Posts Tagged ‘fantascienza’

[libro] Un pacifico matrimonio

domenica 3 settembre 2017

Autrice: Doris Lessing
Titolo: Un pacifico matrimonio (The Marriages Between Zones Three, Four and Five)
Editore: Fanucci Editore
Altro: ISBN:9788834713372, p. 336, 17,00€ (oggi si trova nei reminder al 50%), genere: fantascienza, space fiction, I ed.: 2007 (I ed. in lingua originale: 1980), traduzione: Eleonora Federici, postfazione: Oriana Palusci

Voto: 7/10

Questo romanzo fa parte della serie Canopus in Argos: Archivi e come il suo predecessore Shikasta non è un romanzo facile. La serie non ha in comune personaggi o una linea narrativa; condivide piuttosto un generico futuro, il tema dell’evoluzione personale e sociale e la struttura narrativa, la narrazione archivistica.

Siamo su un pianeta di tipo terrestre, diviso in Zone numerate. Un Cronista della Zona Tre, abitato da una popolazione pacifica ed evoluta, empatica, con una società matriarcale guidata dalla regina Al-Ith, racconta del matrimonio combinato fra lei e il re della Zona Quattro, abitato da una popolazione povera, arretrata culturalmente, altamente gerarchica e perennemente in guerra con la Zona Cinque. Il matrimonio è stato ordinato da non meglio precisati Tutori, che si rivelano in modo altrettanto misterioso. Ma una cosa è chiara: i loro ordini sono perentori. Ben-Ata, il re della Zona Quattro e la regina della Zona Tre, Al-Ith, dovranno sposarsi. Due mondi agli antipodi dovranno fondersi, mescolarsi, conoscersi.

Il motivo di questo ordine sarà presto chiaro: le varie Zone del pianeta sono in stasi. Gli animali sono tristi, la natalità umana e animale è ferma, ogni popolo sembra cristallizzato nel suo ruolo e nelle sue tradizioni. I Tutori ordinano un rimescolamento.

Lasciando da parte gli eventi, da scoprire nella lettura, nel romanzo è sapientemente raccontato il sentimento di straniamento dei protagonisti, costretti a venire a patti con l’altro. Un continuo oscillare fra il freddo racconto dei fatti e il punto di vista dei protagonisti, il Cronista tenta di farsi portavoce di ogni Zona coinvolta, di ogni situazione. Poprio questa oscillazione narrativa sottolinearà questo straniamento, il disagio dell’abbandonare la propria situazione conosciuta per andare incontro a un cambiamento ingnoto e non necessariamente piacevole.

Le Zone assumono quindi vari significati, da quelle psicologico, con i vari sentimenti predominanti nelle varie società, a quello allegorico del mondo femminile e maschile, passando da quello fantascientifico, con le società utopiche/distopiche di altri autori come Ursula Le Guin o con l’esplorazione dei mondi interiori di J. G. Ballard.

Un avviso agli appassionati di fantascienza: anche se messo in questa categoria in questo romanzo di scientifico non c’è nulla. Scordatevi quindi A. C. Clarke o Asimov. L’autrice stessa lo considerava più space fiction, dove con space non si intende necessariamente lo spazio delle stelle e dei pianeti, se non come allegorie di altri spazi.

Segnalo che nell’ultimo capitolo ci sono alcuni refusi.

Interessante la postfazione, da cui ho preso spunto per queste quattro righe.

Buona lettura!

[film] Spider-Man: Homecoming

giovedì 27 luglio 2017

Titolo: Spider-Man: Homecoming
Regia: Jon Watts
Soggetto: Stan Lee, Steve Ditko (fumetto)
Jonathan M. Goldstein, John Francis Daley (storia)
Sceneggiatura: Jonathan M. Goldstein, John Francis Daley, Jon Watts, Christopher Ford, Chris McKenna, Erik Sommers
Altro: USA, 2017, 133 minuti, genere: azione, avventura, fantascienza, direttore del doppiaggio: Marco Guadagno

Interpreti e personaggi:
Tom Holland: Peter Parker / Spider-Man
Michael Keaton: Adrian Toomes / Avvoltoio

(Dati da Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio)

Voto: 5/10

Film cazzaro, divertente certo, ma cazzaro.

Secondo reboot, sesto film sul personaggio.

Qui il nostro ha 15 anni e deve imparare a fare l’eroe. Comincia con l’aiutare le vecchiette ad attraversare la strada, ma presto trova un cattivo di seconda categoria con il quale fare esercizio. Gli altri supereroi, che poi è un plurale singolare, visto che compare solo Iron-Man, fanno da mentori e controllori. In altre parole mettono una pezza quando serve.

Ecco, se non siete cultori dei personaggi Marvel forse si potrebbe stare a casa o fare un passeggiata.

[libro] Le Montagne volanti

giovedì 20 luglio 2017

Autore: Paul Anderson
Titolo: Le montagne volanti (Tales of the Flying Mountains)
Editore: Mondadori – collana Urania Collezione
Altro: 5,90 €, p.273, n. 136 maggio 2014, prima edizione: 1970, traduzione di Roberta Rambelli, genere: fantascienza, postfazione di Giuseppe Caimmi

Voto: 6/10

Non è un brutto libro, anche se forse è invecchiato male o forse sono invecchiato male io, non so.

Una via di mezzo fra la fantascienza tecnologica e quella sociale, in questo romanzo si dibatte un interessante problema: lanciata un’astronave verso la stella più vicina, con centinaia d’anni di viaggio davanti a se, cosa dovranno insegnare ai figli i padri che hanno iniziato il viaggio? Quali eventi raccontare loro per far sì che la missione abbia successo? I padri potranno evitare le storture sociali e le debolezze umane che hanno caratterizzato la loro storia? Un comitato ristretto della Montagna Volante – l’astronave – ne discute prima di dare indicazioni a chi dovrà decidere. Per decidere i presenti raccontano alcuni episodi, alcuni aneddoti, che hanno portato al lancio dell’astronave. Atti di eroismo, di egoismo, di opportunismo, umanità varia che ha consentito l’uomo di uscire dalla Terra e conquistare lo spazio.

Nel far questo scoprono che la verità ha molte sfaccettature, che non è facile scegliere gli eventi cruciali nella storia, specie quella recente, che non tutti gli astronauti della Montagna sono degli stinchi di santo.

A voi il giudizio, ovviamente, dopo aver letto i vari racconti legati dagli interludi di riflessione del comitato.

Interessante notare molti comportamenti che oggi sarebbero tacciati di maschilismo, il continuo accenno al bere alcool e al fumo. Oggi, ad appena 47 anni di distanza, nessuno penserebbe di bere e fumare durante una riunione in cui si prendono decisioni difficili. Come passa il tempo.

Buona lettura!

[film] Alien: Covenant

sabato 27 maggio 2017

Titolo: Alien: Covenant
Regia: Ridley Scott
Soggetto: Jack Paglen, Michael Green
Sceneggiatura: John Logan, Dante Harper
Effetti speciali: Dan Oliver
Altro: USA, 2017, 122 min, genere: fantascienza, direzione del doppiaggio: Claudio Sorrentino

Interpreti e personaggi:
Michael Fassbender: David 8 / Walter
Katherine Waterston: Daniels
Billy Crudup: Christopher Oram

(Dati da wikipedia a e Antonio Genna)

Voto: 4/10

Prequel della saga Alien – si posiziona fra Prometheus e Alien – il film inizia con una tempesta di neutrini che danneggia i pannelli solari dell’astronave Covenant. I neutrini danneggiano un’astronave?! Fra tutte le particelle conosciute e fra tutte quelle che si potevano inventare gli sceneggiatori, i neutrini (spero non sia un traduzione errata) sono quelli che hanno meno interazione con la materia ordinaria. Ne siamo sommersi e pervasi anche noi ogni giorno senza nessuna conseguenza. Per rilevarli ci dobbiamo inventare strumenti grandi come un transatlantico, tanto sono sfuggenti, e nel film danneggiano un’astronave. Ma facciamo finta di nulla.

Il capitano titolare muore subito a causa di questa tempesta di neutrini e viene sostituito dal suo secondo (Chris Oram) che si rivela in pochissimi minuti insicuro e incauto come pochi. Non gli avreste dato da comandare neanche una bicicletta, figuriamoci un’astronave. Ma tant’è. La missione è portare nuovi coloni su un pianeta abitabile e invece il Nostro Cuor di Leone decide di fare una breve deviazione in giro per il cosmo per inseguire un flebile segnale di presunta natura umana. Si scende su un pianeta biologicamente molto attivo come se si andasse a fare una scampagnata e si finisce in pochissimo tempo nei guai, col solito xenomorfo eccetera. Come gli altri. Di diverso qui c’è l’androide sintetico buono e quello cattivo (idea presa da Star Trek) e come va a finire è talmente telefonato che l’ho capito io, noto beota a cui si deve spiegare tutto, un quarto d’ora prima.

Il finale. Cari sceneggiatori, trovate un modo diverso per fare uscire l’alien dall’astronave. L’effetto risucchio alla lunga annoia e non c’è nemmeno la Weaver ad allietare la suspance.

Un film totalmente inutile.

[libro] Delitti dal futuro

sabato 22 aprile 2017

Autore: AA.VV.
Titolo: Delitti dal futuro
Editore: ISTOS
Altro: genere: fantascienza, giallo; raccolta di racconti a cura di Gian Filippo Pizzo; Anno: 2016; I edizione; ISBN: 9788869400230; p. 300

Voto: 7/10

È una raccolta di racconti italiani di fantascienza tinta di giallo, tutti ambientati in casa nostra. Lettura di svago, piacevole. Alcuni racconti potevano osare di più, ma sapete che ho dei pregiudizi sulla fantascienza italiana.

La cura editoriale è decisamente scarsa, con refusi e altri errori grossolani, come una Linda che diventa Laura.

Buona lettura.

[film] Life – Non oltrepassare il limite

domenica 2 aprile 2017

Titolo: Life – Non oltrepassare il limite (Life)
Regia: Daniel Espinosa
Sceneggiatura: Rhett Reese, Paul Wernick
Fotografia: Seamus McGarvey
Musiche: Jon Ekstrand
Scenografia: Nigel Phelps
Altro: anno 2017, durata 103 min, genere: thriller, fantascienza, direzione del doppiaggio: Sandro Acerbo

Interpreti e personaggi:
Jake Gyllenhaal: David Jordan
Rebecca Ferguson: Miranda North
Ryan Reynolds: Roy Adams
Hiroyuki Sanada: Sho Kendo
Ariyon Bakare: Hugh Derry
Olga Dihovichnaya: Katerina Golovkin

Voto: 5/10

Praticamente Alien ambientato nella Stazione Spaziale Internazionale nel 2028. Con alcune citazioni a 2001 Odissea nello spazio.

Buona passeggiata.

[libro] Storie della tua vita

mercoledì 29 marzo 2017

Autore: Ted Chiang
Titolo: Storie della tua vuta (Stories of Yuor Life and Others)
Editore: Frassinelli
Altro: ISBN: 9788893420020, I edizione 2016, prezzo: 18,50 €, Traduzione: Christian Pastore, genere: racconti di fantascienza

Voto: 8/10

Otto storie di fantascienza, compresa quella che ha ispirato il film Arrival, Storia della tua vita. La lettura merita. Chang ha una scrittura pulita, precisa, minimale. Tutto quello che scrive è necessario alla storia.

Ovviamente sono stato colpito dalle differenze con il film, ma devo confessare che l’adattamento è quasi meglio del racconto, almeno per alcuni aspetti.

Mi sono piaciuti particolarmente due racconti della raccolta: L’inferno è l’assenza di Dio un riflessione fantateologica su Dio, l’amore (o l’assenza di amore) che abbiamo verso di lui, la giustizia. Una riflessione non banale che può portare a molti spunti di riflessione. Il secondo è Amare ciò che si vede: un documentario. Una riflessione su cosa significa la bellezza corporea, l’uso che ne facciamo, la sua valenza sociale, religiosa, biologica. Cosa succederebbe se potessimo non tenerne conto? Che, nella nostra realtà, meno avanzata del racconto, si traduce: è giusto usare photoshop per abbellire le immagini della pubblicità?

Un libro che consiglio a tutti gli appassionati del genere e a chi si vuole interrogare in modo non banale su alcuni problemi filosofici ed etici.

Buona lettura!

[libro] Punto di convergenza

domenica 5 marzo 2017

Autore: Charles Sheffield
Titolo: Punto di convergenza (Orig.: Convergence)
Editore: Mondadori – Urania I capolavori 1613
Altro: 4,90€; Tradizione di Fabio Feminò; I edizione 1997; questa edizione: 2014; genere: fantascienza

Voto: 5/10

Il romanzo non mi ha preso, troppi alieni, troppe cose strane e un finale che ho capito poco ed entusiasmato ancora meno.

In una Galassia popolata da numerose specie aliene, non tutte pacifiche fra di loro, ci sono manufatti spaziali antichissimi che sembrano opera di alieni non più presenti nella Galassia. La loro funzione è ignota.
Ad un certo punto compare un nuovo manufatto e gli altri iniziano a cambiare in modo inaspettato. La massima studiosa di questi manufatti capirà la vera natura di questi alieni, dei manufatti e il loro scopo.

Io invece rimarrò molto perplesso.

[film] Arrival

domenica 22 gennaio 2017

Titolo: Arrival
Regia: Denis Villeneuve
Soggetto: Ted Chiang (libro)
Sceneggiatura: Eric Heisserer
Musiche: Jóhann Jóhannsson
Altro: USA, 2016, 116 minuti, genere: fantascienza, direzione del doppiaggio: Simone Mori

Attori principali:
Amy Adams: Louise Banks
Jeremy Renner: Ian Donnelly
Forest Whitaker: colonnello Weber

Voto: 9/10

(fonti Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio.)

È un film di fantascienza, non è un film di azione classicamente inteso, c’è la storia d’amore, è un film da vedere almeno due volte. E poi un sacco di altre cose.

Una razza aliena arriva sul nostro pianeta con 12 astronavi a forma di lente. Le astronavi sono sospese a pochi metri da terra e sono in varie parti del mondo. Consentono agli uomini di entrarvi (e uscire). Una di queste è nel Montana. Il governo USA contatta una linguista (una che aveva già lavorato per il governo), Louise Banks, per cercare di comunicare con questa nuova specie. È affiancata da un altro civile, un fisico teorico, Ian Donnelly. L’operazione è portata avanti dai militari che, diciamolo, fanno la figura dei cerebrolesi.

Ma il tema del film è sul linguaggio e sulla sua potenza, sulla sua capacità di cambiare il mondo. In principio era il Verbo, c’è scritto in un libro famoso. Questa è la versione moderna e fantascientifica.

Bravissima e bellissima l’attrice Amy Adams; mi è piaciuta molto la colonna sonora. Pur non essendo un film d’azione, la tensione narrativa nel film è costante. Non ci sono buchi di sceneggiatura e si può capire tutta la trama. Ci sono, però, più livelli di lettura. Per questo, dopo aver visto il film e prima di andarlo a rivedere, consiglio:

Arrival (Denis Villeneuve 2016). Il dono del nuovo monolite
di Giuseppe Marino

“Arrival”, spiegato bene
di Giorgio Busi Rizzi

Chi vuole sapere qualcosa prima della visione del film (da ilPost):

Prima di vedere “Arrival”
Cosa da sapere e da vedere per arrivare preparati – senza spoiler – a un film di cui si parla bene: di fantascienza ma atipico, «epico e intimo»

Aggiornamento 23/01/2017 (da ilPost):
“Arrival” per chi l’ha visto

Buona visione!

[film] Rogue One: A Star Wars Story

lunedì 26 dicembre 2016

Titolo: Rogue One: A Star Wars Story
Regia: Gareth Edwards
Soggetto: John Knoll, Gary Whitta
Sceneggiatura: Chris Weitz, Tony Gilroy
Effetti speciali: Neil Corbould, John Knoll
Altro: USA; 2016; 133 minuti; genere: fantascienza, azione; direzione del doppiaggio: Carlo Cosolo

Interpreti e personaggi:
Felicity Jones: Jyn Erso
Diego Luna: Cassian Andor

Fonte dati: Wikipedia e www.antoniogenna.net per il doppiaggio.

Voto: 7/10

Il film si colloca, nell’universo narrativo di Star Wars, fra Episodio III: La vendetta dei Sith e Episodio VI: Il ritorno dello Jedi. Nel film si racconta come i Ribelli siano venuti in possesso degli schemi di costruzione della Morte Nera e a conoscenza del suo punto debole. Non dico altro sulla trama perché con i dettagli si fa tutto il film.

Pur non essendo una trama con molte sorprese, con alcuni dialoghi non proprio entusiasmanti, il film è decisamente meglio de Il risveglio della Forza: non si ha la sensazione di un film girato tanto per continuare la saga e si inserisce bene nel ciclo narrativo.

Da notare gli effetti speciali. Il generale Wilhuff Tarkin, personaggio dell’Episodio IV Una nuova speranza, interpretato da Peter Cushing, è tutto un effetto speciale. L’attore infatti è morto nel 1994. Non si hanno notizie sui dettagli di come abbiano fatto, se non che l’attore reale dietro il volto è Guy Henry. Molte le critiche all’operazione: quanto è giusto far rivivere attori morti nei film? Una panoramica delle critiche su ilPost: Come hanno fatto a girare QUELLE scene di “Rogue One”? Io non posso dire nulla, che mi accorgo di certi dettagli solo alla ventesima volta che vedo un film, ma se non sapete che Cushing è morto non vi verrebbe mai in mente che il personaggio è stato sostituito da un effetto speciale. Al di là delle implicazione etiche un lavoro molto ben fatto.

Per chi non ha paura degli spoiler, o per chi ha già visto il film e vuole qualche chiarimento sulla trama: 10 risposte su “Rogue One”

Un appunto sul doppiaggio: Rogue Uno nel film non si può sentire. Uno scivolone che nel trailer è stato corretto.

Buona visione!