Posts Tagged ‘energia’

Sì, la concorrenza de che?

giovedì 12 febbraio 2015

Leggo su Repubblica.it:


Elettricità, la concorrenza non decolla: sul mercato libero tariffe più care del 15-20%

Secondo il monitoraggio dell’Autorità per l’Energia rimane una notevole differenza tra le offerte perchè “i clienti sono ancora poco consapevoli delle opportunità” di mercato. In aumento le richieste di distacco per morosità (+9,6%)
di LUCA PAGNI

Dove ci si lamenta che gli utenti non siano passati in massa nel libero mercato. Ma perché dovrebbero farlo visto che la bolletta risulterebbe più cara?

Quando lo feci io era per motivi politici: incentivare l’energia rinnovabile acquistando solo quella. Poi il nucleare in Italia è di nuovo morto e ho anche scoperto che il mercato delle energie rinnovabili, con gli attuali incentivi e meccanismi, sta creando non pochi paradossi. Attualmente, mi raccontava un addetto alle vendite, l’energia elettrica costa meno di giorno che di notte. Ma con la tariffa bioraria siamo incentivati a comportarci al contrario.

Poi c’è un altro punto dolente. Il costo della materia prima, il kWh o il metro cubo di gas, è solo una delle tante voci della bolletta e i meccanismi da compagnia telefonica dei venditori di energia non aiuta. Capire quanto si pagherà in bolletta cambiando fornitore non è affatto facile. Provateci.

Le risorse naturali (in)finite

lunedì 6 maggio 2013

Ne parlavo in un post a proposito della decrescita più o meno felice. Scrivevo:

Il presupposto che la decrescita sia necessaria per i limiti delle risorse naturali è una stupidaggine. Non che i limiti delle risorse naturali non ci siano. Il petrolio, con nostra buona pace, prima o poi finirà. E’ che i limiti di oggi non sono quelli di domani. L’evoluzione tecnologica sposta i limiti delle risorse attuali in continuazione, ne cancella di vecchi e ne crea di nuovi.

Oggi IlPost illustra questo concetto con un interessante articolo sul petrolio e metano idrato:

E se il petrolio non finisse mai?
di Antonio Russo

Dove le ripercussioni di queste nuove tecniche nell’estrazione dei combustibili fossili sono tutt’altro che scontate.

Buona lettura.

Grillo e la termodinamica

sabato 11 febbraio 2012

Sono settimane che non seguo il blog di Grillo e devo dire che mi sento meglio. Tanto le brutte notizie girano lo stesso e i toni apocalittici sono bravo a farmeli da solo. Oggi sono tornato a visitare il sito. C’era un articolo sullo spreco di gas. (Inciso: mio padre lavorava alla Snam, nella sala di gestione dei metanodotti nazionali. Metano e metanodotti sono il tormentone di famiglia.) Ah! Quanto spreco di gas, davvero! E le cose negli anni sono peggiorate, mi raccontava proprio ieri mio padre, che la parola ottimismo non sa cosa sia.

Se i problemi sono aumentati, la loro comprensione è diminuita. Si legge infatti sul blog di Grillo: “[di gas] Ne sprechiamo infatti almeno la metà. Il rendimento delle nostre centrali va dal 35% al 55%.” e più avanti “La centralizzazione comporta grosse centrali che hanno rendimenti bassissimi, i rendimenti di queste centrali vanno da 35% al massimo in alcune centrali a ciclo combinato a gas, arrivano a 55%, quindi i 2/3 o la metà dell’energia viene completamente buttata alla fonte“. Non viene detto direttamente, ma sembra quasi che ci siano centrali a rendimento 100% che noi non siamo in grado di costruire. O che ci sia un qualche procedimento che permetta di usare l’energia al 100% e ci siano persone meschine che non vogliano sia così. Posso assicurare i miei (pochi) lettori digiuni di termodinamica che non siamo di fronte ad un complotto internazionale delle sette sorelle. E’ proprio la natura che ci impedisce di avere energia gratis, o di risparmiarla gratis. C’è sempre un prezzo da pagare. Quale prezzo e come pagarlo possiamo deciderlo noi, ma il conto, prima o poi, arriva.

Sapevatevelo.

Proposte dimenticate

mercoledì 9 febbraio 2011

Tempo fa sono venuto a conoscenza di una proposta di legge di iniziativa popolare redatta da WWF e Legambiente. Le due associazioni hanno raccolto 80.000 firme (su 50.000 necessarie) in poco tempo, senza nessuna pubblicità (*), e hanno depositato il tutto in Parlamento.  Ho fatto una certa fatica a trovare il testo di questa proposta, ma ce l’ho fatta:

Proposta di legge di iniziativa popolare
SVILUPPO DELL’EFFICIENZA ENERGETICA E DELLE FONTI RINNOVABILI PER LA SALVAGUARDIA DEL CLIMA

Le ho dato una lettura veloce e devo dire che ci sono cose che mi convincono pochissimo. Però è una proposta, non il solito lamento sulle cose che non vanno. E’ una proposta che varrebbe la pena dibattere e invece è caduta nel silenzio più assoluto; anche i promotori sembra abbiano paura di farla conoscere. Sono cose che non capisco, sinceramente.

Buona lettura.

(*) Per essere precisi: io non ho visto nessuna pubblicità.

Dell’inutilità dell’utilità

venerdì 21 gennaio 2011

Ricordate la vicenda di Fleischmann e Pons? [Se la risposta è sì, saltate a dopo il link]

Riassunto per chi non c’era e per i più distratti: un bel giorno di marzo del 1989 i due annunciano al mondo che avevano scoperto il modo per fondere assieme due nuclei di idrogeno e ricavare energia, il tutto rimanendo a temperature gestibili in un comunissimo laboratorio casalingo. In altre parole dicevano di aver ottenuto la reazione nucleare che nel sole avviene a milioni di gradi, in una provetta a temperature “umane”. Se la scoperta fosse stata confermata avremmo potuto avere tanta energia a costi molto bassi, avremmo potuto avere anche centrali di dimensioni molto piccole, di dimensioni di un appartamento. Visto che il vostro condominio continua a rifornirsi di metano o gasolio, avete capito come andò a finire. I due scienziati si erano sbagliati e nessuno fu capace di riprodurre il loro esperimento. Avevano avuto troppa fretta per risultare i primi nella scoperta e si scottarono.

Anche i giornalisti, che all’epoca si precipitarono a gridare “al miracolo”, si bruciarono e ora, quando qualche scienziato parla di fusione fredda, hanno cura di mettere l’articolo a pagina 46 con una bella dose di condizionali.

Dal punto di vista fisico, invece, l’argomento è molto promettente e ci sarebbe tantissimo lavoro da fare. In Italia siamo stati (lo siamo ancora? Non so.) all’avanguardia nel campo (v. la voce di wikipedia nel link), però nessuno si è mai preso la briga di guidare le ricerche in modo efficiente ed organico, per quel che so. Il rischio di smantellare il potere legato alle fonti fossili è troppo alto. Sono ricerche che non fanno girare l’economia. Si rischia di vincere qualche premio Nobel che poi è contro il nucleare da fissione. Meglio non rischiare.

Ora altri due italiani ci riprovano (da La Repubblica di Bologna – notate la “pagina 46”):

Fusione nucleare a freddo
“A Bologna ci siamo riusciti”
Per la prima volta in Italia, davanti ad esperti, è stato realizzato il processo utilizzando nichel ed idrogeno. E’ la strada per ottenere energia pulita. Andrea Rossi, ingegnere e Sergio Focardi, fisico, spiegano: “Dietro questo processo non c’è una base teorica, per quale motivo avvengono questi risultati lo abbiamo solo ipotizzato”
di ILARIA VENTURI

Del pezzo mi hanno davvero colpito due frasi:

[…] “Siamo un’azienda, se mi chiedono di aprire la scatola dovrei pagare i danni agli investitori“, replica Andrea Rossi. […] Lo stesso ingegnere ammette: “Dietro questo processo non c’è una base teorica: per quale motivo avvengono questi risultati lo abbiamo solo ipotizzato”. […]

Il che vuol dire, nella migliore delle ipotesi, che senza una base teorica e senza che nessuno possa mettere mano all’apparecchiatura, impiegheranno altri 10 o 20 anni per poter usare concretamente l’invenzione. Nella peggiore delle ipotesi loro potrebbero essere ad un passo da una scoperta scientifica rivoluzionaria e nessuno lo saprà mai e rimarremo ancora a lungo col nostro gas che brucia nelle caldaie.

Io spero che quegli investitori diventino molto ricchi, come quel tabagista in un cargo di sigarette in mezzo al mare. Ma senza accendino. (cit. Alex Drastico)

Aggiornamento 14/06/2011:

Il CICAP cerca di fare il punto della situazione:

Reattore E-Cat: la posizione del CICAP

Ma gli ostacoli posti dagli “scopritori/inventori” non permettono di fare passi avanti. Peccato.

Distanze siderali

giovedì 11 dicembre 2008

Corriere.it:

Ambiente, premio Nobel nel dream team
Il fisico Steven Chu scelto da Obama come segretario per l’Energia. Imponente la squadra per la difesa del pianeta

Una piccola citazione:
“Steven Chu, 60 anni, figlio d’immigrati cinesi, ha vinto il Nobel per la Fisica nel 1997 per lo sviluppo di metodi per raffreddare gli atomi, ma in seguito ha rivolto sempre più la sua attenzione ai problemi dell’ambiente. Nel 2004 ha lasciato l’università di Stanford per guidare il Lawrence Berkley national laboratory e farne, come spiega il suo sito, «il leader mondiale nella ricerca sull’energia rinnovabile e alternativa».”

ilcomiziante

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Intervista a J. Rifkin

lunedì 9 giugno 2008

Segnalo, anche se in ritardo, l’intervista di Repubblica a Rifkin sul tema dell’energia (nucleare) in Italia:

Le centrali sono una “soluzione di retroguardia” e non risolveranno il problema
Dopo l’incidente di Krsko il guru dell’economia all’idrogeno spiega perché l’Italia sbaglia

Rifkin, l’energia fai-da-te
così ci salveremo dal nucleare
di RICCARDO STAGLIANÒ

Riassunto per chi ha molta fretta: l’energia nucleare è una cagata pazzesca.

Riassunto per chi ha fretta: non è vero che l’energia nucleare ci salverà dall’effetto serra, non è vero che il numero di impianti è in espansione, è vero che l’uranio costerà sempre di più, non è stato risolto il problema delle scorie nonostante gli investimenti massicci (USA), ci sono alternative più facili, economiche e sicure.

Aggiungo:

1) Fa tenerezza l’ingenuità tutta americana:

D: A questo punto solo un pazzo potrebbe scegliere un’altra strada. Eppure non è solo Roma ad aver riconsiderato il nucleare. Perché?

R: Credo che abbia molto a che fare con un gap generazionale. E ve lo dice uno che ha 63 anni. I vecchi politici, cresciuti con la sindrome del controllo, si sentono più a loro agio in un mondo in cui anche l’energia è somministrata da un’entità superiore.”

In realtà con il sistema “centrale” (nucleare) è possibile distribuire soldi pubblici ai propri (pochi) amici (è avvenuto, avverrà ancora). Con il sistema decentrato ciò non è possibile. Questo è il vero motivo.

2) La ricerca, questa sconosciuta. Avevamo in casa la possibilità di rivoluzionare il mondo, ma fu insabbiata. Rischiavamo di farcela.

Troppo bello per essere vero.
Intervista di M. Gabanelli al Prof. G. Preparata del 24-09-1997

Ma non disperiamo: altri hanno preso il nostro posto.

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Come dire no al nucleare

venerdì 6 giugno 2008

Ogni volta che sento parlare di “energia verde” o “energia pulita” mi viene l’orticaria. L’unica energia pulita che conosco è quella non prodotta.

C’è l’energia da fonti rinnovabili e quella da fonti non rinnovabili, c’è quella che inquina un po’ di più e quella che lo fa un poco di meno. Tutto si può fare, purché si sappia cosa si sta facendo e ci si assuma la responsabilità delle relative conseguenze. Ovviamente le fonti di energia rinnovabili sono fra quelle che inquinano un poco di meno e soprattutto non si pagano a nessuno. Forse vale la pena investirci un po’ di soldi e di intelligenza. La politica spesso non lo fa, forse lo possiamo fare noi. Come? Utilizzando il mercato.

Dal 1 luglio 2007, in Italia, il mercato dell’energia è libero. Possiamo acquistare elettricità e gas da chi vogliamo a prezzi di mercato. Molti operatori pubblicizzano la vendita di energia da fonti rinnovabili, certificata RECS. Persino l’ENEL, che ha in programma di far rinascere il nucleare in Italia, si propone di vendere energia da fonti rinnovabili. Ebbene: non resta che scegliersi un fornitore che ci venda solo energia elettrica certificata RECS e acquistarla. Se saremo in tanti, forse potremmo creare le basi per rendere economicamente svantaggioso il nucleare.

Idee, osservazioni e commenti sul tema sono graditi.

ilcomiziante

Spazzatura nucleare

lunedì 26 maggio 2008

A me sembra che il mondo sia impazzito.

Rubbia, un Nobel per la Fisica che ha lavorato per anni al problema della produzione di energia e Veronesi, un medico, dicono la loro sull’ipotesi dell’energia nucleare in Italia e Scalfari (e sicuramente altri) che fa? Dà ragione a Veronesi. Chissà se Scalfari quando ha mal di testa segue le indicazioni di Rubbia o di Veronesi.

Sulla spazzatura: ci sono direttive europee, ci sono esperienze positive in merito, perché non si prende nemmeno in considerazione la strategia “Rifiuti Zero”? Perché non si crea un dibattito pubblico sulle varie soluzioni possibili? Che forse non esista il problema rifiuti?

ilcomiziante