Posts Tagged ‘Arthur C. Clarke’

[libro] Terra e spazio (vol. 2/4)

sabato 24 agosto 2019

Autore: Arthur C. Clarke
Titolo: Terra e spazio volume 2 (The Collected Stories)
Editore: Mondadori – Urania Collezione
Altro: prezzo 6,90€, p. 360, I edizione luglio 2019, I ed lingua originale 2000, genere: fantascienza, racconti, disponibile anche in epub.

Voto: 6/10

Prosegue la raccolta dei racconti di Clarke da parte di Urania. Qui quello che c’è da sapere.

In questo volume segnalo la presenza dei racconti La sentinella e I nove miliardi di nomi di Dio, due racconti famosissimi – il primo sarà di ispirazione per 2001 odissea nello spazio – e per me molto belli.

Ancora tantissimi alieni e un’anteprima del mondo lunare, decisamente verosimile, dato il periodo di scrittura (siamo negli anni ’50).

Per le anticipazioni tecnologiche, in Silenzio prego si ipotizzano delle cuffie anti rumore. Oggi ci sono.

Buona lettura!

[libro] Terra e spazio (vol 1/4)

domenica 4 agosto 2019

Autore: Arthur C. Clarke
Titolo: Terra e spazio – Volume 1 (The Collected Stories)
Editore: Mondadori – Urania Collezione
Altro: prezzo 6,90€, p. 328, I edizione giugno 2019, I ed lingua originale 2000, genere: fantascienza, racconti,
disponibile anche in epub.

Voto: 6/10

Con colpevole ritardo segnalo che Urania sta pubblicando la raccolta (quasi) completa dei racconti di Clarke in lingua italiana, per un totale di 104 racconti. Lo farà in quattro volumi, ha iniziato a giugno con il primo volume e terminerà a settembre con il quarto. Quasi perché sedici racconti non sono pubblicabili per motivi di diritti. Nonostante questo gli inediti saranno in tutto diciannove (8 nel primo volume, 4 nel secondo, 2 nel terzo e 5 nell’ultimo). I racconti copriranno sessantadue anni di fantascienza, dal 1937 al 1999. Alcune traduzioni sono state rifatte per migliorarle.

Arthur Clarke non ha bisogno di presentazioni, è una pietra miliare della fantascienza, e ogni appassionato del genere dovrebbe avere questa raccolta.

Nonostante questo, la giovane età di Clarke si fa sentire. I racconti, pur avendo intuizioni geniali e originali, con idee riprese anche da altri autori più avanti (una specie di teletrasporto nel primo racconto!), ha una prosa e delle tematiche (tanti alieni e tanta energia atomica) che forse oggi sono superate o sicuramente trattate in altro modo. E poi è evidente che la bellezza dei racconti va in crescendo, segno che le abilità di Clarke si sono affinate negli anni.

Segnalo qualche refuso e la cosa curiosa che la presentazione di questa raccolta da parte di Franco Forte è sul volume di luglio, il secondo.

Buona lettura!

[libro] Polvere di luna

domenica 10 dicembre 2017

Autore: Arthur C. Clarke
Titolo: Polvere di Luna (A Fall of Moondust)
Editore: Mondadori
Altro: Collana Urania Collezione n. 143 (dic 2014) a cura di Giuseppe Lippi; 5,90€; p. 221; genere: fantascienza; I ed. orig. 1961; questa edizione: 2014; Traduzione di Hilia Brinis; Postfazione di Giuseppe Lippi; bibliografia italiana di Clarke a cura di E. Vegetti e A. Vaccaro.

Voto: 7/10

In un mare di sabbia lunare finissima, tipo borotalco, il Selene porta a spasso 20 passeggeri e due membri dell’equipaggio, il giovane Capitano Pat Harris e l’hostess Sue Wilkins. Clarke ci descrive un paesaggio molto verosimile, tenendo conto che è stato scritto 8 anni prima di andare veramente sulla Luna, e molto suggestivo. La sabbia si comporta come se fosse acqua e quindi il Selene di fatto vi galleggia sopra, ma questo tipo di sabbia può avere un comportamento molto diverso dai liquidi e infatti il Selene si ritroverà ben presto in pericolo. Segue salvataggio, in pieno stile hollywoodiano.

Non fu per caso, scriveva Carlo Fruttero nella prima edizione italiana del 1962, che una grande casa di produzione acquistò i diritti cinematografici. Non se ne fece nulla, purtroppo, ma il romanzo è ancora attuale (v. The Martian)

Grande colpo di genio per aver pensato al complottista a bordo del Selene e per averlo ridicolizzato. Sono passati più di 50 anni e ne potranno passare altri 50 senza che la cosa possa intaccare la sua attualità.

Interessante invece vedere dove è invecchiato il romanzo: le sigarette a bordo, i giornali cartacei, il rapporto uomo donna, la mancanza di quella cosa che ci pervade ormai ovunque, ovvero internet con i rispettivi smartcosi. (Anche se questo filmato del 1974 ci fa capire quanto avanti fosse Clarke sul tema internet.)

Ritmo serrato, capitoli brevi, lettura gradevole e scorrevole. Insomma, romanzo per le vacanze, per il puro piacere dell’avventura e del divertimento.

Buona lettura!

[libro] Le fontane del Paradiso

giovedì 22 agosto 2013

Autore: Arthur C. Clarke
Titolo: Le fontane del Paradiso (The Fountains of Paradise)
Editore: Mondadori, Urania n. 123
Altro: fantascienza; Aprile 2013 (Prima edizione in lingua originale 1979); Traduttore: Vittorio Curtoni, p. 309; vincitore premio Nebula 1979 e Hugo 1980; volume a cura di Giuseppe Lippi; 5,90 €

Voto personale: 7/10

Interessante e appassionante, non c’è che dire, ma lo sconsiglierei a chi non è appassionato del genere.

Siamo sulla Terra nella metà del XXII secolo e un abile ingegnere, Vannevar Morgan, già ideatore del punte sullo stretto di Gibilterra, ha finalmente la soluzione per costruire il primo ascensore spaziale: una torre alta più di 36.000 km (50.000 km?) con due stazioni intermedie, una a 25.000 km e l’altra a 36.000 km. Il problema di una simile costruzione è ovviamente il peso, ma Morgan ha in mano un nuovo materiale, una speciale fibra di carbonio sintetizzata in assenza di peso. L’ascensore, in un secolo sempre più proiettato verso lo spazio, servirà per i viaggi spaziali verso le colonie di Marte e della Luna, rendendo i viaggi più economici ed ecologici. Neanche a dirlo, l’unico posto dove si può costruire questo ascensore è un monte sacro, Sri Kanda, situato in un’isola immaginaria dell’oceano indiano, Taprobane, sulla cui cima dimora un antichissimo luogo di culto occupato da monaci buddisti che non hanno nessuna voglia di andarsene.

Il secondo filo narrativo è dedicato al passato di questo monte sacro, all’imperatore Kalidas (II secolo d.c.) che nelle vicinanze del monte sacro eresse la sua fortezza, Yakkagala, e i bellissimi giardini con le fontane che danno origine al titolo.

Il terzo filo narrativo sono gli alieni, altro tema caro a Clarke. Si fanno vivi poco prima della costruzione della torre di Morgan attraverso una sonda computerizzata e il loro primo effetto è quello di mettere in grossa crisi tutte le religioni. Si rifaranno vivi alla fine del romanzo, ricollegandosi in modo simbolico al passato di Kalidas.

Di avventura ce n’è molta: come farà Morgan a mandare via i monaci buddisti? Chi era Kalidas? Che problemi ci saranno nella costruzione dell’ascensore? Gli alieni saranno “buoni” o “cattivi”? Che futuro avrà l’ascensore spaziale? I personaggi, però, hanno poca profondità e molti di loro rimarranno sempre sullo sfondo senza nessuna caratterizzazione.

Molto presenti invece particolari tecnici e una critica all’inutilità e stupidità della religione. Inoltre Clarke ci spiega, nell’introduzione, alcuni dettagli tecnico-narrativi: Taprobane è un adattamento per fini narrativi dello Sri Lanka. E così il monte Sri Kanda altro non è che il Sri Pada, Yakkagala è Sigiriya e così via. Clarke ci rende conto dello scarto fra realtà e fantasia dei luoghi da lui citati. Sono anche presenti due righe di spiegazione sull’ascensore spaziale, ideato nella realtà ma per ora irrealizzabile. Per chi non è abituato alle opere di Clarke segnalo che la sua fantasia ha solide basi “reali”.

Curiosità:

Per darci l’idea dei problemi tecnici che dovrà affrontare la torre spaziale si cita l’incidente del ponte sul Tacoma Narrow, del 1940 (p. 110). Il video vale più di mille parole.

Non solo qui troviamo un’anticipazione di Internet, ma anche dei Google Alerts: è il Sommario degli Interessi Personali, a pagina 110.

Il virus Golgota a p. 173 mi ricorda molto l’AIDS.

Curiosa motivazione del nostro sentimento religioso a pagina 71 e 174: Dio come conseguenza del nostro particolare modo di venire al mondo? Bah…

Buona lettura!

[libri] Odissee nello spazio

mercoledì 15 dicembre 2010

Dopo lunga e fortunata ricerca nel mondo dell’usato (un’odissea nelle odissee) sono riuscito a procurarmi il ciclo delle Odissee di Arthur C. Clarke:

2001 Odissea nello spazio
2010 Odissea due
2061 Odissea tre
3001 Odissea finale

Ho scritto mondo dell’usato perché la Rizzoli (o chiunque abbia oggi i diritti per l’Italia) ha deciso che della quadrilogia solo 2001 merita di essere ristampato. Un po’ come stampare solo l’Inferno della Divina Commedia di Dante, visto che è il volume più famoso e il più “accessibile”. Spero che ai responsabili di questo sopruso fischino le orecchie.

Ma veniamo ai romanzi. Del film 2001 ho già parlato e in parte anche del libro. Posso ricordare che libro e film nacquero in simbiosi e che il film volle rimanere volutamente più ambiguo del libro. Per cui questo è uno dei rari casi in cui leggere il libro giova alla visione del film e viceversa.
Il ciclo delle Odissee fa parte del genere hard della fantascienza. In altre parole l’autore si inventa (e discute di) tecnologie plausibili in un immediato, o comunque molto prossimo, futuro. Immagina anche uno sviluppo storico in questo immediato futuro. Inutile dire che il povero Clarke ne sbaglia tante: dalla fine della guerra fredda (che non immagina), ai viaggi spaziali umani (che non ci saranno); solo in 3001 riesce ad essere ancora “credibile”, ma solo perché al 3001 manca ancora tanto. Però le visioni di Clarke non sono campate per aria. Nell’ultimo volume spiega come si è procurato le sue idee e così impariamo che dietro ad ogni sua trovata c’è un lavoro di ricerca fra le fonti tecniche e scientifiche.
Altro punto dolente è il lungo periodo di creazione della saga: se pensiamo che la prima idea per 2001 risale al 1948 (il racconto La sentinella), che la saga ha preso corpo nella seconda metà degli anni ’60 e che l’ultimo romanzo è stato scritto nel 1997, è ovvio che ci siano discrepanze di stile e alcune piccole contraddizioni nella trama. Ma non temete: tutte cose sopportabilissime. Le quattro Odissee si possono considerare un vero e proprio ciclo unitario.

Il primo e l’ultimo romanzo della saga sono quelli che mi sono piaciuti di più: il primo perché introduce un mondo misterioso (i monoliti e i loro creatori) e l’ultimo perché lo rivela (i lettori sapranno finalmente chi sono e cosa fanno i monoliti). Per chi si volesse cimentare, la conclusione è aperta a nuovi sviluppi ed anche ad un prequel, che oggi va molto di moda.

Da leggere.
Voto: 8/10.

Arthur C. Clarke

venerdì 12 novembre 2010

Immagino che in una casa editrice ci sia, da qualche parte, qualcuno che decide cosa pubblicare e cosa no, e anche quando pubblicare e quando ristampare. Questo qualcuno, se sente delle fitte all’intestino o gli fischiano le orecchie, qui potrà trovare una possibile causa.

Dal 2008 Clarke ci ha lasciato; ci ha lasciato con capolavori della letteratura fantascientifica come 2001 Odissea nello spazio e non credo si possa parlare di fantascienza senza citare questo romanzo e relativo film. Ebbene: la Rizzoli non ristampa più la quadrilogia di Odissea nello spazio e molte altre opere di Clarke. Io, questo, lo chiamo sequestro di letteratura.

Vado a scrivere una mail di protesta alla Rizzoli.

Aggiornamento 26/11/2010:
La Rizzoli non risponde.

2001: odissea nello spazio

lunedì 25 gennaio 2010

C’è chi ha visto 2001 e trova il film lento e noioso e c’è chi ha visto 2001 e lo ritiene entusiasmante e meraviglioso, in una parola cult. Non ho notizia di valutazioni intermedie, segno che il film tocca delle corde nascoste, non presenti in tutti gli esseri umani. Qualche settimana fa ho scoperto che mia moglie appartiene al primo gruppo (secondo lei la musica di Strauss per le astronavi è una boiata) e mentre mi accingevo a compilare le pratiche per il divorzio (io appartengo al secondo gruppo), ho scoperto che anche il grande Asimov fece parte del primo gruppo (*), nonostante fosse amico di Clarke. Ho deciso quindi di perdonarla e ho accantonato la pratica.

2001 mi stregò immediatamente, dalle prime immagini, quelle forse più noiose in assoluto per molti: l’alba dell’uomo, le scimmie nel deserto. Non ricordo la prima volta che lo vidi per intero, ma ero piccolo e ricordo che per molti anni il finale mi rimase oscuro, sebbene sempre affascinante. Poi un giorno la rivelazione. Ero già “grande” e mi venne in mente di leggere il romanzo e al fascino si aggiunse la comprensione. Infatti nel romanzo ci sono tutti gli elementi per decifrare il film. (Cosa non casuale, visto che film e romanzo crebbero assieme.) A quel punto la grandezza del film fu, ai miei occhi, incommensurabile. Fatemi vedere una sequenza qualsiasi del film o datemi una pagina qualsiasi del romanzo e io sarò ipnotizzato senza scampo.

Portati alla luce i succitati ricordi dalla provocazione de La Moglie, decisi che Lacomizietta era pronta per il test. Come storia serale le raccontai il riassunto del film. Moderato entusiasmo. Al mattino provai a leggere anche alcune pagine del libro, ma Clarke e l’editore non previdero bambini di 5 anni fra i lettori e non si adoperarono per creare le immagini per illustrare la storia. Niente immagini, niente lettura. Un peccato, Lacomizietta era pronta per ascoltare tutto il romanzo. Per fortuna rimane il film e ieri Lacomizietta ha voluto vederlo. Tutto!! 139 minuti di film visti con un’attenzione totale! Grande attesa per HAL 9000 (Papi, quando arriva il computer? Fra poco? E il computer quando viene? Ora? Manca molto per vedere il computer? E così via per 30 minuti) e per la camera finale dove Bowman muore (quando finisce il viaggio? Quando arriva alla stanza? Belle le sfumature, ma ora arriva? E la stanza?).

Dire che le è piaciuto forse è troppo, e interrogata in merito ha fatto notare che il film non è molto discutoso. In effetti 2001 è fra i film con pochissimo parlato. Nonostante questo grave difetto, l’ha seguito tutto con attenzione, ha fatto domande pertinenti e ciò mi fa sentire un padre orgogliosissimo. Ho una figlia meravigliosa e spero che tutto ciò si traduca in premi Nobel, Oscar o fate voi. :-) (Se vi sembra che esageri, non parlate con la Nonna M., lei di più!)

(*)I. Asimov, M. H. Greenberg, Le grandi storie della fantascienza vol13, Bompiani, prefazione a La sentinella di A.C. Clarke, racconto da cui si è preso spunto per libro e film.