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[film] Dickens – L’uomo che inventò il Natale

domenica 31 dicembre 2017

Titolo: Dickens – L’uomo che inventò il Natale (The Man Who Invented Christmas)
Regia: Bharat Nalluri
Soggetto: Les Standiford
Sceneggiatura: Susan Coyne
Altro: 2017; 104 min; Irlanda, Canada; Genere: biografico; direzione del doppiaggio: Mario Cordova

Interpreti e personaggi:
Dan Stevens: Charles Dickens
Christopher Plummer: Ebenezer Scrooge

Voto: 6/10

(Dati da Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio.)

Se non ricordo male era Wisława Szymborska che scriveva dell’assoluta inadeguatezza dello scrittore (per essere precisi, un poeta) a essere protagonista di un film. Ore e ore a guardare un foglio bianco in attesa di una idea che non viene o per una correzione di una pagina. Che film potrebbe mai venire fuori?

In questo caso Coyne e Nalluri ci hanno provato. Romanzando molto la vita dello scrittore (stando alla più scarna e meno drammatica biografia di Dickens che si trova su Wikipedia), assistiamo al processo creativo de Il Canto di Natale. Siamo nell’ottobre 1843 e Dickens è pieno di debiti. Urge un best seller per fine anno. Lo spettatore sarà guidato all’interno delle visioni e i turbamenti dell’autore.

Un film piacevole, ben fatto, ideale per le vacanze e lo spirito natalizio. Peccato che l’opera, il Canto di Natale, sia conosciutissima e quindi le sorprese latitano. :-)

Buona visione!

[film] Gli ultimi Jedi

martedì 26 dicembre 2017

Titolo: Gli ultimi Jedi (originale: Star Wars: The Last Jedi) (Episodio VIII)
Regia: Rian Johnson
Sceneggiatura: Rian Johnson
Effetti speciali: Chris Corbould
Musiche: John Williams
Scenografia: Rick Heinrichs
Altro: 2017, 152 minuti, USA, genere: fantascienza, direzione del doppiaggio: Carlo Cosolo

Interpreti e personaggi:
Mark Hamill: Luke Skywalker
Carrie Fisher: Leia Organa
Adam Driver: Kylo Ren
Daisy Ridley: Rey
John Boyega: Finn

(Dati da Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio.)

Voto: 7/10

Bel film, decisamente meglio del settimo episodio diretto da J.J. Abrams. Ma. C’è un ma. La saga non ha ormai più nulla a che fare con il nucleo centrale della storia (episodi IV-VI) e nemmeno con il prequel (episodi I-III). Certo, l’universo di riferimento è lo stesso, ma l’ideologia epica che lo animava non c’è più. Non è per colpa di questo film o della sceneggiatura o del regista. Il motivo è che le storie hanno un inizio e una fine e raccontano molto dell’autore e del tempo in cui la storia è stata creata. Non siamo più negli anni ’70, Lucas non ha nessun ruolo attivo nello sviluppo della storia; nessun miracolo può fare risorgere ciò che è stato e che è stato portato a compimento in modo eccelso. Dall’episodio VII in poi siamo di fronte solo a una “serie TV” molto costosa, bella fin che si vuole, ma lontana anni luce dal cinema come lo abbiamo inteso fino ad ora. E non è un problema solo di Star Wars. Al cinema è pieno di secondi e terzi episodi di film più o meno riusciti. Sembra si abbia paura di avere nuove idee.

Detto questo, come dicevo, il film mi è piaciuto. I Jedi sono praticamente finiti e ora una nuova generazione dovrà ritrovare la propria identità e le proprie motivazioni per combattere i cattivi.

Bravi tutti gli attori, escluso Kylo Ren, alias Ben Solo interpretato da Adam Driver. Il Cattivo più insulso che abbia mai visto, per lui si dovrebbe creare l’antitesi dell’espressione physique du rôle. Non lo sopporto. Speriamo che sia sostituito presto da qualcuno più degno del ruolo.

[film] Seven sisters

domenica 3 dicembre 2017

Titolo: Seven sisters (originale: What Happened to Monday)
Regia: Tommy Wirkola
Sceneggiatura: Max Botkin, Kerry Williamson
Effetti speciali: Lucian Iordache, Haukur Karlsson
Altro: Paese di produzione: Stati Uniti d’America, Regno Unito, Francia, Belgio; durata: 123 minuti; anno: 2017; genere: fantascienza; direzione del doppiaggio: Andrea Ward

Attori:
Noomi Rapace: sorelle Settman
Clara Read: sorelle Settman bambine
Willem Dafoe: Terrence Settman
Glenn Close: Nicolette Cayman

(Dati da Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio)

Voto: 7/10

In un futuro molto prossimo (2073) la terra rischia di non poter dare più sostentamento alla crescente popolazione mondiale. I cibi OGM risolveranno il problema, ma causeranno molti parti plurigemellari, aggravando ancora di più la crescita demografica. Nicolette Cayman (un politico?) riesce a far imporre al mondo la legge del figlio unico. Nessuno potrà più avere fratelli. La legge sarà applicata in modo nazista con controlli continui sull’identità e la vita delle persone. Chi sgarra si vedrà sequestrati i figli, che saranno messi in sonno criogenico in attesa di tempi migliori. In questo scenario una donna riuscirà a partorire di nascosto 7 gemelle omozigote. La madre muore, il padre è sconosciuto, e il nonno trova una strategia per farle sopravvivere per trenta anni. Un bel giorno il trucco si inceppa e le sette sorelle rischieranno di essere catturate e messe in ghiacciaia o, peggio, uccise dalla temibile polizia adibita al controllo delle nascite. Il resto ve lo lascio godere al cinema.

Alcuni dettagli mi sono sfuggiti: perché gli OGM dovrebbero causare i parti plurigemellari e come in una sala server ci possa essere uno scontro armato con cavi e server che cadono e si spezzano e la postazione internet della protagonista funzionare perfettamente.

Film d’azione, dunque, con alcune scene cruente.

Un dettaglio importante: le sette sorelle sono interpretate da una sola attrice, forse con l’aiuto di qualche controfigura, ma insomma, è una sola. Io, con l’acume che mi contraddistingue e bravissimo a riconoscere la fisionomia delle persone, mi chiedevo dove avessero trovato sette attrici che si somigliavano vagamente e come il resto del mondo (il mondo del film) non se ne fosse accorto.

Buona visione!

[film] Blade Runner 2049

giovedì 12 ottobre 2017

Titolo: Blade Runner 2049
Regia: Denis Villeneuve
Soggetto: Philip K. Dick, Hampton Fancher
Sceneggiatura: Hampton Fancher, Michael Green
Fotografia: Roger Deakins
Musiche: Jóhann Jóhannsson, Hans Zimmer, Benjamin Wallfisch
Altro: USA, 2017, 163 min, genere: fantascienza, direzione del doppiaggio: Simone Mori

Interpreti e personaggi:
Ryan Gosling: Agente K
Harrison Ford: Rick Deckard
Ana de Armas: Joi
Sylvia Hoeks: Luv

(dati da Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio.)

Voto: 8/10

Bel film, davvero. Vale la pena uscire di casa e andare al cinema, con alcune avvertenze:
1) guardate, o riguardate, il Blade Runner del 1982 prima;
2) nonostante sia un ottimo film e con un seguito degno della trama del primo, non vedrete un capolavoro come fece Scott nel 1982. (Sempre che non sia smentito dal tempo, come molti lo furono allora.)

La Tyrell Corporation è fallita ed è stata rilevata da Niander Wallace. Ora i replicanti sono molto più perfezionati e in parte tollerati anche sulla Terra. Rimane il problema di ritirare i modelli vecchi, che ancora fanno molta paura. Il lavoro sporco del ritiro è affidato ai replicanti di ultima generazione, in questo caso l’Agente K. Nel suo ultimo ritiro l’Agente K scopre una sepoltura, che si scoprirà essere quella di Rachael, la replicante salvata da Deckard nel primo film. L’autopsia rivela che Rachael ha avuto un figlio e questo, come potete immaginare, riapre il capitolo Deckard e soprattutto: dove è e chi è questo figlio? Veramente i replicanti si possono riprodurre come gli umani? Se fosse vero, il mondo sarebbe sconvolto, dice il capo di K: per questo motivo si deve trovare e ritirare anche il figlio. Tutte le traccie dei vecchi replicanti vanno eliminate. La verità la troverete al cinema.

Cosa allontana questa pellicola dalla perfezione? Alcune scene inutili: il test di funzionamento di K è insulso è inutile, senza mistero; e l’estrema freddezza di molte scene, dovute alla recitazione per lo più, ma anche dai ruoli dei personaggi: tutti sembrano avere un compito da svolgere e lo svolgono alla perfezione. Nessuno sgarra, a parte, forse, K. Fra i personaggi principali solo la compagna virtuale di K, Joi, e Deckard sembrano rimandare a una vita vissuta.

Cosa c’è da vedere: la fotografia impeccabile e la trama, che in effetti si raccorda benissimo con il primo film. Gli effetti speciali, specie nella scenografia, aggiungono molti dettagli al mondo del futuro. Questo, se da un lato toglie immaginazione, dall’altro aggiunge maestosità e, pur mantenendo lo stesso ambiente cupo dell’originale, le molte viste dall’alto tolgono un poco il senso di claustrofobia.

Sulle musiche la mia amica, più esperta di me, ha detto che siamo molto lontani dal Vangelis del 1982. Io, più di bocca buona e soprattutto più ignorante, quasi non mi sono accorto di nulla e le ho trovate adeguate.

Per ultimo alcune cose lette su ilPost. Sebbene non contengano spolier, ne consiglio la lettura dopo la visione.

Perché vederlo, con tre cortometraggi aggiuntivi:

Guardatelo, “Blade Runner 2049”
Perché è degno erede del primo, dicono i critici, e la parola “arte” è saltata fuori più di una volta in diverse recensioni

Del direttore della fotografia:

Vi è piaciuta la fotografia del nuovo “Blade Runner”?
L’ha curata Roger Deakins, che è considerato tra i migliori al mondo: ha lavorato ad almeno dieci film che conoscete

Del perché vederlo, ma anche del perché non vederlo:

Blade Runner 2049
di Matteo Bordone

Da Gli 88 Folli:

Blade Runner 2049
di Miki Fossati

Aggiornamento 09/11/2017:

Un video sugli effetti speciali:

“Blade Runner 2049” l’hanno fatto anche con pinze e pennelli

[film] Valerian e la città dei mille pianeti

lunedì 25 settembre 2017

Titolo: Valerian e la città dei mille pianeti (Valérian et la Cité des mille planètes)
Regia e sceneggiatura: Luc Besson
Soggetto: Pierre Christin, Jean-Claude Mézières (fumetto: Valérian et Laureline)
Effetti speciali: Philippe Hubin, Jean-Christophe Magnaud
Costumi: Olivier Bériot
Altro: Francia; Genere: avventura, azione, fantascienza; 137 minuti; Anno: 2017; direzione del doppiaggio: Rodolfo Bianchi

Attori:
Dane DeHaan: Maggiore Valerian
Cara Delevingne: Sergente Laureline
Clive Owen: Comandante Arün Filitt
Rihanna: Bubble

(Fonte dati: Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio

Voto: 6/10

Siamo nel 2420 (più o meno) e quella che una volta era la Stazione Spaziale Internazionale è diventata la stazione Alfa. È abitata da migliaia di specie differenti provenienti da tutta la galassia e, diventata troppo grossa, è stata allontanata dalla Terra e vaga nello spazio interstellare.

Valérian et Laureline sono due agenti speciali umani. Hanno come missione il recupero di un Replicatore, simpatico animaletto che fa deiezioni molto preziose, ovviamente unico esemplare rimasto nell’universo. Recuperata la bestiola e portatala sulla stazione Alfa dal Comandante Arün Filitt, sono coinvolti in un’altra missione. Nella stazione Alfa vi è una zona non più sotto il controllo dei suoi abitanti. Nessuno sa cosa stia accadendo in quell’area. I nostri eroi ci finiranno dentro, ovviamente, e risolveranno il mistero.

Non so quanto il film sia fedele allo spirito del fumetto, ma poco importa. Come sceneggiatura, come immagini e situazioni è pieno di citazioni e allusioni, più o meno esplicite, a Star Trek, Star Wars e Avatar. (Sempre che Star Trek, Star Wars e Avatar non abbiano preso loro dal fumetto, visto che è iniziato nel 1967) In ogni caso, per lo spettatore nessuna novità eclatante.

Film comunque gradevole, pieno di effetti speciali, dalla morale molto positiva. Storia d’amore fra i protagonisti compresa nel prezzo.

Buona visione!

[film] Spider-Man: Homecoming

giovedì 27 luglio 2017

Titolo: Spider-Man: Homecoming
Regia: Jon Watts
Soggetto: Stan Lee, Steve Ditko (fumetto)
Jonathan M. Goldstein, John Francis Daley (storia)
Sceneggiatura: Jonathan M. Goldstein, John Francis Daley, Jon Watts, Christopher Ford, Chris McKenna, Erik Sommers
Altro: USA, 2017, 133 minuti, genere: azione, avventura, fantascienza, direttore del doppiaggio: Marco Guadagno

Interpreti e personaggi:
Tom Holland: Peter Parker / Spider-Man
Michael Keaton: Adrian Toomes / Avvoltoio

(Dati da Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio)

Voto: 5/10

Film cazzaro, divertente certo, ma cazzaro.

Secondo reboot, sesto film sul personaggio.

Qui il nostro ha 15 anni e deve imparare a fare l’eroe. Comincia con l’aiutare le vecchiette ad attraversare la strada, ma presto trova un cattivo di seconda categoria con il quale fare esercizio. Gli altri supereroi, che poi è un plurale singolare, visto che compare solo Iron-Man, fanno da mentori e controllori. In altre parole mettono una pezza quando serve.

Ecco, se non siete cultori dei personaggi Marvel forse si potrebbe stare a casa o fare un passeggiata.

[film] Alien: Covenant

sabato 27 maggio 2017

Titolo: Alien: Covenant
Regia: Ridley Scott
Soggetto: Jack Paglen, Michael Green
Sceneggiatura: John Logan, Dante Harper
Effetti speciali: Dan Oliver
Altro: USA, 2017, 122 min, genere: fantascienza, direzione del doppiaggio: Claudio Sorrentino

Interpreti e personaggi:
Michael Fassbender: David 8 / Walter
Katherine Waterston: Daniels
Billy Crudup: Christopher Oram

(Dati da wikipedia a e Antonio Genna)

Voto: 4/10

Prequel della saga Alien – si posiziona fra Prometheus e Alien – il film inizia con una tempesta di neutrini che danneggia i pannelli solari dell’astronave Covenant. I neutrini danneggiano un’astronave?! Fra tutte le particelle conosciute e fra tutte quelle che si potevano inventare gli sceneggiatori, i neutrini (spero non sia un traduzione errata) sono quelli che hanno meno interazione con la materia ordinaria. Ne siamo sommersi e pervasi anche noi ogni giorno senza nessuna conseguenza. Per rilevarli ci dobbiamo inventare strumenti grandi come un transatlantico, tanto sono sfuggenti, e nel film danneggiano un’astronave. Ma facciamo finta di nulla.

Il capitano titolare muore subito a causa di questa tempesta di neutrini e viene sostituito dal suo secondo (Chris Oram) che si rivela in pochissimi minuti insicuro e incauto come pochi. Non gli avreste dato da comandare neanche una bicicletta, figuriamoci un’astronave. Ma tant’è. La missione è portare nuovi coloni su un pianeta abitabile e invece il Nostro Cuor di Leone decide di fare una breve deviazione in giro per il cosmo per inseguire un flebile segnale di presunta natura umana. Si scende su un pianeta biologicamente molto attivo come se si andasse a fare una scampagnata e si finisce in pochissimo tempo nei guai, col solito xenomorfo eccetera. Come gli altri. Di diverso qui c’è l’androide sintetico buono e quello cattivo (idea presa da Star Trek) e come va a finire è talmente telefonato che l’ho capito io, noto beota a cui si deve spiegare tutto, un quarto d’ora prima.

Il finale. Cari sceneggiatori, trovate un modo diverso per fare uscire l’alien dall’astronave. L’effetto risucchio alla lunga annoia e non c’è nemmeno la Weaver ad allietare la suspance.

Un film totalmente inutile.

[film] Life – Non oltrepassare il limite

domenica 2 aprile 2017

Titolo: Life – Non oltrepassare il limite (Life)
Regia: Daniel Espinosa
Sceneggiatura: Rhett Reese, Paul Wernick
Fotografia: Seamus McGarvey
Musiche: Jon Ekstrand
Scenografia: Nigel Phelps
Altro: anno 2017, durata 103 min, genere: thriller, fantascienza, direzione del doppiaggio: Sandro Acerbo

Interpreti e personaggi:
Jake Gyllenhaal: David Jordan
Rebecca Ferguson: Miranda North
Ryan Reynolds: Roy Adams
Hiroyuki Sanada: Sho Kendo
Ariyon Bakare: Hugh Derry
Olga Dihovichnaya: Katerina Golovkin

Voto: 5/10

Praticamente Alien ambientato nella Stazione Spaziale Internazionale nel 2028. Con alcune citazioni a 2001 Odissea nello spazio.

Buona passeggiata.

[film] Il diritto di contare

domenica 19 marzo 2017

Titolo: Il diritto di contare (originale: Hidden Figures)
Regia: Theodore Melfi
Soggetto: Margot Lee Shetterly (libro)
Sceneggiatura: Theodore Melfi, Allison Schroeder
Musiche: Pharrell Williams, Hans Zimmer, Benjamin Wallfisch
Altro: USA, 2016, 127 minuti, biografico, direzione del doppiaggio: Marco Guadagno

Interpreti e personaggi:
Taraji P. Henson: Katherine Johnson
Octavia Spencer: Dorothy Vaughan
Janelle Monáe: Mary Jackson
Kevin Costner: Al Harrison
Jim Parsons: Paul Stafford

Voto: 8/10

(Dati da Wikipedia e Antonio Genna.)

Dove si racconta la storia di tre donne nere, matematiche, che lavorano alla NASA all’inizio degli anni ’60. L’Unione Sovietica aveva surclassato la potente America nella corsa allo spazio mandando per primi in orbita lo Sputnik e poi Gagarin, il primo astronauta. C’era molto lavoro da fare per riprendere il primato dello spazio, i computer ancora erano merce rara e costosa e molti conti necessari per la meccanica e il calcolo dell’orbita venivano fatti a mano. Da donne nere. Tre di loro emergeranno per le loro capacità.

La storia vera è romanzata, si punta molto sulla drammaticità della segregazione razziale dell’epoca. Molte situazioni reali sono state semplificate. Il risultato però è buono, le tre storie sono seguite in modo armonioso. Il messaggio è positivo: donne assertive che ottengono quello che spetta loro: riconoscimento e lavoro qualificato.

Per i dettagli sullo scarto fra realtà e fantasia segnalo un articolo su ilPost. Io l’ho letto prima del film e non mi ha tolto il piacere della visione. Chi però non volesse nessuna anticipazione si astenga dalla lettura.

Da ilPost (spoiler alert: non leggere prima della visione del film):
Le cose vere e quelle finte di “Il diritto di contare”
L’apprezzato film sulle matematiche nere della NASA racconta storie vere, ma è pieno di cose vere a metà o proprio inventate

Una nota su Jim Parson, famoso per interpretare Sheldon Cooper nella serie TV The Big Bang Theory. Una volta vista la serie è molto difficile togliersi dalla mente il personaggio di Sheldon sul grande schermo. Specie se fa la parte del matematico un po’ stronzo.

Nella mia ignoranza musicale mi è sembrata degna di nota la colonna sonora.

Buona visione.

(Dimenticavo: c’è questa mania di tradurre classified con classificato. Ma perché?)

[film] Arrival

domenica 22 gennaio 2017

Titolo: Arrival
Regia: Denis Villeneuve
Soggetto: Ted Chiang (libro)
Sceneggiatura: Eric Heisserer
Musiche: Jóhann Jóhannsson
Altro: USA, 2016, 116 minuti, genere: fantascienza, direzione del doppiaggio: Simone Mori

Attori principali:
Amy Adams: Louise Banks
Jeremy Renner: Ian Donnelly
Forest Whitaker: colonnello Weber

Voto: 9/10

(fonti Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio.)

È un film di fantascienza, non è un film di azione classicamente inteso, c’è la storia d’amore, è un film da vedere almeno due volte. E poi un sacco di altre cose.

Una razza aliena arriva sul nostro pianeta con 12 astronavi a forma di lente. Le astronavi sono sospese a pochi metri da terra e sono in varie parti del mondo. Consentono agli uomini di entrarvi (e uscire). Una di queste è nel Montana. Il governo USA contatta una linguista (una che aveva già lavorato per il governo), Louise Banks, per cercare di comunicare con questa nuova specie. È affiancata da un altro civile, un fisico teorico, Ian Donnelly. L’operazione è portata avanti dai militari che, diciamolo, fanno la figura dei cerebrolesi.

Ma il tema del film è sul linguaggio e sulla sua potenza, sulla sua capacità di cambiare il mondo. In principio era il Verbo, c’è scritto in un libro famoso. Questa è la versione moderna e fantascientifica.

Bravissima e bellissima l’attrice Amy Adams; mi è piaciuta molto la colonna sonora. Pur non essendo un film d’azione, la tensione narrativa nel film è costante. Non ci sono buchi di sceneggiatura e si può capire tutta la trama. Ci sono, però, più livelli di lettura. Per questo, dopo aver visto il film e prima di andarlo a rivedere, consiglio:

Arrival (Denis Villeneuve 2016). Il dono del nuovo monolite
di Giuseppe Marino

“Arrival”, spiegato bene
di Giorgio Busi Rizzi

Chi vuole sapere qualcosa prima della visione del film (da ilPost):

Prima di vedere “Arrival”
Cosa da sapere e da vedere per arrivare preparati – senza spoiler – a un film di cui si parla bene: di fantascienza ma atipico, «epico e intimo»

Aggiornamento 23/01/2017 (da ilPost):
“Arrival” per chi l’ha visto

Buona visione!