Archive for the ‘recensione’ Category

[libro] Socrate, per esempio

giovedì 14 settembre 2017

Autrice: Mariangela Galatea Vaglio
Titolo: Socrate, per esempio – Altre storie dal passato
Editore: Lit Edizioni s.r.l. – Collana Ultra Novel
Altro: ISBN 9788867763146, p.255, 16,00€, genere: saggio filosofico, storico

Voto: 7/10

Partiamo subito dai difetti: manca una cartina dei luoghi citati e una breve cronologia dei fatti e dei personaggi. Due cose che aiuterebbero molto a collocare i vari capitoli nel loro tempo e luogo.

Ma di cosa stiamo parlando? Chi ha già letto Didone, per esempio, avrà già capito: una rapida carrellata dei filosofi presocratici (siamo attorno al V secolo a.C.), con le loro storie, le loro filosofie, le loro avventure. Il taglio è colloquiale, quasi da conversazione dopo cena; lo scopo è fare vedere quanto siano attuali i filosofi di allora, quanto poco siano cambiati alcuni comportamenti nella politica nonostante i 2500 anni passati. E quindi troviamo Mileto, la città cosmopolita, gli esperti di marketing come Pisistrato (a lui pare dobbiamo la forma scritta dell’Iliade e dell’Odissea), la nascita della storia con Erodoto, le sette segrete con Pitagora, gli intrighi politici nell’ultimo capitolo, con Socrate, e tanto altro.

Non è un manuale di filosofia, sia chiaro, è evidente che molte lacune storiche sono state riempite dalla retorica di Galatea, ma non è nemmeno una ricostruzione inaccurata e fantasiosa della storia della filosofia. (Galatea è una studiosa della materia ed è molto precisa nella narrazione dei fatti.) È un tentativo, riuscito benissimo, di avvicinare un mondo che pensiamo lontano e invece è molto, molto vicino. Sono passati i secoli, ma alcuni comportamenti umani sono cambiati ben poco.

Buona lettura!

[libro] Un pacifico matrimonio

domenica 3 settembre 2017

Autrice: Doris Lessing
Titolo: Un pacifico matrimonio (The Marriages Between Zones Three, Four and Five)
Editore: Fanucci Editore
Altro: ISBN:9788834713372, p. 336, 17,00€ (oggi si trova nei reminder al 50%), genere: fantascienza, space fiction, I ed.: 2007 (I ed. in lingua originale: 1980), traduzione: Eleonora Federici, postfazione: Oriana Palusci

Voto: 7/10

Questo romanzo fa parte della serie Canopus in Argos: Archivi e come il suo predecessore Shikasta non è un romanzo facile. La serie non ha in comune personaggi o una linea narrativa; condivide piuttosto un generico futuro, il tema dell’evoluzione personale e sociale e la struttura narrativa, la narrazione archivistica.

Siamo su un pianeta di tipo terrestre, diviso in Zone numerate. Un Cronista della Zona Tre, abitato da una popolazione pacifica ed evoluta, empatica, con una società matriarcale guidata dalla regina Al-Ith, racconta del matrimonio combinato fra lei e il re della Zona Quattro, abitato da una popolazione povera, arretrata culturalmente, altamente gerarchica e perennemente in guerra con la Zona Cinque. Il matrimonio è stato ordinato da non meglio precisati Tutori, che si rivelano in modo altrettanto misterioso. Ma una cosa è chiara: i loro ordini sono perentori. Ben-Ata, il re della Zona Quattro e la regina della Zona Tre, Al-Ith, dovranno sposarsi. Due mondi agli antipodi dovranno fondersi, mescolarsi, conoscersi.

Il motivo di questo ordine sarà presto chiaro: le varie Zone del pianeta sono in stasi. Gli animali sono tristi, la natalità umana e animale è ferma, ogni popolo sembra cristallizzato nel suo ruolo e nelle sue tradizioni. I Tutori ordinano un rimescolamento.

Lasciando da parte gli eventi, da scoprire nella lettura, nel romanzo è sapientemente raccontato il sentimento di straniamento dei protagonisti, costretti a venire a patti con l’altro. Un continuo oscillare fra il freddo racconto dei fatti e il punto di vista dei protagonisti, il Cronista tenta di farsi portavoce di ogni Zona coinvolta, di ogni situazione. Poprio questa oscillazione narrativa sottolinearà questo straniamento, il disagio dell’abbandonare la propria situazione conosciuta per andare incontro a un cambiamento ingnoto e non necessariamente piacevole.

Le Zone assumono quindi vari significati, da quelle psicologico, con i vari sentimenti predominanti nelle varie società, a quello allegorico del mondo femminile e maschile, passando da quello fantascientifico, con le società utopiche/distopiche di altri autori come Ursula Le Guin o con l’esplorazione dei mondi interiori di J. G. Ballard.

Un avviso agli appassionati di fantascienza: anche se messo in questa categoria in questo romanzo di scientifico non c’è nulla. Scordatevi quindi A. C. Clarke o Asimov. L’autrice stessa lo considerava più space fiction, dove con space non si intende necessariamente lo spazio delle stelle e dei pianeti, se non come allegorie di altri spazi.

Segnalo che nell’ultimo capitolo ci sono alcuni refusi.

Interessante la postfazione, da cui ho preso spunto per queste quattro righe.

Buona lettura!

[ebook] D’argine al male

giovedì 27 luglio 2017

Autrice: Gaia Conventi
Titolo: D’argine al male – Dove i topi non muoiono
Editore: Le Mezzelane
Altro: formato ebook, 230KB, ISBN: 9788899964559, I pubblicazione Luglio 2017, 4,99€, Genere: thriller psicologico

Voto: 8/10

A questo giro Gaia ha pubblicato un piccolo gioiellino: il lettore inizia la lettura bello tranquillo, pensando ad un classico giallo ambientato nel ferrarese e si ritrova a metà della lettura con molte cose che non tornano, confuse. E niente, poi deve correre verso il finale, per esempio sedendosi su una panchina al ritorno dal lavoro, se vuole capirci qualcosa.

Romanzo breve, decisamente estivo, con una prosa pulita ed essenziale, vale la pena leggerlo, ma solo se non vi fanno paura cadaveri e topi. Del romanzo non dico altro, non voglio togliervi nessuna sorpresa. Dico solo che il narratore è il protagonista e mi sembra già di avervi detto troppo.

Buona lettura!

[film] Spider-Man: Homecoming

giovedì 27 luglio 2017

Titolo: Spider-Man: Homecoming
Regia: Jon Watts
Soggetto: Stan Lee, Steve Ditko (fumetto)
Jonathan M. Goldstein, John Francis Daley (storia)
Sceneggiatura: Jonathan M. Goldstein, John Francis Daley, Jon Watts, Christopher Ford, Chris McKenna, Erik Sommers
Altro: USA, 2017, 133 minuti, genere: azione, avventura, fantascienza, direttore del doppiaggio: Marco Guadagno

Interpreti e personaggi:
Tom Holland: Peter Parker / Spider-Man
Michael Keaton: Adrian Toomes / Avvoltoio

(Dati da Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio)

Voto: 5/10

Film cazzaro, divertente certo, ma cazzaro.

Secondo reboot, sesto film sul personaggio.

Qui il nostro ha 15 anni e deve imparare a fare l’eroe. Comincia con l’aiutare le vecchiette ad attraversare la strada, ma presto trova un cattivo di seconda categoria con il quale fare esercizio. Gli altri supereroi, che poi è un plurale singolare, visto che compare solo Iron-Man, fanno da mentori e controllori. In altre parole mettono una pezza quando serve.

Ecco, se non siete cultori dei personaggi Marvel forse si potrebbe stare a casa o fare un passeggiata.

[libro] Le Montagne volanti

giovedì 20 luglio 2017

Autore: Paul Anderson
Titolo: Le montagne volanti (Tales of the Flying Mountains)
Editore: Mondadori – collana Urania Collezione
Altro: 5,90 €, p.273, n. 136 maggio 2014, prima edizione: 1970, traduzione di Roberta Rambelli, genere: fantascienza, postfazione di Giuseppe Caimmi

Voto: 6/10

Non è un brutto libro, anche se forse è invecchiato male o forse sono invecchiato male io, non so.

Una via di mezzo fra la fantascienza tecnologica e quella sociale, in questo romanzo si dibatte un interessante problema: lanciata un’astronave verso la stella più vicina, con centinaia d’anni di viaggio davanti a se, cosa dovranno insegnare ai figli i padri che hanno iniziato il viaggio? Quali eventi raccontare loro per far sì che la missione abbia successo? I padri potranno evitare le storture sociali e le debolezze umane che hanno caratterizzato la loro storia? Un comitato ristretto della Montagna Volante – l’astronave – ne discute prima di dare indicazioni a chi dovrà decidere. Per decidere i presenti raccontano alcuni episodi, alcuni aneddoti, che hanno portato al lancio dell’astronave. Atti di eroismo, di egoismo, di opportunismo, umanità varia che ha consentito l’uomo di uscire dalla Terra e conquistare lo spazio.

Nel far questo scoprono che la verità ha molte sfaccettature, che non è facile scegliere gli eventi cruciali nella storia, specie quella recente, che non tutti gli astronauti della Montagna sono degli stinchi di santo.

A voi il giudizio, ovviamente, dopo aver letto i vari racconti legati dagli interludi di riflessione del comitato.

Interessante notare molti comportamenti che oggi sarebbero tacciati di maschilismo, il continuo accenno al bere alcool e al fumo. Oggi, ad appena 47 anni di distanza, nessuno penserebbe di bere e fumare durante una riunione in cui si prendono decisioni difficili. Come passa il tempo.

Buona lettura!

[libro] L’ordine del tempo

domenica 2 luglio 2017

Autore: Carlo Rovelli
Titolo: L’ordine del tempo
Editore: Adelphi
Altro: ISBN 9788845931925, prezzo: 14,00 €, pagine 207, prima edizione 2017, genere: divulgazione scientifica, saggistica, fisica

Voto: 9/10

Curiosità: ho trovato questo libro nella piccolissima libreria del campeggio al mare, in Toscana, in mezzo ai gialli, ai fumetti e ai romanzi d’amore. Ce n’erano due copie, segno che non era finito lì per errore. Avevo appena finito di leggere La realtà non è come ci appare e mi sono subito immerso nella lettura.

Molto più filosofico e concettuale del precedente su citato, anche in questo saggio Rovelli ripercorre i concetti fondamentali della fisica odierna riguardo il tempo. La teoria della relatività generale ci ha fatto perdere l’unicità del tempo, la sua direzione (passato e del futuro), ha distrutto il concetto di “presente” e il “tempo assoluto”. Già qui anche gli addetti ai lavori si ritrovano spesso spaesati, ma l’immaginazione di alcuni fisici riesce a portare avanti idee ancora più rivoluzionarie.

Rovelli si occupa di gravità quantistica, una teoria nata alla fine degli anni ’60 e ancora in cerca di conferme, ma molto affascinante e con conseguenze drammatiche per il concetto di tempo.

Questa teoria immagina uno spazio quantizzato, ridotto ad uno spezzatino fatto di lunghezze dell’ordine di 10^-35 m. (spazio di Plank). E immagina un tempo quantizzato, dove il più piccolo intervallo di tempo è di 10^-44 s (tempo di Plank). Come tutte le cose quantistiche, questi nuovi oggetti sono “indeterminati” fino all’atto della nostra “misurazione”. Le equazioni che descrivono questi nuovi “oggetti” si occupano solo dell’interazione fra l’osservatore e l’osservato, dello loro stato iniziale e finale e il tempo di fatto sparisce, perché quello che succede fra l’inizio e la fine di un evento non è conoscibile. Il mondo è fatto di eventi, non di cose, dice Rovelli. Eventi che non è facile nemmeno collocare in un ordine preciso e univoco.

Distrutto a livello elementare il tempo, Rovelli lo ricostruisce a livello macroscopico. Cosa ci dà la sensazione del tempo? A sorpresa qui l’autore tira fuori la termodinamica. L’unica cosa che ci fa capire che il tempo scorre e l’irreversibilità di alcuni fenomeni. La frittata non diventerà mai uovo da sola e il frigorifero non si raffredderà mai senza corrente elettrica. Se avete fatto una frittata c’è un prima e un dopo. Se vi va via la corrente mentre siete in vacanza, quando ritornate il vostro freezer vi ricorderà che è passato del tempo. Ma se le equazioni che descrivono il mondo non hanno il tempo al loro interno, come si fa a capire che un evento è irreversibile? Se il secondo principio della termodinamica ci dà la sensazione del tempo ed è legge universale, questo è relativo solo alle variabili che osserviamo. L’aumento di entropia è relativo (pure lui!) e riguarda noi e ciò che osserviamo e come lo osserviamo. Così nasce il tempo termico.

Numerose le implicazioni filosofiche di questa nuova teoria. Ciò che conta sono gli eventi di cui siamo testimoni e la loro memoria, la loro traccia attraverso l’aumento dell’entropia. Noi, il nostro mondo, siamo eventi e memoria; oserei dire, in una parola, siamo storia. Il tempo, scacciato dalla porta, rientra dalla finestra.

Buona lettura!

Aggiornamento 01/09/2017:
1) un’altra recensione: Scienza per tutti, Un libro al mese, di Marco Capogni
2) Il podcast su Radio3 Scienza con l’intervista all’autore.

[libro] La realtà non è come ci appare

domenica 2 luglio 2017

Autore: Carlo Rovelli
Titolo: La realtà non è come ci appare -La struttura elementare delle cose
Editore: Raffaello Cortina Editore
Altro: ISBN 9788860306418, edizione 2014, prezzo: 22,00 €, p. 241, genere: divulgazione scientifica, saggistica, fisica

Voto: 9/10

Preso al supermercato prima di partire per le vacanze, incuriosito dal titolo di un capitolo: Il tempo non esiste. Guardo la data di edizione e leggo 2014. Possibile che non l’abbia visto prima? Possibile che non l’abbia comprato? L’acquisto si è rivelato molto azzeccato.

Tutti quelli che sono terrorizzati dalle formule matematiche stiano tranquilli. Questo saggio parla di fisica ma è molto filosofico e concettuale. Le formule presenti, pochissime, sono solo decorative. La bibliografia e le note danno la possibilità ai più temerari di entrare nei dettagli.

In questo saggio Rovelli ripercorre alcuni concetti fondamentali dello studio della natura e delle sue leggi partendo da Adamo ed Eva, ovvero dalla filosofia greca di Democrito, Aristotele & C., fino ad arrivare alla fisica di Newton, Maxwell, Einstein, Bohr, Heisenberg e Dirac. Vengono illustrati i concetti chiave usati per descrivere il mondo dai vari filosofi e fisici citati, fino ad arrivare ai giorni nostri. La relatività generale e la fisica quantistica hanno ricevuto negli anni, numerose e strabilianti conferme, alcune molto recenti, come la scoperta del bosone di Higgs e le onde gravitazionali (non citate direttamente perché confermate nel 2016), e sono i due modelli fisici che oggi meglio descrivono il mondo. Ma questi due modelli non si parlano. Uno descrive il molto grande, i corpi celesti e le galassie, e l’altro il molto piccolo, i quark e gli elettroni. I concetti di una teoria non sono banalmente applicabili all’altra in modo tale da avere una descrizione completa e coerente del mondo che ci circonda. Per questo da anni i fisici tentano di trovare una teoria “unificatrice”.

Attualmente, dice Rovelli, si stanno percorrendo due strade. Una è la teoria delle stringe e l’altra è la gravità quantistica. Rovelli si dedica a quest’ultima e ce ne spiega i concetti fondamentali e le loro conseguenze. Se ancora non avete digerito il fatto che il tempo si rallenta quando correte e che gli elettroni non si sa che strada facciano prima di raggiungere uno schermo nell’esperimento della doppia fenditura, allora il mondo vi apparirà ancora più assurdo con uno spazio fatto a spezzatino e senza tempo.

Se il tempo è sparito dalle equazioni di fisica, non è sparito dalla nostra esperienza e quindi bisogna in qualche modo spiegarlo. Cosa genera la nostra sensazione di tempo? Questo è il tema di un secondo saggio, anche se qui si illustra l’idea di fondo: il tempo è la nostra incapacità di conoscere il mondo ed è fortemente collegato con le leggi della termodinamica. Nasce così il “tempo termico”.

Rovelli è conscio che questa, per ora, è solo una bella teoria. Ci sono molti indizi che ci dicono che siamo sulla strada giusta, ma fino ad oggi non sono state fatte predizioni significative. Lo studio dei buchi neri, dell’origine dell’universo (la radiazione di fondo) e l’acceleratore di particelle al CERN di Ginevra consentiranno di dare una svolta significa a questa teoria. Il lavoro da fare è ancora lungo.

Due considerazioni personali.

Quando ero all’università avevo sentito parlare della teoria delle stringhe, ma non della gravità quantistica. Eppure è una teoria abbozzata alla fine degli anni ’60, possibile che non ne abbia mai sentito parlare? Ebbene sì. Rovelli dice che questa teoria è portata aventi in tutti i dipartimenti di fisica dei paesi industrializzati, esclusa l’Italia. Così molti fisici italiani (Eugenio Bianchi lavora con Stephen Hawking) che hanno dato contributi significativi alla teoria lavorano negli USA, Francia, Polonia e Olanda. Quando sento queste notizie mi viene da piangere.

Questo è un saggio divulgativo aperto a tutti, ma se vi ricordate qualcosa della fisica delle superiori è meglio.

Buona lettura!

Huawei P10 lite

martedì 6 giugno 2017

Ho preso Huawei P10 lite, 277€ su Amazon.

Come hw nulla di dire, tutto ottimo (riferito al mio utilizzo e a quanto pagato, ovviamente).

Sul sw (Android 7.0 EMUI 5.1) qualche cosina ce l’avrei. Per prima cosa EMUI non si fa i cazzi suoi. C’è scritto bello chiaro nel capitolo privacy del TOS. Su 32GB, 12GB sono di sistema; togliendo la fuffa si arriva a essere generosi a 10GB.

Poi ci sono cose che chiedono autorizzazioni al telefono come HuaweiHome e un’altra cosa che non mi ricordo. Ho negato l’autorizzazione e tutto funziona. Quindi perché? Non so.

Di bello è che Android 7.0 ha una gestione delle autorizzazioni delle app molto granulare. Molto bene. Questa versione per Huawei ha l’antivirus avast incorporato. Molto bene. (Però magari dovrebbero darmi la possibilità di toglierlo per metterne un altro.)

Spostamento app:
Telegram: tutto liscio (Mai dato un problema, lo installi dove vuoi, quante volte vuoi, sempre in modo semplicissimo e sicuro.);
Uozzapp: due coglioni, mille complicazioni;
Signal (che non uso): “Signal non è in grado di connettersi al server” e niente. Lo cancellerò;
App della banca: 20 minuti al telefono con l’assistenza clienti;
Rss Reader: ho fatto export sul vecchio e import sul nuovo;
Mail K9: ho fatto export sul vecchio e import sul nuovo.

Nuova per i podcast: Player FM. Bello, ma non c’è verso di dirgli di scaricare i podcast sulla scheda SD.

Bestemmie per il cambio SIM. Da micro a nano. Per risparmiare ben 72 mm^2. Costo per l’operazione: 5 euro. L’economia gira.

Volandia

domenica 28 maggio 2017

Quando ero piccolo, diciamo dai 7 anni fino ai 15, vivendo nei pressi di Linate e vedendo passare sopra la testa ogni giorno decine e decine di aerei, avevo la passione per l’aeronautica e tutte le cose che volavano. Per la cresima (1982, 35 anni fa esatti) mi fu regalato L’atlante enciclopedico degli aerei civili del mondo che presto mi imparai non dico a memoria, ma quasi, almeno per la parte dell’aeronautica civile moderna. Inutile dire che gli aerei più grossi e affascinanti non sono (quasi) mai atterrati a Linate, ma a Malpensa. All’epoca non c’era YouTube e portarmi a bordo pista di un aeroporto a un’ora da casa era, per i miei, una gran scocciatura. Un giorno però quel desiderio fu esaudito e vidi anche io dal vivo i DC-10 e gli imponenti Jumbo Jet (B747 per gli amici).

Dopo 35 anni sono ritornato a Malpensa, a bordo pista, con lo stesso scopo di allora. Di svitati come me ce ne sono tanti, più di quanti immaginiate. Oggi c’è molto più traffico del 1982, ma è tutto costituito da compagnie low cost con aerei per voli a medio e corto raggio. Sono comunque riuscito a vedere un B747 in atterraggio, un cargo saudita, e la partenza di un A380 degli Emirati Arabi. Un po’ poco in effetti, ma il motivo è mi sono fermato solo un’ora per questi avvistamenti, erano le 18 ed ero molto stanco e affamato. Infatti, una volta arrivato nei pressi di Malpensa, ho visto che c’era Volandia, il museo del volo. Ne avevo sentito parlare, ma non sapevo dove fosse esattamente. Sono entrato a mezzogiorno (me la sono presa comoda, questa mattina) e ne sono uscito alle 17:30, dimenticandomi di pranzare.

Il museo utilizza le antiche officine Caproni; è enorme, con una marea di testi esplicativi sui pionieri del volo, documentari e decine di velivoli da guardare, un DC-3 e un DC-9 (quello usato da Pertini e Wojtyła) da visitare fin dentro la cabina di pilotaggio, elicotteri e simulatori di volo.

Colpisce il ruolo italiano nell’aviazione, niente affatto secondario, specie nei primi pionieristici anni. Colpisce come uomini (e alcune donne) abbiano avuto il coraggio di usare quelle macchine all’apparenza così fragili e delicate, e in alcuni casi l’apparenza non era tale, visto che il Ca.1 era poco più di un traliccio di legno con le ali e un motore e fece un solo volo schiantandosi all’atterraggio.

Nel capannone dedicato allo spazio vi è la ricostruzione del modulo di rientro dell’Apollo 8 e numerose notizie riguardanti la ISS.

C’è anche il museo Flaminio Bertoni designer e scultore italiano, nonché ideatore delle forme della Citroën DS.

Tante cose da vedere e leggere, veramente. Di sicuro ci ritornerò, dimenticandomi di pranzare, come oggi.

[libro] Eccì

sabato 27 maggio 2017

Autore: Cristiano Micucci (Mix)
Titolo: Eccì
Editore: Blonk
Altro: ISBN 9788897604389, formato epub, 3,23 MB, 2,99 €, p. 79

Voto: 6/10

Una storia ambientata nei giorni nostri con lo stile che mi ricorda Rodari in C’era due volte il barone Lamberto. Divertente, scorrevole, adatta però a un pubblico giovane, o almeno giovane dentro, e si sa che io non lo sono più. (Per questo il 6 come voto.)

La storia? Un uomo starnuta: eccì! Solo molto più forte.

La versione epub ha qualche problema nella separazione dei paragrafi, ma nulla che impedisca la lettura e la comprensione.

Buona lettura.