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Editoria litronica

domenica 27 aprile 2014

Ammetto di essere ancora molto legato al modo di scrivere, o dovrei dire leggere, cartaceo: lineare, da A a B. Ma poi non è vero. Solo per quanto riguarda la narrativa, che in rete è da tempo che leggo saltando di palo in frasca fra i link del web.

Ma insomma, a chi importa come leggo io? Invece c’è chi pensa al futuro. Fabrizio Venerdandi si è dato all’editoria elettronica e si sta spremendo le meningi (non è il solo, ok) per fare cose originali con un senso. È interessante una sua intervista rilasciata per electronicliteraturereview:

Intervista con Fabrizio Venerandi

Due le idee che trovo fondamentali:

Domnanda: […] Come si può prevenire il rischio di perdere i dati di un’opera di e-literature?
Risposta: Intanto dando alla letteratura elettronica la dignità artistica e culturale che ancora oggi non ha. […]

[…] L’utilizzo di formati aperti con specifiche pubbliche, aiuta sicuramente la longevità dei testi naturalmente digitali. […]

Sulla lettura e sull’editoria elettronica

giovedì 1 marzo 2012

Segnalo alcune idee che altri hanno espresso prima di me e meglio di come avrei fatto io (e mi hanno risparmiato un paio di comizi). Tratto dal blog di Luca Calcinai:

Battere la pirateria editoriale?
ovvero 6 semplici cose per diventare editori di ebook.

Leggere? Sembra facile…
ovvero ci sono 3 modi di leggere un testo.

Lettura?
ovvero per ogni tipo di lettura ci vuole lo strumento giusto.

Narcissus

lunedì 15 novembre 2010

Punto Informatico ci spiega come funziona Narcissus:

Simplicissimus, editore per narcisi
Il self publishing sbarca in Italia, ma con un servizio che non si ripaga solo con le commissioni sulle vendite. Chi non ha un sogno, e un libro, nel cassetto?
di Claudio Tamburrino

Dove si illustrano i servizi di Narcissus: per la pubblicazione elettronica di un libro di 100 cartelle si va da un minimo di 62 euro ad un massimo di 1631 euro (se non ho sbagliato a fare i conti) con correzione bozze e valutazione economica compresa. Il prezzo di vendita va al 60% all’autore e il 40% all’editore. Diciamo che è un narcisismo alla portata di tutte le tasche. :-)