Posts Tagged ‘castighi’

Yogurt e carota

martedì 12 maggio 2009

Ieri sera il Papi e la Mami hanno affrontato la ferrea logica quattrenne. Poiché in casa la violenza fisica è bandita, Lacomizietta lamentava l’uso della forza da parte delle Maestre della Scuola Materna. Forza che si esprime in qualche sculacciata o buffetto sulla testa o sulle guance. Senza sangue, come direbbe la Nostra, ma pur sempre molto offensive. (In realtà la Mami UNA volta diede una sculacciata a Lacomizietta e la cosa è stata incisa col fuoco nella memoria filiale e rivangata nelle sedi opportune.) Ora, i genitori capiscono molto bene lo stato d’animo delle Maestre e anzi si stupiscono che non usino la frusta o il lanciafiamme, ché 27 bambini che urlano e corrono per 8 ore farebbero impazzire chiunque. Ma la coerenza ha il suo prezzo e va onorato. Mentre il Papi e la Mami si destreggiavano nelle motivazioni delle Maestre, nei distinguo fra caso e caso e nel prendere le distanze dal comportamento delle Maestre (perché non c’è altro da fare: se dici che non si picchiano i bambini, non si può affermare che le Maestre fanno bene a picchiarli), Lacomizietta aggiungeva carne al fuoco:

Figlia: I bambini non si devono nemmeno mettere da soli a pensare (=in castigo). Che i bambini non pensano quello che vogliono le Maestre e i Genitori, loro hanno le loro cose da pensare! Uno non deve pensare quello che gli dice un altro!
Papi: Non sono d’accordo. Mettere a pensare i bambini serve per attirare la loro attenzione su un comportamento…
Figlia: [Ha capito bene e mangia la foglia] Ti ricordi, Mami, quando un giorno che mi avevi messo a pensare e poi mi hai chiesto: “Cosa hai pensato?” e io ho detto: “Yougurt!”
[Ride e parte con il suo teatro:]

Figlia: Ieri stavo leggendo delle cose in minuscolo sul computer (=cose importanti, come fanno i genitori) e la mia Collega continuava a disturbarmi e mi faceva perdere le parole. E allora l’ho mandata da sola a pensare. Poi sono andata da lei e le ho chiesto: “Cosa hai pensato?” E lei: “Carota!” Ahahah! Come un coniglio! Ahahaha! [Ride di gusto, e anche noi iniziamo a ridere e ridiamo, ridiamo…]