Archive for the ‘segnalazione’ Category

Lettering

domenica 22 gennaio 2017

Compro Julia regolarmente dal primo numero. (Prima acquistavo molti più fumetti.) All’interno si parla molto dei disegnatori e degli sceneggiatori. Mai di chi scrive il testo, del lettering.

Qui l’intervista a Omar Tuis, figlio d’arte:

Omar Tuis: il lettering in casa Bonelli
Di Guglielmo Nigro

(via socialiano, grazie a nda)

Come difendersi dai cookie /2

lunedì 19 dicembre 2016

Qualcuno si è stancato degli avvisi dei cookie e ha deciso di toglierli dalla navigazione. Diciamo grazie a Daniel Kladnik con il suo I don’t care about cookies

(Il prossimo mese farò una piccola donazione. Fatelo anche voi se decidete di usare il suo add-on.)

Nondum matura est

sabato 10 dicembre 2016

Zar, il mio professore di matematica preferito, si racconta:

Nondum matura est

A me è rimasto un frattale in un occhio. Vado a toglierlo.

Omaggio a Fidel

domenica 27 novembre 2016

Dal socialino sono venuto a conoscenza di questa testimonianza che mi pare importante.

Omaggio a Fidel
di Lia De Feo

No, grazie /2

domenica 20 novembre 2016

Mi sento di sottoscrivere per intero il post di Marco Delmastro:

In breve, ho già votato “No”

Lo cito, non tanto per i link informativi che trovate, ma per le considerazioni personali iniziali.

Il meno peggio

lunedì 14 novembre 2016

Cosa succede quando si vota in negativo? Perché non c’è un’alternativa che dia soddisfazione, perché alcuni non hanno una rappresentanza politica a causa del sistema elettorale, perché se X non soddisfa, allora Y che è contro X farà sicuramente qualcosa e gliene dirà quattro, perché il meno peggio non può essere così orribile come lo dipingono tutti. Cosa succede? Vince Trump.

Le ragioni di un’elettrice di Trump
di Asra Q. Nomani – The Washington Post
Un’ex giornalista di origini indiane – e musulmana – ha spiegato al Washington Post perché ha deciso di votare Trump

Ora spostatevi in Italia e troverete gli elettori di tutti i partiti che vi stanno sulle palle. Io conosco un sacco di gente che vota Y pur sapendo che condivide con Y l’1% del programma, o lo fa solo perché Y è il meno peggio, ignorando scientemente tutto lo schifo che combina. Pensiamoci un attimo, la prossima volta che andiamo a votare.

Aggiornamento 16/11/2016:

Capire gli elettori di Trump
di Jeff Guo – The Washington Post
Ora sono bravi tutti, ma un articolo e un libro scritti prima delle elezioni americane avevano raccontato loro – e le loro ragioni – senza le solite scorciatoie e stereotipi

[mostra] The art of the brick

domenica 13 novembre 2016

A Milano, alla Fabbrica del Vapore, fino al 29 gennaio 2017, potete visitare la mostra The art of the brick. Si tratta di opere costruite con i Lego; sì, proprio i pezzi che si usano per fare i giochi dei bambini e meno bambini.

Nathan Sawaya, avvocato newyorchese, un giorno dell’anno 2004 decise di lasciare la professione e darsi alle costruzioni Lego. Ragazzata, penserete voi. Be’, no. Nel 2007 la sua prima esposizione personale. Il successo è enorme e da allora ci si dedica a tempo pieno.

Molte costruzioni sono riproduzioni di opere d’arte famose, come il discobolo, la Gioconda, Il bacio di Klimt, altre sono sue creazioni, come Yellow, un uomo giallo che si apre il petto con le mani, simbolo della mostra. C’è una cartina geografica dell’Italia, riproduzioni di foto e tante altre cose curiose. Le costruzioni sono enormi, a grandezza naturale, mediamente composte da più di diecimila pezzi. L’opera più grande, un tyrannosaurus rex, arriva ad avere 80.000 pezzi ed è lungo, penso, almeno 4 metri. A quelle dimensioni non è solo importante “cosa si vede”, ma ci sono anche problemi di stabilità e trasportabilità. I tempi di costruzione si misurano in mesi. Insomma, Sawaya ha fatto le cose in grande. Nell’ultima sezione la contaminazione con la fotografia. Vi lascio alla sorpresa, che vale. (Il fotografo con cui ha collaborato Sawaya è Dean West. Grazie a 321clic nei commenti! )

Da ignorante mi permetto una considerazione artistica. Riprodurre in due dimensioni una fotografia è chiaramente una ripresa, in chiave moderna, del puntinismo di fine ‘800. Però Sawaya va oltre e lo porta in tre dimensioni, con le riproduzioni di figure umane a grandezza naturale. Non solo: l’opera è riproducibile. Certo, bisogna avere voglia, tempo e soldi per montare quella marea di pezzi, ma tecnicamente è possibile. Ma non riproducibile che sembra l’originale. Può essere proprio una copia esatta. Penso che questa cosa sia molto moderna, attuale e Sawaya un artista coraggioso e innovatore.

Considerazioni logistiche: per entrare, oggi, domenica, abbiamo fatto un’ora e un quarto di fila, dalle 16:30 alle 17:45. Quando siamo usciti, più di un’ora dopo, non c’era nessuno a fare i biglietti per entrare. Quindi: o pagate il pizzo della prevendita online o andate in orari non da folla, magari al mattino alle 10. Consultate il sito per eventuali sconti con le convenzioni.

Non acquistate le scatole dei Lego nel negozio della mostra. Ho visto prezzi 50% superiori a quelli di mercato.

Luogo, prezzi, orari, biglietti e convenzioni qui.

Voto: 9/10

Campagna elettorale

mercoledì 9 novembre 2016

Ammetto di non aver seguito le lezioni USA, anzi, ho cercato proprio di evitarle. Nonostante questo mi ero lasciato illudere dai sondaggi e pensavo che la Clinton avrebbe vinto.

Ho avuto qualche sospetto dopo il primo scontro televisivo, quando i media statunitensi davano la Clinton come vincente. Solo che Trump non aveva sbagliato nulla, era solo stato pasticcione e sbruffone come al solito. Avevo già visto la scena e ricordavo il risultato. Sposo quindi le tesi a caldo di Giovanna Cosenza:

Impressioni (a caldo) sulla vittoria di Trump negli Stati Uniti

Amare Smeriglia

lunedì 10 ottobre 2016

Del perché certi politici sono pericolosi:

Il richiamo della preistoria

Il “Fertility Day” e la qualità del lavoro

lunedì 26 settembre 2016

Segnalo un post di Giovanna Cosenza che a sua volta segnala un articolo di Massimo Guastini:

“Fertility Day: andiamo oltre i capri espiatori”, di Massimo Guastini

Il tema è la pessima campagna del Fertility Day del Ministero della Salute, le considerazioni però sono riguardanti il mondo del lavoro nel mondo della pubblicità.

A quanto scritto sul post citato io ho da aggiungere questo.

Premesso che non guadagno 236mila euro, se accade al ministero quello che accade nel mio piccolo mondo lavorativo, il fatto che un lavoratore sia in grado o meno di svolgere un’attività è cosa sempre più spesso marginale. Le competenze stanno diventando facoltative e ormai questa tendenza la vedo da molti anni. Quante volte ho detto “non so fare questa cosa” e mi è stato risposto “leggiti il manuale“? Tante. Se c’è qualche difficoltà poi tanto si “scala”, che nel gergo lavorativo significa “troviamo qualcuno che sa fare veramente le cose o che almeno si prenda la colpa del lavoro fatto male“. Pennac, col suo Malaussène, è stato un visionario.

Nell’era dei servizi e delle relazioni il tecnico ha assunto sempre più un ruolo marginale e viene pagato di conseguenza. Solo che mentre ieri il tecnico era solo quello con la chiave inglese in mano, oggi lo è anche chi sa programmare in Perl o scegliere una giusta foto per una campagna sanitaria.

I risultati di chi non investe più nella parte tecnica del lavoro sono sotto gli occhi di tutti.