Posts Tagged ‘film’

[film] Maleficent – La signora del male

domenica 24 novembre 2019

Titolo: Maleficent – La signora del male (Maleficent: Mistress of Evil)
Regista: Joachim Rønning
Sceneggiatura: Linda Woolverton, Micah Fitzerman-Blue, Noah Harpster
Altro: 2019; USA; 118 minuti; direzione del doppiaggio: Maura Vespini; genere: fantastico; produzione: Disney

Attori:
Angelina Jolie: Malefica
Elle Fanning: Aurora
Michelle Pfeiffer: regina Ingrid
Harris Dickinson: principe Filippo

(dati tratti da Wikipedia e Antonio Genna peri il doppiaggio)

Voto: 5/10

Seguito del primo Maleficent, trattasi di un libero rimaneggiamento della fiaba di Perrault, la bella addormentata nel bosco.

Bello, con tanti effetti speciali, dove i buoni – non credo di fare spoiler, siamo in un film Dinsey – alla fine trionfano.

Comunque il tema non è la lotta fra il bene e il male e nemmeno l’amore trionfa su tutto. Il tema è le suocere sono un problema.

Buona visione! (o anche no)

[film] Moschettieri del Re

martedì 1 gennaio 2019

Titolo: Moschettieri del re – La penultima missione
Regia: Giovanni Veronesi
Soggetto: Alexandre Dumas
Sceneggiatura: Giovanni Veronesi, Nicola Baldo
Altro: Italia; 2018; 105 min; commedia

Attori:
Pierfrancesco Favino: D’Artagnan
Rocco Papaleo: Athos
Valerio Mastandrea: Porthos
Sergio Rubini: Aramis
Alessandro Haber: Cardinale Mazzarino
Margherita Buy: Regina Anna

(fonte dati: Wikipedia)
Voto: 6/10

I moschettieri D’Artagnan, Porthos, Aramis e Athos, richiamati dalla regina di Francia dopo che sono da molti anni “in pensione”, hanno una nuova missione: salvare gli ugonotti dalla persecuzione del Cardinale Mazzarino. La banda darà vita a tante scene divertenti, l’ideale per iniziare l’anno con un sorriso.

[film] Bohemian Rhapsody

domenica 9 dicembre 2018

Titolo: Bohemian Rhapsody
Regia: Bryan Singer e Dexter Fletcher (non accreditato)
Sceneggiatura: Anthony McCarten
Musiche: John Ottman
Scenografia: Aaron Haye
Costumi: Julian Day
Produttori: Jim Beach, Robert De Niro, Graham King, Brian May, Peter Oberth, Bryan Singer, Roger Taylor
Altro: 2018; USA, UK; 134 minuti; genere: biografico, musicale; direzione del doppiaggio: Marco Guadagno

Interpreti e personaggi:
Rami Malek: Freddie Mercury
Ben Hardy: Roger Taylor
Joseph Mazzello: John Deacon
Gwilym Lee: Brian May
Lucy Boynton: Mary Austin

Voto: 8/10

(Dati da Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio.)

Come molti lettori sapranno, il film narra quindici anni di storia dei Queen, dal 1970 al 1985, data del concerto Live Aid, dove Freddie Mercury è ovviamente al centro del racconto. Non sono esperto di musica e di biografie dei cantanti, ma ho trovato il film molto convincente, pur con il limite di far impersonare personaggi tanto famosi da attori. (Molto bravo Rami Malek.)

Segnalo fra i dati del film anche i produttori, perché fra di essi c’è Brian May e Roger Taylor, dei Queen. Comingsoon trova il film superficiale e agiografico e ne incolpa in parte i produttori e in parte il cambio del regista a metà film. In effetti la pellicola ha avuto una storia travagliata, stando a wikipedia, e Mercury non era certo un personaggio facile da ritrarre, ma dubito che indugiare sui suoi eccessi avrebbe apportato maggiore qualità alla biografia. Così come dubito che rappresentare una maggiore conflittualità nella band avrebbe reso il film più realistico. Al di là degli aggiustamenti di sceneggiatura, la complessità del processo creativo, la genialità di Freddie e del gruppo, è ben raccontata e il film coinvolge.

Per l’occasione mi sono ripassato le biografie della band. Brian May laureato in fisica (ha poi ripreso gli studi e concluso il dottorato nel 2007). Roger Taylor laureato in biologia. John Richard Deacon laureato in ingegneria elettronica. Freddie si è diplomato presso l’Ealing Art College. Il rock e la musica per segnare una discontinuità artistica e sociale col passato. Sono dati che colpiscono e chiedo ai miei due lettori rimasti se oggi, nel panorama musicale, ci sia qualcuno di giovane e con uno spessore intellettuale paragonabile. In altre parole: ci sono nuove band che sanno proporre qualcosa di nuovo a questi livelli? E che forse diventeranno famosi e segneranno la storia della musica?

Aggiornamento 10/12/2018 (con un poco di spoiler): Una voce molto critica sulla biografia: Bohemian Rhapsody, il film sui Queen che piace a chi non conosce i Queen di Simone Stefanini su dailybest.it.

[film] Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi)

domenica 9 dicembre 2018

Titolo: Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi) (Dead in a Week: Or Your Money Back)
Regia: Tom Edmunds
Altro: GB; 90 minuti; genere: Commedia; anno 2017; direzione del doppiaggio: Alessia Amendola

Voto: 5/10

Sai quei film che vai a vedere perché non vuoi fare le ragnatele sul divano, epperò non c’è nulla che ti interessi davvero e scegli quello che ti sembra il meno peggio? Ecco, questo è il caso.

Un depresso tenta di suicidarsi, ma non ci riesce. In uno dei suoi tentativi, un fantomatico killer professionista, con tanto di ufficio e partita IVA, si offre per soddisfare il suo desiderio. Ovviamente, appena dato l’ingaggio al killer, il protagonista si innamora e ci ripensa, ma tornare indietro non è così facile.

Film cialtrone, con qualche gag divertente, è inadatto a chi soffre veramente di depressione e/o ha avuto a che fare con veri suicidi.

(Il film è talmente importante che è snobbato da wikipedia. Dati da Comingsoon e per il doppiaggio dal solito Antonio Genna.)

Aggiornamento 10/12/2018: Da uno spunto del commento di Gianc. ho scoperto che il filone ha una lunga storia:
Le tribolazioni di un cinese in Cina
The Man in Search of His Murderer
Les Tribulations d’un Chinois en Chine (film)
The Assassination Bureau
Ho affittato un killer

[film] Il primo uomo

domenica 11 novembre 2018

Titolo: Il primo uomo (First Man)
Regia: Damien Chazelle
Soggetto: dal libro biografico di James R. Hansen
Sceneggiatura: Josh Singer
Montaggio: Tom Cross
Effetti speciali: J.D. Schwalm, Paul Lambert
Musiche: Justin Hurwitz
Altro: USA; 2018; 141 minuti; Genere: biografico, drammatico, storico; direzione del doppiaggio: Marco Guadagno

Interpreti e personaggi:
Ryan Gosling: Neil Armstrong
Claire Foy: Janet Shearon Armstrong

(dati da Wikipedia, per il doppiaggio da Antonio Genna.)

Voto: 8/10

Il film racconta la vita pubblica e privata di Neil Armstrong fra il 1961 e il 1969 ed è basato sulla biografia – autorizzata da Armstrong – di Hansen pubblicata nel 2005.

Non era facile fare qualcosa di originale con un personaggio che ha avuto una vita pubblica esaminata in ogni dettaglio, specie quella relativa all’impresa lunare. Eppure Chazelle ci riesce, anche perché le esercitazioni, i lanci spettacolari del Saturn V, l’atterraggio sulla luna, i pericoli affrontati fanno da contrappunto al racconto della sua vita privata. Qui scopriamo un uomo innamorato del suo lavoro – collaudatore di aerei prima e astronauta dopo – schivo e riservato in pubblico e in privato, ma allo stesso tempo sensibile e determinato.

Armstrong intraprende la carriera di astronauta poco dopo la morte di sua figlia Karen, forse per ridare un senso alla sua vita. Entra nel programma Gemini e poi nel programma Apollo, affrontando ancora numerosi lutti fra i colleghi e amici. Nonostante il dolore provato e le numerose difficoltà, anche di ordine politico e lavorativo, Armstrong dimostra una determinazione e una preparazione che lo porterà a essere scelto come comandante della missione Apollo 11. (Nonostante le immagini e la storia sia stata ormai raccontata in mille modi, l’epica impresa del viaggio verso la Luna emoziona sempre.)

Al suo fianco Neil ha Janet Shearon, una donna altrettanto determinata e innamorata, interpretata da una straordinaria Clair Foy.

Girato con tecnologia IMAX, il regista sa come riportarci agli anni 60. (Forse bastava anche meno.)

Buona visione!

Aggiornamento 14/11/2018:

Radio3Scienza intervista Umberto Guidoni, astronauta, per avere una sua opinione sul film. Qui il link diretto alla puntata.

[film] Solo: A Star Wars Story

sabato 2 giugno 2018

Titolo: Solo: A Star Wars Story
Regia: Ron Howard
Sceneggiatura: Jon Kasdan, Lawrence Kasdan
Effetti speciali: Rob Bredow
Altro: 2018, 135 minuti, USA, genere: fantascienza, direzione del doppiaggio: Carlo Cosolo

Interpreti e personaggi:
Alden Ehrenreich: Han Solo
Woody Harrelson: Tobias Beckett
Emilia Clarke: Qi’ra

(Dati da Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio.)

Voto: 6/10

Dove si racconta la vita di Han Solo prima che diventasse Han Solo che avete visto nei precedenti film.
Carino, ma se ne può fare a meno.

[film] Dickens – L’uomo che inventò il Natale

domenica 31 dicembre 2017

Titolo: Dickens – L’uomo che inventò il Natale (The Man Who Invented Christmas)
Regia: Bharat Nalluri
Soggetto: Les Standiford
Sceneggiatura: Susan Coyne
Altro: 2017; 104 min; Irlanda, Canada; Genere: biografico; direzione del doppiaggio: Mario Cordova

Interpreti e personaggi:
Dan Stevens: Charles Dickens
Christopher Plummer: Ebenezer Scrooge

Voto: 6/10

(Dati da Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio.)

Se non ricordo male era Wisława Szymborska che scriveva dell’assoluta inadeguatezza dello scrittore (per essere precisi, un poeta) a essere protagonista di un film. Ore e ore a guardare un foglio bianco in attesa di una idea che non viene o per una correzione di una pagina. Che film potrebbe mai venire fuori?

In questo caso Coyne e Nalluri ci hanno provato. Romanzando molto la vita dello scrittore (stando alla più scarna e meno drammatica biografia di Dickens che si trova su Wikipedia), assistiamo al processo creativo de Il Canto di Natale. Siamo nell’ottobre 1843 e Dickens è pieno di debiti. Urge un best seller per fine anno. Lo spettatore sarà guidato all’interno delle visioni e i turbamenti dell’autore.

Un film piacevole, ben fatto, ideale per le vacanze e lo spirito natalizio. Peccato che l’opera, il Canto di Natale, sia conosciutissima e quindi le sorprese latitano. :-)

Buona visione!

[film] Gli ultimi Jedi

martedì 26 dicembre 2017

Titolo: Gli ultimi Jedi (originale: Star Wars: The Last Jedi) (Episodio VIII)
Regia: Rian Johnson
Sceneggiatura: Rian Johnson
Effetti speciali: Chris Corbould
Musiche: John Williams
Scenografia: Rick Heinrichs
Altro: 2017, 152 minuti, USA, genere: fantascienza, direzione del doppiaggio: Carlo Cosolo

Interpreti e personaggi:
Mark Hamill: Luke Skywalker
Carrie Fisher: Leia Organa
Adam Driver: Kylo Ren
Daisy Ridley: Rey
John Boyega: Finn

(Dati da Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio.)

Voto: 7/10

Bel film, decisamente meglio del settimo episodio diretto da J.J. Abrams. Ma. C’è un ma. La saga non ha ormai più nulla a che fare con il nucleo centrale della storia (episodi IV-VI) e nemmeno con il prequel (episodi I-III). Certo, l’universo di riferimento è lo stesso, ma l’ideologia epica che lo animava non c’è più. Non è per colpa di questo film o della sceneggiatura o del regista. Il motivo è che le storie hanno un inizio e una fine e raccontano molto dell’autore e del tempo in cui la storia è stata creata. Non siamo più negli anni ’70, Lucas non ha nessun ruolo attivo nello sviluppo della storia; nessun miracolo può fare risorgere ciò che è stato e che è stato portato a compimento in modo eccelso. Dall’episodio VII in poi siamo di fronte solo a una “serie TV” molto costosa, bella fin che si vuole, ma lontana anni luce dal cinema come lo abbiamo inteso fino ad ora. E non è un problema solo di Star Wars. Al cinema è pieno di secondi e terzi episodi di film più o meno riusciti. Sembra si abbia paura di avere nuove idee.

Detto questo, come dicevo, il film mi è piaciuto. I Jedi sono praticamente finiti e ora una nuova generazione dovrà ritrovare la propria identità e le proprie motivazioni per combattere i cattivi.

Bravi tutti gli attori, escluso Kylo Ren, alias Ben Solo interpretato da Adam Driver. Il Cattivo più insulso che abbia mai visto, per lui si dovrebbe creare l’antitesi dell’espressione physique du rôle. Non lo sopporto. Speriamo che sia sostituito presto da qualcuno più degno del ruolo.

[film] Seven sisters

domenica 3 dicembre 2017

Titolo: Seven sisters (originale: What Happened to Monday)
Regia: Tommy Wirkola
Sceneggiatura: Max Botkin, Kerry Williamson
Effetti speciali: Lucian Iordache, Haukur Karlsson
Altro: Paese di produzione: Stati Uniti d’America, Regno Unito, Francia, Belgio; durata: 123 minuti; anno: 2017; genere: fantascienza; direzione del doppiaggio: Andrea Ward

Attori:
Noomi Rapace: sorelle Settman
Clara Read: sorelle Settman bambine
Willem Dafoe: Terrence Settman
Glenn Close: Nicolette Cayman

(Dati da Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio)

Voto: 7/10

In un futuro molto prossimo (2073) la terra rischia di non poter dare più sostentamento alla crescente popolazione mondiale. I cibi OGM risolveranno il problema, ma causeranno molti parti plurigemellari, aggravando ancora di più la crescita demografica. Nicolette Cayman (un politico?) riesce a far imporre al mondo la legge del figlio unico. Nessuno potrà più avere fratelli. La legge sarà applicata in modo nazista con controlli continui sull’identità e la vita delle persone. Chi sgarra si vedrà sequestrati i figli, che saranno messi in sonno criogenico in attesa di tempi migliori. In questo scenario una donna riuscirà a partorire di nascosto 7 gemelle omozigote. La madre muore, il padre è sconosciuto, e il nonno trova una strategia per farle sopravvivere per trenta anni. Un bel giorno il trucco si inceppa e le sette sorelle rischieranno di essere catturate e messe in ghiacciaia o, peggio, uccise dalla temibile polizia adibita al controllo delle nascite. Il resto ve lo lascio godere al cinema.

Alcuni dettagli mi sono sfuggiti: perché gli OGM dovrebbero causare i parti plurigemellari e come in una sala server ci possa essere uno scontro armato con cavi e server che cadono e si spezzano e la postazione internet della protagonista funzionare perfettamente.

Film d’azione, dunque, con alcune scene cruente.

Un dettaglio importante: le sette sorelle sono interpretate da una sola attrice, forse con l’aiuto di qualche controfigura, ma insomma, è una sola. Io, con l’acume che mi contraddistingue e bravissimo a riconoscere la fisionomia delle persone, mi chiedevo dove avessero trovato sette attrici che si somigliavano vagamente e come il resto del mondo (il mondo del film) non se ne fosse accorto.

Buona visione!

[film] Blade Runner 2049

giovedì 12 ottobre 2017

Titolo: Blade Runner 2049
Regia: Denis Villeneuve
Soggetto: Philip K. Dick, Hampton Fancher
Sceneggiatura: Hampton Fancher, Michael Green
Fotografia: Roger Deakins
Musiche: Jóhann Jóhannsson, Hans Zimmer, Benjamin Wallfisch
Altro: USA, 2017, 163 min, genere: fantascienza, direzione del doppiaggio: Simone Mori

Interpreti e personaggi:
Ryan Gosling: Agente K
Harrison Ford: Rick Deckard
Ana de Armas: Joi
Sylvia Hoeks: Luv

(dati da Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio.)

Voto: 8/10

Bel film, davvero. Vale la pena uscire di casa e andare al cinema, con alcune avvertenze:
1) guardate, o riguardate, il Blade Runner del 1982 prima;
2) nonostante sia un ottimo film e con un seguito degno della trama del primo, non vedrete un capolavoro come fece Scott nel 1982. (Sempre che non sia smentito dal tempo, come molti lo furono allora.)

La Tyrell Corporation è fallita ed è stata rilevata da Niander Wallace. Ora i replicanti sono molto più perfezionati e in parte tollerati anche sulla Terra. Rimane il problema di ritirare i modelli vecchi, che ancora fanno molta paura. Il lavoro sporco del ritiro è affidato ai replicanti di ultima generazione, in questo caso l’Agente K. Nel suo ultimo ritiro l’Agente K scopre una sepoltura, che si scoprirà essere quella di Rachael, la replicante salvata da Deckard nel primo film. L’autopsia rivela che Rachael ha avuto un figlio e questo, come potete immaginare, riapre il capitolo Deckard e soprattutto: dove è e chi è questo figlio? Veramente i replicanti si possono riprodurre come gli umani? Se fosse vero, il mondo sarebbe sconvolto, dice il capo di K: per questo motivo si deve trovare e ritirare anche il figlio. Tutte le traccie dei vecchi replicanti vanno eliminate. La verità la troverete al cinema.

Cosa allontana questa pellicola dalla perfezione? Alcune scene inutili: il test di funzionamento di K è insulso è inutile, senza mistero; e l’estrema freddezza di molte scene, dovute alla recitazione per lo più, ma anche dai ruoli dei personaggi: tutti sembrano avere un compito da svolgere e lo svolgono alla perfezione. Nessuno sgarra, a parte, forse, K. Fra i personaggi principali solo la compagna virtuale di K, Joi, e Deckard sembrano rimandare a una vita vissuta.

Cosa c’è da vedere: la fotografia impeccabile e la trama, che in effetti si raccorda benissimo con il primo film. Gli effetti speciali, specie nella scenografia, aggiungono molti dettagli al mondo del futuro. Questo, se da un lato toglie immaginazione, dall’altro aggiunge maestosità e, pur mantenendo lo stesso ambiente cupo dell’originale, le molte viste dall’alto tolgono un poco il senso di claustrofobia.

Sulle musiche la mia amica, più esperta di me, ha detto che siamo molto lontani dal Vangelis del 1982. Io, più di bocca buona e soprattutto più ignorante, quasi non mi sono accorto di nulla e le ho trovate adeguate.

Per ultimo alcune cose lette su ilPost. Sebbene non contengano spolier, ne consiglio la lettura dopo la visione.

Perché vederlo, con tre cortometraggi aggiuntivi:

Guardatelo, “Blade Runner 2049”
Perché è degno erede del primo, dicono i critici, e la parola “arte” è saltata fuori più di una volta in diverse recensioni

Del direttore della fotografia:

Vi è piaciuta la fotografia del nuovo “Blade Runner”?
L’ha curata Roger Deakins, che è considerato tra i migliori al mondo: ha lavorato ad almeno dieci film che conoscete

Del perché vederlo, ma anche del perché non vederlo:

Blade Runner 2049
di Matteo Bordone

Da Gli 88 Folli:

Blade Runner 2049
di Miki Fossati

Aggiornamento 09/11/2017:

Un video sugli effetti speciali:

“Blade Runner 2049” l’hanno fatto anche con pinze e pennelli