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Il senso del ridicolo

mercoledì 1 aprile 2015

PuntoInformatico ci fa un riassunto dell’attività dell’AGCOM sul campo della pirateria:

AGCOM, un anno di inibizioni
L’industria segnala violazioni, in molti si adeguano alle rimozioni, i siti pirata subiscono le inibizioni ordinate agli ISP: l’attività antipirateria dell’authority ferve nei numeri di AGCOM, ad un anno dall’approvazione del Regolamento
di Gaia Bottà

Dove leggiamo che su 209 (duecentonove) richieste di rimozione da parte dei detentori del diritto d’autore, solo il 64% (134 – centotrentaquattro) sono meritorie di essere prese in considerazione dall’AGCOM. Questo dà l’idea di quanto siano sproporzionati gli appetiti degli Autori rispetto ai loro diritti legali.

Di queste 134, quando poi si va alla prova del nove, davanti ad un magistrato, la Bottà ci informa che (grassetto mio):

c’è anche l’operato della forze dell’ordine e della magistratura, che dopo indagini e sedute in tribunale giungono talvolta allo stesso risultato delle inibizioni

(Questo talvolta sarebbe da quantificare, ma sorvoliamo.)

In pratica questi detentori stanno sparando con un bazooka ad un nugulo di moscerini (i pirati) e ne ammazzano (si fa per dire) solo il 64% di quelli che colpiscono. (Il ridicolo raggiunge l’apice quando i contenuti da rimuovere sono situati in siti come Yahoo o Facebook che rispondono picche alle richieste italiane di cancellazione. Non potendo oscurare certi colossi, i contenuti illegali (?) rimangono dove sono.) Stiamo parlando del nulla, in pratica, pagato a carissimo prezzo.

Che le leggi del 1940 sul diritto d’autore siano inadatte nel 2015 è ancora un’idea che non sembra sfiorare l’industria dei contenuti. Forse perché il bazooka non lo pagano loro.

Sì, la concorrenza de che?

giovedì 12 febbraio 2015

Leggo su Repubblica.it:


Elettricità, la concorrenza non decolla: sul mercato libero tariffe più care del 15-20%

Secondo il monitoraggio dell’Autorità per l’Energia rimane una notevole differenza tra le offerte perchè “i clienti sono ancora poco consapevoli delle opportunità” di mercato. In aumento le richieste di distacco per morosità (+9,6%)
di LUCA PAGNI

Dove ci si lamenta che gli utenti non siano passati in massa nel libero mercato. Ma perché dovrebbero farlo visto che la bolletta risulterebbe più cara?

Quando lo feci io era per motivi politici: incentivare l’energia rinnovabile acquistando solo quella. Poi il nucleare in Italia è di nuovo morto e ho anche scoperto che il mercato delle energie rinnovabili, con gli attuali incentivi e meccanismi, sta creando non pochi paradossi. Attualmente, mi raccontava un addetto alle vendite, l’energia elettrica costa meno di giorno che di notte. Ma con la tariffa bioraria siamo incentivati a comportarci al contrario.

Poi c’è un altro punto dolente. Il costo della materia prima, il kWh o il metro cubo di gas, è solo una delle tante voci della bolletta e i meccanismi da compagnia telefonica dei venditori di energia non aiuta. Capire quanto si pagherà in bolletta cambiando fornitore non è affatto facile. Provateci.

La divisione dei poteri

mercoledì 10 dicembre 2014

Da ilFattoQuotidiano:

Copyright: Agcom ordina la ‘rimozione’ di blog e forum contro ogni buon proposito
di Fulvio Sarzana

Segnalo due cose:

1) L’italiano dei procedimenti formali attuati dall’AGCOM. In confronto un testo di fisica quantistica in aramaico antico è comprensibile anche ai bambini di prima elementare.

2) L’efficacia dei procedimenti quando si tratta di agire su server esteri e gli appigli legali per la rimozione non sono condivisi (eufemismo): se volete rivivere l’emozione del test psicologico fatto alla visita dei tre giorni, seguite il link dell’articolo.

Se vi sembra strano che questo lavoro lo faccia un’agenzia governativa e non un magistrato – dopotutto violare una legge è un reato, no? – è solo perché siete fra i pochi privilegiati che hanno fatto educazione civica a scuola e si ricorda pure qualcosa.