Posts Tagged ‘democrazia’

Genova 2001-2021

sabato 7 agosto 2021

Per il ventesimo anniversario dei fatti di Genova, il G8 del 2001 terminato tragicamente con la morte di Carlo Giuliani, Internazionale, ilPost e la Rai hanno dedicato articoli e podcast all’evento.

Internazionale ha dedicato uno speciale (7€ in edicola, 6€ la versione digitale), molto ben fatto. È diviso in tre parti: nella prima gli articoli che descrivono gli eventi prima del G8 (i movimenti di Seattle), poi gli articoli su Genova e per ultime le riflessioni degli anni a seguenti.

Sempre Internazionale ha reso visibile un documentario del 2002 di Art France.

La generazione perduta del G8 di Genova.

e ha dedicato un podcast, Limoni, di Annalisa Camilli. Quest’ultimo l’ho ascoltato tutto e merita, è molto ben fatto.

ilPost ha dedicato un articolo:

Cosa successe al G8 di Genova
La storia (e le foto) di quei tre violentissimi giorni del 2001, del contesto che li precedette e dei processi che li seguirono
di Stefano Nazzi

Anche la Rai ha fatto un podcast, ma non l’ho ancora ascoltato:

Genova per tutti

Avevo rimosso dalla memoria i fatti di Genova 2001. Gli articoli e il podcast della Camilli me li hanno riportati tutti a galla. Lo stupore, l’indignazione, la rabbia e la paura. Dopo nemmeno due mesi iniziò una nuova era con l’11 settembre e le priorità cambiarono. La guerra, la guerra al terrorismo imposta dagli USA, divenne prioritaria.

A vent’anni di distanza penso che quei due eventi contribuirono a una cesura significativa nella politica italiana e penso anche mondiale. Pur nelle sue ingenuità e nella sue mille sfaccettature, c’era un movimento che sognava e proponeva un mondo diverso dall’esistente. Lottava per rimettere l’uomo e le sue necessità al centro dell’agenda politica, lottava per un mondo più giusto, lottava per realizzare quei sogni, nel bene e nel male. C’era chi si opponeva agli OGM e chi si chiedeva come far pagare le tasse alle multinazionali, per dire. Il primo tema si è rivelato improponibile (se non moriremo tutti di fame sarà proprio per gli OGM), il secondo è entrato nell’agenda politica di molti stati. Ma un movimento globale che mettesse in discussione il capitalismo non c’è più stato. Ci sono molti movimenti che si occupano di temi specifici (le libertà digitali e la censura, per esempio), ma nessun movimento degno di nota porta avanti una critica globale al sistema.

La sinistra italiana è sparita. Molti di noi si sono assuefatti alla sospensione dei diritti democratici più basilari, accettiamo censure alla nostra vita digitale, la notizia di soprusi in carcere è durata il tempo di un cinguettio e in piazza scendiamo (pochi, ma sempre troppi) solo per non vaccinarci e per non avere nessun rispetto per la salute altrui. La nostra società è molto cambiata da allora.

L’archivio dei documenti sui fatti di Genova del 2001, articoli di giornale, documenti dei processi, testimonianze, foto e video, non è più a Genova. Il tutto è stato trasferito a Bologna. Un altro segno dei tempi che sono cambiati.

Comizi altrui /2

martedì 14 luglio 2015

Oggi faccio parlare Galatea:

La strana idea che gli italiani hanno della scuola e della riforma
(Espresso)


Caro Corriere, ti spiego perché la Grecia è la culla della democrazia (diretta)
I punti deboli dell’articolo di Umberti Curi e una premessa: voler spiegare l’Atene di Tsipras con il filtro dell’Atene classica è un po’ come voler spiegare le politiche di Renzi con le cronache della Firenze di Lorenzo il Magnifico.
(Valigia Blu)

Populismi e democrazia

martedì 20 Maggio 2014

Da Micromega:

Il populismo è democratico: Machiavelli e gli appetiti delle élite
di LORENZO DEL SAVIO e MATTEO MAMELI
L’anti-populismo può facilmente diventare un’arma nella mani delle élite, un’arma che pone a rischio la stessa convivenza democratica. Questo ci può insegnare Machiavelli attraverso un dibattito anglosassone sui rapporti tra i Discorsi e il neo-repubblicanesimo contemporaneo.

Sulla democrazia machiavelliana di McCormick: perché il populismo può essere democratico
di LORENZO DEL SAVIO e MATTEO MAMELI
I populismi, o perlomeno alcune forme di populismo, sono una risorsa fondamentale per la democrazia in questa fase della sua travagliata storia. In uno scenario globale in cui le disuguaglianze si estremizzano e si radicano sempre più, lo sviluppo di idee e movimenti anti-oligarchici e anti-plutocratici è fondamentale per la sopravvivenza della democrazia. Forse solo il populismo può salvare la democrazia.

(Ringrazio Giovanna Cosenza per la segnalazione.)

Protestare serve, in Islanda

giovedì 22 settembre 2011

La notizia non è fresca, ma io l’ho letta pochi giorni fa:

Islanda, quando il popolo sconfigge l’economia globale
L’hanno definita una ‘rivoluzione silenziosa’ quella che ha portato l’Islanda alla riappropriazione dei propri diritti. Sconfitti gli interessi economici di Inghilterra ed Olanda e le pressioni dell’intero sistema finanziario internazionale, gli islandesi hanno nazionalizzato le banche e avviato un processo di democrazia diretta e partecipata che ha portato a stilare una nuova Costituzione.

(via LaPanettiera, blogger in erba)

Google e la Cina

mercoledì 13 gennaio 2010

Da punto informatico:

Google: la Cina è lontana
L’ennesima intrusione nei suoi sistemi non è andata giù ai capi del Googleplex. Che ora minacciano: basta filtri o ce ne andiamo
di Giorgio Pontico

La notizia è ripresa da molti altri. Spero che a nessuno venga in mente che ciò abbia a che fare con lo spirito buono di Google. Hanno fatto i loro conti di potere, immagine e soldi e hanno tirato le loro conclusioni. La Cina farà altrettanto. La libertà di espressione, se ci sarà, sarà un prodotto di scarto del processo, da usare per far vedere quanto sono bravi.

La democrazia è servita

venerdì 2 ottobre 2009

Da Peacereporter:

L’Onu insabbia la frode elettorale afgana
Rimosso il numero due dell’Unama che aveva denunciato i brogli. Usa e Nato hanno deciso di riconoscere la vittoria di Karzai, anche se fraudolenta
di Enrico Piovesana

(Ma guarda che sono strani questi afgani: preferiscono la guerriglia, i talebani, farsi saltare come kamikaze, piuttosto che accettare, democraticamente, un presidente scelto da altri. Non so come sia possibile.)

Avete idee?

venerdì 4 settembre 2009

La prendo un poco alla lontana, ma spero di non annoiarvi. L’idea mi venne questa primavera, quando seppi che il presidente del Consiglio Comunale (=CC) di S. Donato Milanese vietò qualsiasi registrazione del CC. La cosa mi diede molto fastidio, ma fu foriera di una profonda riflessione.

Era possibile far tornare sui propri passi l’Amministrazione Comunale (=AC)? E se sì, come?

Prima di tutto verificai che le intenzioni erano proprio quelle e mandai due lettere di chiarimenti al Presidente del CC, che gentilmente mi rispose. Avevo capito bene: il CC non gradiva nessuna registrazione.

Poi mi vennero in mente alcune azioni da intraprendere, ma nessuna mi dava soddisfazione. In rete circolano filmati di persone che tentano di forzare il divieto di ripresa, che fra l’altro non è solo vigente qui da noi. Utilissimi per denunciare e per mettere a fuoco il problema, ma non mi risulta che abbiano fatto cambiare idea all’AC o che abbiano influito in modo determinante nelle elezioni.

Il mio obiettivo non è scontrarmi con l’AC e nemmeno sapere che ho ragione. Il mio obiettivo è far cambiare idea ai nostri amministratori pubblici.

Il punto è come. Poiché sono ormai convinto che il metodo vada a braccetto con il contenuto, se il mio obiettivo è rendere trasparente la macchina dell’AC, e quindi di potenziare gli strumenti della democrazia, il metodo non può che essere quello di essere estremamente convincente e democratico. L’AC in sostanza si deve trovare davanti un buon numero di cittadini convinti che la trasparenza sia qualcosa di più di un ufficio aperto dalle 8 alle 12 o un numero di telefono o il diritto ad una fotocopia di un documento. Deve avere davanti delle proposte concrete che non può rifiutare senza perdere il consenso di molti elettori. Insomma, ci deve essere un sentire comune tale che nessuno può pensare di vietare una registrazione del CC senza inorridire. Questo sentire va, però, seminato e fatto crescere.

Per far questo ho bisogno di idee e proposte. A me era venuto in mente di fare una conferenza sul tema della trasparenza dell’Amministrazione pubblica e sulla comunicazione istituzionale. Tanto per introdurre il tema nella cittadinanza e formare una certa massa di cittadini consapevoli. Ma sicuramente non è l’unica strada percorribile e forse nemmeno la più efficace. Per questo, prima di muovermi, ho bisogno di idee nuove.

Lo so, la strada che ho in mente è la più difficile e tortuosa, ma è anche quella che, una volta intrapresa, non può essere percorsa a marcia indietro: quando tutti daranno per scontato che i CC devono essere ripresi e divulgati con tutti i mezzi, chi potrà dire il contrario?

A voi lettori la parola.

Non automatizziamo troppo…

venerdì 10 ottobre 2008

Oggi mi sento Punto Informatico:

Cassandra Crossing/ ED-209 ci aspetta dietro l’angolo
di Marco Calamari

Ovvero: è meglio lasciare ED-209 nei film di fantascienza.

ilcomiziante

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Noam Chomsky e la democrazia italiana

lunedì 21 aprile 2008

Era il 2002, ma i concetti sono ancora validi.

“Intervista a Noam Chomsky
Un caso chiave di controllo del pensiero – Deterring democracy in Italy

Noam Chomsky, intervistato da Domenico Pacitti, dice che le accuse a Silvio Berlusconi sono banali in confronto a quanto accade negli Stati Uniti e spiega che l’Italia è stata l’obiettivo principale degli sforzi Usa per sabotare la democrazia fin dalla Seconda Guerra Mondiale. Chomsky suggerisce come via da seguire le proteste organizzate a livello internazionale. Questa intervista è stata realizzata telefonicamente da Roma mentre il professor Chomsky si trovava nella sua casa nel Massachusetts, subito dopo le elezioni politiche italiane. Viene pubblicata da terrelibere per la prima volta.

di Domenico Pacitti”

Dove si sostiene che se l’astensione è alta, non è un bel segnale, che i guai giudiziari di Silvio sono ben poca cosa (!), che la P2 funziona benissimo, e che la cosa più sovversiva che potete fare è partecipare alla vita politica del vostro paese.

Mia riflessione: lo strumento Rete, da questo punto di vista, è la criptonite di ogni oligarchia e l’organizzazione di liste civiche, democratiche e nate dal basso, sono pericolosissime. Per gli oligarchi.