Posts Tagged ‘bambini’

Perché non pubblicare niente…

venerdì 21 novembre 2014

Da ilPost:

Perché non pubblicare niente online riguardo ai figli
di Amy Webb – Slate
Amy Webb spiega su Slate le ragioni per cui ha deciso di “non rubare l’identità digitale di sua figlia”

Stava andando tutto bene, quando mi sono perso. Precisamente qui:

abbiamo deciso che non avremmo mai pubblicato online un post, una foto o altre informazioni personali che la riguardano. Invece abbiamo creato per lei un “fondo fiduciario digitale”.

Cioè i genitori le hanno creato luoghi digitali – con pseudonimi scelti da loro – ancora prima che nascesse. Ma la figlia non farà in tempo a crearseli quando, e se, sarà necessario? Bah… (Poi vorrei vedere la figlia adolescente che viene a sapere delle scelte degli pseudonimi dei genitori. Come minimo si farà chiamare Madame X.)

Quello di cui abbiamo paura vs le cose veramente pericolose

giovedì 9 settembre 2010

Il buon Schneier ci segnala da NPR.org:

5 Worries Parents Should Drop, And 5 They Shouldn’t
by Meagen Voss

Dove si racconta che i genitori hanno paura, riguardo ai propri figli, che (*):

1) siano rapiti
2) siano colpiti da cecchini impazziti
3) siano attaccati da terroristi
4) siano molestati da persone sconosciute
5) si droghino o siano drogati.

Invece i bambini sono feriti o muoiono per:

1) incidenti d’auto
2) omicidi operati da conoscenti diretti del bambino
3) abusi
4) suicidi
5) annegamento

Certo, l’articolo si applica alle paure made in USA, però buona riflessione lo stesso.

(*) tradotto a spanne, leggere sempre l’articolo originale.

Yogurt e carota

martedì 12 Mag 2009

Ieri sera il Papi e la Mami hanno affrontato la ferrea logica quattrenne. Poiché in casa la violenza fisica è bandita, Lacomizietta lamentava l’uso della forza da parte delle Maestre della Scuola Materna. Forza che si esprime in qualche sculacciata o buffetto sulla testa o sulle guance. Senza sangue, come direbbe la Nostra, ma pur sempre molto offensive. (In realtà la Mami UNA volta diede una sculacciata a Lacomizietta e la cosa è stata incisa col fuoco nella memoria filiale e rivangata nelle sedi opportune.) Ora, i genitori capiscono molto bene lo stato d’animo delle Maestre e anzi si stupiscono che non usino la frusta o il lanciafiamme, ché 27 bambini che urlano e corrono per 8 ore farebbero impazzire chiunque. Ma la coerenza ha il suo prezzo e va onorato. Mentre il Papi e la Mami si destreggiavano nelle motivazioni delle Maestre, nei distinguo fra caso e caso e nel prendere le distanze dal comportamento delle Maestre (perché non c’è altro da fare: se dici che non si picchiano i bambini, non si può affermare che le Maestre fanno bene a picchiarli), Lacomizietta aggiungeva carne al fuoco:

Figlia: I bambini non si devono nemmeno mettere da soli a pensare (=in castigo). Che i bambini non pensano quello che vogliono le Maestre e i Genitori, loro hanno le loro cose da pensare! Uno non deve pensare quello che gli dice un altro!
Papi: Non sono d’accordo. Mettere a pensare i bambini serve per attirare la loro attenzione su un comportamento…
Figlia: [Ha capito bene e mangia la foglia] Ti ricordi, Mami, quando un giorno che mi avevi messo a pensare e poi mi hai chiesto: “Cosa hai pensato?” e io ho detto: “Yougurt!”
[Ride e parte con il suo teatro:]

Figlia: Ieri stavo leggendo delle cose in minuscolo sul computer (=cose importanti, come fanno i genitori) e la mia Collega continuava a disturbarmi e mi faceva perdere le parole. E allora l’ho mandata da sola a pensare. Poi sono andata da lei e le ho chiesto: “Cosa hai pensato?” E lei: “Carota!” Ahahah! Come un coniglio! Ahahaha! [Ride di gusto, e anche noi iniziamo a ridere e ridiamo, ridiamo…]