Posts Tagged ‘felicità’

Decrescite più o meno felici

domenica 10 marzo 2013

E’ da un po’ che gira questo tema, il tema della decrescita. Per ultima ne ha parlato Galatea. Nel frattempo mi sono chiarito le idee.

1) Il presupposto che la decrescita sia necessaria per i limiti delle risorse naturali è una stupidaggine. Non che i limiti delle risorse naturali non ci siano. Il petrolio, con nostra buona pace, prima o poi finirà. E’ che i limiti di oggi non sono quelli di domani. L’evoluzione tecnologica sposta i limiti delle risorse attuali in continuazione, ne cancella di vecchi e ne crea di nuovi. Prima dell’avvento dell’elettronica di consumo molti metalli rari necessari oggi per i circuiti erano senza valore. Oggi sono oro. Domani chissà. Ieri il petrolio era una strana sostanza oleosa usata da pochissimi. Oggi è oro. Domani non ne avremo probabilmente bisogno. Ieri i cavalli erano oro. Oggi sono un passatempo per pochi (e li troviamo nelle polpette!). Di esempi se ne possono fare a migliaia.

2) Oggi la nostra società è altamente inefficiente. Stiamo usando le attuali risorse in modo molto stupido. Ciò ha delle conseguenze ambientali notevoli, anche a livello globale, vedi effetto serra. Così facendo ci stiamo segando il ramo su cui siamo seduti. Il nostro ramo. Perché la vita sulla Terra continuerà anche senza di noi. La vita è sopravvissuta a catastrofi molto più grandi di quella umana.

Se decrescita significa usare meglio le risorse attuali per inquinare meno, allora la decrescita sarà sicuramente felice. Usare un poco di più la bicicletta non può farci altro che bene e ci fa risparmiare sulla palestra.

Se decrescita significa vagheggiare un mondo bucolico fatto di orti sotto casa e piatti lavati a mano (sapete che lavando i piatti a meno consumate molta più acqua di una buona lavastoviglie?) allora non ci siamo. Qualcuno avrà sicuramente l’orto, ma perché gli piacerà e se lo potrà permettere. Con l’orto personale non si sfamano 7 miliardi di persone. Qualcuno dovrebbe lasciare questo mondo e nell’immaginario bucolico non ci sono astronavi, c’è solo l’aldilà. E’ questo che vogliamo?

Per decrescere (nei consumi) felicemente c’è solo un modo: crescere nella ricerca scientifica e tecnologica e avere le idee chiare di quello che vogliamo e facciamo.

Finestre!

giovedì 8 marzo 2012

Cari Lettori, do la lieta novella, il gaudente annuncio: abbiamo gli infissi nuovi e perfettamente funzionanti!

(E’ impazzito per caso?)

No, non sono impazzito, lasciatemi raccontare: abbiamo ordinato le nuove finestre a luglio e dovevano essere pronte a settembre. Lo stronzo (non è un’offesa, ma un termine tecnico per descrivere l’individuo) a cui abbiamo affidato i lavori ce le ha messe su a fine novembre e ci ha lasciati col lavoro a metà e per di più fatto male.

Tempi tecnici per capire cosa fosse meglio fare e a chi affidare di nuovo il lavoro e siamo arrivati ad oggi. Sono sei mesi esatti da quando siamo entrati nel nuovo appartamento, otto dal suo acquisto. Dopo sei mesi di finestre chiuse con lo spago, buchi tappati con stracci, cartoni al posto dei cassonetti e tanti altri disagi, sono arrivato ad oggi che tiravo giù la tapparella e piangevo dalla felicità. (Premi il pulsante su e la tapparella fa vrrrrrrrrr e va su. Poi cambi pulsante e vrrrrrrrr, va giù.) Il fine settimana mi siederò davanti ad ogni finestra e starò in adorazione almeno un’ora per ciascuna. Non avrei mai pensato che un infisso montato a regola d’arte potesse rendere così felici.

Buona notte!

La felicità non ha le gambe

venerdì 21 novembre 2008

Io son fatta da Dio, sua mercé, tale,
che la vostra miseria non mi tange,
né fiamma d’esto incendio non m’assale.

(Divina Commedia, Inferno, II, 91-93)

Lacomizietta è stata vivamente redarguita alla asilo scuola materna scuola dell’infanzia.

Figlia: Sai, papi, la maestra mi ha dato una sculacciata.
Papi: E come mai?
F: Eeeee… perché la Maestra ha detto di sederci e Stella e Marcella non si sono sedute.
P: Stella?
F: Massì papi! Sono io Stella! Stella e Cuore Luccicante di cognome.
P: E’ vero, dimenticavo. E poi?
F: Allora la Maestra ci ha dato una sculacciata. Ma non è uscito il sangue e nemmeno l’osso. Ce l’ha data piano, ma un po’ forte. Ma senza sangue. [Ma come le vengono in mente queste scene pulp?!]
P: E tu ci sei rimasta male? Hai pianto?
F: Non ha le gambe.
P: Cosa “non ha le gambe”?
F: La felicità non ha le gambe. Se uno è felice, la felicità non scappa. Rimane.
[Lacomizietta non è stata turbata dall’evento, a quanto pare.]

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