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74 anni di Resistenza / La storia

venerdì 26 aprile 2019

Alessandro Barbero risponde a due domande sulla Resistenza:
1) La Resistenza fu determinante dal punto di vista militare alla liberazione dell’Italia?
2) Chi erano i partigiani?

E anche “l’attentato di via Rasella spiegato bene”:

74 anni di Resistenza

giovedì 25 aprile 2019

20 settembre 1944

mercoledì 25 aprile 2018

Qui abitava Franco Calatroni partigiano della 5° brigata Garibaldi Tudra trucidato dai nazifascisti 20-9-1944 a Montalto Pavese – 1924 -1944

Via Francesco Primaticcio, 196 – Milano

targa commemorativa di Franco Calatroni

Passo in questa via periodicamente.

La foto non è venuta bene, è difficile vederla anche dal vivo. Questo uomo ha dato la sua vita a 20 anni affinché noi possiamo discutere liberamente di cose più o meno serie. È bene ricordarsene. È bene rendergli omaggio.

25 aprile

sabato 25 aprile 2009

Ammetto di essere alquanto ignorante in Storia, e sulla Resistenza in particolare. Però ebbi la fortuna di conoscere una persona, anni fa, che la Resistenza la visse in primissima fila e dedicò la sua vita alla ricerca della verità storica su quel periodo. Un giorno mi disse:

“sulla Resistenza è importante ricordare due cose: che non fu guerra civile, ma di liberazione, e che fu un movimento nato dal popolo, dal basso. Sul primo punto ci sono persone autorevoli che continuano a dire che fu guerra civile. Non creder loro. Io so che non fu così. Alcuni di loro sono anche in malafede.”

Io porto dentro di me questa testimonianza. E la lascio a voi.
Grazie Alberto.

L’altro 25 aprile

lunedì 28 aprile 2008

Anche quest’anno, da varie parti, si è portata avanti la lenta opera di distruzione dell’unica festa nazionale che ha ancora un senso. Si è parlato di riconciliazione (ma fra chi?), di guerra civile (ma come è possibile se eravamo occupati dai nazisti?), delle vittime del comunismo (cosa c’entrano?!) e delle vendette di qualche partigiano vigliacco nei confronti di ex delinquenti fascisti. Di un intero popolo che ricacciava un esercito occupante fuori dai suoi confini non è più di moda parlare. Si sarebbe dovuto parlare di libertà, di partecipazione, di diversità e unità, che non impediscono di agire per il bene di tutti. Troppo difficile. Troppo impegnativo.

E poi Grillo. Fra i grandi gruppi di informazione si è fatto di tutto pur di non parlare del merito dell’iniziativa. C’è chi ha ignorato l’evento, chi ha denigrato l’uomo Grillo, chi ha insultato i partecipanti, chi ha provato a mettergli contro le manifestazioni “classiche” del 25 aprile. Tutte iniziative di scarso successo. Se le cifre saranno confermate nei prossimi giorni sarà la prima volta nella storia repubblicana che si raccolgono le firme per un referendum in un giorno. Se si voleva dare ragione a Grillo, le reazioni dei grandi media sono state adeguate. Se si voleva fare una critica meno becera, era possibile.

Nei prossimi giorni il Governo Silviesco dovrà assumersi la responsabilità di non varare un decreto ad hoc per salvare i referendum di Grillo. Già, perché ad oggi le firme sono inutilizzabili.

Vedremo cosa succederà.

ilcomiziante

25 aprile

giovedì 24 aprile 2008

Il 25 aprile l’Italia si è liberata dall’occupazione nazista e dal fascismo. Si è liberata grazie ai Partigiani. Partigiani erano la maggior parte degli italiani: ricchi e poveri, monarchici e repubblicani, democristiani e comunisti, cattolici e atei, contadini ed operai, impiegati e intellettuali. Tutti hanno dato un mano per liberare l’Italia. Tutti hanno dato il loro contributo, successivamente, alla stesura della nostra Costituzione e alla formazione del nostro ordinamento democratico. Non ci fu nessuna guerra civile.

Questi fatti vanno ricordati e non vanno dimenticati. Nessuno vuole negare i lati oscuri della Resistenza, le vendette, gli interessi personali, i combattimenti con i fascisti nostrani. Ma questi fatti non costituiscono il dato storico più importante, sono marginali. La liberazione dal nazismo e la nascita della democrazia è il messaggio che il 25 aprile lascia alla storia e che viene ricordato ogni anno. E’ una data di tutti e per tutti, chi si esclude nega l’evento fondante della nostra Repubblica.

Ilcomiziante