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[ebook] Il profumo dell’Italia in valigia

martedì 23 settembre 2014

Autrice: Cetta De Luca, James Califano
Titolo: Il profumo dell’Italia in valigia
Editore: Alkemia Books
Altro: ISBN: 9788898191208, 19,44 MB, epub, 3,99 €, genere: diario, viaggi e cucina

Avvertenza: questo post è una recensione scherzosa e contiene elementi di fantasia che non hanno nessuna attinenza con la realtà e con il libro recensito.

Dove Mamma Cetta, per non diventare come le protagoniste femminili della telenovela Fiore Calabro, dopo la partenza del proprio figlio Massimo verso l’Australia, si dà alla scrittura di un diario culinario. Massimo, ormai libero dalle ossessioni materne sul cibo, all’insaputa della madre, si dà a festini orgiastici a base di patatine fritte e junk food nei peggiori fast food di Sydney; ha creato sul proprio pc un software che interrompe automaticamente e per sette giorni ogni comunicazione Skype verso l’Italia dopo cinque minuti di conversazione; ha dato in pasto alla madre il suo migliore amico australiano (James Califano) ormai in crisi di astinenza da lasagna e disposto a parlare con qualsiasi mamma, purché non la propria, per imparare a cucinare qualcosa di diverso da una bistecca alla brace.
Cetta e James scriveranno così un simpatico e ironico libello litronico dove racconteranno i propri turbamenti, le stranezze della cucina australiana e dove Cetta proporrà ricette facili e veloci per ogni situazione.

Nel seguito ancora in lavorazione: fra pochi mesi il figlio Massimo, finiti i bagordi nei fast food australiani, tornerà in Italia per le vacanze natalizie e potrà finalmente tornare se stesso con i manicaretti di Mamma Cetta. Finite le vacanze, ritornato in Australia, contatterà segretamente la mamma di James, supplicandola di insegnargli i segreti del ragù bolognese.

Sparental Scontrol

venerdì 20 dicembre 2013

Se non ti funziona il filtro che hai dentro la tua scatola cranica, non c’è nessuna speranza di filtraggio. Oltretutto ciò che è vietato e nascosto ci incuriosisce molto di più di ciò che è accessibile e palese; dai quattro anni in poi lo sanno tutti. Ma niente, c’è sempre qualcuno che ha soldi da buttare via (PuntoInformatico):

UK, tutto il sesso è pornografia
Il parental control di stato adottato dai provider britannici permette ai netizen di sbirciare la pornografia ma taglia fuori dalla rete siti di informazione. Non c’è rimedio ai falsi positivi

Aggiornamento:
Ho ritrovato tre link interessanti sul tema. Magari li ho già anche pubblicati, ma ricordare fa sempre bene:

Il crack dei filtri imbarazza l’Australia
Un teenager smanettone fa a pezzi i filtri antiporno voluti e sponsorizzati dal Governo locale, che difende il progetto e annuncia nuove release del software. Ma è difficile bloccare il pornoweb.

Australia, un 16enne detta l’agenda tecnologica
Prima fa fuori i filtri governativi antiporno. Poi diventa testimonial della campagna elettorale. E trova anche il tempo per andare a scuola. Succede laggiù, tra i canguri.

Australia, il flop dei filtri antiporno è clamoroso
Il progetto per evitare l’esposizione ai contenuti pornografici online è costato l’equivalente di 52 milioni di euro. Soldi buttati al vento. Ma il Governo non cambia idea: quella è la strada.

Ancora sui filtri australiani

mercoledì 18 marzo 2009

Segnalo su Punto Informatico:

L’Australia censura Wikileaks. E multa chi linka
di Gaia Bottà

Dove si racconta che in Australia vogliono proteggere i naviganti dai cattivi della Rete e dove questa materna (o paterna?) preoccupazione comincia a diventare un poco sospetta. Come sempre, del resto.

L’Australia scopre il filtro “famiglia”

mercoledì 3 dicembre 2008

Ne avevo parlato tempo fa e la storia continua (su Punto Informatico):

Australia, la famiglia è il multifiltro della rete

Dove si afferma che i filtri sulla rete non servono funzionano e si scopre che, in alternativa, “i genitori dovrebbero occuparsi di vigilare sui minori e di addestrarli a muoversi in rete in maniera accorta.”

Aggiungo: “vigilare” non è controllare, perché non ci riuscirete. E se non siete capaci voi ad insegnare ai vostri figli a stare in Rete dovrebbe essere la scuola a farlo. Dovrebbe

ilcomiziante

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Filtri di Stato Australiani

mercoledì 30 luglio 2008

Ne avevo parlato qui:

Australia e il flop del filtro antiporno.

Ora Punto Informatico ci aggiorna sulla vicenda:

Australia, testati i filtri di stato
di Gaia Bottà

Ovvero: ci riprovano con una nuova versione del software. Scrivete nei commenti quanto tempo passerà prima che sia trovato un metodo per scavalcare il filtro. Io dico entro 30 giorni. Speriamo che PI ci tenga informati.

ilcomiziante

Aggiornamento 13/11/2008:

Punto Informatico:

I provider australiani si ribellano: no ai superfiltri
di Alfonso Maruccia