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[libro] Straniero in terra straniera

venerdì 19 ottobre 2012

Autore: Robert A. Heinlein
Titolo: Straniero in terra straniera
Editore: Fanucci (collana Tif extra)
Genere: Fantascienza
Altro: Aprile 2012, ISBN: 9788834718216, p. 721, Traduzione di Marco Pinna, edizione integrale

Voto personale: 9/10

Anche in questo caso bisognerebbe parlare di fantateologia, ma forse sarebbe riduttivo, perché qui si porta il messaggio religioso alle sue estreme conseguenze (noi siamo Dio) e il tema diventa decisamente filosofico e per nulla fantastico.

Il romanzo racconta della prima missione umana su Marte, dove l’unico superstite è un neonato: Valentine Michael Smith. La successiva missione umana scopre il sopravvissuto e una nuova forma di vita: i marziani che hanno allevato Michael. Riportato sulla Terra, Michael è di fatto un alieno in un corpo umano. La sua presenza sulla Terra crea non pochi problemi fra le autorità terrestri: motivi scientifici, politici e legali (si dibatte a lungo se lui sia legalmente il padrone di Marte e di tutte le sue ricchezze) muoveranno molti personaggi, ma una semplice infermiera (Jill) un giornalista (Ben) e un anziano avvocato-medico-scrittore (Jubal) riusciranno nell’impresa di toglierlo dalle sgrinfie del potere politico militare del Governo Mondiale che lo aveva in custodia. Con loro Michael si inserirà nella cultura umana, riuscendo nel difficile intento di integrare la cultura marziana con le peculiarità umane. In questo senso l’opera è un romanzo di formazione. E qui viene il bello: i marziani sono capaci di cose miracolose agli occhi degli umani: telecinesi, telepatia, controllo assoluto del proprio corpo e della propria anima. Sono dei veri e propri dei. Inoltre la visione marziana del mondo è notevolmente ingenua, secondo gli standard umani. Michael sa da dove derivano questi poteri e la sua ingenuità e il suo amore per la vita e il mondo lo portano a insegnare alle persone che ama questi poteri. Ogni essere vivente sulla terra è Dio e Michael rende quanto mai concreta questa possibilità. Ma il potere porta con sé grandi responsabilità e molti, sulla Terra, non sono ancora pronti al grande salto.

Mi fermo qui nel rivelare la trama. Spero di aver scritto solo il minimo necessario per incuriosirvi.

La lettura scorre veloce, ma le parti filosoficamente più interessanti sono alla fine.

Due piccole note:

Nel romanzo è coniato un neologismo, to grok in inglese, tradotto in italiano con groccare. Usato solo fra pochi intimi, non credo lo troviate sulla Treccani. Indica la comprensione intima di un concetto o di una situazione. Questa comprensione, però, non è solo intellettuale; ha dei risvolti pratici. Nel romanzo, per fare un esempio, groccare le leggi fisiche consente la telecinesi.

Un piccolo accenno merita la genesi del romanzo, raccontata dalla moglie di Heinlein nella prefazione. Nato da un’idea della moglie nel 1948 il romanzo rimarrà in incubazione per una decina di anni. Completato nel 1960, l’editore pretese di censurare le parti che parlavano di sesso. Nel 1961 uscì l’edizione epurata: circa un terzo del romanzo fu tagliato. Alla morte dell’autore, nel 1988, la moglie recuperò l’opera originale e nel 1991 uscì l’edizione integrale. Quali scene erotiche vi sono raccontate, tali da far scattare la censura? Nulla che possa far minimamente imbarazzare un ragazzino dei giorni nostri. Semmai nel 1960 poteva sembrare eversiva la filosofia del sesso libero fra persone che si amano, senza vincoli di esclusività. Per fortuna i tempi sono cambiati e ancora una volta la fantascienza si è rivelata incubatrice di immaginari alternativi che sono entrati nella nostra vita quotidiana. (Nel senso che nessuno oggi si scandalizza di questa visione. Che poi siam qui gelosissimi del nostro amore è un’altra faccenda.)

Buona lettura!

[libro] Il pianeta del miraggio

venerdì 11 Maggio 2012

Autore: Robert A. Heinlein
Titolo: Il pianeta del miraggio [Titolo originale: Job: A Comedy of Justice (1984) ]
Editore: Mondadori, 1990
Genere: fantascienza, fantateologia
Voto personale: 7

Non è la prima volta che il genere fantascienza ospita il genere fantateologia, ma questo romanzo di fantascientifico non ha nulla. Si parla di Dio e il protagonista sarà messo alla prova come Giobbe. Il lettore italiano, però, di questo non si accorge se non verso la fine del romanzo. Pensa solo che ci siano degli strani cambiamenti di universo, in cui il protagonista si porta dietro la donna che ha conosciuto al primo cambio e di cui si è innamorato. Il finale, poi, spiegherà il tutto.

Il lettore inglese, invece, ha il riferimento a Giobbe nel titolo e non deve arrivare alla fine per intuire qualcosa del finale. (Il fatto che io abbia tradotto job con lavoro per tre quarti della lettura indica solo la mia ignoranza della lingua inglese e della Bibbia) Finale che contiene anche una storia d’amore e un mondo dell’aldilà decisamente fuori dai canoni tradizionali.

Buona lettura.