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Mia figlia, una piccola apocalisse

giovedì 9 giugno 2016

Il socialino mi ha segnalato questo post sulla paternità:

Mia figlia, una piccola apocalisse
di RAFFAELE ALBERTO VENTURA

Forse non si capisce nulla, ma è esattamente quello che pensavo io quando decisi di diventare Papà.

La libertà di non fare figli

lunedì 29 febbraio 2016

Seguendo un post del socialino e passando da Tiasmo, ho letto l’intervista di Simonetta Sciandivasci a Natalia Aspesi sulla libertà di non avere figli e mi è montato subito il nervoso. Ho avuto l’impressione che la Aspesi, senza aver nessun titolo in materia se non la propria esperienza personale, pensi di aver trovato tutte le caselle dove mettere la realtà. Alcune domande fanno trasparire alcuni luoghi comuni e alcuni pregiudizi. In altre parole: non mi ritrovo per niente su alcuni punti. La mia esperienza è altra e temo che la Aspesi si stia perdendo una grande fetta di realtà.

Vediamo se riesco a esprimere in modo compiuto il mio disagio.

Anche non essere madre può essere un caso?

Saltiamo la risposta della Aspesi e vediamo la successiva:

Per esempio le donne in carriera che vogliono evitare troppi legami?

Le donne in carriera non fanno figli. Lo si dà per certo. Nessun dato a supporto. Ma la Aspesi riporta la sua esperienza personale: le donne in carriera hanno tutti tanti figli. Perché possono permetterselo. GAC, si dice sul socialino. Ma anche qui nessun dato. Siamo fermi alle chiacchiere da bar.

E ora l’esigenza di essere genitori è ancora più diffusa

Smania non solo delle donne, ma anche delle famiglie omogenitoriali.

Ache gli omosessuali, adesso, stanno cascando nella trappola per cui costruire una famiglia è il solo mezzo per legittimarsi?

Voler essere genitori è una smania ed essere genitori serve per legittimarsi. Il sospetto che uno voglia essere genitore per fare il genitore non è contemplata. C’è sempre un qualche recondito motivo, di solito unico, che spiega tutto.

Ma perché l’omosessuale ora pensa a diventare padre/madre? Perché ci siamo liberati dagli stereotipi? Siamo una società più libera dove ognuno finalmente può fare quello che vuole senza chiedere il permesso a nessuno? No.

Oggi gli omosessuali desiderano dei figli perché sanno di poterli avere. […] Succede oggi perché la scienza ti consente di avere figli anche se non vai a letto con una donna.

L’adozione è un istituto sociale conosciuto fin dall’antichità, ma evidentemente non era possibile nell’Ottocento fra persone dello stesso sesso per motivi scientifici.

Ma non c’è nulla da fare. Non si può essere genitori perché sì. C’è sempre qualche altro motivo:

Nessuna brama di riconoscimento sociale, allora?

Diventare padre non dà alcun riconoscimento neppure agli eterosessuali. Anzi, per tutti i maschi è ancora più complicato: per la prima volta devono fare i conti con tutti gli oneri e le difficoltà che avere un figlio comporta. Si scontrano con la loro inadeguatezza.

La figura del padre inadeguato. E quando sarebbe stato adeguato il padre? Nei bei tempi andati? Quello che ti costringeva a lavorare i campi perché eri un maschio o quello che non ti faceva andare a scuola perché eri una femmina? Per fortuna alcuni figli si sono ribellati a certi padri adeguati.

Io comincio a sospettare che il padre adeguato non sia mai esistito.

Ma se ieri tutto il mondo brulicava di padri adeguati, oggi fare i papà è difficilissimo:

E’ più difficile essere padri, invece. Fare i mammi, portare il passeggino, togliere il pannolino, accompagnare a scuola, insomma essere più presenti, non è sufficiente. I figli vanno cresciuti, allevati, bisogna insegnar loro a vivere: tutto questo gli uomini non sono più capaci di affrontarlo.

Cambiare il pannolino, per la Aspesi, è ancora un lavoro da donne, da cui l’uso del termine mammo. Un lavoro facilissimo, del resto, perché il difficile viene nella crescita del figlio. E qui i maschi non ci sono più. Peccato. Perché di papà che cambiano pannolini ne conosco tanti e nessuno di loro è mammo: hanno tutti una nerchia tanta. E non tutti sono decerebrati. Qualche volta si chiedono cosa sia meglio fare per i loro figli. Qualcuno a volte sbaglia, qualcuno a volte ci indovina, come è stato dalla notte dei tempi.

Ma la Aspesi insiste:

Non crede che [gli uomini], invece, stiano scoprendo la tenerezza?

Non stanno scoprendo un corno. A mettere pannolini sono bravi tutti: allevare è un altro paio di maniche.

E niente: cambiare il pannolino non è tenerezza, è solo pulizia di merda, allevare figli è cosa ben più impegnativa. L’accudimento fisico è una cazzata e ci pensa la donna. L’accudimento psichico è difficilissimo. Io ricordo invece che stare svegli molte notti per Lacomizietta che stava male, che aveva fame, perché sì, e il giorno dopo essere al lavoro non è stato facile né per il mammo (io) né per la mamma e senza la tenerezza (mia, sua, della mamma) Lacomizietta ce la saremmo cucinata al forno entro il primo anno di vita. Con le patate.

D’altra parte l’istinto di conservazione della specie lo si può tranquillamente derubricare a cosa superata:

Allora l’istinto materno non è universale?

Il fatto che oggi molte donne desiderino assolutamente avere figli non c’entra nulla con l’istinto materno.

Come no?

Ha a che fare con l’incapacità di accettare che le relazioni d’amore finiscono e che anche il matrimonio è una società al cui interno, dopo qualche anno, la passione si attenua.

Ancora una volta: si procrea solo per ragioni psicologiche. D’altra parte, se aveste una sveglia che vi suona quattro volte a notte in orari casuali voi non la lancereste dalla finestra il secondo giorno. La terreste al vostro fianco per temprarvi il carattere.

Comunque la Aspesi ha capito tutto della nostra società:

Ci sono troppi bambini! Se al mondo ne facessero di meno, staremmo meglio.

Ricordiamo che il mondo è grande. Fra poco in Italia e in Giappone saremo tutti senza pensione. Dovremo stare attenti dove limitare le nascite.

Finisco la mia polemica sarcastica. Dico solo che ognuno ha le sue ragioni, per fare figli e per non farne. Parte del mondo, oggi, ha la possibilità di scegliere, per la prima volta, in modo libero e consapevole il proprio destino. Le motivazioni per le proprie scelte possono essere tante e varie e l’unica cosa per cui battersi oggi è quella di estendere questa libertà a più persone possibili. Solo così potremo sperare di avere un futuro migliore.

Medaglia, medaglia!

lunedì 25 agosto 2014

I papà riversano sempre grandi aspettative sui figli, specie se valutano i loro obiettivi raggiunti come modesti. Io, per dare esempio della mia mediocrità, aspiro per Lacomizietta un Premio Nobel. O un Premio Oscar. O una Medaglia Fields. Ad oggi quest’ultima medaglia appare la più improbabile, perché Lacomizietta cancella con metodicità scientifica ogni concetto matematico subito dopo il suo utilizzo per l’esercizio di scuola da svolgere. La sua procedura è questa:

Compito a casa: Fare 6 divisioni.

Fase 1) Lamentarsi per due ore che “è difficile, non ci riesco, mi annoio, non serve a nulla, non lo voglio fare, ho mal di mutande, mi fanno male i capelli, mi scappa la cacca, mi viene da piangere, la maestra è cattiva, non mi vuoi bene, nessuno mi ama.” Lamentarsi con il Papi è più bello.

Fase 2) Impara a fare le divisioni in 5 secondi netti. In 3 minuti esegue tutti i compiti sulle divisioni, facendoli tutti giusti al primo colpo.

Fase 2a) Mi prende per il beep: Papi, questa cosa non me lo potevi spiegare così bene come hai fatto ora? Il Papi è due ore che spiega così bene come ha fatto ora. Ma è un dettaglio.

Fase 2b) Mi prende per il beep: Sembrava morire dalla sofferenza e ora canticchia serena mentre fa i compiti.

Fase 3) Dimentica, cancella, rimuove, elimina dal cervello, tutto quanto ha imparato e va a giocare.

La volta successiva si inizia dalla fase 1. A scuola, non avendo nessuno su cui applicare la Fase 1, questa viene saltata e il compito in classe viene eseguito correttamente.

Io spero che papà Mirzakhani non abbia sofferto così tanto. In ogni caso immagino che oggi sia molto fiero di sua figlia.

Da ilPost:
La prima donna a vincere una medaglia Fields
Si chiama Maryam Mirzakhani ed è una scienziata iraniana: ha vinto il premio considerato l’equivalente del Nobel per la matematica

Nota: Chiedo scusa per il ritardo della segnalazione, ma la notizia è uscita mentre ero in vacanza.

Non cadere nella Rete!

giovedì 29 gennaio 2009

Da un’idea di Mantelblog, aiutiamo quelli del Moige che hanno realizzato questo sito. Un’ottima iniziativa, con molti consigli utili. Però penso siano necessarie delle precisazioni. Vediamole.

La rete offre una serie di servizi che è opportuno conoscere, perché solo la conoscenza permetterà un uso adeguato delle risorse disponibili. Esse sono:

Navigazione.
Posta elettronica.
Chat.
Blog.
Giochi on-line.

[Aggiungo:
ftp, p2p, acquisti on line, forum, newsgroup, social network, voip, wiki e sono sicuro di aver dimenticato qualcosa.
]

Come abbiamo già precisato, è consigliabile che i genitori stabiliscano delle regole per tutta la famiglia e che discutano con i propri figli circa l’impiego di Internet.
Riassumendo:
[…]
Sono da bandire non soltanto le parole offensive, ma anche gli errori ortografici, grammaticali o sintattici (sebbene siano accettabili, o addirittura consigliabili, abbreviazioni di uso comune e vocaboli non troppo ricercati).

[Lasciate stare gli errori grammaticali, altrimenti la Rete dovrebbe sparire. Diciamo che se scrivete bene avrete più probabilità di essere letti.]

Spiegate ai vostri figli che copiare il lavoro altrui (musica, film, videogiochi) è un furto.

[Falso. Dipende dalla licenza che vi dà l’autore dell’opera.]

Ricordate loro che visitare di nascosto certi siti, sconsigliati dai genitori, significa venir meno al rapporto di fiducia instaurato mediante il dialogo e il confronto.

[Da evitare come la peste, questo consiglio. Se è un adolescente sano, il primo sito che andrà a visitare senza di voi sarà quello che gli avrete detto di non guardare. Vabbè, tanto li visiterà comunque.]

Sulle e-mail:
Se si ricevono allegati da sconosciuti, è sempre meglio non aprirli perchè il solo cliccare su di essi potrebbe ocmportare lo scaricamento e l’autoinstallazione su pc di quache virus o micaccia.

[Falso. Tutta la posta che si riceve, da conosciuti o meno, allegati o meno, è da considerare potenzialmente pericolosa. Questo non vuol dire vivere nel panico, ma semplicemente tenere acceso il cervello e magari informarsi su programmi e configurazioni che proteggono dalle minacce più comuni. Per una mia idiosincrasia personale evito i prodotti Symantec. Si diceva poi della correttezza grammaticale…]

Mettere il computer dove si possa vedere. E’ necessario ribadire che il PC deve essere trasferito dalla camera di vostro figlio ad un luogo dove possiate vederlo, ad esempio in cucina o in sala da pranzo. Naturalmente non è il caso di spiare da sopra la spalla del ragazzo ogni immagine che apparirà sul video; piuttoso cercherete di passare nei dintorni di tanto in tanto, inviando il messaggio che Internet non è qualcosa da usare di nascosto.

[Questo è un bel problema. Perché l’adolescente, specie se maschio, vorrà vedere qualche sito porno. Non fate la faccia scandalizzata, la pornografia la si fruiva ben prima di internet e prima ancora si andava direttamente a puttane, quindi, da un certo punto di vista, è meglio ora. Quindi vostro figlio, se non li visita a casa vostra, li visita a casa dell’amico che ha il pc in camera sua. O quando voi non ci siete. Il parental control, se vostro figlio non è stupido, si scavalca in 15 minuti netti, oppure si va dall’amico di cui sopra. Sì, c’è sempre un amico che non ha il parental control e ha il pc in camera sua. Ecco, gli unici consigli ragionevoli che potrete dare ai vostri figli in tempesta ormonale sono:
1) non dare numeri di carte di credito e similari, mai e per nessun motivo;
2) non dare nomi, cognomi, numeri di telefono, e-mail e altri dati, nemmeno se il sito promette una 90-60-90 nuda direttamente nel letto;
3) se pensano di aver visto qualcosa di illegale, pregate che ve lo dicano. Promettete loro un premio o qualsiasi cosa che non sia un’incazzatura o una punizione.
Come genitori preparatevi ad avere il pc pieno di virus, spyware e altre schifezze. Non usatelo per connettervi alla banca e gli acquisti on line. Considerate l’antivirus come inutile.]

Per oggi direi che basta.

ilcomiziante

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