Posts Tagged ‘arte’

[mostra] The art of the brick

domenica 13 novembre 2016

A Milano, alla Fabbrica del Vapore, fino al 29 gennaio 2017, potete visitare la mostra The art of the brick. Si tratta di opere costruite con i Lego; sì, proprio i pezzi che si usano per fare i giochi dei bambini e meno bambini.

Nathan Sawaya, avvocato newyorchese, un giorno dell’anno 2004 decise di lasciare la professione e darsi alle costruzioni Lego. Ragazzata, penserete voi. Be’, no. Nel 2007 la sua prima esposizione personale. Il successo è enorme e da allora ci si dedica a tempo pieno.

Molte costruzioni sono riproduzioni di opere d’arte famose, come il discobolo, la Gioconda, Il bacio di Klimt, altre sono sue creazioni, come Yellow, un uomo giallo che si apre il petto con le mani, simbolo della mostra. C’è una cartina geografica dell’Italia, riproduzioni di foto e tante altre cose curiose. Le costruzioni sono enormi, a grandezza naturale, mediamente composte da più di diecimila pezzi. L’opera più grande, un tyrannosaurus rex, arriva ad avere 80.000 pezzi ed è lungo, penso, almeno 4 metri. A quelle dimensioni non è solo importante “cosa si vede”, ma ci sono anche problemi di stabilità e trasportabilità. I tempi di costruzione si misurano in mesi. Insomma, Sawaya ha fatto le cose in grande. Nell’ultima sezione la contaminazione con la fotografia. Vi lascio alla sorpresa, che vale. (Il fotografo con cui ha collaborato Sawaya è Dean West. Grazie a 321clic nei commenti! )

Da ignorante mi permetto una considerazione artistica. Riprodurre in due dimensioni una fotografia è chiaramente una ripresa, in chiave moderna, del puntinismo di fine ‘800. Però Sawaya va oltre e lo porta in tre dimensioni, con le riproduzioni di figure umane a grandezza naturale. Non solo: l’opera è riproducibile. Certo, bisogna avere voglia, tempo e soldi per montare quella marea di pezzi, ma tecnicamente è possibile. Ma non riproducibile che sembra l’originale. Può essere proprio una copia esatta. Penso che questa cosa sia molto moderna, attuale e Sawaya un artista coraggioso e innovatore.

Considerazioni logistiche: per entrare, oggi, domenica, abbiamo fatto un’ora e un quarto di fila, dalle 16:30 alle 17:45. Quando siamo usciti, più di un’ora dopo, non c’era nessuno a fare i biglietti per entrare. Quindi: o pagate il pizzo della prevendita online o andate in orari non da folla, magari al mattino alle 10. Consultate il sito per eventuali sconti con le convenzioni.

Non acquistate le scatole dei Lego nel negozio della mostra. Ho visto prezzi 50% superiori a quelli di mercato.

Luogo, prezzi, orari, biglietti e convenzioni qui.

Voto: 9/10

WTF /1

martedì 19 Mag 2015

Desiderio di stupire, di uscire dagli schemi, senza però cambiare la storia dell’umanità. Un modo per saggiare i confini del possibile e del senso comune del bello. Una operazione che rimarrà forse solo nei libri di storia dell’arte o di filosofia estetica. Noi, poveri mortali, ignoranti e conformisti, diremo Ma che cavolo?! che nel gergo internettiano un poco volgare si scrive WTF?!

La fine del mondo del 2012 è lontana, il mondo è ancora tutto qui, con le sue disgrazie e le sue bellezze. (Il pippone sta per finire.) Tutto questo per dire che da oggi la rubrica La fine del mondo è vicina cambia nome, solo per motivi estetici, ovviamente. La sostanza rimarrà la stessa, più o meno.

Iniziamo questo nuovo corso con le scarpe coi capelli:

Artist implants human hair onto shoes to create hairy stilettos
di Inigo del Castillo

(Grazie a TaS su frenf.it)

Sculture di Lego

venerdì 26 settembre 2014

Certe cosa non basta pensarle. Bisogna avere anche il coraggio di portarle fino in fondo. Nathan Sawaya l’ha fatto.

Da ilPost:

Arte fatta di LEGO – foto
A Londra inaugura la mostra Art of the brick, con oltre 80 sculture realizzate dall’artista Nathan Sawaya solo coi
mattoncini

La fine del mondo è vicina /26

mercoledì 28 Mag 2014

Io ogni sera dormo su un capitale e non lo sapevo (dalla colonna fuffa di Repubblica.it):

All’asta il letto di Emin: può valere un milione e mezzo di euro

Aggiornamento 26/04/2015:

Da ilPost:

La storia di un letto disfatto
Lenzuola accartocciate, polaroid di una storia finita, bottiglie vuote e mozziconi di sigaretta: “My bed”, l’opera d’arte di Tracey Emin, torna alla Tate Britain dopo 15 anni

Obsolescenza dei dati informatici

venerdì 25 aprile 2014

Le opere di Leonardo da Vinci (1500) le possiamo ammirare ancora oggi. Le opere di Andy Warhol (1985) rischiavamo di perderle per sempre.

Opere digitali di Andy Warhol perdute e ritrovate
di Paolo Attivissimo

PS: Andy Warhol non è Leonardo, lo so. :-)

Aggiornamento 26/04/2014:

Da ilPost:
Le opere di Andy Warhol ritrovate nel suo vecchio computer
Scarabocchi, immagini e fotografie del grande artista pop americano sono stati recuperati dopo 30 anni da un floppy disk.

L’indispensabile /49

venerdì 11 aprile 2014

Dalla colonna inutile di Repubblica:

Ode all’inutilità: gli oggetti che non potrai mai usare

Dove si fanno vedere gli oggetti inutili, ma artistici, dell’architetto greco Katerina Kamprani presentati al Salone del Mobile a Milano.

Secondo me quelli di 610 sono arrivati prima. Qui un assaggio.

[disegno] Il riccio

domenica 19 gennaio 2014

riccio-130119-small

(C)2014 Lacomizietta, tutti i diritti riservati.

[blog] L’arte spiegata ai Truzzi

sabato 30 novembre 2013

Volevo segnalarvi:

L’arte spiegata ai Truzzi (nella loro lingua)
di Paola Guagliumi

dove in romanesco e in meno di quattro minuti potete farvi una cultura artistica su un opera a vostra scelta. (Per chi non sa leggere il romanesco c’è il Tubo.)

Monet au cœur de la vie

domenica 3 novembre 2013

Oggi, io e Lacomizietta, siamo andati a visitare la mostra di Monet alle Scuderie del Castello di Pavia. Non tantissimi quadri, ma interessanti e con didascalie esplicative comprensibili, anche in inglese per gli stranieri. La mia ignoranza in materia artistica è notevole, ma devo dire che anche io ho apprezzato la leggerezza e forza evocativa di Monet. La differenza con altri meno famosi e meno bravi si nota. Ho poi scoperto che Monet dipinse tantissimo, centinaia di tele, che oggi sono sparse in tutto il mondo e che non morì in povertà come altri meno fortunati.
Non ho capito alcune sale mistiche, dove un volto di uomo o di donna erano in un video, senza parlare, e in sottofondo venivano letti alcuni brani, immagino lettere o altri scritti di Monet o di altre persone a lui vicine. Effetto: monologo asincrono di Ghezzi su blob. Tipo di lettura riflessiva, pesante, assolutamente inadatta ai genitori con figli e nemmeno al visitatore sempre perennemente frettoloso e sovrappensiero che comunque è venuto lì per i quadri, non per altro. Beh, forse sono io che sono un po’ bestia… non so, però sono state stanze che ho saltato volentieri.

Ma veniamo alla logistica della mostra.
Nel prezzo del biglietto è compresa anche l’audioguida e, per chi è tecnologicamente progredito, c’è persino l’app da scaricare sul furbofono (o tavoletta) che ne fa le veci.
Se andate in macchina aggiungete al prezzo del biglietto quello del parcheggio. Portatevi dai 5 ai 10 euro in monete di piccolo taglio, perché i parchimetri non danno resto e dicono di funzionare col bancomat, ma poi, se siete fortunati come il sottoscritto, non è vero.
Se avete la bella idea di andare un sabato o festivo, magari dopo pranzo, fate i biglietti online o calcolate almeno un’ora di fila. La cassa è una e le persone che avranno la vostra stessa idea saranno tante.
Per chi ha bambini, si può prenotare il laboratorio artistico. Non so cosa serva prenotare, perché a noi nessuno ha chiesto nulla, l’entrata è libera e non è necessario il biglietto della mostra. Un animatore dirà poche cose sulla pittura di Monet e poi chiederà di disegnare ai pargoli copiando lo stile o un quadro di Monet. Portatevi un temperamatite. Le matite saranno per lo più spuntate. (Io odio le matite spuntate!) Ovviamente Monet ha preso spazio nel cuore artistico di Sua Grazia, e quindi lei ha prodotto una copia del Ponte di Waterloo in mezz’ora, opera che avrei potuto tranquillamente vendere come studio originale dell’artista, ma il formato A4 non sarebbe stato credibile.
Poi, se non fate tutto di fretta come abbiamo fatto noi, o avete un altro giorno libero da dedicare all’arte, potete andare, con lo stesso biglietto, a vedere la Quadreria dell’Ottocento e Collezione Morone dei Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia.

Voto: 7/10

Buona visione!

Pollock e gli Irascibili

domenica 27 ottobre 2013

Oggi, con mio padre, sono andata a vedere la mostra di Pollock e gli Irascibili al Palazzo Reale di Milano. La mostra era molto interessante. All’ingresso ci hanno dato delle cuffiette da cui si poteva sentire l’introduzione per i grandi e per i bambini. Oltre ad essere stata interessante, mi ha anche lasciato a bocca aperta, non sapendo come potessero diventare famosi quadri del genere. (Astratto, pennellata decisa su sfondo bianco.) E pensare che uno era fatto in bianco e nero (yin – yang) e le figure sembravano pitture rupestri o scarabocchi.

Note del Papi che si intrufola nel post de Lacomizietta:
La mostra vi offre, compreso nel prezzo del biglietto, una audioguida, per grandi e piccini. Vi è anche un laboratorio per i più piccini, ma non l’abbiamo seguito. I prezzi (e il sito della mostra) sono qui. (E il Papi, per la prima volta, ha usufruito della convenzione ATM in quanto titolare di abbonamento annuale.) Voto: 7/10