Posts Tagged ‘fantascienza’

[libro] Terra imperiale

lunedì 3 ottobre 2022

Autore: Arthur C. Clarke
Titolo: Terra imperiale (originale: Imperial Earth)
Editore: Mondadori
Altro: Collezione Urania 688, gennaio 1976; I ed. orig: 1974; traduzione di Beata della Frattina; p. 208; genere: fantascienza

Voto: 6/10

Arthur Clarke non ha paura di immaginare sviluppi tecnologici plausibili e spesso ci azzecca o ci va vicino, il problema però è che la sua fantascienza invecchia velocemente e a volte non benissimo. In una Terra ridimensionata nella popolazione a causa di imprecisati disordini nei primi anni 2000, nel XXIII secolo esistono colonie terrestri sulle lune di Saturno, Giove, Marte, Luna e Mercurio e le politiche fra la Terra e queste colonie assomigliano molto a quelle fra i regni europei e le colonie americane e asiatiche, da cui il titolo. La Terra come impero e le colonie che reclamano la loro indipendenza. Ma non è la politica il fulcro del romanzo. Si parla della famiglia Makenzie, leader indiscussa della vita su Titano, attiva nel settore particolarmente redditizio della vendita di idrogeno, e dell’ultimo rampollo, Duncan. Una storia d’amore, un po’ politica, anche, e un mistero, il progetto Argo.

Bella l’intuizione di una cosa simile a Internet, ingenua la crittografia e l’uso delle password, interessante (e inquietante) la pratica della clonazione umana e la medicina genetica, incredibile scoprire quante lune di Saturno abbiamo scoperto dagli anni ’70 (oggi sono 82 quelle conosciute!). Infine ho scoperto l’esistenza dei pentomini, una specie di gioco di puzzle. Insomma, un nuovo mondo da scoprire, per chi si vuol far guidare dalla penna di Arthu C. Clarke.

Buona lettura!

[libro] Naufragio

sabato 27 agosto 2022

Autore: Charles Logan
Titolo: Naufragio (orig.: Shipwreck)
Editore: Mondadori
Altro: Collana Urania 681 – ottobre 1975; genere: fantascienza; pagine 184; traduzione di Beata della Frattina; anno 1975

Voto: 6/10

Diciamo che il romanzo è invecchiato male. Vincitore del premio indetto dal suo editore (Golliancz) e dal Sunday Times nel 1975, il genere “sopravvissuti nello spazio” ha fatto notevoli progressi e Logan non ha più pubblicato altro.

Tansis fa parte di una astronave “generazionale”, che con un viaggio lungo oltre sessant’anni doveva raggiungere un nuovo pianeta abitabile. Arrivata nei pressi di un pianeta candidato, l’astronave ha un guasto e si distrugge. Tansis è l’unico superstite e dovrà improvvisarsi novello Crusoe su questo nuovo pianeta. La tensione narrativa, dopo le difficoltà iniziali che il protagonista deve affrontare, un po’ si perde. Si recupera qualcosa nel finale, ma siamo ben lontani da un The Martian, per fare un esempio.

Lo consiglio solo agli appassionati del genere, gli altri passino ad altro.

Buona lettura!

[libro] Guerra al grande nulla

martedì 23 agosto 2022

Autore: James Blish
Titolo: Guerra al Grande Nulla (orig: A case of conscience)
Editore: Mondadori, collezione Urania
Altro: Urania 474 – novembre 1967, ristampa; I ed. org. 1958; genere: fantascienza, fantateologia; traduttore non segnalato; p. 168

Voto: 7/10

Questo breve romanzo l’ho classifico come fanta-teologia: quattro terrestri sono in visita su Lithia, un mondo in pace con se stesso, abitato da una forma vivente e senziente in perfetta armonia con la Natura, ragionevole, razionale, priva di quelle dispute teologiche, morali ed etiche che agitano gli umani. Sembra una specie di paradiso terrestre. I quatto terrestri devono capire se abbandonare il pianeta al suo destino o inserirlo nella rete interplanetaria che i terrestri stanno formando. Fra i quattro c’è il Padre gesuita Ramon Ruiz-Sanchez a cui questo paradiso terrestre non piace molto. Elaborerà quindi una teoria in cui Lithia è opera del Diavolo. Ovviamente succederanno cose che vi lascio leggere in santa pace.

Sebbene per il teologo Guy Consolmagno, secondo quanto riportato da wikipedia, i ragionamenti teologici di Ruiz-Sanchez siano cattiva teologia – che è un po’ come pretendere che la scienza della fantascienza sia buona scienza, ma vabbe’ – il ragionamento di Ruiz-Sanchez è suggestivo e si innesta molto bene nella trama e nella conclusione. Ma non è la teologia ad apparire inadeguata per questo Universo, ma proprio quello spirito umano che deve sempre creare una competizione con qualcosa o qualcuno, che non si dà pace con nulla. È quello che molto probabilmente ci estinguerà.

Il romanzo ha vinto Premio Hugo come migliore romanzo di fantascienza nel 1959. La traduzione, sempre secondo wiki, è di Giorgio Severi, ma nel mio volume non ho trovato nulla in proposito.

Buona lettura!

[libro] Operazione domani

sabato 6 agosto 2022

Autore: Robert Heinlein
Titolo: Operazione domani (Originale: Friday)
Editore: Mondadori – Urania
Altro: Traduzione di Vittorio Curtoni; Urania 1157, luglio 1991; I ed orig. 1982; collana a cura di Giuseppe Lippi; 272 pagine; saggio di Isaac Asimov in calce.

Voto: 7/10

In un futuro distopico, gli stati che oggi conosciamo si sono disgregati in nazioni più piccole, governate per lo più da regimi dittatoriali. Ma i veri detentori del potere sembrano essere poche multinazionali, forse una sola, la Shipstone, che al suo interno pianifica anche una specie di colpo di stato mondiale, il Giovedì Rosso. Ci sono anche numerose agenzie mercenarie, usate per ogni tipo di lavoro politicamente scorretto da stati e multinazionali. Una di queste è gestita da Boss e l’agente più qualificato di questa agenzia sembra essere Friday, una Persona Artificiale, ovvero una donna programmata geneticamente per avere doti sovrumane, fisiche e intellettuali. Le Persone Artificiali sono i paria della società e Friday, grazie alla sua agenzia, può spacciarsi per persona normale. Ma gli eventi dettati dai vari giochi di potere, la voglia di Friday di ritrovare una propria identità e un posto nel mondo, mescoleranno di molto le carte, fino ad arrivare a un finale abbastanza singolare.

Interessante la visione politica, dove il vero potere è concentrato nel potere economico privato. (I colossi come Meta, Google & C. vi ricordano qualcosa?) Interessante notare che la vera invenzione rivoluzionaria sia una batteria capace di accumulare enormi quantità di energia. Singolare anche la descrizione di terminali che assomigliano molto ai nostri PC collegati a internet; la sorveglianza invasiva attraverso Occhi e Orecchie onnipresenti; e siamo solo nel 1982. Non so invece come venne accolta all’epoca la sua visione di famiglia e sessualità, che ai conservatori odierni farebbe venire l’orticaria.

Un romanzo di avventura e azione, con alcune pagine che mi hanno fatto sorridere e sorprendere.

Buona lettura!

[libro] Tutti i racconti 1964 – 1981

martedì 12 luglio 2022

Autore: Philip K. Dick
Titolo: Tutti i racconti 1964 – 1981 (Short Stories Collection vol. 4)
Editore: Fanucci
Altro: ISBN 9788834731321; I ed italiana 2009, I ed orig. 1987; genere: fantascienza; Introduzione di Carlo Pagetti; 22,00€; traduzioni di Vittorio Curtoni, Bianca Russo, Mario Galli, Delio Zinoni, Giovanna Boselli, Beata Della Frattina, Paola Andreaus, Angela Campana, Hilia Brinijs, Claudio Lo Monaco

Voto: 7/10

Ultimo volume della raccolta di tutti i racconti di Philip Dick. Il livello dei racconti è mediamente buono, quelli che mi sono piaciuti di più sono Partita di ritorno e La fede dei nostri padri. Segnalo le note finali dell’autore, sull’origine dei racconti e la loro interpretazione.

Assolutamente imperdibile per gli appassionati del genere.
Buon lettura!

[libro] – Scrivere fantascienza

domenica 21 novembre 2021

Autore: Robert Silverberg
Titolo: Scrivere fantascienza – Riflessioni e rifrazioni (Reflections and Refractions: Thoughts on Science Fiction, Science and Other Matters – Revised and Expanded Edition 2016)
Editore: Edizioni BDCollana 451
Altro: ISBN: 9788834920084; p. 214; 16,00€; genere: saggistica, letteratura, fantascienza; traduzione di Marco Farinelli

Voto: 7/10

Libro consigliato a chi è interessato al genere e a diventare scrittore, per tutti gli altri potrebbe essere fonte di alcune curiosità. C’è da dire che l’edizione italiana è un estratto del titolo originale, sono stati tradotti i capitoli 3 e 4, quindi se siete veramente interessati alla materia forse vi conviene leggere l’opera intera, in inglese. Altro dato fondamentale: Silverberg è USAcentrico. È vero che il genere è nato e cresciuto nel mondo anglosassone, ma ci sono stati contributi essenziali anche da altre culture, anche se minoritari.

Fatte queste precisazioni, il volumetto è una raccolta di prefazioni, saggi, apparsi nelle antologie fra gli anni ’80 e ’90. Nella seconda parte si parla dei colleghi, una specie di raccolta di necrologi o elogi alla carriera, dove viene evidenziato il lato umano dei grandi della fantascienza americana. Il tutto alla ricerca della pozione magica che consente a uno scrittore di avere successo e scrivere ottima fantascienza. A costo di rovinarvi la sorpresa, come la maggior parte di voi già immagina, vi rivelo che non esiste nessun Grande Segreto per diventare scrittori di successo. Qualcuno forse può avere più talento di altri, il fattore fortuna sicuramente non è da sottovalutare, ma sostanzialmente tutti gli scrittori, chi più, chi meno, fanno tre cose: leggono tantissimo, scrivono tantissimo e studiano tantissimo quello che leggono. E nonostante abbiano un ego decisamente fuori scala, sottostanno sempre, e si adeguano, al giudizio degli editori e del pubblico. Questo significa lavorare il doppio, ma in genere alza di molto la qualità delle opere.

La lettura, purtroppo, ha messo in evidenza la mia grande ignoranza del genere. Non solo vengono citati molti nomi che non ricordo di aver mai sentito nominare, anche se leggendo l’antologia Le grandi storie della fantascienza curata da Asimov e Greenberg sicuramente ho letto almeno una storia di ognuno di loro, ma mi sono reso conto di avere una scarsa prospettiva storica del fenomeno. In sostanza ho preso coscienza del fatto che non ho mai studiato la letteratura fantascientifica. Leggendo il saggio infatti si scoprono anche i motivi che hanno portato il genere ad avere una certa struttura, certe tematiche, un certo stile, ma di questo non vi anticipo nulla.

Non mi rimane che augurarvi buona lettura!

[libro] Lotteria dello spazio

lunedì 15 marzo 2021

Autore: Philip K. Dick
Titolo: Lotteria dello spazio (Solar Lottery)
Editore: Fanucci
Altro: ISBN: 9788834732120; 14,00€; p. 230; genere: fantascienza; ed 2005; I ed orig. 1955; introduzione di Carlo Pagetti; postfazione di Carlo Bordoni; traduzione di Domenico Gallo

Voto: 7/10

Romanzo un po’ rozzo in alcuni aspetti narrativi, con comunicazioni istantanee fra astronavi distantissime fra loro senza nessuna giustificazione, robot che navigano nello lo spazio come se avessero razzi con infinito carburante e un profeta di un nuovo mondo che non si sa da dove arrivi. Leggendo però Pagetti e Bordoni inizio a pensare che la cosa sia voluta. E se non è voluta, si intona molto bene al mondo che Dick rappresenta.

Siamo nel lontano 2203 e il potere politico assoluto sul Sistema Solare viene assegnato sorteggiando fra i cittadini che ne hanno diritto. Il capo assoluto viene chiamato QuizMaster. Ma è un potere molto precario, perché dopo l’elezione viene organizzata la Convenzione della Sfida, ovvero viene scelto (e pagato) un sicario per uccidere legalmente il QuizMaster. Le persone con poteri telepatici, potenzialmente con più possibilità e libertà di altri, hanno come unico incarico quello di difendere il QuizMaster. La società, pur essendo molto avanzata, si rifugia negli amuleti: tutti devono averne almeno uno. Ed è ben poco libera: le persone per avere dei diritti devono avere una tessera professionale e fare giuramento a una corporazione. Un sistema che ricorda molto quello in atto a Firenze all’epoca di Dante. Ma non solo l’elezione a QuizMaster è precaria, l’elezione stessa è truccata, così come la Convenzione della Sfida e le tessere professionali si comprano a pochi dollari sul mercato nero. In questo scenario molto deprimente ci sono due tentativi di riscatto: uno messo in atto dalla Società dei Prestoniani e l’altra da Ted Bentley, impiegato biochimico della corporazione Oiseau-Lyre che, una volta licenziato, pensa di mettersi al servizio del QuizMaster di turno per dare una svolta alla sua vita.

Senza entrare nei dettagli che vi lascio alla lettura, tutto il mondo descritto nel romanzo è precario, dozzinale (i robot McMillan!), corrotto, falso, pur apparendo libero, tecnologicamente avanzato e progredito. Una critica feroce alla globalizzazione, ancora giovane, ai valori di libertà e alle possibilità di riscatto propagandate dalla ideologia USA del 1955. Gli spunti di riflessione sono molti, così come le idee che Dick usa nel romanzo. Vi lascio alle parole di Pagetti e Bordoni per una loro disamina più estesa e completa.

Buona lettura!

Fantascienza

mercoledì 30 dicembre 2020

In questi giorni la Comizietta mi ha fatto una domanda che mi ha provocato una brivido nella schiena:

“Papi, ma la fantascienza e il fantasy non sono un po’ la stessa cosa?”

Stavo meditando di avviare le pratiche per disconoscerla, quando si è salvata dicendo:

“Voglio capire che differenza c’è fra i due generi, che non mi è chiarissima.”

Su questo blog avevo citato un pensiero della Lessing sul tema e forse quanto dirò lo avrò già detto in qualche mio post, qui o altrove. (Ri)Provo a dire la mia in modo sintetico.

La fantascienza (FS) è un genere letterario (e cinematografico) che ha sempre una domanda di fondo: “Cosa accadrebbe se?” e anche “Chi siamo noi? Cosa ci caratterizza?” e ancora “Come è fatto il mondo?”. In altre parole:
Fanta = facciamo finta di essere in questo contesto ipotetico.
Scienza = Come siamo fatti? Come ci comportiamo in questo nuovo ambiente? Come indaghiamo questo mondo ipotetico?

Non importano molto i maghi, i draghi e nemmeno le astronavi. C’è dell’ottima FS fatta senza scienza e senza tecnologia, spesso al confine con il fantasy, ma ha sempre questa domanda di fondo sul nostro essere umani: come ci comporteremmo se fossimo in un mondo diverso? Rientra quindi nella FS Il pianeta del miraggio, di Heinlein, che è fantateologia, Avatar, pieno di draghi da cavalcare, Dune, con molte cose al limite del magico, per non parlare del ciclo di Canopus in Argos della Lessing, con zero scienza e molta filosofia e psicologia, se non direttamente religione. Star Wars in effetti è più simile a un fantasy per via della sua epicità, della lotta del Bene contro il Male; non si domanda affatto “come sarebbe l’Uomo se?”.

Il fantasy queste domande non le ha, o se le ha sono accessorie, non sono il motivo principale. Nel fantasy è più importante la magia, le gesta eroiche, la lotta fra il Bene e il Male, il gesto cavalleresco e romantico.

A me questa ricerca su come siamo e su come potremmo essere interessa. Il fantasy mi annoia, escluse poche eccezioni.

[libro] I guardiani del destino

martedì 1 dicembre 2020

Autore: Philip K. Dick
Titolo: I guardiani del destino e altri racconti
Editore: Fanucci
Altro: ISBN: 9788834717134; p. 274; 14,00€; genere: fantascienza, racconti; traduzioni di Maurizio Nati, Sandro Pergameno, Paolo Prezzavento

Voto: 8/10

Sette racconti di Philip K. Dick, uno più bello dell’altro. Se il tema è sempre lo stesso, il mondo che non è come ci appare, le declinazioni del tema sono invece dei piccoli capolavori di originalità e suspance. Da ogni racconto del volume sono stati tratti dei film con esiti non sempre all’altezza dell’originale, visto che un paio hanno vinto i Razzie Awards.

Segnalo che i racconti sono invecchiati bene in un modo tutto loro: in un ambiente futuro pieno di novità tecnologiche, si inseriscono la mentalità e le consuetudini degli anni Cinquanta e Sessanta, con le sigarette fumate in ogni dove, la moglie casalinga a casa, la carta carbone nella macchina da scrivere e le cabine telefoniche. La cosa non rende stonata la descrizione agli occhi di oggi, ma accentua ancora di più quella sensazione di mondo imprevedibile e pieno di sorprese in cui si muovono i personaggi.

Perché ho trascurato Philip K. Dick fino a oggi? Non lo so. Può un appassionato di fantascienza trascurare un simile faro per il genere? No. Eppure è successo. Ma non tutto è perduto. Ormai Dick mi ha conquistato definitivamente. Ho in programma di prendere l’opera omnia dei racconti e di leggere i suoi romanzi di maggiore successo. Mi sto attrezzando per attuare l’impresa attraverso la lettura della biografia scritta da Lawrence Sutin. A breve su questo blog.

Qui l’elenco dei racconti presenti nel volume:
Titolo originale, anno di pubblicazione, traduzione del titolo, film, anno del film.
The Adjustment team, 1954, I guardiani del destino, I guardiani del destino, 2011
The Golden Man, 1954, Next, Next, 2007
Paycheck, 2003, I labirinti della memoria, Paycheck, 2003
Impostor, 1953, Impostore, Impostor, 2002
Minority Report, 1956, Rapporto di minoranza, Minority Report, 2002
Second Variety, 1953, Modello Due, Screamers, Urla dallo spazio, 1995
We Can Remember it for your Wholesale, 1966, Ricordiamo per voi, Atto di Forza, 1990

Buona lettura!

[libro] Illusione di potere

venerdì 20 novembre 2020

Autore: Philip K. Dick
Titolo: Illusione di potere (Now Wait for Last Year)
Editore: Fanucci (collana Tif Extra)
Altro: ISBN:9788834718698; 6,90€; p. 270; introduzione di Carlo Pagetti; traduzione di Maurizio Nati; genere: romanzo di fantascienza; I ed orig 1964; questa edizione: feb 2012

Voto: 8/10

“Stai aspettando che ritorni l’anno passato?”, chiede a Eric Sweetscent Gino Molinari a pagina 246; è esattamente il titolo originale dell’opera. Non è una battuta, ma quello che può succedere in questo strano mondo inventato da Dick. Siamo nel 2055, la Terra è governata da un piemontese, Gino Molinari, segretario delle Nazioni Unite, ma di fatto una specie di dittatore. La Terra è alleata con Lilistar, pianeta extrasolare abitato da alieni con le nostre stesse sembianze (abbiamo antenati comuni), contro i Reeg, simili a formiche. In questo mondo esiste una droga potentissima e straordinaria, la JJ-180, che fa spostare nel tempo, o meglio, sposta le persone che l’assumono in universi alternativi, in avanti, indietro, ma anche nel presente. Una allucinazione o un viaggio reale?

Nonostante Pagetti e altri commentatori vedano in questo mondo dickiano la descrizione delle parti andate in scena nella seconda guerra mondiale, con Molinari/Terra nelle vesti di Mussolini/Italia, Lilistar facente le parti della Germania nazista e i Reeg nel ruolo degli Alleati americani, in realtà il tema fantapolitico non è preponderante. Io lo metterei quasi ai margini del racconto, notando anche che questa similitudine in realtà è abbastanza approssimativa. Il tema è semmai il rapporto personale di Eric con la realtà e con la propria situazione familiare, offuscato e reso incerto e ambiguo dalla droga JJ-180. Il conflitto di Eric con la moglie Kathy è autobiografico ed è descritto in modo dettagliato, partecipato, sofferto, che arriva fino al finale. Il rapporto di Molinari con la droga e gli universi alternativi è guidato da pragmatismo politico, in bilico fra un altruistico senso di protezione dei terrestri e una egoistica sete di potere. Ma l’esistenza di mondi alternativi ci illude di avere un potere sulle nostre scelte: ogni possibilità è già contemplata, cosa importa cosa facciamo oggi? Ma soprattutto: fino a che punto possiamo negare ciò che siamo e sentiamo?

La fantascienza di Dick è insomma un pretesto per interrogarci sulle scelte che facciamo e su come siamo, siamo ben lontani dalla fantascienza di Clarke che indaga possibili scenari tecnologici.

Buona lettura!

PS: Per capire meglio l’autore consiglio questo video: