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[libro] Particelle familiari

sabato 2 agosto 2014

Autore: Marco Delmastro
Titolo: Particelle familiari – Le avventure della fisica e del bosone di Higgs, con Pulce al seguito
Editore: Laterza – Collana i Robinson/Letture
Altro: ISBN 9788858112274, 196 p., 16,00 €, I ed. 2014, (tre assaggi del libro su ilPost)

Voto: 8/10

Un papà fisico che spiega la fisica delle particelle a sua figlia di 5 anni con i Lego. Una figlia che immagina astronavi e una Mamma che cita Dante. Pensate che io possa resistere? No. Non posso resistere. Alla terza recensione positiva ho ceduto e sono corso in libreria.

Marco è un fisico delle particelle che lavora al CERN di Ginevra e si è occupato dell’esperimento che ha scoperto il bosone di Higgs, l’esperimento ATLAS. Ha una figlia piccola, la Pulce, che mi ricorda molto Lacomizietta, appassionata di Lego, principesse e curiosa del mondo. Ha una moglie, La Signora delle Lettere, con molta dimestichezza della lingua italiana e nessuna con le equazioni della fisica. Ha un amico Ingegnere, molto restio a comprendere le stranezze della fisica microscopica. Ha un’amica, la Zia Omeopatica, moglie dell’Ingegnere, gran brava donna, ma assolutamente impermeabile a qualsiasi concetto scientifico. Anzi, attivamente contro qualsiasi concetto scientifico. Per ultimo l’amico Teo, fisico delle particelle anche lui, ma completamente dedito alle equazioni che dovrebbero dare un senso agli esperimenti di Marco.

Questi sei personaggi saranno i protagonisti di un viaggio che racconterà lo studio della fisica delle particelle. Marco cercherà di rispondere alle domande dei non addetti ai lavori (Quanto costa questo studio? A che serve?); ci rivelerà la storia di questa ricerca e i problemi rimasti aperti; ci presenterà poi la famiglia delle particelle subatomiche usando i Lego e non le equazioni matematiche; ci racconterà dell’emozione dell’annuncio della scoperta del bosone di Higgs.

La parte che ho trovato più indigesta è stata la presentazione di tutte le particelle subatomiche. Marco è molto bravo a spiegare, l’idea di usare i Lego è geniale, ma il problema è che queste particelle sono tante e le interazioni fra loro sono molte. Sono informazioni molto lontane dalla vita di tutti i giorni e soprattutto sono ben poco intuitive. Inutilizzabili senza una pesante preparazione matematica. (Però potrei usare queste informazioni per nuovi giochi con i Lego… Avrei delle particelle estremamente loquaci. V. in calce.) Detto in altri termini il libro manca di disegni e figure, che sarebbero state molto ultili per capire. Marco cerca di compensare sul suo blog, facendoci vedere i modelli di particelle costruiti con i Lego.

Molto più utile per capire la stravaganza del mondo subatomico, la descrizione dell’esperimento di interferenza degli elettroni (il video non basta, leggete Marco). Se digerite quello, avete capito ciò che può (e deve) capire una persona normale sulla fisica subatomica. Ma anche qui niente figure. Il video dovrebbe darvi una mano.

Nell’ultimo capitolo si risponde in modo semplice, preciso e diretto, alle domande di chi non è minimamente attratto dal funzionamento del mondo: a cosa serve tutta questa ricerca? E quanto costa? Risposte che dovrebbero essere tatuate sulla pelle di ognuno di noi.

Prima di chiudere il libro la Pulce e la Signora delle Lettere ci ricordano la nostra missione nel mondo. Lo fanno citando Dante. Sono quindi costretto a condividere con Lacomizietta alcuni brani di questa avventura, con gli occhi lucidi e un brivido lungo la schiena.

(Le particelle secondo Lacomizietta:
— Ciao Protone, dove vai?
— Oh, ciao Neutrone! Vado a fare la spesa.
— Posso accompagnarti anche io?
— Certo, vieni con me.
— Ti volevo raccontare di cosa è accaduto al mio piccolo neutrino. È stato morsicato dal bosone di Higgs!
— Eh, lo dico sempre a Higgs che deve legare il suo bosone. Non lo può lasciare libero!
…)

Il bosone di Higgs /4

sabato 23 novembre 2013

Bene, ce l’ho fatta. La conferenza era alle 21, io sono arrivato alle 20. Sto parlando della conferenza La storia del bosone di Higgs: dall’ipotesi teorica all’evidenza sperimentale di Marcello Fanti al Planetario di Milano, quella che persi giovedì 7.

Ebbene, anche oggi tutto esaurito con persone fuori. Anche oggi platea molto eterogenea, persino bambini e giovanissima vestita alla Cindy Lauper anni 80.

Argomento difficile e molto ostico, perché le particelle e le sue interazioni nel modello standard non sono proprio facili da spiegare, eppure una rapida carrellata il relatore è riuscita a farcela.

Non entro nei dettagli della conferenza anche perché presto avrete la registrazione audio e le slide pubblicate qui.

Alcune curiosità:

  • il bosone di Higgs non è stato “visto” direttamente, ma indirettamente dai suoi effetti durante gli esperimenti.
  • L’LHC ripartirà nel 2015 raddoppiando la sua potenza (14 TeV).
  • L’LHC costa 1 €/anno a persona, tenendo conto dei paesi che ci collaborano (circa 40)
  • Per ora del bosone di Higgs non ci facciamo nulla, nella vita di tutti i giorni. Però anche della relatività di Einstein non si sapeva che farsene nel 1915. Ora, senza di essa, non avremmo il GPS nei furbofoni. Forse fra 100 anni potremmo avere la gravità artificiale nelle stazioni orbitanti! Wow!
  • Il pubblico era attentissimo: a fine conferenza le domande erano tutte molto pertinenti e una è andata anche a commentare le formule proiettate! E no, i buchi neri che inghiottiranno la Terra per gli esperimenti dell’LHC non ci saranno. State tranquilli.
  • La prossima frontiera è capire qualcosa del 96% dell’Universo: materia ed energia oscura.
  • Il bosone di Higgs /3

    venerdì 15 novembre 2013

    Non è interessante. Voi state a casa.

    Il bosone di Higgs /2

    giovedì 7 novembre 2013

    Io finisco di lavorare alle 18 e sono nei pressi della Stazione Centrale. Il Planetario è nei pressi di Porta Venezia. Siamo a Milano. La conferenza sul bosone di Higgs inizia alle 21. Chi diavolo andrà a vedere una conferenza sul bosone di Higgs di giovedì sera? Massì, saranno tutti davanti a qualche partita o a qualche programma con le tette. I soliti italiani ignoranti.

    Mi sciroppo tutta la Feltrinelli della Stazione Centrale, la libreria Lirus di via Vitruvio 43 e una pizza alla Diavola. Echissene, direte voi. In effetti echiessene, ma era solo per essere snob, fare il single dedito alla cultura, per essere antipatico.

    Alle 20.50 mi avvicino al Planetario. C’è gente sul marciapiede, fuori dal recinto del parco in cui abita il Planetario. Tanta gente sul marciapiede; che ci fa tutta ‘sta gente lì? E’ successo qualcosa? Un incidente? Una rissa? Un malore? Ma non c’è nessuna agitazione, nessun lampeggiante. E’ la coda per entrare al Planetario! Arrivo io e l’organizzatore della serata ci spiega che i 375 posti sono finiti, che farà di tutto per ripetere la serata, che ci ringrazia tutti per essere venuti. Impreco, dico cose vietate ai minori di 18 anni, penso male del genere umano, quello che mi vuole imitare a fare l’acculturato. Vado a casa senza bosone di Higgs.

    Giovedì 21 ci sarà un’altra conferenza. Mi porto da leggere e mi piazzo davanti all’entrata dalle 18.30. Salto la cena, che mi fa solo che bene. E voi state a casa a guardare la TV, per favore.

    [TED] Il bosone di Higgs

    lunedì 4 novembre 2013

    Un amico mi ha segnalato una interessante TED conference tenuta da Gian Francesco Giudice, un fisico italiano che lavora al CERN. Ci spiega perché la scoperta del bosone di Higgs è importante.

    Gian Giudice: Why our universe might exist on a knife-edge

    Per chi volesse, c’è la trascrizione dell’intervento e la sua traduzione in italiano qui:

    TED Talks – G.Giudice: L’Universo é sul filo di un rasoio?

    Spiegazione non tecnica, per tutti.

    PS: Per chi ama le conferenze dal vivo, al Planetario di Milano giovedì prossimo alle 21:

    La storia del bosone di Higgs: dall’ipotesi teorica all’evidenza sperimentale
    di Marcello Fanti

    Io ci sarò.

    Nobel per la fisica

    giovedì 10 ottobre 2013

    No, non mi sono dimenticato del Nobel per la fisica di quest’anno. Come ormai sanno anche i sassi, hanno vinto Higgs e Englert, due fisici che molti anni fa, era il 1964, ebbero quasi in contemporanea l’idea che ci dovesse essere una particella che ancora non si era vista (più altre cosucce molto tecniche). Nel 2012 questa particella è stata vista al CERN di Ginevra. Ecco, questa è la potenza e il fascino della fisica: saper dire dove cercare per scoprire cose nuove e lavorare ed aspettare per quasi mezzo secolo per avere conferma di quanto si era predetto.

    Per un ripasso:
    Io
    Edue
    Keplero

    PS: concordo con la maggior parte dei commentatori. I ricercatori del CERN meritavano di essere i colaureati di Higgs e Englert.

    Dio in particelle

    venerdì 6 luglio 2012

    Dall’alto della mia scarsa molto scarsa diciamo quasi nulla preparazione in fisica teorica, vi posso dire che se volete capire, da profani, la storia del bosone di Higgs vi dovete prima leggere Q.E.D. di Feynman. Per tutti, ma per nulla facile.

    Poi, se vi basta molto meno, giusto per fare bella figura al bar, vi consiglio Amedeo Balbi o Amedeo insieme a Matteo Bordone, molto più divertente.