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Giramenti e Ilcomizietto a Firenze

domenica 4 Mag 2014

Ilcomizietto ieri (03/05/2014) è andato a Firenze a trovare il gruppo di pazzi raccolti dal blog Giramenti, alias Gaia Conventi. Occasione Tentativo per dare un volto agli avatar del blog. Tentativo, perché ho già dei problemi ad associare visi e nomi di tutti i giorni, figuriamoci che casino combinerò con 30 volti nuovi!

Ma partiamo dall’inizio. Dalla sveglia alle 7.30, passiamo alla colazione con pizza salsiccia e peperone con caffelatte, per arrivare a prendere il treno a Milano Rogoredo alle 9. (Italo, puntuale, pulito, comodo, quasi economico.) Sbarco alle 10.30 a Firenze dove piove quel tanto che basta per bagnarmi tutto nonostante l’ombrello e dove fare il turista di passaggio è assolutamente impossibile. Firenze ieri era piena zeppa di turisti, code interminabili ovunque, luoghi famosi tutti a pagamento, acqua sopra e sotto. Mi arrendo. Chiamo Gaia Giramenti e mi aggrego al gruppone che si sta formando in attesa del pranzo organizzato da Cafaggi per le 12.30.

Finalmente conosco Gaia. Casinista, caciarona, volgare, rompiballe, esattamente come nel blog, ma di più. Chi ha aderito al suo incontro non ha sorprese. Il suo lato introverso e ansioso (Mio Dio! Chi ha invitato tutta ‘sta gente rompiballe? Ah, sì, io.) lo si nota quando si attorciglia i capelli con le dita o quando non riesce a star ferma sulla sedia ed esce dal ristorante a fumare. Il Sior Giramenti, nell’ombra, osserva i nuovi arrivati.

Ovviamente, grazie al perfetto sincronismo caciarone, arriviamo in ritardo da Cafaggi guidati da, ecco, vedi? già non ricordo chi ci guidava. Fiorentina di Firenze, comunque. Io mi siedo affianco a Impossiball e Consorte e alla mia destra, causa assenti, un paio di posti vuoti. Più in là, sempre sulla destra, si forma una succursale giramentosa che sembra molto affiatata e si isola.

Si mangia, si mangia bene e tanto. Beviamo senza esagerare; tutti usciamo con le nostre gambe. Fra una portata e l’altra cerco di socializzare, che molti già si conoscono. Dovrei fare brutte figure dicendo di chi ricordo i nomi e chi no? Nemmeno sotto tortura.

Ma il pezzo forte del ritrovo è stato lo scambio di libridimmerda, ovvero libri che per noi sono orrendi e di cui ci vogliamo liberare. La speranza è che dalla merda nascano i fior, come dice il poeta, ovvero che ad altri piacciano i nostri scarti. Ma non è andata così. Io mi sono sentito un novellino, di fronte a tanti esperti. Sono state portate cose che voi umani non avete mai visto nemmeno oltre i bastioni di Orione. C’è stato, poi, chi ne ha portati tanti e non ne ha ripresi altrettanti; qualcuno ha anche tentato di disperderne uno nel cesso. A fine pranzo, il buon Cafaggi ha vinto un piccolo scatolone di libri orrendi. Ha detto che farà un angolo dedicato a Giramenti, per il book_crossing_di_merda. Il mio bottino è su aNobii sotto l’etichetta ma_anche_no. Qualcuno ne leggerò sicuramente e ne farò una recensione buonista come mi ha etichettato Impossiball che non si fa mai li cazzi sua.

Subdola come poche Cetta De Luca ha piazzato il suo secondo romanzo fra la fuffa esalando un timido “questo l’ho scritto io” che nel gran casino è volato via inascoltato. Io, gonzo come pochi, ho abboccato.
─ È mio, è mio!
─ Ecco, bravo, poi mi fai sapere cosa ne pensi? L’ho scritto io.
─ Sì, certo.
Poi realizzo:
─ Ma se lo hai scritto tu non è unlibrodimmerda…
─ No… ovviamente.
─ Ah!
─ Mi interessa la tua opinione. Mi dai il tuo nome, cognome, indirizzo, numero di telefono? Hai una polizza furto e incendio per la casa?
Sono fottuto, legato mani e piedi come un capretto. Ho promesso e adempierò. (‘Sta cosa era partita come un gioco e sta diventando un lavoro peggio della miniera!)

Usciti dal ristorante ci siamo man mano dispersi per il rientro alle nostre magioni. Io sono stato l’ultimo a rientrare, col buon Paolo Milanese (giusto?) che mi ha lasciato in una libreria dell’usato molto particolare. A non stare attenti si rischiava di rimanere sepolti dalle numerose pile di libri pericolanti.

Con lo zaino pieno come se avessi svaligiato la biblioteca di Alessandria, ho vagato solitario fra i turisti fiorentini. Ho visitato altre librerie dell’usato sicuro. Ho visto le meraviglie fiorentine nel crepuscolo. Nelle panchine ho origliato i discorsi altrui. Poi mi sono ricordato di aver amato l’editoria elettronica la prima volta durante il trasloco del 2011, con circa un migliaio di volumi da spostare. L’ho riamata ieri dopo una giornata di tomi sul groppone.

Rientro senza sorprese, felice di aver conosciuto Gaia e i suoi pazzi invitati e di aver accumulato libri che non avrei mai osato acquistare.

Il prossimo Giroraduno a cui aderisco lo segnalo anche qui, così Gaia avrà motivo di odiarmi per eventuali nuove adesioni. :-)

aNobii a Mondadori

martedì 11 marzo 2014

Da ilPost:

Mondadori ha comprato aNobii

Non so che dire. L’idea di far fare soldi direttamente a Silvio non mi entusiasma, però è anche vero che a qualcuno dobbiamo vendere i nostri dati se vogliamo il servizio senza pagare direttamente. E non è nemmeno vero che non compro Mondadori perché è di Silvio, anzi, anni fa comprai a puntate tutti gli episodi di Star Trek allegati con Panorama. (Panorama finiva direttamente nel riciclo della carta…) Risparmiai sull’opera venduta al negozio, ma da allora Silvio mi scrive una cartolina di auguri di Buon Natale. E quindi rimango, sperando che mettano un po’ a posto i numerosi bachi del sistema. (Per esempio la ricerca di un titolo nel proprio scaffale è impossibile.)

Aggiornamento 13/03/2014:
Da Linkiesta:

Anobii, la scommessa social di Mondadori
Mondadori acquisisce il social network dei libri. Riuscirà a dargli nuova vita senza snaturarlo?
di Carlo Peroni

No, grazie, pago io

martedì 4 febbraio 2014

E’ già il secondo in pochi giorni.

Non vorrei montarmi però la testa. Perché delle due l’una: o le mie recensioni sono diventate di un certo spessore, oserei dire professionali, oppure la sete di visibilità è tanta e contattare un blogger da 50 contatti giornalieri e 69 follower reali è cosa saggia.

Non vorrei neanche apparire irriconoscente, che sentirsi chiedere una recensione fa piacere e fa piacere persino sentirsi dire che mi spediranno l’ebook in casella “a gratis”. A dire il vero che qualcuno mi regali un libro per sapere la mia opinione è uno dei miei sogni più segreti. (E adesso non più, vabbè.)

Solo che la realtà è bastarda. Ho già in coda di lettura cinque volumi e io sono lento nella lettura e spesso pigro. Che faccio? Ne aggiungo altri due?

Poi non amo scrivere su richiesta. Ho il blocco dello scrittore facile. Uno dei motivi per cui non sarò mai uno scrittore professionista è che non saprei gestire le scadenze. Ne ho già tante nella vita, non vorrei metterci anche questa.

Poi c’è un problema etico: chi ha chiesto la mia recensione ha un interesse economico nella diffusione dello scritto. E io con che spirito ne scrivo una? E voi con che spirito la leggereste? Ok, non diventerei ricco, al massimo col valore degli ebook mi ci pagherei due biglietti del tram, però è il metodo che conta, non credete?

Poi, e poi la smetto con i poi, non credo di essere così bravo a scrivere recensioni. Altrimenti avrei un paio di zeri in più dietro ai miei 50 e 69.

Poi la smetto, eridaje, ma tutto questo comizio non vuol dire che non leggerò mai quanto mi avete proposto. Potreste anche essere fortunati e vincere una recensione visitata da qualche decina di persone e guadagnare anche sul mio acquisto. Cosa volere di più?

Per tutto il resto c’è la mia lista dei desideri su anobii. (Senza promessa di recensione, ovviamente.)

Anobii /2

martedì 28 Mag 2013

Cari 34 lettori,

la mia mania di catalogazione ha trovato compimento. I libri in casa sono circa 720. Dico circa perché alcuni volumi sono troppo vecchi, non hanno isbn e ne esistono decine di edizioni, tipo gli atlanti geografici e le Divine Commedie. Poi ci sarebbero i fumetti, ma qui ci vorrebbe un post a parte. E infine mancano i libri de Lacomizietta. Il loro rapido cambiamento e la loro divisione su due case ne rende difficile la catalogazione. Poi ci sarebbero i libri che ho scelto io e letto a volte solo io, ma che non abitano da me. Sono a casa dei miei e non sono in elenco. Anche qui ho scoperto doppioni inutili. Gli ebook sono presenti solo se acquistati (per ora sono due). Gli ebook offerti magnanimamente “a gratis” dall’autore non sono inseriti (e non hanno, spesso, nemmeno isbn).

La cosa che mi stupisce è che ho un sacco di libri non letti e che non ricordavo di avere. Le Memorie di Adriano che sto leggendo lo stavo per comprare su suggerimento di un amico. Per fortuna mi sono fermato in tempo.

Una osservazione sugli utenti di Anobii: molti hanno iniziato a catalogare i propri libri e poi hanno smesso, o hanno un discreto numero di volumi nascosti al pubblico. Propendo per la prima ipotesi.

Problema mio: le mie capacità di lettura sono notevolmente inferiori alla mia capacità (e voglia!) di accumulo di carta stampata. Questo non toglie che la mia lista dei desideri sia ben nutrita e in continua espansione.