Archive for the ‘segnalazione’ Category

Il rapporto ISPI sull’immigrazione

mercoledì 7 luglio 2021

Se vi state chiedendo come sta andando l’immigrazione in questo periodo, al posto di seguire notizie e ragionamenti ansiogeni da politici e molti giornali, vi consiglio di dare un’occhiata al rapporto ISPI.

Fact-checking: migrazioni 2021
di Matteo Villa

Se poi si usassero questi dati anche per decidere cosa fare… ma non esageriamo.

L’importanza del dissenso

sabato 1 maggio 2021

Un lungo articolo su ilPost che ritengo debba essere letto e meditato:

Dovremmo essere meno d’accordo con noi stessi
Diversi studi sull’intelligenza collettiva dicono che le decisioni migliori derivano dalla considerazione di opinioni eterogenee

L’ho collegato a uno che leggevo qualche tempo fa:

Un’intelligenza artificiale le farà sapere
I software che automatizzano la selezione del personale sono sempre più diffusi, ma c’è un esteso dibattito sui limiti e il rischio di discriminazioni

Dove si descrivevano l’obiettivo aziendale di avere dipendenti uniformi nei pensieri e nei comportamenti. E io pensavo: “che cosa deleteria!”, ma in modo meno eufemistico.

L’abilità che fa la differenza è imparare a litigare in maniera costruttiva. Sono riuscito a farlo poche volte in vita mia (diciamo meno di quanto avrei voluto), ma devo dare atto che è molto gratificante e molto produttivo.

La Resistenza delle persone

domenica 25 aprile 2021

Un comizio di Marino Sinibaldi:

La Resistenza delle persone

No profit on pandemic

domenica 11 aprile 2021

Leggendo il blog di Ocasapiens, sono venuto a sapere di questa iniziativa:

No profit on pandemic

Lo spirito è questo:

Non dovrebbe esserci alcun utile sulle pandemie. Vogliamo un vaccino e un trattamento per tutti, perché di fronte a una pandemia tutti hanno diritto a una cura. Una minaccia collettiva richiede una risposta collettiva. I ricercatori di tutto il mondo stanno sviluppando vaccini e trattamenti, spesso usando ingenti somme di denaro pubblico. I diritti di proprietà intellettuale, come i brevetti, non dovrebbero limitare il rapido accesso a vaccini e trattamenti per tutti.
Vogliamo garantire che l’accesso alla diagnostica, alle terapie e ai vaccini correlati a Covid-19 non venga ostacolato da diritti di proprietà intellettuale o analoghe indebite restrizioni. Le grandi aziende farmaceutiche non devono trarre profitto da questa pandemia a scapito della salute delle persone. […]

In linea con le promesse fatte dalla presidente della Commissione europea di rendere i vaccini un bene comune universale, l’UE deve anteporre la salute pubblica al profitto privato. Vogliamo che i vaccini e i trattamenti contro le pandemie diventino un bene pubblico mondiale, liberamente accessibile a tutti.

La cosa singolare è che si può firmare l’iniziativa con lo SPID, scegliendo utilizza l’eID del tuo paese come opzione di firma.

Sono necessarie 1.000.000 firme, siamo a 143.000 circa, avete tempo fino al 01/05/2022 per firmare.

(Molto bella l’idea di firmare queste iniziative con lo SPID. Sarebbe ora che anche le proposte di Referendum e cose analoghe si potessero fare allo stesso modo.)

Baricco 4

martedì 30 marzo 2021

Finiscono qui le elucubrazioni di Baricco sul pensiero novecentesco e il prossimo futuro.

A questo punto non ho nulla da dire. Il mio ex prof di matematica avrebbe detto “poche idee, ma ben confuse” o anche “ciò che è nuovo non è giusto e ciò che è giusto non è nuovo”. E con queste frasi fatte penso di chiudere la questione Baricco. Mai più, veramente.

Baricco puntate 2 e 3 e oltre

lunedì 22 marzo 2021

I pensieri di Baricco continuano:

Mai più, seconda puntata
«Educhiamo i giovani a una situazione che poi, nella vita vera, quasi non si dà: gestire una realtà che resta ferma. Risolvere problemi che non cambiano regole. Trovare significati che sopravvivono inalterati a generazioni di umani completamente differenti. Lo vedete il culto della permanenza, l’ambizione a fermare il mondo, il bisogno di fermezza? Lo riconoscete il ponte Morandi?»

Alla quale per fortuna ha risposto Leonardo Tondelli, risparmiandomi di scrivere:

Cavati le putrelle dagli occhi, Baricco: poi parliamo di scuola

La terza puntata è qui:

Mai più, terza puntata
«Continuiamo a metterci nelle mani di un’intelligenza che procede per sistemi poco flessibili, sotto la spinta di saperi che non comunicano, senza l’energia di rivedere i propri punti d’appoggio concettuali e intorpidita dal mito leggendario della razionalità»

Chissà se Baricco, quando ha mal di denti, va dal dentista o da un tuttologo.

Però mi sono rotto di seguire puntualmente a questi vaneggiamenti. Aspetto il finale per vedere dove vuole arrivare.

Una personalissima teoria

venerdì 19 marzo 2021

Dopo aver ascoltato questo podcast di Radio3Scienza:

Perché nel Regno Unito non si sono avuti dubbi sulla sicurezza del vaccino Astrazeneca?

Mentre l’Europa continentale ha temporaneamente sospeso l’impiego del vaccino Astrazeneca in attesa di un pronunciamento definitivo sulla sua sicurezza da parte dell’Agenzia europea del farmaco (EMA), nel Regno Unito si continua a utilizzarlo. Il numero delle persone vaccinate con questo farmaco ha già superato gli 11 milioni. Perché decessi e casi di trombosi, che pure lì si sono verificati, non hanno destato particolari preoccupazioni tra le autorità britanniche preposte alla farmacovigilanza? Come viene percepita dai cittadini d’oltre Manica la sospensione di Astrazeneca decisa in molti altri Paesi, non solo europei? Rispondono Paolo Vineis e Giorgio Gilestro, rispettivamente epidemiologo e neurobiologo all’Imperial College di Londra.

Al microfono Marco Motta

mi sono fatto una mia personalissima teoria sullo stop della vaccinazione di AstraZeneca. Più che una mia teoria, ho tentato di tirare una linea fra le varie cose dette nella trasmissione per rispondere a una mia domanda.

In una intervista su Repubblica.it, Nicola Magrini, direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), il 15/03/2021 disse:

“Si è arrivati alla sospensione perché diversi Paesi europei, tra cui Francia e Germania, hanno preferito interrompere la vaccinazione dopo singoli casi recenti di eventi avversi, che hanno suggerito di fare una pausa per le verifiche e poi ripartire. È stata una scelta di tipo politico”.

e mi chiedevo: ok, uno stop politico. Ma per fare cosa? Chiesto da chi? Per quale ragione?

Ebbene, nel podcast si spiega come la stampa europea (e italica in particolare, dico io) abbia montato a neve le presunte reazioni avverse dei vaccini e in particolare di AstraZeneca. Stampa che non è abituata a fare valutazioni sui dati e sulle evidenze scientifiche. I relatori della trasmissione ci informano che invece nel Regno Unito su questo punto sono qualche passo avanti e la paura è arrivata parecchio dopo, ma comunque la popolazione si fida ancora delle istituzioni. Nessuno stop nel Regno Unito, quindi, perché semplicemente non c’erano dati a supporto per fermare la campagna vaccinale. E nel resto d’Europa? Nel resto d’Europa invece la paura montava a la popolazione non voleva più vaccinarsi con AstraZeneca, molte le disdette degli appuntamenti. Di fatto la sospensione delle vaccinazioni era in atto. La sospensione dell’EMA quindi è servita per prendere di nuovo le redini della situazione. Diciamo che ci fermiamo, che valutiamo la situazione, tanto sappiamo già che non ci sono motivi per fermare nulla e fra qualche giorno ne avremo ancora di più (come in effetti è successo), e diciamo che è tutto a posto e si può ricominciare a vaccinarsi. La politica era: tranquillizziamo la popolazione.

Ok, mi sta bene.

Personalmente mi fido dell’EMA, dell’AIFA e dei metodi che si usano per testare e valutare i vaccini e i farmaci in generale. So che ci possono essere errori umani, corruzione e tante cose che possono andare male, ma il sistema è quello giusto, i protocolli ci sono, le conoscenze e le competenze pure. Queste cose vanno applicate e affinate. Semmai questo stop della vaccinazione mette in evidenza un punto: questi metodi sono sconosciuti ai più. Non sono divulgati, fatti conoscere. Si ha scarsissima dimestichezza di concetti base della statistica e di matematica in generale, tanto che dopo un anno di pandemia non abbiamo capito come funziona una progressione geometrica o una curva esponenziale. La stragrande maggioranza della stampa italica è ancora alla ricerca di lettori attraverso il panico, la paura e il sensazionalismo. La politica non è messa meglio, anche lei alla ricerca del riflettore, della posa giusta e attenta a non scontentare nessuno o comunque meno persone possibile. Questa miopia si paga in malati e morti.

Un pessimo politico qualche anno fa disse che con la cultura non sia mangia. Sarà vero, ma forse ci farebbe sopravvivere. Sempre che non ci estinguiamo prima.

Comizi altrui /18

mercoledì 17 marzo 2021

Da internazionale.it:

Noi sopravvissuti alle prigioni di Assad ricostruiremo la Siria
di Omar Alshogre

[libro] Questa è l’America

martedì 26 gennaio 2021

Autore: Francesco Costa
Titolo: Questa è l’America
Editore: Mondadori
Altro: ISBN 9788852099588 (epub); 335KB; I ed. 2020; genere: saggistica, politica; 9,99€

Voto: 8/10

Mi stavo chiedendo, circa una settimana fa:

A Obama sono state riconosciute, da quasi tutti, tre grandi doti: 1) fare proseliti 2) una politica con un capo e una coda e più lungimirante di molte altre 3) essere molto preparato. Ovvio, non è stata tutta farina del suo sacco, sapeva scegliersi i collaboratori giusti, quarta grande dote. Poi la sua politica ha avuto i suoi alti e bassi, la si può giudicare in tanti modi, non è questo il punto.
Il punto è: gli USA hanno avuto per 8 anni qualcuno alla guida che aveva ben salda la testa sulle spalle. Come è successo che subito dopo sia stato eletto Trump, uno che è riuscito a spargere merda su ogni cosa che ha toccato? Come è stato possibile fare un salto di quel tipo? Questo è un mistero misterioso che andrebbe studiato bene.

e i miei amici immaginari mi hanno consigliato di rivolgermi a Francesco Costa. E in effetti avevano ragione.

Questo agile e breve saggio ci fa una breve carrellata di alcuni aspetti che tanto colpiscono noi italiani e non statunitensi in generale. La questione delle armi, la gestione della sanità, la politica. Soprattutto come gli USA vivono la politica, anche con un minimo di prospettiva storica. E come sia stato possibile Trump. Un evento forse evitabile, ma che nulla avrebbe tolto ai drammatici cambiamenti che sono in atto da molti anni, cambiamenti che rendono la politica USA tanto aggressiva e spesso inconcludente. Anzi, dopo la lettura penso che gli eventi del 6 gennaio 2021 siano stati in qualche modo salutari, abbiano fatto vedere a tutti fin dove si può arrivare; che se si va troppo oltre si mette in pericolo l’unità del paese e le sue strutture democratiche e ciò è una cosa che va a minare uno dei pochi tabù ancora rimasti nel paese. Non a caso tutte le piattaforme social e i sistemi di pagamento made in USA hanno fatto un passo indietro nel sostenere attivamente o indirettamente Trump. Se ho ragione, nei prossimi mesi il Partito Repubblicano dovrà in parte sconfessare l’operato di Trump, se vorrà ancora avere un modo per ricevere i suoi finanziamenti dai suoi elettori. Staremo a vedere.

Confesso però che dopo la lettura di questo saggio ho ancora più paura di quel paese. Non ne condivido lo spirito individualista, aggressivo, spavaldo. Mi fa paura come considerano le armi. Non condivido un certo modo di fare politica, ma vedo anche che tutto quanto è stato lì praticato dopo poco arriva anche qui in Italia e ciò mi rende alquanto inquieto e timoroso. (Indovinate dove è stato inventato “il contratto con gli Italiani” firmato su una scrivania?) Forse esagero, non è che il nostro paese sia tutto questa landa di petali di rosa, è vero. Forse, semplicemente, i problemi noti fanno meno paura di problemi mai vissuti. Ma come dicevo è solo questione di tempo, i loro problemi li avremo presto anche qui.

Ma Trump? Vi lascio alla lettura di Costa per i dettagli, ma i motivi USA sono gli stessi che hanno portato i Salvini nostrani ad avere tanto successo. Una classe operaia, una piccola borghesia in recessione, ma anche una classe abbiente frustrata e aggressiva, lasciata senza una politica capace di guidarla verso obiettivi migliori, lasciata alla mercé di politici senza scrupoli, con una lungimiranza non più lunga di un quarto d’ora. Una crisi di rappresentanza che qui in Italia non è ancora stata risolta e che non porterà a nulla di buono. Ci sarebbe bisogno di molta politica, non di movimenti che se ne dichiarano estranei.

Dalle considerazioni di Costa è evidente come i tanto vituperati meccanismi democratici che rallentano l’approvazione delle leggi e l’operato del governo hanno una precisa ragione di esistere e ci hanno parato le chiappe molte volte, ci hanno salvato da dittature e rappresentanti non proprio all’altezza. I danni di Trump sono stati limitati da queste protezioni, per esempio. Chiunque vi proponga di alleggerire questi vincoli e meccanismi vi sta presentando una polpetta avvelenata.

Buona lettura!

Comizi altrui /9

venerdì 1 gennaio 2021

Dieci cose belle del 2020, una lista privata, di Roberto Tallarita