Posts Tagged ‘filosofia’

Baricco e l’intelligenza novecentesca

mercoledì 10 marzo 2021

Questo mio comizio è una risposta all’articolo apparso ieri su ilPost:

Mai più, prima puntata
«Esiste un’intelligenza non novecentesca? La stiamo formando da qualche parte, in qualche scuola, in qualche azienda, in qualche centro sociale? Abbiamo ragione di pretendere che emerga in superficie nella gestione del mondo, e di pretenderlo con una rabbia pericolosa?»
di Alessandro Baricco

Si parla della morte dell’anima che l’isolamento dovuto alla pandemia induce, al TINA anche conosciuto come “there is no alternative”, fenomeno per cui, date certe premesse, è d’obbligo agire in un certo modo. E poi Baricco si chiede: Esiste un’intelligenza non novecentesca?

Ho trovato questa analisi molto povera e “vecchia”.

Molto povera perché ha uno sguardo molto limitato del fenomeno. Nel mondo la pandemia è stata affrontata in modi molto diversi, con sistemi sanitari molto peggiori e molto migliori del nostro, con politiche molto diverse dalla nostra. Alcuni Stati avevano un piano per la pandemia e l’hanno seguito, altri Stati la pandemia l’hanno negata, altri ancora non hanno, ancora oggi, le risorse per affrontarla. In tutti i casi le rispettive popolazioni hanno pagato un prezzo sociale, economico, psicologico. Le premesse diverse ci sono state da qualche parte del mondo, eppure gli effetti si sono visti anche lì e in nessun caso sono stati piacevoli. Quindi in questa frase

“Rimesse in sella dalla pandemia, le élites novecentesche se ne stanno ben salde ai tavoli di comando della cosa pubblica, dirigendo le operazioni strategiche contro il virus.”

Baricco di chi sta parlando? Di Conte o di Draghi? Di Bolsonaro o di Xi Jinping? Di Trump o di Biden? Perché non hanno fatto e detto tutti la stessa cosa.

Per quanto riguarda il fenomeno TINA è curioso che questo veniva descritto da Tolstoj in Guerra e Pace nel 1800. Non è nemmeno un modo di raccontare le cose novecentesco, è anteriore. Affascinante, ma non racconta tutto ed è solo un modo per vedere le cose. Non è l’unico.

Vedremo se Baricco riuscirà a raccontare anche cosa c’è di poco novecentesco in questa pandemia. Ma parto prevenuto.

“Completano questa grandiosa ritirata dal vivere facendo un uso massiccio e ipnotico di oggetti, i device digitali, che erano nati per moltiplicare l’esperienza e ora risultano utili a riassumerla in un ambiente igienizzato e sicuro.”

Il fatto che possiamo vederci, sentirci, leggere, vedere cose, informarci, in molti casi lavorare e avere uno stipendio con una rete che nel 1900 non esisteva è, per Baricco, un modo per avere una esperienza asettica e sicura e disumanizzante che rende inevitabile isolarci per non ammalarci. Non è una risorsa mai avuta prima che detta nuove regole, apre nuove possibilità, che ha dei pro e dei contro. Ci toglie semplicemente l’anima.

Le premesse non mi sembrano buonissime per la nascita di un pensiero post novecentesco. Vedremo se nelle prossime puntate ci saranno delle novità.

Aggiornamento:

Un comizio altrui sempre sul tema del post di Baricco:

Appena
di Squonk

Aggiornamento 13/03/2021:

Un altro comizio altrui:

Quel po’ di pace
di LoScorfano

[libro] Helgoland

martedì 6 ottobre 2020

Autore: Carlo Rovelli
Titolo: Helgoland
Editore: Adelphi
Altro: ISBN 9788845935053; p. 228; 15,00€; I ed 2020; genere: saggistica: fisica, filosofia; Piccola Biblioteca Adelphi 756

Voto: 9/10

Opera non facile, questa volta, e non per la parte in cui si parla di fisica, almeno per me, parte fra l’altro ridottissima. La parte difficile è dove l’autore cerca di trarre delle conclusioni filosofiche da quanto sappiamo della teoria dei quanti.

La realtà che pensavamo di conoscere è definitivamente svanita, nella nuova concezione di Rovelli. Cambia radicalmente il modo di vedere il mondo: da un mondo pieno di oggetti nella scatola dell’Universo, a un Universo pieno di oggetti che interagiscono. Le proprietà degli oggetti, il peso del vostro gatto, l’azzurro del cielo, l’elettrone nello schermo di un laboratorio, sono il risultato di queste interazioni fra oggetti. La realtà non è più l’oggetto, ma l’interazione fra gli oggetti. Se un oggetto non interagisce con nulla (o per lo meno, direttamente o meno, con noi), di questo oggetto non possiamo dire nulla. Al massimo possiamo fare qualche previsione probabilistica, ma nulla di più. In questo modo alcuni dei paradossi della fisica quantistica (il gatto di Schrödinger, l’esperimento dell’elettrone e la doppia fenditura e altro ancora) sono chiaramente spiegabili con la mancanza di interazione, prima, e poi la successiva interazione.

Ok, ci ho provato, ma non credo di esserci riuscito. Rovelli impiega molte più pagine ed è molto più chiaro.

Il pensiero di Rovelli si inserisce nella scia del pensiero filosofico di Mach e altri, anche di autori orientali come Nagarjuna; l’autore spazia parecchio, arrivando a citare Lenin e Bogdanov.

Non mancano le esperienze e le sensazioni personali.

Curiosità: scopro che Mach, oltre che fisico, è stato anche filosofo e quasi neuroscienziato. E che Schrödinger era un donnaiolo impenitente, persino più di Einstein.

Per sapere il perché del titolo, però, dovrete leggerlo. Almeno la quarta di copertina.

Buona lettura!

[libro] Ci sono luoghi al mondo dove più delle regole è importante la gentilezza

sabato 25 Maggio 2019

Autore: Carlo Rovelli
Titolo: Ci sono luoghi al mondo dove più delle regole è importante la gentilezza – Articoli per i giornali
Editore: Corriere della Sera (RCS)
Altro: ISBN 978882800901, I ed. 2018, p. 286, 17,50€

Voto: 8/10

In questo volume Carlo Rovelli, noto fisico italiano che ovviamente insegna a Marsiglia, raccoglie alcuni articoli che sono usciti sul Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, La Repubblica e altrove. I temi sono vari: si va dalla politica alla religione, dalla filosofia della scienza ai suoi viaggi. C’è un po’ di tutto. (Molti degli articoli li potete rintracciare ancora sul web.) Ovviamente i pezzi più interessanti sono quelli che riguardano la scienza (vari gli articoli sui buchi neri), ma anche quelli che riguardano la filosofia danno molti spunti di riflessione.

Io mi sono trovato in sintonia su quasi tutto, come mi capita spesso con i fisici, ma la cosa riguarda solo me. A voi dico che dai suoi scritti traspare una grande sensibilità umana e una grande curiosità verso il mondo che si traducono in una continua capacità di mettersi in discussione e farsi domande, senza rinunciare all’affidabilità (non alle “certezze scientifiche”, distinguo importante che spiega in un articolo) delle conoscenze scientifiche attuali.

Lettura facile, snella, ideale per avere un punto di vista piuttosto inusuale nel panorama culturale italiano. Non sono tanti gli scienziati che scrivono sui giornali su temi anche non scientifici.

Due righe sul titolo: non l’ha scelto l’editore, ma l’autore. Non mi piace affatto, troppo verboso. Il libro è stato presentato su Radio3 Scienza.

Buona lettura!

[libro] Che cos’è la scienza

domenica 4 febbraio 2018

Autore: Carlo Rovelli
Titolo: Che cos’è la scienza – La rivoluzione di Anassimandro
Editore: Mondadori (Oscar saggi)
Altro: ISBN: 9788804672098; genere: saggistica; p. 202; 14,00€; I ed. 2014; prefazione di Armando Massarenti

Voto: 9/10

Dove si discute del contributo fondamentale del pensiero di Anassimandro nel pensiero scientifico, di cosa sia la scienza come pensiero e come metodo e di cosa c’era prima.

Nonostante di Anassimandro ci sia rimasto pochissimo, con quel poco si può dedurre ragionevolmente il grande passo compiuto dal filosofo greco: la rinuncia della spiegazione divina, la critica costruttiva rispetto ai predecessori attraverso il ragionamento, l’idea di legge naturale, l’idea che ci possano essere enti invisibili che diano una spiegazione di quanto osservato. Tutte cose che a noi possono sembrare ovvie, ma che, da quanto sappiamo, prima non erano mai state prese in considerazione. Rovelli indica come questi aspetti siano stati determinanti per la nascita del pensiero scientifico e di come questi siano stati sviluppati dalla filosofia greca nei secoli successivi.

Nella parte finale del saggio Rovelli si cimenta in un discorso più generale sulla scienza, vista non solo come metodo, ma anche come visione del mondo, e la sua distanza dalla religione.

Un libro di taglio decisamente filosofico, dove ho potuto ripensare a quanto studiato da ragazzo (La struttura delle rivoluzioni scientifiche di Kuhn e le tesi di Popper) e con il quale si può apprezzare la straordinaria potenza e versatilità del pensiero scientifico.

Buona lettura!

[libro] Socrate, per esempio

giovedì 14 settembre 2017

Autrice: Mariangela Galatea Vaglio
Titolo: Socrate, per esempio – Altre storie dal passato
Editore: Lit Edizioni s.r.l. – Collana Ultra Novel
Altro: ISBN 9788867763146, p.255, 16,00€, genere: saggio filosofico, storico

Voto: 7/10

Partiamo subito dai difetti: manca una cartina dei luoghi citati e una breve cronologia dei fatti e dei personaggi. Due cose che aiuterebbero molto a collocare i vari capitoli nel loro tempo e luogo.

Ma di cosa stiamo parlando? Chi ha già letto Didone, per esempio, avrà già capito: una rapida carrellata dei filosofi presocratici (siamo attorno al V secolo a.C.), con le loro storie, le loro filosofie, le loro avventure. Il taglio è colloquiale, quasi da conversazione dopo cena; lo scopo è fare vedere quanto siano attuali i filosofi di allora, quanto poco siano cambiati alcuni comportamenti nella politica nonostante i 2500 anni passati. E quindi troviamo Mileto, la città cosmopolita, gli esperti di marketing come Pisistrato (a lui pare dobbiamo la forma scritta dell’Iliade e dell’Odissea), la nascita della storia con Erodoto, le sette segrete con Pitagora, gli intrighi politici nell’ultimo capitolo, con Socrate, e tanto altro.

Non è un manuale di filosofia, sia chiaro, è evidente che molte lacune storiche sono state riempite dalla retorica di Galatea, ma non è nemmeno una ricostruzione inaccurata e fantasiosa della storia della filosofia. (Galatea è una studiosa della materia ed è molto precisa nella narrazione dei fatti.) È un tentativo, riuscito benissimo, di avvicinare un mondo che pensiamo lontano e invece è molto, molto vicino. Sono passati i secoli, ma alcuni comportamenti umani sono cambiati ben poco.

Buona lettura!

Filosofia a badilate

giovedì 28 Maggio 2015

Galatea ci offre un servizio notevole: badilate di cultura sui filosofi greci. Per grandi e piccini.

Prima Puntata: Talete di Mileto
Seconda Puntata: Anassimandro di Mileto

State tonnati sul canale YT di Galatea.

WTF /1

martedì 19 Maggio 2015

Desiderio di stupire, di uscire dagli schemi, senza però cambiare la storia dell’umanità. Un modo per saggiare i confini del possibile e del senso comune del bello. Una operazione che rimarrà forse solo nei libri di storia dell’arte o di filosofia estetica. Noi, poveri mortali, ignoranti e conformisti, diremo Ma che cavolo?! che nel gergo internettiano un poco volgare si scrive WTF?!

La fine del mondo del 2012 è lontana, il mondo è ancora tutto qui, con le sue disgrazie e le sue bellezze. (Il pippone sta per finire.) Tutto questo per dire che da oggi la rubrica La fine del mondo è vicina cambia nome, solo per motivi estetici, ovviamente. La sostanza rimarrà la stessa, più o meno.

Iniziamo questo nuovo corso con le scarpe coi capelli:

Artist implants human hair onto shoes to create hairy stilettos
di Inigo del Castillo

(Grazie a TaS su frenf.it)

Il metodo scientifico, il Dr. Jekyll e Mr. Hyde

martedì 10 febbraio 2015

Segnalo qui un interessante articolo di Amedeo Balbi su ilPost:

Il metodo scientifico, il Dr. Jekyll e Mr. Hyde

L’articolo è piuttosto lungo, ma chi è interessato di fisica, filosofia e, perché no, metafisica, dovrebbe leggerlo. In pratica Balbi ci informa che esistono teorie fisiche (?) che, nel tentativo di dare un senso al nostro Universo, si collocano al confine fra queste tre branche del sapere. Un confine molto labile e instabile che il cosmologo Max Tegmark ha cercato di esplorare in un suo libro: L’universo matematico. La ricerca della natura ultima della realtà (ISBN: 9788833922669). In pratica siamo in parte ritornati indietro di qualche secolo, quando metafisica, filosofia e fisica erano di fatto la stessa materia. Ricordate Aristotele? (Non è vero, abbiamo una maggiore consapevolezza dei confini fra le materie.)

Buona lettura.

Quanto costa la miopia intellettuale?

venerdì 14 novembre 2014

Io, sinceramente, mi sono stancato di questa domanda (da ilPost):

Quanto costa la missione Rosetta
di Emanuele Menietti
La risposta a una domanda ricorrente: per atterrare su una cometa a 510 milioni di chilometri dalla Terra servono molti soldi, ma probabilmente meno di quanti pensate

Con il sottinteso ovvio: ma a cosa serve spendere tutti quei soldi?

Di solito chi se la pone ha la lungimiranza di un criceto, senza offesa per i criceti, ovviamente. Vale la pena rispondere a individui simili? No, perché la stessa domanda te la porranno al prossimo traguardo scientifico di cui non capiranno la portata.

Magari qualche giovane virgulto che non sa come va il mondo e fa questa domanda con legittima curiosità, dirà qualcuno. Sto diventando vecchio e anche un poco stronzo. No, se sei giovane e hai di queste curiosità, sei più vecchio di me. La curiosità umana è una delle poche cose che ci distingue dalle bestie, quindi se non sei curioso di sapere cosa c’è su una cometa hai la mente di un criceto.

Ma a me di cosa ci sia su una cometa non importa nulla. Legittimo. Ma, sempre che tu non sia un criceto, sai anche molto bene quanto una curiosità intellettuale possa bruciare e la risposta al perché si va a vedere una cometa già ce l’hai: a qualcuno interessa. Tanto.

Magari è solo uno interessato a cose economiche. Sono sfortunato. Mai sentite domande sulle spese militari da chi fa domande sulle spese scientifiche. Ammazzarsi vale sempre la pena, per alcuni.

Niente da fare quindi. Chi si chiede quanto costa la missione Rosetta dovrebbe girare nelle ruote insieme ai criceti. Comunque la risposta è semplice: se oggi chi si fa queste domande sta comodamente in poltrona a vedere la TV o a cazzeggiare su Faccialibro o al bar, al caldo e all’asciutto, è perché i suoi simili nel passato non si sono fatti la domanda di quanto costa essere curiosi del mondo. Per essere più precisi: se la sono fatta dopo, quando hanno dovuto trovare fondi per le loro ricerche, immersi in un mondo di criceti.

Lettura consigliata:

Il più grande uomo scimmia del Pleistocene

(Non adatta ai criceti, ovviamente.)

[libro] “La Rete è libera e democratica” Falso!

domenica 19 ottobre 2014

Autore: Ippolita
Titolo: “La Rete è libera e democratica” Falso!
Editore: Laterza. Collana Idòla
Altro: ISBN 9788858111826, p. 94, 9,00 €, saggistica, pubblicato con licenza CC by-nc-sa, 3.0

Voto: 8

Questo è un saggio sulla Rete scritto da persone che hanno (almeno!) un minimo di competenza tecnica. Questo è un saggio filosofico, a tratti non proprio semplicissimo, ma che propone tesi forti, dalle conseguenze notevoli. Questo è un saggio che ogni persona che si avvicina alla Rete dovrebbe leggere.

Vengono smontati alcuni falsi miti legati alla Rete, come la possibilità di una crescita (anche economica) illimitata, la democraticità della Rete (il M5S non è mai nominato, ma è ben presente), la possibilità di una trasparenza totale (ancora M5S). Viene descritto il potere omologante dei social network, la perdita della nostra identità, prima ancora della privacy, proprio con strumenti che sembrano esaltarla. Vengono insomma ribaltati molti luoghi comuni e la visione della Rete sembra essere a tinte fosche. (Noto anche una divergenza con alcune tesi Mantelliane, come quella di Internet come biblioteca universale.)

Il saggio offre veramente molti punti di riflessione, e forse una maggiore lunghezza avrebbe aiutato, ma alcuni punti che ridanno speranza a questa tecnologia sono da segnalare. La Rete come luogo di ricerca personale, non mediata dai motori di ricerca; la Rete come luogo di identità complesse e non omologate; la Rete come possibilità di strumento di socializzazione locale e reale. Per far questo, dice Ippolita, bisogna sganciarsi il più possibile dai grandi operatori del web, acquisire una competenza tecnica informatica di base (almeno), ed evitare di ricostruire logiche di massa tipiche dei socialcosi. (Per Ippolita “piccolo è bello”.) Insomma Ippolita è figlio della Rete pre 2000 e ancora crede che sia possibile usarla per migliorarci. Resta da verificare se la strada indicata da Ippolita è quella giusta. Lo sapremo solo se saremo capaci di percorrerla.