboratorio: tutte cose che non deposero a suo favore in sede di valutazione. Per quanto riguarda la laurea, il suo professore gli impose un argomento che non lo interessava minimamente. Pur avendo un’ottima media negli esami, prese un voto scarso nella tesi, che gli abbassò di molto il voto finale.

Altro punto che mi colpì molto fu il contratto che stese con la sua prima moglie, Mileva Marić, nel 1912. (v. l’accenno su Wikipedia) Sembra il contratto che si fa sottoscrivere a un domestica e mal si combina con la sua filosofia pacifista, l’appoggio a Marie Curie contro la misoginia dei colleghi, le sue lotte contro le disuguaglianze e le ingiustizie, la sua fama di uomo mite e gentile. Il punto è che si può essere geni quanto si vuole, ma quando un matrimonio va male, anche i geni si comportano come tutti gli altri. Il contratto fu proposto da Einstein per gestire una convivenza ormai divenuta difficile, tanto da arrivare alla separazione nel 1914 e al divorzio nel 1919. Nonostante il divorzio, Einstein si premurò fino alla fine del sostentamento economico della sua ex moglie, anche oltre i doveri sottoscritti.

Ultima curiosità che vi racconto è il fascino che ebbe sulle donne, sia in gioventù sia in età matura, e la sua vita niente affatto monogama, nonostante l’amore e l’affetto dimostrato per le due mogli.

E poi la figlia avuta fuori dal matrimonio, i retroscena del suo Premio Nobel, la sua fuga negli USA, il suo ruolo nella costruzione della bomba atomica, le sue battaglie politiche, filosofiche e scientifiche, le suo relazioni umane, appassionate, intense, fino alla incredibile vicenda dei suoi resti mortali.

Una vita straordinaria, intensa, piena. Si arriva alla fine del libro e si sente un vuoto. Viene voglia di riprendere la lettura per rivivere ancora la sua avventura.

Buona lettura!

PS: Dimenticavo: Nel 2016 il programma Radio 3 Scienza dedicò 17 puntate ai 100 anni della relatività e alla vita di Einstein. Attraverso il sito Rai non si riescono a reperire. Ho conservato un link RSS, unico modo per ascoltare e scaricare le puntate: http://www.radio.rai.it/rss/podcast/rssradio.jsp?channel=RF3&id=16288