Posts Tagged ‘fantascienza’

[libro] Lotteria dello spazio

lunedì 15 marzo 2021

Autore: Philip K. Dick
Titolo: Lotteria dello spazio (Solar Lottery)
Editore: Fanucci
Altro: ISBN: 9788834732120; 14,00€; p. 230; genere: fantascienza; ed 2005; I ed orig. 1955; introduzione di Carlo Pagetti; postfazione di Carlo Bordoni; traduzione di Domenico Gallo

Voto: 7/10

Romanzo un po’ rozzo in alcuni aspetti narrativi, con comunicazioni istantanee fra astronavi distantissime fra loro senza nessuna giustificazione, robot che navigano nello lo spazio come se avessero razzi con infinito carburante e un profeta di un nuovo mondo che non si sa da dove arrivi. Leggendo però Pagetti e Bordoni inizio a pensare che la cosa sia voluta. E se non è voluta, si intona molto bene al mondo che Dick rappresenta.

Siamo nel lontano 2203 e il potere politico assoluto sul Sistema Solare viene assegnato sorteggiando fra i cittadini che ne hanno diritto. Il capo assoluto viene chiamato QuizMaster. Ma è un potere molto precario, perché dopo l’elezione viene organizzata la Convenzione della Sfida, ovvero viene scelto (e pagato) un sicario per uccidere legalmente il QuizMaster. Le persone con poteri telepatici, potenzialmente con più possibilità e libertà di altri, hanno come unico incarico quello di difendere il QuizMaster. La società, pur essendo molto avanzata, si rifugia negli amuleti: tutti devono averne almeno uno. Ed è ben poco libera: le persone per avere dei diritti devono avere una tessera professionale e fare giuramento a una corporazione. Un sistema che ricorda molto quello in atto a Firenze all’epoca di Dante. Ma non solo l’elezione a QuizMaster è precaria, l’elezione stessa è truccata, così come la Convenzione della Sfida e le tessere professionali si comprano a pochi dollari sul mercato nero. In questo scenario molto deprimente ci sono due tentativi di riscatto: uno messo in atto dalla Società dei Prestoniani e l’altra da Ted Bentley, impiegato biochimico della corporazione Oiseau-Lyre che, una volta licenziato, pensa di mettersi al servizio del QuizMaster di turno per dare una svolta alla sua vita.

Senza entrare nei dettagli che vi lascio alla lettura, tutto il mondo descritto nel romanzo è precario, dozzinale (i robot McMillan!), corrotto, falso, pur apparendo libero, tecnologicamente avanzato e progredito. Una critica feroce alla globalizzazione, ancora giovane, ai valori di libertà e alle possibilità di riscatto propagandate dalla ideologia USA del 1955. Gli spunti di riflessione sono molti, così come le idee che Dick usa nel romanzo. Vi lascio alle parole di Pagetti e Bordoni per una loro disamina più estesa e completa.

Buona lettura!

Fantascienza

mercoledì 30 dicembre 2020

In questi giorni la Comizietta mi ha fatto una domanda che mi ha provocato una brivido nella schiena:

“Papi, ma la fantascienza e il fantasy non sono un po’ la stessa cosa?”

Stavo meditando di avviare le pratiche per disconoscerla, quando si è salvata dicendo:

“Voglio capire che differenza c’è fra i due generi, che non mi è chiarissima.”

Su questo blog avevo citato un pensiero della Lessing sul tema e forse quanto dirò lo avrò già detto in qualche mio post, qui o altrove. (Ri)Provo a dire la mia in modo sintetico.

La fantascienza (FS) è un genere letterario (e cinematografico) che ha sempre una domanda di fondo: “Cosa accadrebbe se?” e anche “Chi siamo noi? Cosa ci caratterizza?” e ancora “Come è fatto il mondo?”. In altre parole:
Fanta = facciamo finta di essere in questo contesto ipotetico.
Scienza = Come siamo fatti? Come ci comportiamo in questo nuovo ambiente? Come indaghiamo questo mondo ipotetico?

Non importano molto i maghi, i draghi e nemmeno le astronavi. C’è dell’ottima FS fatta senza scienza e senza tecnologia, spesso al confine con il fantasy, ma ha sempre questa domanda di fondo sul nostro essere umani: come ci comporteremmo se fossimo in un mondo diverso? Rientra quindi nella FS Il pianeta del miraggio, di Heinlein, che è fantateologia, Avatar, pieno di draghi da cavalcare, Dune, con molte cose al limite del magico, per non parlare del ciclo di Canopus in Argos della Lessing, con zero scienza e molta filosofia e psicologia, se non direttamente religione. Star Wars in effetti è più simile a un fantasy per via della sua epicità, della lotta del Bene contro il Male; non si domanda affatto “come sarebbe l’Uomo se?”.

Il fantasy queste domande non le ha, o se le ha sono accessorie, non sono il motivo principale. Nel fantasy è più importante la magia, le gesta eroiche, la lotta fra il Bene e il Male, il gesto cavalleresco e romantico.

A me questa ricerca su come siamo e su come potremmo essere interessa. Il fantasy mi annoia, escluse poche eccezioni.

[libro] I guardiani del destino

martedì 1 dicembre 2020

Autore: Philip K. Dick
Titolo: I guardiani del destino e altri racconti
Editore: Fanucci
Altro: ISBN: 9788834717134; p. 274; 14,00€; genere: fantascienza, racconti; traduzioni di Maurizio Nati, Sandro Pergameno, Paolo Prezzavento

Voto: 8/10

Sette racconti di Philip K. Dick, uno più bello dell’altro. Se il tema è sempre lo stesso, il mondo che non è come ci appare, le declinazioni del tema sono invece dei piccoli capolavori di originalità e suspance. Da ogni racconto del volume sono stati tratti dei film con esiti non sempre all’altezza dell’originale, visto che un paio hanno vinto i Razzie Awards.

Segnalo che i racconti sono invecchiati bene in un modo tutto loro: in un ambiente futuro pieno di novità tecnologiche, si inseriscono la mentalità e le consuetudini degli anni Cinquanta e Sessanta, con le sigarette fumate in ogni dove, la moglie casalinga a casa, la carta carbone nella macchina da scrivere e le cabine telefoniche. La cosa non rende stonata la descrizione agli occhi di oggi, ma accentua ancora di più quella sensazione di mondo imprevedibile e pieno di sorprese in cui si muovono i personaggi.

Perché ho trascurato Philip K. Dick fino a oggi? Non lo so. Può un appassionato di fantascienza trascurare un simile faro per il genere? No. Eppure è successo. Ma non tutto è perduto. Ormai Dick mi ha conquistato definitivamente. Ho in programma di prendere l’opera omnia dei racconti e di leggere i suoi romanzi di maggiore successo. Mi sto attrezzando per attuare l’impresa attraverso la lettura della biografia scritta da Lawrence Sutin. A breve su questo blog.

Qui l’elenco dei racconti presenti nel volume:
Titolo originale, anno di pubblicazione, traduzione del titolo, film, anno del film.
The Adjustment team, 1954, I guardiani del destino, I guardiani del destino, 2011
The Golden Man, 1954, Next, Next, 2007
Paycheck, 2003, I labirinti della memoria, Paycheck, 2003
Impostor, 1953, Impostore, Impostor, 2002
Minority Report, 1956, Rapporto di minoranza, Minority Report, 2002
Second Variety, 1953, Modello Due, Screamers, Urla dallo spazio, 1995
We Can Remember it for your Wholesale, 1966, Ricordiamo per voi, Atto di Forza, 1990

Buona lettura!

[libro] Illusione di potere

venerdì 20 novembre 2020

Autore: Philip K. Dick
Titolo: Illusione di potere (Now Wait for Last Year)
Editore: Fanucci (collana Tif Extra)
Altro: ISBN:9788834718698; 6,90€; p. 270; introduzione di Carlo Pagetti; traduzione di Maurizio Nati; genere: romanzo di fantascienza; I ed orig 1964; questa edizione: feb 2012

Voto: 8/10

“Stai aspettando che ritorni l’anno passato?”, chiede a Eric Sweetscent Gino Molinari a pagina 246; è esattamente il titolo originale dell’opera. Non è una battuta, ma quello che può succedere in questo strano mondo inventato da Dick. Siamo nel 2055, la Terra è governata da un piemontese, Gino Molinari, segretario delle Nazioni Unite, ma di fatto una specie di dittatore. La Terra è alleata con Lilistar, pianeta extrasolare abitato da alieni con le nostre stesse sembianze (abbiamo antenati comuni), contro i Reeg, simili a formiche. In questo mondo esiste una droga potentissima e straordinaria, la JJ-180, che fa spostare nel tempo, o meglio, sposta le persone che l’assumono in universi alternativi, in avanti, indietro, ma anche nel presente. Una allucinazione o un viaggio reale?

Nonostante Pagetti e altri commentatori vedano in questo mondo dickiano la descrizione delle parti andate in scena nella seconda guerra mondiale, con Molinari/Terra nelle vesti di Mussolini/Italia, Lilistar facente le parti della Germania nazista e i Reeg nel ruolo degli Alleati americani, in realtà il tema fantapolitico non è preponderante. Io lo metterei quasi ai margini del racconto, notando anche che questa similitudine in realtà è abbastanza approssimativa. Il tema è semmai il rapporto personale di Eric con la realtà e con la propria situazione familiare, offuscato e reso incerto e ambiguo dalla droga JJ-180. Il conflitto di Eric con la moglie Kathy è autobiografico ed è descritto in modo dettagliato, partecipato, sofferto, che arriva fino al finale. Il rapporto di Molinari con la droga e gli universi alternativi è guidato da pragmatismo politico, in bilico fra un altruistico senso di protezione dei terrestri e una egoistica sete di potere. Ma l’esistenza di mondi alternativi ci illude di avere un potere sulle nostre scelte: ogni possibilità è già contemplata, cosa importa cosa facciamo oggi? Ma soprattutto: fino a che punto possiamo negare ciò che siamo e sentiamo?

La fantascienza di Dick è insomma un pretesto per interrogarci sulle scelte che facciamo e su come siamo, siamo ben lontani dalla fantascienza di Clarke che indaga possibili scenari tecnologici.

Buona lettura!

PS: Per capire meglio l’autore consiglio questo video:

[libro] Tempo fuor di sesto

martedì 3 novembre 2020

Autore: Philip K. Dick
Titolo: Tempo fuor di sesto (Time Out of Joint)
Editore: Fanucci Editore
Altro: ISBN: 9788834709399; p. 264: genere: fantascienza; I ed. originale 1959; questa edizione: 2003; Introduzione a cura di Carlo Pagetti; postfazione di Francesca Guidotti; traduzione di Anna Martini

Voto: 8/10

L’introduzione di Pagetti e la postfazione della Guidotti danno così tanti spunti di riflessione e collegamenti letterari che si rimane quasi disorientati dalla densità di quest’opera. Disorientamento anche maggiore se si pensa alla banalità apparente del racconto: una tranquilla cittadina di provincia americana nel 1959. Si presenta la vita del protagonista, Ragle Gumm, e della sua famiglia, la sorella Margo, il cognato Vic e il nipote Sammy: i rapporti con i vicini, il lavoro in un supermercato, la vita borghese, il giornale lanciato sulla porta, il quiz a premi, i programmi televisivi alla sera, la vita famigliare. Le preoccupazioni dell’uomo medio: la guerra fredda con i sovietici, la crisi economica incombente, la paura degli UFO, i vicini di casa invadenti. Sembra ci sia ben poco da raccontare, ma qualcosa non torna. Alcuni dettagli rivelano un’altra realtà. Tempo fuor di sesto, il tempo scombinato, scardinato, è una citazione shakespeariana presente nel romanzo che l’editore ha voluto richiamare nel titolo. Sono paranoie o indicatori reali di un altro mondo?

Un altro mondo forse ingenuo come il primo, ma evocativo: la conquista del far west, l’espansione economica, il riassetto politico portato dalle conquiste tecnologiche e spaziali visto con grande innocenza.

Un concentrato di vita americana e di riferimenti culturali e letterari che i due curatori vi indicheranno con grande precisione e che se avete voglia potete approfondire partendo da questa bibliografia.

Con uno stile asciutto, essenziale, ogni frase ha un suo significato e un collegamento con quanto accade dopo, con un continuo cambio del punto di vista del narratore, reso nel modo meno evidente possibile, il ritmo narrativo si mantiene sostenuto. Non c’è tempo per distrarsi o interrompere la lettura.

Interessanti le recensioni altrui su anobii.

Penso che dovrò leggere altro di Dick, che le pecore elettriche e questo romanzo non bastano a colmare una mia grande lacuna in questo genere letterario.

Buona lettura!

[libro] L’occhio del sole

lunedì 26 ottobre 2020

Autori: Arthur C. Clarke – Stephen Baxter
Titolo: L’occhio del sole (Titolo originale: Sunstorm)
Editore: Editrice Nord
Altro: ISBN: 9788842914853; questa ed. 2007; I ed. originale 2005; 18.60€; p. 356; genere: romanzo fantascienza; Traduzione di Gianluigi Zuddas

Voto: 6/10

Per rallegrare le mie serate mi sono messo a leggere questo romanzo comprato a fine 2019 presso una piccola libreria che chiudeva. Il romanzo è del genere catastrofi nel futuro. In questo caso un futuro molto vicino, il 2042: il Sole, sobillato da una specie aliena che ci considera pericolosi senza mai averci frequentato, tenta di farci arrosto con una mega tempesta solare.

Riuscirà l’umanità a salvarsi? Cosa tenterà di fare per difendersi da un attacco superiore alle sue forze?

Il romanzo scorre bene nella lettura, ma lascia poco. I personaggi mi sembrano solo abbozzati, così come anche alcune relazioni fra di loro. Ci sono invece molti riferimenti (fanta)tecnici sulla fisica del Sole, le fasce di Van Allen, punti di Lagrange e cose simili. Non si sa quasi nulla su questi presunti alieni nemici. Non so se si rimanda a un seguito, ma qui la mancanza di informazioni rende tutto abbastanza nebuloso.

Molti refusi. Ma più che refusi un unico grande errore mai corretto: Luna, inteso come satellite della Terra, sempre scritto con l’iniziale minuscola e il Sole diventato un più modesto sole.

Buona lettura o buona passeggiata. Vedete voi.

[libro] Terra e spazio (vol. 3/4)

mercoledì 27 novembre 2019

Autore: Arthur C. Clarke
Titolo: Terra e spazio volume 3 (The Collected Stories)
Editore: Mondadori – Urania Collezione
Altro: prezzo 6,90€, p. 310, I edizione agosto 2019, I ed lingua originale 2000, genere: fantascienza, racconti, disponibile anche in epub.

Voto: 6/10

Prosegue la raccolta dei racconti di Clarke da parte di Urania. Qui quello che c’è da sapere.

In questo volume segnalo la presenza dei racconti La stella, La defenestrazione di Ermintrude e Ritmo assoluto.

Molto presente l’avventura umana nello spazio, con la Luna in primo piano. Si vede che siamo nella seconda metà negli anni ’50 e l’umanità è pronta per l’avventura spaziale. Gli alieni non sono mai andati via dai racconti e iniziano i primi problemi “informatici”, i racconti sull’intelligenza artificiale e le interfacce uomo macchina.

Per le anticipazioni tecnologiche, in Ritmo assoluto si ipotizza una musica creata artificialmente. Oggi c’è.

Buona lettura!

[libro] Respiro

sabato 16 novembre 2019

Autore: Ted Chiang
Titolo: Respiro (originale: Exhalation)
Editore: Frassinelli
Altro: ISBN: 9788893420563; I ed. 2019; p. 340; 18,50€; traduzione di Christian Pastore; genere: fantascienza

Voto: 9/10

Nove racconti pubblicati fra il 2005 e il 2015, di cui uno, Il ciclo di vita degli oggetti software, è di fatto un romanzo breve. Tre (Respiro, Il ciclo di vita degli oggetti software e Il mercante e il portale dell’alchimista) si sono aggiudicati il premio Hugo e altri premi.

I racconti trattano temi attualissimi (i social network e l’intelligenza artificiale) e universali (la memoria, la paura della morte, il senso della vita), ma Chiang è sempre originale e particolare nell’affrontarli. I racconti mi sono piaciuti molto, tutti tranne uno, non solo per i temi, ma anche per lo stile.

Cosa succederebbe se sapessimo il nostro futuro, magari anche solo potenziale? O potessimo rivivere il nostro passato? Saremmo diversi? Saremmo migliori? Il libero arbitrio verrebbe meno? Tre storie non danno una risposta semplice e univoca a queste domande, ma evidenziano bene il limite delle nostre aspirazioni di controllo e ci pongono di fronte alle nostre responsabilità, assolutamente inevitabili.

Ne Il ciclo di vita degli oggetti software viene invece trattato il tema della realtà virtuale, dove tamagotchi con intelligenza artificiale assumono il ruolo di un figlio. Quando la IA diventa “come noi” e quindi è giusto trattarla come se fosse un uomo in carne e ossa? Dove sta il confine? Avere un figlio è diverso dall’avere un amico virtuale, anche se intelligente e in evoluzione? E dove sta la differenza? Un tema antico, quello della intelligenza creata dall’uomo, direi fondante della fantascienza, si veda Frankenstein di Mary Shelley, ma coniugato attraverso il nostro mondo attuale, proiettato verso la realtà virtuale e i social network.

Respiro, che dà il nome alla raccolta, racconta la storia di una scoperta e della meraviglia dell’indagine scientifica, dell’universo. “L’universo ha avuto origine da un immenso respiro trattenuto.” dice l’autore nel racconto. Un omaggio anche alla termodinamica, direi, non solo all’indagine scientifica.

E infine la nostra memoria personale e le tecnologie informatiche. Cosa succederà quando tutta la nostra vita personale potrà essere registrata e potrà essere oggetto di ricerca e indagine? Cosa cambierà per noi? Avrà senso opporsi a questa possibilità?

Queste e altre domande nei racconti di Chiang.

Buona lettura!

[libro] Terra e spazio (vol. 2/4)

sabato 24 agosto 2019

Autore: Arthur C. Clarke
Titolo: Terra e spazio volume 2 (The Collected Stories)
Editore: Mondadori – Urania Collezione
Altro: prezzo 6,90€, p. 360, I edizione luglio 2019, I ed lingua originale 2000, genere: fantascienza, racconti, disponibile anche in epub.

Voto: 6/10

Prosegue la raccolta dei racconti di Clarke da parte di Urania. Qui quello che c’è da sapere.

In questo volume segnalo la presenza dei racconti La sentinella e I nove miliardi di nomi di Dio, due racconti famosissimi – il primo sarà di ispirazione per 2001 odissea nello spazio – e per me molto belli.

Ancora tantissimi alieni e un’anteprima del mondo lunare, decisamente verosimile, dato il periodo di scrittura (siamo negli anni ’50).

Per le anticipazioni tecnologiche, in Silenzio prego si ipotizzano delle cuffie anti rumore. Oggi ci sono.

Buona lettura!

[libro] Fiori per Algernon

sabato 10 marzo 2018

Autore: Daniel Keyes
Titolo: Fiori per Algernon (Flowers for Algernon)
Editore: TEA
Altro: ISBN: 9788850241910; 11,00€; 314 pp; genere: fantascienza; I ed. orig 1966; questa ed: 2015; traduzione di Bruno Oddera

Voto: 8/10

Tanti anni fa, quando ero giovane e iniziavo a interessarmi di fantascienza, facevo largo uso della biblioteca comunale. I libri sono a vista e si possono consultare prima di prenderli. Uno sguardo alla copertina, una lettura veloce di qualche pagina a caso, l’umore del momento e la scelta era fatta.

Qualche mese fa mi ritornò in mente un racconto. Ricordavo che era in una antologia, ma non ricordavo quale. Non ricordavo né l’autore né il titolo del racconto. Ricordavo solo che era un diario in prima persona, che il protagonista era un ritardato mentale e che quindi il diario iniziava tutto sgrammaticato. Poi a quest’uomo veniva fatta un’operazione al cervello e piano piano diventava intelligente e la sua scrittura migliorava. Eccetera eccetera.

Sapevo a chi chiedere per trovare titolo e autore del racconto, ma ai primi di febbraio mi sono trovato alla libreria Feltrinelli in Duomo, a Milano, davanti allo scaffale dei libri di fantascienza. I fiori per Algernon, vedo. Un titolo mai sentito prima. Leggo la prima pagina. Sorpresa! Era il racconto che mi tormentava da mesi!

Poi, con l’aiuto di Wikipedia, ho scoperto alcune cose. Il racconto è del 1959. Visto l’enorme successo, l’autore ne ha fatto un romanzo nel 1966. Nel 1967 il racconto finisce nella più celebre delle antologie di fantascienza, Le meraviglie del possibile. (Antologia che consiglio caldamente.) Il caso me l’ha riportato alla memoria e ora nella biblioteca, assieme all’antologia di allora.

Keyes è stato uno psicologo e ha lavorato con i ritardati mentali. La scrittura, specie all’inizio, quando è tutta sgrammaticata, è impegnativa, ma di grande impatto emotivo. L’evoluzione del personaggio e l’epilogo di questo esperimento è un vero pugno allo stomaco. Che cosa si prova a diventare intelligenti dopo una vita da idioti? Come cambiano le relazioni personali? Come evolve invece la parte emotiva e affettiva? L’intelligenza ci definisce completamente? Queste e altre domande vi accompagneranno in questo avvincente romanzo.

Buona lettura!