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Due notizie più una

mercoledì 16 febbraio 2011

Tre articoli, due di bit e uno di carta:

da ilpost.it:
Le armi di distruzione di massa erano una bugia
L’ingegnere iracheno il cui racconto fu usato dagli USA confessa al Guardian di avere mentito

Dove si racconta che la storia della armi di distruzione di massa dell’Iraq, tirata fuori per giustificare la guerra contro l’Iraq, era falsa. Lo dice al Guardian chi ha messo in circolazione la notizia: Rafid Ahmed Alwan al-Janabi. Perché lo ha fatto? Perché, secondo lui, non c’era altro modo per terminare la dittatura in Iraq. Dire che c’erano armi di distruzione di massa quando non c’erano, era l’unico modo per convincere gli USA ad iniziare la guerra contro l’Iraq.

Personalmente penso che non solo non era l’unico modo per convincere gli USA, visto che i suoi governanti lo avevano già deciso e aspettavano solo una scusa qualsiasi per iniziare, ma che per liberare l’Iraq esistessero modi meno cruenti.

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da linkiesta (ottimo sito di info on line):
I costi della missione in Libia crescono del 400%
di Marco Sarti

Le missioni militari italiane all’estero sono 33 (!) e ci costeranno 754,3 milioni di euro (!!) per i prossimi 6 mesi (!!!).

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Nel numero di gennaio 2011 di peacereporter (anno 5, numero 1), a pagina 30, vi è questo articolo:

Un esercito a metà
di Luca Marco Comellini
(ex marescallo dell’Areonautica, fondatore del Partito dei Militari)

Dove si racconta che i soldi per la difesa, in Italia, non vengono usati per tutelare le persone in divisa, ma per acquistare costosi macchinari (=armi) che rischieranno di rimanere nei magazzini perché non ci sarà nessuno che li saprà usare o perché non ci saranno soldi per la loro manutenzione. Comellini ci racconta che la cosa è già accaduta nel recentissimo passato; che i militari sono frustrati per come vengono trattati e alcuni di loro si suicidano; che la situazione sta peggiorando velocemente; che il Ministero fa finta di nulla.

Comellini, stanco di fare carne da cannone, come si dice, si è dimesso da militare e ha fondato il PDM. E’ decisamente fuori moda, anzi è un pericoloso rivoluzionario eversivo: crede nei valori della nostra Costituzione, ha elaborato proposte per tutelare la dignità delle persone in divisa, per aumentare la loro efficienza e diminuire i costi per la società. Nel portale del partito si dà risalto a tutte le iniziative politiche che incidono nel settore.

Buona lettura e buona riflessione.

Più armi, meno tutto il resto

venerdì 12 novembre 2010

Da Peacereporter:

Un sistema chiuso e inaccessibile
Il commento di Maurizio Turco, deputato radicale eletto nel Pd
di Luca Galassi

Dove si racconta che mentre molti di noi sono distratti da questioni di pelo, probabili crisi di governo, mancanza di soldi nei più svariati settori, eccetera eccetera, la maggioranza trova soldi e tempo per acquistare più armi. Dimenticavo la cifra: 933 milioni di euro in quattro/nove(*) anni. In altri paesi guidati dalla destra, invece, i tagli riguardano anche il settore difesa. L’opposizione in Italia tace, tranne un deputato.

(*) non ho capito perché quattro o nove, dovrei rileggere meglio l’articolo o informami. Ma la cosa non cambia di molto, no? Il principio è chiaro.