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Auto elettriche

sabato 20 aprile 2013

Da ZeusNews:

Marchionne: produrre auto elettriche è masochismo
Considerati lo scarso successo e i costi elevati, per l’AD di FIAT e Chrysler non vale la pena produrre auto elettriche su larga scala.

Le microbatterie che si ricaricano in pochi secondi
Sviluppate nuove batterie che forniscono potenze elevate e riducono i tempi di ricarica di 1.000 volte.

Non ci credo

martedì 18 settembre 2012

Da Repubblica.it:

Marchionne: “Manterrò Fiat in Italia con i guadagni fatti all’estero”
Parla l’ad: risponderò al governo, ma ognuno faccia la sua parte. E replica alle critiche: in giro vedo troppi maestri d’automobile improvvisati
di EZIO MAURO

Chi dei miei 21 lettori crede veramente che un imprenditore sia così filantropo da coprire le perdite in Italia con i guadagni in USA? Quindi: o fra pochi anni in Italia non rimarrà nemmeno uno stabilimento FIAT, oppure FIAT starà in Italia per motivi ben poco economici. Per essere ancora più precisi: non starà in Italia per produrre con le proprie forze; aspetterà incentivi statali o sarà protagonista di giochi di potere che nulla avranno a che fare con l’economia. La filantropia della FIAT non è fra le cose possibili.

Ah sì: potrebbe anche essere che un giorno presentino un piano industriale italiano credibile. (Dovrei giocare di più al superenalotto.)

Con il culo degli altri /5

venerdì 27 luglio 2012

Io di economia non capisco un piffero, però penso di saper seguire un ragionamento che ha una logica, anche non aristotelica.

Allora: c’è il libero mercato, la concorrenza, il capitalismo. Poi c’è chi è bravo a costruire e a vendere auto, perché produce le stesse cose spendendo meno e perché ha trovato nuovi mercati. Poi c’è la Fiat e Marchionne, che dovrebbero essere per il libero mercato e la concorrenza e il capitalismo. Dovrebbero, perché se Marchionne (inteso come rappresentante della Fiat) si lamenta di chi è più bravo di lui e invoca misure protezionistiche forse non è molto per il libero mercato, la concorrenza e il capitalismo. E ci sta, per carità. Ognuno ha l’idea di mercato che vuole. E ci sta anche che quando è ora di pensare ai lavoratori e ai loro salari si invochi il libero mercato e l’europa e il dinamismo del capitalismo e i lavoratori si ritrovino con una lettera di licenziamento o, quando va bene, con la cassa integrazione.

Tutto questo però, a casa mia, non si chiama né capitalismo, né socialismo, né una via di mezzo. Si chiama fare i propri interessi a spese altrui. E non ho nulla da dire anche su questo. Solo bisognerebbe trovare il coraggio di dirlo. Questo sì.

Sul caso FIAT

giovedì 13 gennaio 2011

Ho letto qua e là dichiarazioni e analisi sul caso FIAT, alcune anche ben fatte e argomentate. Niente da fare, però. Al di fuori dell’Innominabile, nessuno si è chiesto cosa ci facciamo con tutte queste auto. Ma non si potrebbe produrre altro?

(Noi Comizietti, per quanto possiamo voler bene agli operai della FIAT, a Marchionne e ai suoi azionisti, più di un’auto ogni 9 anni non ce la facciamo ad acquistarla. E se costasse il 50% in meno non ne compreremmo due al posto di una. Non sapremmo proprio cosa farci.)