Posts Tagged ‘comunicazione’

Errori di stompa

venerdì 14 febbraio 2014

Tanti anni fa, prima dei miei enta, ero molto più elastico sulle regole grammaticali, ortografia in primis. C’è stato un periodo che scrivevo senza mettere le maiuscole dopo il punto e mi sembrava una cosa bella. Non usavo nemmeno lettere accentate, ma scrivevo piu’, e’, sara’, e la scusa era che non sempre le lettere accentate erano visualizzate correttamente dal ricevente. Scusa valida allora, non oggi.

Superati gli enta, l’idea di scrivere male mi disturba. Potrei non esser capito o non esser preso sul serio. Rileggendomi, anche a distanza di molto tempo, a volte trovo frasi poco chiare o errori di battitura. Mi danno fastidio e li correggo.

Su altri nodi della rete mi è capitato pochi giorni fa di scrivere scola al posto di scuola. Parlando di scuola era una bella presentazione, no? (Il correttore ortografico non ha fatto una piega, visto che scola in italiano esiste.) Nessuno mi ha preso in giro o me l’ha fatto notare con discrezione, così che la scola è rimasta in bella vista per giorni. Poi ieri l’amara scoperta e la correzione tardiva.

Una conclusione e una comunicazione:
– siete autorizzati a prendetemi per il [beep], se siete anche voi grammar nazi e non amate la scola, ma la scuola;
– ho attivato le mie grandi conoscenze informatiche e ora so come si fa la È. Cercherò di usarla. Sto invecchiando.

Silenzio, parla Monti!

sabato 5 gennaio 2013

Edue ci segnala il sito peragendamonti:

Completamente sviluppata interamente

Dove, con una certa inquietudine, abbiamo il messaggio: “Stufo di stare a guardare? Sali in politica. Libera le tue energie e partecipa all’agenda Monti. Partecipa.” e affianco al messaggio una donna o un uomo, a caso, stilizzati e senza bocca. Lacomizietta, 8 anni, senza che le dicessi nulla: “Papi, ma come fa a dire la sua se non ha la bocca?” Ce lo chiediamo anche noi. Ha aggiunto: “E sono disegnati anche male!”

Come comunicare le informazioni scientifiche?

venerdì 26 ottobre 2012

Maurizio Codogno riflette sul tema:

Come comunicare le informazioni scientifiche?
Dove si argomenta che un poco di cultura scientifica in più nelle nostre teste non guasterebbe. E anche una maggiore attenzione alla comunicazione non farebbe male.

Sul tema del terremoto a L’Aquila e relativa sentenza sull’operato della Commissione Grandi Rischi segnalo:

Dopo la sentenza dell’Aquila

di A. Balbi
Dove si trovano tanti link ad altrettanti spunti di riflessione.

The Risks of Trusting Experts
di B. Schneier
Come ci vede dagli USA l’esperto di sicurezza Schneier

“Ma lo sapete di sembrare un Paese di pazzi ?”

di G. Baiocchi
Come ci vedono dall’estero.

Così ho fatto vincere Obama

martedì 19 maggio 2009

Da Repubblica.it, da leggere e appendere in camera o almeno in quel che resta delle sezioni di partito:

Parla Joe Rospars, artefice della campagna elettorale telematica
“Volevamo creare un nuovo movimento. E ci siamo riusciti”
“Sms, blog, social e network, così ho fatto vincere Obama”
di ERNESTO ASSANTE

Segnalo due soli passaggi:

“Joe Rospars ha trentacinque anni […]”
“Si è chiarito soprattutto un equivoco riguardo ai nuovi media. Non sono il messaggio, sono lo strumento per agevolare l’accesso alla politica.”

Aggiornamento sul tema:

DUE CHIACCHIERE CON IL TEAM DI OBAMA
di Loredana Lipperini

politica e rete: le “novità” del caso Obama
di falsoidillio

Miglioramento del servizio?

lunedì 15 settembre 2008

Quale perversione spinge a chiamare “Miglioramento” la cessazione di un servizio?

Gentile ilcomiziante,

abbiamo avviato un processo di miglioramento dei servizi offerti dal portale Enel, allo scopo di rispondere sempre meglio alle esigenze dei nostri clienti. Nell’ambito di questo processo, ti informiamo che – a partire dal 1° gennaio 2009 – il servizio Webmail verrà sospeso: per cui i servizi di posta elettronica del tuo account Enel non saranno più disponibili.

Forse la stessa che spinge a chiamare “Semplificazione” l’aumento delle tariffe telefoniche?

ilcomiziante

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Strategie comunicative per giovani rivoluzionari

giovedì 24 aprile 2008

Durante le elezioni ci siamo accorti che il coraggioso programma della lista PBC trovava in alcuni interlocutori delle singolari resistenze che riassumiamo in atteggiamenti:

1) sarebbe bello, ma non è possibile. Non è possibile perché non avete speranza di prendere i voti necessari; non è possibile perché queste idee innovative possono passare solo attraverso gli attuali partiti; non è possibile perché la gente è pigra e non vuole cambiare.
2) non va poi così male. Mettiamo in questa categoria quelli che negano l’attuale situazione, che in determinati campi è decisamente allarmante: se Silvio è dove è, non è possible che sia stato condannato per qualche reato; se gli inceneritori li hanno fatti, non è possibile che facciano male.
3) E’ tutto un magna magna. La politica è una cosa sporca e facendola ci si sporca.

Gli atteggiamenti sopra descritti sono comuni e nascono, nei discorsi politici fra amici e conoscenti, appena si prova a dire qualcosa di diverso dall’opinione dominante. Questi atteggiamenti possono essere delle barriere invalicabili quando si tratta di introdurre idee innovative in politica. Il primo atteggiamento è alimentato da un sentimento di impotenza (siamo troppo piccoli per cambiare le cose), il secondo è alimentato dalla paura (caspita! se è proprio vero che ci fregano così tanto è terribile!) e il terzo è alimentato dalla rassegnazione (l’uomo è per natura malvagio). Sono tutti naturali sentimenti di difesa.Detto questo pensiamo che sia necessario pensare bene la strategia comunicativa delle forze politiche più innovatrici. Proporre un cambiamento, anche radicale, suscita naturalmente un sentimento di difesa. Mettere l’accento su quanto non va nella realtà che ci circonda – che è anche il naturale motore del cambiamento – può rivelarsi un boomerang. Ci abbiamo pensato su e ci sono venuti in mente dei possibili suggerimenti per aspiranti rivoluzionari:

1) essere precisi e chiari. L’ambiguità o la poca chiarezza impedisco di capire ciò di cui si sta parlando e fa alzare subito le difese. Circoscrivere l’argomento di discussione, evitare di divagare, essere brevi, sono cose essenziali per essere ascoltati. Da evitare come la peste la trappola delle provocazione.
2) mettere l’accento sui vantaggi della proposta e non sul perché è necessaria. Che il mondo non sia il migliore dei mondi possibili, e ciò vi ha fatto venire idee nuove per cambiarlo, non interessa molto al vostro interlocutore. Perlomeno non al “primo appuntamento”. :-) Illustrare tutti i vantaggi che la vostra nuova proposta potrebbe portare, vi farà guadagnare attenzione e ascolto da parte del vostro pubblico.
3) parla con i tuoi vicini. Proporre una idea politica a chi conosci è più facile che proporla a chi non conosci. Se sarete convincenti la catena di contatti potrebbe continuare.
4) Essere diversi è bello. Essere troppo diversi potrebbe esserlo meno. Noi uomini siamo animali sociali e stare in bel gruppo numeroso ci fa molto piacere. Chi parte da zero, senza nessun appoggio, come la lista PBC, parte svantaggiato. Bisogna essere pazienti. Evidenziare esperienze positive di crescita può diminuire la paura di far parte di una élite di svitati.
5) le critiche e le contraddizioni vanno prese per quel che sono e affrontate alla luce del sole. I vostri antagonisti politici non vedranno l’ora di amplificare ogni pagliuzza nei vostri occhi per delegittimare tutto quello che dite e fate. Essere coscienti dei limiti della vostra proposta è una risorsa per rispondere adeguatamente a queste obiezioni. Se poi potete presentare un metodo per risolverle (incontri pubblici, riunioni, conferenze, blog o che altro) siete degli eroi. :-)

Commenti e ulteriori riflessioni sono ben accetti.

Icomizianti