Posts Tagged ‘censura’

Libri scandalosi

sabato 11 luglio 2015

Sapevate che i libri per bambini possono essere molto pericolosi?

Ne avevo parlato qualche giorno fa. La cosa mi sembrava ridicola e impossibile. Invece il ritiro dei libri c’è stato veramente. Il comunicato stampa sul sito del Comune non lascia dubbi:

Libri sulla teoria gender, dichiarazione del Sindaco Luigi Brugnaro

Il blog topipittori ne racconta tutta la storia:

Il caso dei libri ritirati dalle scuole a Venezia: i fatti.

(grazie a mastangelina su frenf.it)

La divisione dei poteri

mercoledì 10 dicembre 2014

Da ilFattoQuotidiano:

Copyright: Agcom ordina la ‘rimozione’ di blog e forum contro ogni buon proposito
di Fulvio Sarzana

Segnalo due cose:

1) L’italiano dei procedimenti formali attuati dall’AGCOM. In confronto un testo di fisica quantistica in aramaico antico è comprensibile anche ai bambini di prima elementare.

2) L’efficacia dei procedimenti quando si tratta di agire su server esteri e gli appigli legali per la rimozione non sono condivisi (eufemismo): se volete rivivere l’emozione del test psicologico fatto alla visita dei tre giorni, seguite il link dell’articolo.

Se vi sembra strano che questo lavoro lo faccia un’agenzia governativa e non un magistrato – dopotutto violare una legge è un reato, no? – è solo perché siete fra i pochi privilegiati che hanno fatto educazione civica a scuola e si ricorda pure qualcosa.

Collezione porno

martedì 9 settembre 2014

Da ilPost:

La collezione segreta di libri erotici dell’Unione Sovietica
La storia dell’enorme raccolta di volumi avviata a Mosca nel periodo della rivoluzione bolscevica e oggi conservata sottochiave nella Biblioteca di Stato Russa

Riassumendo: tempo, più politica, più censura e anche una collezione da onanisti diventa di interesse culturale. Già è accaduto con gli affreschi di Pompei.

Vorrei esserci quando fra cento anni si scopriranno su qualche pc arrugginito i porno più o meno amatoriali scaricati da qualche portale porno attuale, residui antichi di serate dimenticabili con se stessi. I tecnici informatici che tenteranno con ogni mezzo di recuperarli. Gli storici e i sociologi intenti ad analizzarli. Appariranno goffi e primitivi e daranno indicazioni sul mondo di oggi, mentre nel futuro ci sarà un ponte ologrammi che risolverà ogni nostra fantasia solitaria. Ecco, vorrei esserci.

Sul ponte ologrammi, intendo.

(Scusate, ma anche questa notizia è apparsa mentre ero in ferie.)

Mistificazioni minacciose

sabato 15 febbraio 2014

Sottoscrivo (da ValigiaBlu):

È ora di dire basta agli ignoranti che pontificano (in malafede?) sul web Suicidio, adolescenti e le regole del web.
Tra mistificazioni e distorsioni ci raccontano una realtà che non solo non esiste ma che potrebbe comportare gravi conseguenze per la libertà di tutti noi. I danni di un vuoto di cultura digitale tra i professionisti dell’informazione.
di Arianna Ciccone

(Via Galatea)

Se ne sono accorti (in Olanda)

mercoledì 29 gennaio 2014

Da PuntoInformatico:

Paesi Bassi, la Baia torna navigabile
I filtri imposti agli intermediari sono sproporzionati ed inefficaci. La giustizia olandese libera The Pirate Bay da lacci e lacciuoli ormai inutili: i cittadini della Rete si sanno destreggiare fra proxy e VPN
di Gaia Bottà

Sparental Scontrol

venerdì 20 dicembre 2013

Se non ti funziona il filtro che hai dentro la tua scatola cranica, non c’è nessuna speranza di filtraggio. Oltretutto ciò che è vietato e nascosto ci incuriosisce molto di più di ciò che è accessibile e palese; dai quattro anni in poi lo sanno tutti. Ma niente, c’è sempre qualcuno che ha soldi da buttare via (PuntoInformatico):

UK, tutto il sesso è pornografia
Il parental control di stato adottato dai provider britannici permette ai netizen di sbirciare la pornografia ma taglia fuori dalla rete siti di informazione. Non c’è rimedio ai falsi positivi

Aggiornamento:
Ho ritrovato tre link interessanti sul tema. Magari li ho già anche pubblicati, ma ricordare fa sempre bene:

Il crack dei filtri imbarazza l’Australia
Un teenager smanettone fa a pezzi i filtri antiporno voluti e sponsorizzati dal Governo locale, che difende il progetto e annuncia nuove release del software. Ma è difficile bloccare il pornoweb.

Australia, un 16enne detta l’agenda tecnologica
Prima fa fuori i filtri governativi antiporno. Poi diventa testimonial della campagna elettorale. E trova anche il tempo per andare a scuola. Succede laggiù, tra i canguri.

Australia, il flop dei filtri antiporno è clamoroso
Il progetto per evitare l’esposizione ai contenuti pornografici online è costato l’equivalente di 52 milioni di euro. Soldi buttati al vento. Ma il Governo non cambia idea: quella è la strada.

Parental control col culo degli altri

martedì 23 luglio 2013

Da PuntoInformatico:

Il Regno Unito e il parental control di stato
Internet, ha stabilito il Primo Ministro Cameron, è come la realtà: da controllare, perché irta di pericoli, e di contenuti capaci di corrompere i giovani. A capire come, saranno gli attori della Rete
di Gaia Bottà

Il segnale che si è di fronte a provvedimenti folli arriva quando si afferma che si vogliono proteggere le creature, i poveri bimbi indifesi. Il secondo segnale è quando si mescolano reati (pedofilia) con cose per adulti perfettamente lecite (pornografia). Con queste premesse potete stare certi che il discorso si snoderà in una serie di assurdità una peggiore dell’altra.

Se avete ancora dei dubbi ecco che il tutto deve essere a spese altrui (cioè del cliente, chi pensate che paghi?): “Il sistema, secondo Cameron, è efficace: saranno i provider a renderlo tale, “spetta a loro trovare le soluzioni tecnologiche”.” Chiedere ai provider internet di filtrare i contenuti è follia: è come chiedere alle compagnie telefoniche di filtrare le telefonate fra mafiosi o alle poste di fermare le lettere minatorie o i pacchi bomba. Vi verrebbe mai in mente? Inoltre nessuno ha in mente come fare. Perché è vero che si possono automatizzare molte cose, ma gli automatismi sbagliano e si rischia di imbavagliare qualcuno che invece non ha commesso nessun reato e ha tutto il diritto di esprimersi. (In Italia si censura “a mano” e i risultati non sono migliori: http://censura.bofh.it/ Notate le proporzioni fra le censure della magistratura e le altre.) La libertà di espressione diverrà un optional da acquistare con il collegamento alla rete?

Che le creature non siano il fine del provvedimento lo si intuisce quando si legge: “[il Governo] taglia i fondi alle istituzioni che dovrebbero sorreggere l’apparato eretto in Rete a protezione dei minori.” Ecco il vero motivo della legge: scaricare su altri il costo delle proprie idee.

Che tristezza…

Silenzio, e basta!

giovedì 10 gennaio 2013

Ci segnala Mantellini questo simpatico sito:

Osservatorio sulla censura di Internet in Italia

Non ricordo se furono prima i siti pedofili o quelli che non pagavano le tasse sul gioco d’azzardo ad essere censurati. In ogni caso nel tempo si sono trovati sempre nuovi cattivi da aggiungere alla lista. La cosa triste è che questa censura non funziona. Chi vuol vedere continuerà a vedere e chi vuole fare cose illecite continuerà a farle. E’ come mettere la testa sotto la sabbia.

L’altra cosa triste è che queste censure possono oscurare interessi legittimi e legali: filtrando un indirizzo, infatti, si possono oscurare più siti web che nulla hanno a che fare con l’oggetto della censura.

E no, la censura non funziona nemmeno se rispetta la Costituzione e a ordinare la censura è la Magistratura. Negli altri casi, oltre a non funzionare, la censura puzza di fascismo.

Buona non visione!

Anonimato in rete

lunedì 22 febbraio 2010

Molti pensano che l’anonimato in Rete sia generatore di vigliaccherie e follie. Queste sono altre opinioni:

Schneier e la sua bit sweet symphony
Identificazione e attribuzione non possono funzionare su Internet: i bit sono anonimi. Ed è meglio che il mondo, soprattutto quella della politica, se ne faccia una ragione
di Claudio Tamburrino

Anonymity and the Internet
di B. Schneier

De paura

lunedì 8 febbraio 2010

Leggo su Repubblica.it:

Appello al ministro Bondi dalla presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia
“Attacchi di panico e problemi psicologici fra i giovani che hanno visto il film”
“Paranormal” fa troppa paura
Mussolini: “Va vietato ai minori”
Il Codacons: “Allo studio azioni legali, possibile risarcimento danni”
Il film, uscito nel weekend, ha già scalzato “Avatar” dalle classifiche d’incasso

Poiché di film per tutti che dovrebbero essere vietati (*) ai minorenni per varie ragioni ce ne sono eccome, desumo che il criterio di censura sia del tutto aleatorio. O forse no, dipende da chi lancia l’allarme, ovvero da chi ha visto il film, e da quanti soldi ha da investire il produttore in Italia. Per dire: non credo che Avatar possa essere ragionevolmente vietato ai minori. Si assiste ad un tentativo di distruzione di un’intera popolazione e forse di un satellite extrasolare, ma dopo tutto la popolazione è quanto mai extracomunitaria (=debole) e il satellite ha grandi ricchezze e il tentativo di depredarlo è quanto mai normale. E poi i buoni vincono e quindi il minore, immagino, non rimarrà turbato. Dico bene?

L’altra cosa incredibile è che ci sono genitori che si fidano dell’etichetta film per tutti.

(Nel caso in cui il ragazzo sia andato a vedere il film a discapito dei divieti genitoriali, il ragazzo dovrebbe aver paura del genitore, non del film. :-) )

(*) Non credo che vietare sia sano, specialmente nel campo culturale. Sarebbe meglio suggerire un’età per la visione e sarebbe meglio suggerire secondo criteri meno commerciali.