Posts Tagged ‘astrofisica’

Il metodo scientifico, il Dr. Jekyll e Mr. Hyde

martedì 10 febbraio 2015

Segnalo qui un interessante articolo di Amedeo Balbi su ilPost:

Il metodo scientifico, il Dr. Jekyll e Mr. Hyde

L’articolo è piuttosto lungo, ma chi è interessato di fisica, filosofia e, perché no, metafisica, dovrebbe leggerlo. In pratica Balbi ci informa che esistono teorie fisiche (?) che, nel tentativo di dare un senso al nostro Universo, si collocano al confine fra queste tre branche del sapere. Un confine molto labile e instabile che il cosmologo Max Tegmark ha cercato di esplorare in un suo libro: L’universo matematico. La ricerca della natura ultima della realtà (ISBN: 9788833922669). In pratica siamo in parte ritornati indietro di qualche secolo, quando metafisica, filosofia e fisica erano di fatto la stessa materia. Ricordate Aristotele? (Non è vero, abbiamo una maggiore consapevolezza dei confini fra le materie.)

Buona lettura.

[film] La teoria del tutto

giovedì 22 gennaio 2015

Titolo: La teoria del tutto (The Theory of Everything)
Regista: James Marsh
Soggetto: Jane Wilde Hawking
Sceneggiatura: Anthony McCarten
Altro: paese: UK, anno: 2014, durata: 123 minuti, direzione del doppiaggio: Rodolfo Bianchi, genere: biografico

Attori:
Eddie Redmayne: Stephen Hawking
Felicity Jones: Jane Hawking

(dati da Wikipedia e Enciclopedia del doppiaggio per la direzione del doppiaggio.)

Voto: 7/10

Film biografico sulla vita di Stephen Hawking, famoso astrofisico e matematico inglese, ancora in vita. In Italia forse è più conosciuto per il suo saggio divulgativo Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo del 1988 o, per chi segue fantascienza o serie televisive nerd, per le sue comparsate e camei in Star Trek, The Big Banh Theory e altro. Lo si ricorda facilmente perché costretto in sedia a rotelle dalla SLA (o qualcosa di simile), immobile, comunicante con il resto del mondo con un computer guidato con gli occhi.

Il film è tratto dalla biografia della sua prima moglie (Jane Wilde, Verso l’infinito, ISBN: 9788856643855, in originale: Travelling to Infinity: My Life With Stephen) e pare fedele al racconto, tanto che lo stesso Hawking ne è stato favorevolmente impressionato. La pellicola si concentra però più sul lato umano della sua vita, che sulla sua carriera professionale. Le sue teorie scientifiche vengono solo accennate, mentre la cattedra lucasiana, che Hawking detenne dal 1979 al 2009, non viene neppure accennata, se non con il fatto che ad un certo punto Hawking viene chiamato “professore”.

[Attenzione: mini spoiler]

Quello che colpisce della vita di Hawking è la sua vitalità: nonostante la malattia invalidante non solo riesce a diventare una delle menti più brillanti del panorama scientifico, ma riesce a scrivere libri divulgativi, a sposarsi due volte, ad avere tre figli, ad insegnare e a mandare a ramengo tutte le previsioni di vita dei medici.

[Fine mini spoiler]

Bravissimi gli attori, soprattutto Eddie Redmayne che è riuscito ad imitare Hawking in maniera egregia.

Segnalo su Repubblica.it un’intervista a Lucy Hawking, figlia dello scienziato:

Hawking, “Io e mio padre, genio fantastico ma testardo”
Lucy è la figlia del celebre astrofisico, insieme scrivono libri per spiegare ai bambini i misteri dell’Universo: “Ecco che cosa significa avere un genitore così speciale”
di GUIDO ANDRUETTO

Buona visione!

In principio c’era il caos

martedì 18 marzo 2014

Amedeo Balbi ci spiega il senso delle ultime scoperte scientifiche sul big bang:

Onde gravitazionali dal big bang: cosa ha scoperto BICEP2 e perché è importante?

Se dovessi riassumere in una frase, la metterei così: quella trovata da BICEP2 è l’evidenza più diretta possibile di eventi che sono avvenuti appena 10 alla meno 35 secondi dopo il big bang.

Aggiornamento 25/03/2014:

Le stesso cosa in un fumetto. (In inglese, purtroppo.)
Cosmic inflation explained.
di J. Kaufmane e J. Cham

Margherita Hack

sabato 29 giugno 2013

Era l’estate del 1996 quando ci venne in mente di chiamare Margherita Hack per una conferenza. All’epoca facevo parte di un’associazione culturale della mia città e sulla neonata rete civica (una BBS, con 6 modem… paleolitico… e non sono passati nemmeno 20 anni!) un volontario, prossimo studente di fisica e appassionato di astronomia, si era dato alla divulgazione astronomica. Il successo fu tale che l’associazione pensò di chiamare un nome di spicco che potesse riempire quella voglia di sapere. Ci muovemmo per tempo, 10 mesi prima, consci che più i personaggi sono famosi, più sono impegnati. Di Hale-Bopp, ancora nessuno ne parlava. Fissammo come data della conferenza la primavera 1997. Fummo fortunati: la cometa Hale-Bopp era al massimo del suo splendore e la Hack fu invitata a Milano da altri per parlarne, forse la Provincia o una trasmissione televisiva, non ricordo. So solo che lei era impegnata alla sera e noi fissammo la sua conferenza nel tardo pomeriggio. Fummo fortunati perché le spese di viaggio se le accollarono i secondi, non noi; per un’associazione di volontari, sempre con i soldi contati, voleva dire molto.

Nell’idea iniziale la Hack avrebbe dovuto parlare dell’origine dell’Universo e ne parlò, ma ovviamente la Hale-Bopp fu l’argomento che attirò la maggior parte del pubblico. La Hack ammaliò tutti, la sua passione fu contagiosa, la sua capacità di spiegare attrasse l’attenzione di molta gente normalmente disinteressata ai difficili concetti dell’astrofisica. Fu un successo. (Se non ricordo male, avemmo l’onore persino di una ripresa per un tg nazionale.)

Fui io ad andarla a prendere alla Stazione Centrale di Milano. Persona cordiale, alla mano, simpaticissima, disponibile. Si lamentava di molti giornalisti che la scambiavano per un’astrologa (penso che se avesse potuto li avrebbe picchiati a sangue) e, sebbene per lei una cometa non rappresentasse nulla di eccezionale, riconosceva che la Hale-Bopp era capace di far alzare i nostri occhi al cielo.

Mi mancherà.

———–

Da Il Post:

È morta Margherita Hack
Aveva 91 anni ed è stata uno dei più importanti e famosi astrofisici italiani

Da Linkiesta:

L’intervista a Linkiesta di un anno fa
È morta Margherita Hack, una vita tra le stelle
di Mariassunta D’Alessio
La prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia. È morta a Trieste

Da MicroMega:

MARGHERITA HACK – Astrologia, la religione dominante

Da Paolo Attivissimo:

Margherita Hack, 91 anni tra le stelle

Da Keplero di Amedeo Balbi:

Ciao, Margherita, e grazie

Il lato oscuro dell’universo

domenica 9 dicembre 2012

Grazie a Mantellini è stato portato alla luce, sepolto nelle pieghe informatiche di YouTube, una lezione di astrofisica degna di essere vista:

Amedeo Balbi – Il lato oscuro dell’universo

Per tutti.

Amedeo Balbi invece lo seguite su Keplero.

Domande /15

domenica 16 gennaio 2011

Questa me l’ha fatta a bruciapelo, salendo in macchina:

Papi, come si forma lo spazio?

Siamo nel campo dell’astronomia o meglio dell’astrofisica.
L’altra questione è:

Ma prima della nascita dello spazio, che colore c’era?

Perché lo sfondo oggi è nero, ma prima della nascita dell’universo? Quale altro colore poteva esserci? C’è qualche astrofisico in ascolto che mi può aiutare? :-)

Aggiornamento 17/01/2011:
La prima domanda è decisamente interessante. Mi sento come il papà di Mafalda quando Mafalda gli chiede che cos’è la filosofia: chino sui libri, di notte, a esclamare “Eheee?!!” Comunque, chi avesse voglia di iniziare le ricerche per una risposta può partire da qui: Espansione metrica dello spazio.

Per la seconda ho paura che dovremo usare molta fantasia.

Sono cose

martedì 28 dicembre 2010

Notizia da Grande Capo (e a dire il vero un po’ datata) se non fosse che ci insegna e ricorda molte cose.

La notizia è questa: Brian May, chitarrista dei Queen, non solo si è laureato con Lode in Fisica alla fine degli anni ’60, ma ha ripreso a studiare negli anni duemila e nel 2007 ha ottenuto il dottorato in Astrofisica. Come dire: lo scienziato e l’artista sono la stessa persona. All’età di 60 anni ha sfatato un altro luogo comune: si può studiare anche da non più giovanissimi (Lacomizietta direbbe da vecchietti). Siccome poi May ci vuole stupire ancora, “per completare la sua tesi di dottorato aveva usato per tre notti il telescopio nazionale italiano “Galileo” che si trova alle Canarie, isola La Palma.” Infine, nella foto proposta da Gravità Zero, May è affiancato da due dolci fanciulle (Gloria Andreuzzi e Noemi Pinilla Alonso), a ricordarci che la scienza non fa distinzioni di genere e non pone barriere fra persone famose e non.

Visto che a me la musica dei Queen non dispiace affatto, ora May mi sta decisamente molto più simpatico. :-)

(Via Gravità Zero)