Archive for the ‘segnalazione’ Category

Afghanistan20

domenica 10 ottobre 2021

Segnalo un lungo reportage di Emergency sugli ultimi 20 anni di guerra in Afghanistan. Contiene immagini forti, molti dati e i racconti di testimoni e giornalisti.

Il progetto è stato chiuso in redazione il 03/08/2021, quindi prima della presa del potere da parte dei talebani.

Afghanistan20

Dopo l’11 settembre

sabato 11 settembre 2021

Da ilPost:

Vent’anni di guerra al terrore
Cosa volevano ottenere e soprattutto cosa hanno ottenuto gli Stati Uniti con la strategia inaugurata dopo l’11 settembre 2001, finita nel caotico ritiro dall’Afghanistan
di Eugenio Cau

Secondo le stime del progetto “Cost of War” della Brown University, la guerra al terrore ha provocato oltre 929 mila morti, di cui 387 mila civili. Il costo economico per gli Stati Uniti, che non riguarda soltanto le operazioni militari ma anche, tra le altre cose, la gestione e la cura dei veterani, potrebbe ammontare a 8 mila miliardi di dollari. Quelle della Brown University sono ovviamente stime difficili da confermare, ma molto citate anche dagli addetti ai lavori.

Quelle morti sono diluite in 20 anni, in migliaia di episodi, sono spesso relegate in posti sperduti. Non avranno mai la visibilità che hanno le morti dell’11 settembre. Nessuno vi chiederà dove eravate quando l’esercito USA bombardava una scuola per errore, nessuno vi chiederà come avreste speso 8T$. Nessuna commissione esaminerà minuto per minuto questa immane tragedia nata esclusivamente dalla vendetta, da ingiustizie accumulate per anni, che ne hanno prodotte altre ancora più gravi e subdole. Forse qualche storico del futuro se ne occuperà.

L’11 settembre rimane l’evento storico – in questo secolo appena iniziato – che ha avuto più impatti nella nostra vita.

Aggiornamento 20/09/2021:

La tortura, dopo l’11 settembre

Dopo la guerra al terrore degli Stati Uniti il suo utilizzo è stato sempre più legittimato, con conseguenze che ci portiamo dietro ancora oggi
di Alessandra Pellegrini De Luca

Teoria del complottismo

mercoledì 25 agosto 2021

Mi è venuta una curiosità: cosa frulla dentro la testa di un complottista? Una brevissima ricerca in rete mi ha portato qui:

Teorie del complotto. Cosa può dirci la psicologia?
di Bruno Gabriel Salvador Casara

e qui:

Psicologia del complottismo
di Michele Mezzanotte

Citando il primo articolo: “la società in cui viviamo permette di avere accesso ad una enorme mole di dati in costante mutamento e spesso contraddittori, la possibilità di contare sempre su ragionamenti analitici semplicemente non è sempre presente” Da qui la necessità, per preservare la nostra immagine positiva e/o per paura, di farsi una teoria coerente. C’è chi si butta sulla scienza, chi sulla religione, chi sui complotti. “Rimane quindi da chiarire perché alcune persone preferiscano aderire alle teorie del complotto piuttosto che ad altre fonti.” Sul significato evolutivo del complottismo: “è invece possibile che un certo grado di sospetto verso potenziali complotti possa promuovere richieste di maggior trasparenza da parte dei gruppi che detengono il potere, sia esso politico, economico o culturale.”

Gli ingredienti del complottismo sono quindi: la percezione di un mondo caotico e ingovernabile (nella nostra società iperconnessa significa avere tanti dati a disposizione, ma contraddittori e caotici) –> paura -> necessità di uno schema semplice e rassicurante dove inquadrare i dati. Chiunque può finire in questa trappola, indipendentemente dal livello di istruzione. Le altre due “trappole” conclusive di questo schema sono la religione (magari anche laica, come la politica) e la scienza. La scienza è l’unica risposta ragionevole e che porta a qualche risultato non catastrofico, a patto che non diventi essa stessa religione o sia guidata essa stessa dalla paura. Per questo c’è bisogno di una maggiore cultura scientifica abbinata a una educazione alla complessità. Anche una società più fiduciosa in se stessa, in chi si deve occupare dei vari problemi e indicare le soluzioni, potrebbe aiutare a non vedere sempre con sospetto una soluzione a portata di mano. Affrontare i complotti è quindi un gioco sul lungo periodo.

Su come affrontare un complottista singolo, penso che prima di tutto vada riconosciuta la sua paura e il suo sgomento davanti ai tanti dati contraddittori che riceve e, con molta pazienza e senza fretta e solo a patto che voglia ascoltarci, fargli vedere che altre spiegazioni sono più coerenti e ragionevoli. Non bisogna dimenticare che il complottista, grazie ai social cosi, frequenta altri suoi simili e quindi un suo cambio di visione lo metterà in cattiva luce fra i suoi pari, generando ulteriore resistenza. Può risultare una fatica improba e bisogna valutare bene se lo sforzo porterà ragionevolmente a un cambio di visione.

Aggiornamento 29/09/2021:

Che fare con lo zio complottista?

di Massimo Polidoro

Riassunto: tanta pazienza e dialogo.

Come convincere le persone a vaccinarsi

lunedì 16 agosto 2021

Sono sempre stato un acceso sostenitore dei vaccini, di qualsiasi vaccino, anche molto prima della pandemia da SARS-CoV-2. Non solo è evidente che attualmente sono fra i farmaci più efficaci e con meno effetti collaterali che si conoscano (leggete il bugiardino di un qualsiasi medicinale da banco e vi convincere anche voi.), ma spesso sono anche fra i più economici. Quando sarò Imperatore del Mondo Mondiale, come si dice scherzando, tutti saranno obbligati a fare tutti i vaccini resi possibili dalla medicina. Per fortuna vostra non sarò mai Imperatore del Mondo Mondiale.

Poi è arrivata la pandemia da SARS-CoV-2 e con essa sono arrivati i vaccini a tempo di record. Vaccinarci tutti, nel mondo, è impresa titanica, che pone molti problemi economici, logistici e tecnici. Come far arrivare i vaccini dove mancano medici, frigoriferi e tante altre cose? Come produrre miliardi di dosi in poco tempo? Ma queste sono mere questioni tecniche, lasciatemi passare il termine. Soldi, tempo, organizzazione possono risolvere quasi tutto.

Nel mondo ricco, dove i vaccini ci sarebbero per tutti, le cose però non vanno meglio. I no-vax convinti sono sempre esistiti e oggi paiono una esigua minoranza, stimata attorno al 5-10%, anche se sono sempre troppi e hanno troppa visibilità. Emotivamente queste persone stimolano la parte meno nobile del mio animo e verso di loro ho pensieri molto poco cattolici. Non solo fanno male a se stessi, ma fanno male alla parte più debole della società, chi veramente non può vaccinarsi. Sono quindi molto sensibile all’argomento e non sempre ho reazioni appropriate di fronte a un no-vax.

Nonostante questo, la parte razionale del sottoscritto (quella emotiva è ancora ferma alla clava per convincere tutti a vaccinarsi) è venuta a conoscenza di una zona grigia che non pensavo essere possibile, almeno non nel mondo sviluppato. Non ci sono solo no-vax duri e puri, ci sono anche persone che devono essere in qualche modo spinte, informate, convinte, aiutate a vaccinarsi. Da ilPost:

Si fa presto a dire “no vax”
Per allargare le campagne vaccinali molti esperti suggeriscono un approccio che tenga conto dell’eterogeneità delle giustificazioni e delle preoccupazioni di chi non ha ancora aderito

Il compito di convincere queste persone dovrebbe essere delle istituzioni, ma ad oggi non ho visto un approccio sistematico al problema, ma solo individuale. L’obbligo della vaccinazione contro il Covid19 ancora non è all’ordine del giorno e comunque creerebbe altri problemi sociali, etici, filosofici. Per ora si procede con sistemi più o meno efficaci di incentivo, come il “green pass“, ma non senza effetti secondari come la creazione di paria involontari della società.

Ammiro molto chi fa opera di divulgazione e di convincimento sul campo. La sensazione deve essere tipo quella di svuotare il mare con un cucchiaino mentre sta arrivando uno tsunami, un lavoro molto frustrante eppure necessario, doveroso. (Se siete a conoscenza di campagne pubblicitarie o iniziative istituzionali, non solo italiane, per ridurre questa zona grigia fatemi sapere nei commenti.)

Io, nel mio piccolo, sono riuscito a convincere un collega un po’ pauroso e pigro a vaccinarsi. Oltre non sono riuscito a fare. Comunque l’opzione estinzione della specie umana è sempre più all’ordine del giorno e la nostra intelligenza mi sa che è sopravvalutata.

Eutanasia legale – il referendum

giovedì 12 agosto 2021

Segnalo ai miei due lettori che l’Associazione Luca Coscioni e molte altre associazioni, partiti e movimenti, stanno promuovendo la raccolta firme per un referendum. Se approvato, il referendum permetterà, a chi lo vorrà e sotto alcune stringenti condizioni, di porre termine alla propria vita in modo legale e assistito, come è già possibile fare in paesi più civili del nostro.

Le informazioni le trovate qui.

Per i più pigri, segnalo anche che, per la prima volta in Italia, il referendum è possibile firmarlo da remoto, con lo SPID o, per chi non ha lo SPID, con TrusPro. Su questa modalità segnalo che chi ha già firmato ai banchetti o al comune, su moduli di carta, NON deve anche firmare via SPID o TrustPro, altrimenti le due firme vengono annullate. Inoltre la firma digitale ha un costo per il comitato promotore (0,50€ per lo SPID), quindi è il caso di fare una piccola donazione per coprire queste spese.

Per chi preferisce il metodo tradizionale, qui i banchetti e i posti dove firmare.

Avete tempo fino al 30 settembre 2021.

Genova 2001-2021

sabato 7 agosto 2021

Per il ventesimo anniversario dei fatti di Genova, il G8 del 2001 terminato tragicamente con la morte di Carlo Giuliani, Internazionale, ilPost e la Rai hanno dedicato articoli e podcast all’evento.

Internazionale ha dedicato uno speciale (7€ in edicola, 6€ la versione digitale), molto ben fatto. È diviso in tre parti: nella prima gli articoli che descrivono gli eventi prima del G8 (i movimenti di Seattle), poi gli articoli su Genova e per ultime le riflessioni degli anni a seguenti.

Sempre Internazionale ha reso visibile un documentario del 2002 di Art France.

La generazione perduta del G8 di Genova.

e ha dedicato un podcast, Limoni, di Annalisa Camilli. Quest’ultimo l’ho ascoltato tutto e merita, è molto ben fatto.

ilPost ha dedicato un articolo:

Cosa successe al G8 di Genova
La storia (e le foto) di quei tre violentissimi giorni del 2001, del contesto che li precedette e dei processi che li seguirono
di Stefano Nazzi

Anche la Rai ha fatto un podcast, ma non l’ho ancora ascoltato:

Genova per tutti

Avevo rimosso dalla memoria i fatti di Genova 2001. Gli articoli e il podcast della Camilli me li hanno riportati tutti a galla. Lo stupore, l’indignazione, la rabbia e la paura. Dopo nemmeno due mesi iniziò una nuova era con l’11 settembre e le priorità cambiarono. La guerra, la guerra al terrorismo imposta dagli USA, divenne prioritaria.

A vent’anni di distanza penso che quei due eventi contribuirono a una cesura significativa nella politica italiana e penso anche mondiale. Pur nelle sue ingenuità e nella sue mille sfaccettature, c’era un movimento che sognava e proponeva un mondo diverso dall’esistente. Lottava per rimettere l’uomo e le sue necessità al centro dell’agenda politica, lottava per un mondo più giusto, lottava per realizzare quei sogni, nel bene e nel male. C’era chi si opponeva agli OGM e chi si chiedeva come far pagare le tasse alle multinazionali, per dire. Il primo tema si è rivelato improponibile (se non moriremo tutti di fame sarà proprio per gli OGM), il secondo è entrato nell’agenda politica di molti stati. Ma un movimento globale che mettesse in discussione il capitalismo non c’è più stato. Ci sono molti movimenti che si occupano di temi specifici (le libertà digitali e la censura, per esempio), ma nessun movimento degno di nota porta avanti una critica globale al sistema.

La sinistra italiana è sparita. Molti di noi si sono assuefatti alla sospensione dei diritti democratici più basilari, accettiamo censure alla nostra vita digitale, la notizia di soprusi in carcere è durata il tempo di un cinguettio e in piazza scendiamo (pochi, ma sempre troppi) solo per non vaccinarci e per non avere nessun rispetto per la salute altrui. La nostra società è molto cambiata da allora.

L’archivio dei documenti sui fatti di Genova del 2001, articoli di giornale, documenti dei processi, testimonianze, foto e video, non è più a Genova. Il tutto è stato trasferito a Bologna. Un altro segno dei tempi che sono cambiati.

Il rapporto ISPI sull’immigrazione

mercoledì 7 luglio 2021

Se vi state chiedendo come sta andando l’immigrazione in questo periodo, al posto di seguire notizie e ragionamenti ansiogeni da politici e molti giornali, vi consiglio di dare un’occhiata al rapporto ISPI.

Fact-checking: migrazioni 2021
di Matteo Villa

Se poi si usassero questi dati anche per decidere cosa fare… ma non esageriamo.

L’importanza del dissenso

sabato 1 Maggio 2021

Un lungo articolo su ilPost che ritengo debba essere letto e meditato:

Dovremmo essere meno d’accordo con noi stessi
Diversi studi sull’intelligenza collettiva dicono che le decisioni migliori derivano dalla considerazione di opinioni eterogenee

L’ho collegato a uno che leggevo qualche tempo fa:

Un’intelligenza artificiale le farà sapere
I software che automatizzano la selezione del personale sono sempre più diffusi, ma c’è un esteso dibattito sui limiti e il rischio di discriminazioni

Dove si descrivevano l’obiettivo aziendale di avere dipendenti uniformi nei pensieri e nei comportamenti. E io pensavo: “che cosa deleteria!”, ma in modo meno eufemistico.

L’abilità che fa la differenza è imparare a litigare in maniera costruttiva. Sono riuscito a farlo poche volte in vita mia (diciamo meno di quanto avrei voluto), ma devo dare atto che è molto gratificante e molto produttivo.

La Resistenza delle persone

domenica 25 aprile 2021

Un comizio di Marino Sinibaldi:

La Resistenza delle persone

No profit on pandemic

domenica 11 aprile 2021

Leggendo il blog di Ocasapiens, sono venuto a sapere di questa iniziativa:

No profit on pandemic

Lo spirito è questo:

Non dovrebbe esserci alcun utile sulle pandemie. Vogliamo un vaccino e un trattamento per tutti, perché di fronte a una pandemia tutti hanno diritto a una cura. Una minaccia collettiva richiede una risposta collettiva. I ricercatori di tutto il mondo stanno sviluppando vaccini e trattamenti, spesso usando ingenti somme di denaro pubblico. I diritti di proprietà intellettuale, come i brevetti, non dovrebbero limitare il rapido accesso a vaccini e trattamenti per tutti.
Vogliamo garantire che l’accesso alla diagnostica, alle terapie e ai vaccini correlati a Covid-19 non venga ostacolato da diritti di proprietà intellettuale o analoghe indebite restrizioni. Le grandi aziende farmaceutiche non devono trarre profitto da questa pandemia a scapito della salute delle persone. […]

In linea con le promesse fatte dalla presidente della Commissione europea di rendere i vaccini un bene comune universale, l’UE deve anteporre la salute pubblica al profitto privato. Vogliamo che i vaccini e i trattamenti contro le pandemie diventino un bene pubblico mondiale, liberamente accessibile a tutti.

La cosa singolare è che si può firmare l’iniziativa con lo SPID, scegliendo utilizza l’eID del tuo paese come opzione di firma.

Sono necessarie 1.000.000 firme, siamo a 143.000 circa, avete tempo fino al 01/05/2022 per firmare.

(Molto bella l’idea di firmare queste iniziative con lo SPID. Sarebbe ora che anche le proposte di Referendum e cose analoghe si potessero fare allo stesso modo.)