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[libro] E così vuoi lavorare nell’editoria

sabato 5 luglio 2014

Autrice: Alessandra Selmi
Titolo: E così vuoi lavorare nell’editoria – I dolori di un giovane editor
Editore: Editrice Bibliografica
Altro: ISBN 9788870757767, p. 128, I ed. 2014, 9,90€

Voto: 7/10

Arrivato ieri come regalo di Gaia, aperto il pacco alle 22, con Brasile – Colombia in sottofondo ho iniziato a leggerlo. Non sono riuscito a smettere. Alle due di notte era finito.

La recensione di Gaia, che furbescamente l’ha letto prima di spedirmelo – e non so come abbia fatto, perché le pagine erano ancora tutte incollate – dice tutto quello che c’è da dire. A me rimangono le spigolature e le impressioni personali.

L’opera si inquadra nel filone questo è il mio lavoro. (Alcuni esempi: Marino Buzzi e Paolo Longarini) Ci sono molti altri che hanno affrontato il tema, come AmoIlWeb, ma sono rimasti nel web. Mentre i bit danno immediatezza e consentono il cazzeggio, la forma libresca consente una cura maggiore del testo e una struttura ragionata. Resta da capire se vale la pena fare tutto questo lavoro o se per questo tipo di cose sia meglio il web, dove però si lavora gratis. Per esempio: Paolo Longarini è spassosissimo, ma ho sbirciato il libro e la mano dell’editor si vede, il confronto col web è evidente. Io cosa farei? Ecco, non lo so, rimango col dubbio.

Bisogna dire che Alessandra Selmi ha una buona dose di autoironia e riconosce che essere dall’altra parte della barricata, ovvero scrittrice, porta a certe forme di esaltazione e di ansia.

Ci consola dicendoci che gli errori capitano a tutti, anche a lei che ne corregge a vagonate, e scopro di non essere il solo a scrivere hanno al posto di anno e scola al posto di scuola. E ci conferma la legge di Murphy: un errore sarà notato dopo la stampa e diventerà evidente e grosso come un grattacielo. Come ha fatto a nascondersi nelle fasi di lavorazione dell’opera? Mistero.

Ci racconta la parte meno piacevole del suo lavoro, come leggere o presentare cose che non piacciono o avere a che fare con persone strane o antipatiche.

Una lettura agevole, divertente, istruttiva, adatta ai curiosi e a chi si vuole avvicinare al mondo della scrittura. Adatta all’ombrellone e al clima estivo.

Buona lettura!

Aggiornamento 06/07/2014:

Dimenticavo una cosa importante: il primo capitolo dell’opera è qui. Per farvi un’idea.