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[libro] Chernobyl 01:23:40

lunedì 25 novembre 2019

Autore: Andrew Leatherbarrow
Titolo: Chernobyl 01:23:40. La storia vera del disastro nucleare che ha sconvolto il mondo
Editore: Salani Editore
Altro: ISBN: 9788831003032; 15,90€; p. 272; genere: saggistica; traduzione di Irene Annoni, Rachele Salerno, Carlotta Turrini; I ed 2019

Voto: 7/10

Avete presente la prima legge di Murphy? Quella che recita: Se qualcosa può andar male, lo farà. Ecco, nel caso del disastro di Chernobyl va presa alla lettera e ogni più piccolo dettaglio di tutti gli eventi occorsi per arrivare al disastro e per uscirne si è svolto nel peggiore dei modi possibile. Una catena di errori umani veramente incredibile.

Non so a che titolo l’autore abbia scritto questo racconto del disastro. Mi sembra di aver capito che Leatherbarrow sia un semplice appassionato, un fotografo (dilettante? professionista?), che negli anni ha vagliato un gran numero di relazioni e libri sull’argomento, ha messo giù degli appunti che poi sono diventati un libro. Sul suo sito c’è la prima versione di questa opera (in inglese), poi corretta, ripulita e trasformata in una pubblicazione. Le note al testo danno l’idea di una bibliografia non indifferente. (Bibliografia che purtroppo manca.) Il racconto dei fatti è accompagnato, a mo’ di contrappunto, da quello del suo viaggio nella zona di esclusione, una zona di 30 km di raggio dalla centrale (2826 km^2), compiuto nel 2011. (Sul suo sito potete vedere le foto scattate a colori e anche alcune non presenti nel libro di carta.)

Personalmente ho apprezzato di più la parte di descrizione dell’incidente. Anche se in alcuni punti l’ho trovata confusa, i dati riportati sono impressionanti: 750 tonnellate di materiale rilasciato in atmosfera durante l’esplosione del reattore, 65 morti nei primi momenti del disastro, più di due milioni e mezzo di persone evacuate, 30 km il raggio della zona interdetta, ancora oggi, a oltre 30 anni dal disasto, oltre 600.000 persone coinvolte nella limitazione dei danni del disastro, 235 miliardi di dollari di danni (al 2009) che hanno coperto solo l’8% del danno complessivo, il danno sanitario e le morti secondarie sono impossibili da stimare (si va da 4000 morti delle stime più prudenti, ai milioni di morti stimati da Greenpeace). È lampante l’incapacità umana nel gestire una tecnologia che non concede sconti; è evidente che non è possibile lasciare a valutazioni economiche la produzione in sicurezza dell’energia nucleare (la sicurezza è la prima cosa che salta, quando una cosa è troppo costosa); è evidente l’uso militare di questa tecnologia; l’autore accenna al prossimo disastro che si sta preparando con le conseguenze dello tsunami del 2011 sulla centrale di Fukushima. Ebbene, dopo tutto quello che ha scritto (i dati sopra riportati sono suoi) l’autore è ancor fiducioso nell’uso dell’energia atomica da parte di questa razza animale che è l’uomo. Una alternativa pulita, dice lui. A questo punto io dico che se siamo destinati all’estinzione voglio che questa sia rapida. Un meteorite. O una bomba atomica direttamente sopra la testa. Non voglio friggere lentamente per decenni con il cesio nella tiroide o lo stronzio nelle ossa.

Buona lettura!

Sul nucleare

giovedì 24 marzo 2011

E’ con grandissimo dolore che in questi giorni sento parlare di centrali nucleari nei media italiani. Refrattari ad ogni considerazione quantitativa e a quel minimo di conoscenza necessaria per cercare di capire il fenomeno, ci lasciamo cullare da narrazioni più o meno fasulle. Ho sempre sostenuto che mischiare il vero col falso sia molto peggio che mentire spudoratamente; nel disastro nucleare giapponese è ancora più difficile discriminare le frottole dalla verità: per la lontananza dell’evento, per le differenze sociali fra noi e loro, perché il tema è difficile, inutile nascondersi dietro un dito.

A complicare le cose ci sono poi interessi economici enormi, che certo non aiutano la conoscenza corretta dei problemi. Un gran macello che richiederebbe un giornalismo indagatore e molto corretto dal punto di vista tecnico scientifico. Non cercatelo in Italia. Non esiste.

Dalle statistiche del comizietto vedo che molti cercano di spiegare la fisica nucleaie ai bambini. Segno che il tema interessa e meriterebbe di essere divulgato come si deve, ma io, in questo periodo, non riesco a mettere assieme le due cose che so per aiutare gli altri a capire. Per chi ha la pazienza di leggere segnalo solo due link:

Un po’ di cose che so sulle centrali nucleari
di Amedeo Balbi

The Future of Nuclear Power
AN INTERDISCIPLINARY MIT STUDY
(segnalato da ilmetapapero sul disagiato)

Il nucleare in Italia

mercoledì 29 dicembre 2010

Ho avuto un brivido quando ho visto lo spot pro nucleare in TV. Molto convincente, purtroppo. Qui c’è il suo al alter ego, sempre altrettanto convincente:

Mettere sotto scacco il nucleare
di subvertising

PS: Io ho molta fiducia nella fisica nucleare e anche nell’ingegneria. Un po’ meno nella bontà di alcuni uomini. Ha espresso molto bene la cosa Clò. Inoltre del nucleare (da fissione) ne possiamo fare a meno.

Aggiornamento 03/01/2011:

Giovanna Cosenza affronta il tema comunicativo dello spot. La sua tesi è che lo spot sia un autogol.

Aggiornamento 25/02/2011:

Giovanna Cosenza ci informa che aveva ragione. :-)

L’atomo all’italiana

venerdì 19 novembre 2010

Da IlFattoQuotidiano:

Un disastro l’atomo all’italiana, parola del nuclearista Clò

Dove si racconta una cosa che sinceramente, in cuor nostro, sapevamo già: di centrali nucleari non ne vedremo neanche l’ombra in Italia, ma in compenso le pagheremo tantissimo. Mi sembra una storia già sentita da qualche parte…