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Nessuna scusa, ora

mercoledì 5 febbraio 2014

Di solito quando si parla di coppie gay e adozione, o di gay e figli o semplicemente di gay e bambini, il primo problema sollevato dai contrari è il turbamento dei poveri piccoli di fronte a questa assoluta novità di due persone dello stesso sesso che si amano.

Da IlPost:

La storia di Farisa, affidata a due papà
La bambina affidata circa un anno fa dal Tribunale di Bologna a una coppia omosessuale, per la prima volta: come sta e perché la sua storia è diversa dalle altre

(Forse la novità è solo per alcuni adulti?)

Aggiornamento 06/02/2014:
Metterò di seguito quanto trovo sull’argomento.

Da ilfattoquotidiano:
“I figli di coppie gay crescono anche meglio di quelli delle famiglie tradizionali”
Lo dicono i risultati preliminari di uno studio condotto dall’università di Melbourne su 500 minori residenti in Australia: le same-sex families sono più unite – suggerisce la ricerca – perché devono affrontare gli attacchi che arrivano dalla società, metabolizzarli e dare loro una spiegazione
di Marco Quarantelli

[libro] Due figlie e altri animali feroci

mercoledì 26 settembre 2012

Autore: Leo Ortolani
Titolo: Due figlie e altri animali feroci. Diario di un’adozione internazionale
Editore: Sperling & Kupfer
Altro: Settembre 2011, ISBN: 9788820051297, p. 183

Voto personale: 8/10

Il titolo spiega il tema. Io posso solo dirvi che Ortolani è stato magistrale nel racconto della sua adozione. La lettura scorre veloce, in alcuni punti ci si piega in due dal ridere e il messaggio è chiaro: diventare genitori è un’avventura. Senza via di fuga.

La differenza fra i genitori naturali e quelli adottivi infatti non sta nel dopo, ma nel prima. Una differenza minima però: perché ad un certo punto una coppia desidera un figlio e si mette in moto per averlo. A qualunque costo. Gli aspiranti genitori non sanno però che questa scelta è irreversibile e saranno genitori 24 ore su 24, sette giorni su sette, fino alla morte. Non ci sono ferie, dimissioni o ripensamenti. (Le eccezioni ci sono, ovviamente, ma sono tutte drammatiche.) E non serve a nulla spiegare loro questo fatto, che una volta genitori dovranno occuparsi del figlio fino a 18 anni e poi dovranno cambiare il loro rapporto con questo figlio che ora è un uomo indipendente, e forse toccherà loro diventare nonni e che questo comporterà fatica, dolore e cambiamenti. Non è vero: gli aspiranti genitori sanno benissimo cosa li aspetta. Ma niente da fare: sono ciechi e sordi di fronte a questo mare di difficoltà. Ed è un bene, perché altrimenti nessun essere vivente sano di mente farebbe figli e la vita sulla terra non ci sarebbe proprio. Se volete sapere cosa permette di superare tutti questi ostacoli quando si è genitori, leggete il libro di Ortolani, ma se avete almeno un figlio (o una figlia) sapete già la risposta.