Posts Tagged ‘giallo’

[libro] Delitti dal futuro

sabato 22 aprile 2017

Autore: AA.VV.
Titolo: Delitti dal futuro
Editore: ISTOS
Altro: genere: fantascienza, giallo; raccolta di racconti a cura di Gian Filippo Pizzo; Anno: 2016; I edizione; ISBN: 9788869400230; p. 300

Voto: 7/10

È una raccolta di racconti italiani di fantascienza tinta di giallo, tutti ambientati in casa nostra. Lettura di svago, piacevole. Alcuni racconti potevano osare di più, ma sapete che ho dei pregiudizi sulla fantascienza italiana.

La cura editoriale è decisamente scarsa, con refusi e altri errori grossolani, come una Linda che diventa Laura.

Buona lettura.

[libro] Novelle col morto

mercoledì 14 gennaio 2015

Autrice: Gaia Conventi
Titolo: Novelle col morto
Editore: Betelgeuse Editore, collana Orion
Altro: ISBN 9788863490381, I ed. 2014, pagine 276, 14,00 €, genere: giallo

Voto: 6/10

Confesso che ero sul punto di mettere il libro nella categoria libri no, ma il finale del secondo racconto e un ripensamento sulla prosa di Gaia mi ha fatto ricredere. O forse, molto più vigliaccamente, salvare il suo romanzo è un modo per assicurarmi di essere ancora ammesso ai giraritrovi. (E questo vale come dichiarazione di conflitto di interessi.)

Ma veniamo al dunque.

Di che parla Novelle col morto? Il libro apparitene alla categoria gialli, ma Gaia ci mette del suo. Sono due racconti lunghi ambientati in un luogo immaginario della provincia ferrarese, Arginario Po. Nel primo si avrà a che fare con delle mummie in una cripta situata in una Pieve sperduta nella pianura padana. Mummie in soprannumero rispetto alle previsioni, da cui il giallo. Come spiegare l’eccedenza?
Nel secondo avremo a che fare con un festival letterario dedicato al genere giallo e anche qui avremo un morto prima del festival, questa volta reale e non immaginario. In entrambi i casi le indagini, se così possiamo chiamarle, non hanno nulla di eclatante e sono molto artigianali, scordatevi cioè CSI e colpi di scena da lasciarvi senza respiro. I personaggi invece sono molto particolari: sono tutti appartenenti ad Arginario Po e alla provincia ferrarese e la maggior parte di essi trasudano provincialismo e grettezza da ogni poro.

Per quanto riguarda la prosa, invece, direi che mi ha sconcertato e stupito non poco. Primo perché è molto diversa da Giallo di zucca, secondo perché sembra quasi in antitesi con il carattere casinista che l’Autrice mostra durante i ritrovi: lenta, ridondante, discutosa, direbbe Lacomizietta, la tira per le lunghe, direbbe Gaia di un altro che avesse l’ardire di scrivere nello stesso modo. Inoltre il primo racconto è di fatto un giallo storico e Gaia non è amante del genere. Come è possibile che ci abbia provato? Ho avuto quindi l’impressione che questo sia un’opera di passaggio, un esperimento per un lavoro diverso e molto più consistente.

I personaggi sono dei pavidi nel primo racconto e delle vipere nel secondo. Gaia ha la capacità di muoverli come delle marionette in un teatro dell’assurdo e alla fine strappa più di un sorriso.

Debole, e non poteva essere diversamente visti i personaggi e la prosa, l’aspetto giallo dei racconti. Ma forse, come dicevo, il giallo è solo una scusa per divertirsi un poco e sperimentare.

Buona lettura!

(Con il secondo racconto potrebbe venirci fuori una pièce teatrale niente male…)

Bonus:
Il libro l’ho trovato alla Feltrinelli del Duomo a Milano. No, dico, Gaia sta diventando famosa!

Novelle col morto di Gaia Conventi alla Feltrinelli del Duomo a Milano

Novelle col morto di Gaia Conventi alla Feltrinelli del Duomo a Milano

E con questa lisciata dovrebbero essere due gli spritz che mi deve, che a Bologna non ha ottemperato al primo. :-)

[libro] Il giorno dei morti

sabato 20 dicembre 2014

Autore: Maurizio De Giovanni
Titolo: Il giorno dei morti – L’autunno del commissario Ricciardi
Editore: Einaudi – collana Stile Libero Big
Altro: ISBN: 9788806213930, p. 316, 12,00 €, I Ed. Fandango 2010, genere: giallo

Voto: 8/10

È vero che l’autore fa di tutto per renderei i romanzi del commissario Ricciardi indipendenti, ma questo va letto assolutamente prima di Per mano mia. Devo anche dire che i trucchi narrativi per rispiegarci di volta in volta i personaggi sono veramente ben fatti, anche se a volte stancano. Insomma le cose già le sappiamo, inutile rileggerle per la quarta volta.

In questo romanzo De Giovanni ci mette subito sulle spine. I lettori ormai sanno che Ricciardi vede il fantasma dei morti non naturali, ma del bambino avvelenato trovato senza vita sulla strada non vede nulla. È ovvio che il cadavere è stato spostato; il fantasma abita il luogo della morte, ma sulla strada non c’è.

Tutti gli indizi fanno pensare ad un incidente: il bambino morto è un ragazzo di strada, che vive di espedienti, e potrebbe aver scambiato un’esca per un appetitoso pasto. Ma Ricciardi, prima di chiudere il caso, vuole prima trovare il fantasma e sentire la sua voce. Lo troverà alla fine e riuscirà a risolvere il caso.

In parallelo troviamo un Ricciardi incapace di gestire le sua ammiratrici e un vicequestore idiota e tronfio come pochi.

Sullo sfondo, la Napoli del 1931.

Da leggere.

[libro] Per mano mia

giovedì 4 dicembre 2014

Autore: Maurizio De Giovanni
Titolo: Per mano mia – Il Natale del commissario Ricciardi
Editore: Einaudi, Collana Stile Libero Big
Altro: ISBN: 9788806216849, 12,00 €, p. 306, I ed. 2011, genere: giallo

Voto: 7/10

De Giovanni sa scrivere, questo è appurato. E sa creare atmosfere, anche questo è certo. In questa trama mi sfugge un attimo l’intuizione che ha fatto risolvere il caso, ma sono certo che è stata una mia disattenzione. Il colpevole e la dinamica del delitto sono di sicuro impatto.

Pur essendo autonomi, i romanzi della serie “Ricciardi” andrebbero letti con ordine, che i personaggi ricorrenti, anche se di poco, evolvono e si dispiegano. Consultate il link a wikipedia per l’ordine di lettura.

Come di consueto alla fine del romanzo, l’autore immagina un suo incontro con un suo personaggio. Surreale come sempre. In questo volume l’incontro con Enrica, la wannabe fidanzata di Ricciardi.

Per l’ambientazione e i personaggi fissi rimando alla mia prima recensione.

[libro] La condanna del sangue

venerdì 4 luglio 2014

Autore: Maurizio De Giovanni
Titolo: La condanna del sangue – La primavera del Commissario Ricciardi
Editore: Einaudi – Collana Stile Libero Big
Altro: ISBN 9788806213947, p. 300, 12,00 €, in coda l’autore incontra Maione

Voto: 8/10

Rimando al precedente romanzo la descrizione del protagonista Ricciardi e del suo seguito, qui mi limito a confermare De Giovanni come ottimo narratore che con grande efficacia ci fa rivivere l’atmosfera della Napoli del 1931, i pensieri e le apprensioni dei protagonisti.

Consiglio al lettore con memoria pessima come la mia di scriversi i nomi dei personaggi che incontra man mano. Nelle prime 20 pagine ne presenta, se non ricordo male, 18. In tutto sono circa 25. De Giovanni li farà incontrare e scontrare quasi tutti. Uno schema, in questi casi, aiuta.

La storia narra di una cartomante e usuraia uccisa a bastonate in casa sua. E di una donna bellissima sfregiata al volto. I sospetti sono tanti, il Fatto (v. presentazione precedente) in questo caso è quasi fuorviante. Le apparenze, ovviamente, ingannano; i colpi di scena dell’ultimo minuto scombinano tutte le previsioni.

Inoltre in questo volume Ricciardi e Maione sono colpiti al cuore, quello sentimentale, non quello anatomico. Riusciranno a riprendersi?

Alla fine dei suoi romanzi De Giovanni gioca ad incontrare i suoi personaggi. In questo incontra il brigadiere Maione. Surreale e suggestivo come al solito.

(Non l’ho detto, ma il romanzo appartiene al genere giallo. Il Commissario nel titolo è un indizio per i più perspicaci.)

Buona lettura!

[libro] Giallo di zucca

giovedì 3 luglio 2014

Autrice: Gaia Conventi
Titolo: Giallo di zucca
Editore: Betelgeuse Editore
Altro: ISBN 9788863490299, p. 238, 14,00 €, I ed. 2013, premessa di Marcella Zappaterra, nota finale di Patrizia Lucchini, il romanzo è il sequel di Una scomoda indagine e un cane fetente.

Voto: 7/10

Lo dico subito: questo volume l’ho ricevuto in regalo dall’autrice con tanto di dedica. Ma scusa, non avevi detto che i libri te li compravi tu e non accettavi regali dall’autore? Vero, ma avevo anche detto che alcuni fortunati sarebbero riusciti a corrompermi. E con questa recensione siamo a quota due (l’altra è stata Cetta De Luca). Come vedete non è impossibile.

In realtà le cose non vanno come vorrebbero certi autori o case editrici, che sbucano dal nulla e vorrebbero una mia recensione di cose che non ho chiesto. Io seguo Gaia sul suo blog Giramenti da molto tempo e mi ero incuriosito del suo ultimo libro. L’ho messo nella lista dei desideri di anobii e quando ci siamo incontrati ci siamo scambiati dei regali di carta. Il suo era Giallo di zucca. Quindi non è stata Gaia a chiedere a me una lettura del suo romanzo, ma io a lei. (Idem con Cetta De Luca, anche se per vie più tortuose.)

Ma veniamo alla zucca. Il romanzo appartiene di diritto al genere giallo e quindi è adatto per le vostre vacanze: divertente, non impegna, dal ritmo lento ma inesorabile tipico del Po.

Si parla di Luchino Girondi, poliziotto e fotografo della scientifica in stanza Milano ma di origini Ferraresi e del suo cane Poirot, soprannominato cane fetente dall’autrice. Quando Luchino legge di un misterioso suicidio in una libreria della sua città natale, la sua curiosità prevale sui suoi doveri di obbedienza alle gerarchie pulesche e inizia una sua personalissima, ufficiosa e quanto mai sgangherata indagine. Ecco quindi la scusa per conoscere la divertente famiglia di Luchino, per la precisione gli zii librai e il cugino Pierfilippo, il cane Poirot e ovviamente Ferrara, con i suoi vicoli, i suoi palazzi e il suo Palio. (Sì, anche Ferrara ha il Palio, non solo Siena. E wikipedia dice che è il più antico del mondo.)

Oserei dire che il giallo rimane per buona parte del romanzo sullo sfondo, perché i personaggi con i loro numeri tengono banco per un buon numero di pagine. Il cane Poirot non è fetente per cattiveria, ma per simpatia, ecco. Ma la miscela di gag e di trama gialla è buona e si arriva in volata alla fine del libro con molto piacere. Come dicevo più sopra, ideale per la spiaggia.

Ma veniamo ai difetti, che altrimenti vengo tacciato di buonismo. Il primo, a dire il vero, non è neanche colpa di Gaia: la premessa della presidentessa della Provincia di Ferrara Zappaterra. Per aver concesso il patrocinio della Provincia in pieno agosto è sicuramente un’ottima amministratrice, ma per le premesse ha bisogno di un ghost writer. Saltatela a piè pari per non demoralizzarvi.
Secondo: ho contato 32 nomi commerciali. Capisco che alcuni siano entrati de facto nella nostra lingua (ma non è questo il caso); capisco anche che alcuni sono funzionali alla trama, come i nomi dei giornali e dei siti internet, ma gli altri? E soprattutto, perché tutti in corsivo? Comunque Gaia è in buona compagnia con molti altri autori più o meno famosi. Sembra che i marchi commerciali siano talmente entrati nelle nostre vite che non possiamo fare a meno di citarli quando raccontiamo il presente.
Ce ne sarebbe anche un terzo, ma a due settimane dalla fine della lettura non mi sembra così importante.

Concludo con una curiosità. Durante la lettura ho capito perché Gaia abbrevia Ilcomizietto in Comiz. Da oggi è l’unica autorizzata a farlo, che io sono come Luchino. (Sì, bisogna leggere il romanzo per capire di cosa sto blaterando.)

Buona lettura!

[libro] Il senso del dolore

giovedì 24 aprile 2014

Autore: Maurizio De Giovanni
Titolo: Il senso del dolore – L’inverno del commissario Ricciardi.
Editore: Einaudi
Genere: Giallo
Altro: ISBN 9788806213916, Anno 2013 (prima edizione Fandango, 2007), p. 206, 12,00€

Voto: 8/10

Siamo a Napoli nel 1931 e Luigi Alfredo Ricciardi è Commissario “in forza alla Squadra Mobile della Regia Questura di Napoli.” (wikipedia) In questo romanzo Ricciardi dovrà indagare sulla morte di un famoso tenore, Arnaldo Vezzi, trovato morto nel suo camerino poco prima di andare in scenda al Teatro S. Carlo. Vezzi è tanto bravo a cantare quanto arrogante, presuntuoso e antipatico; dal punto di vista umano la sua morte è per tutti un sollievo, tanto per dare l’idea di quanto fosse amato. I particolari, ovviamente, sono lasciati alla lettura.

Il romanzo fa parte della serie che ha come protagonista il commissario Ricciardi e i suoi aiutanti, il brigadiere Maione e il medico legale Modo, personaggi molto ben delineati e descritti. Di Ricciardi è importante sapere che ha un dono disgraziato, “Il Fatto” come lo chiama lui: riesce a vedere e a sentire gli ultimi istanti dei morti ammazzati e dei suicidi. I loro pensieri le loro ultime parole. Gli basta essere sul luogo del tragico evento, come si suol dire, e lui vede e sente cose che altri non vedono e non sentono. Questo dono è vero che che lo aiuta nella risoluzione dei casi, ma anche lo isola dal resto del mondo, dandogli un carattere freddo, schivo e a volte scontroso. Il dolore che sente ha un peso e un prezzo da pagare. Ha due soli amici fidati, che comprendono e accettano “Il Fatto”: il brigadiere Maione, a cui Ricchiardi ha consegnato l’assassino di suo figlio, e il medico legale Modo, antifascista borderline, scrupoloso e professionale.

L’autore investe molto nella descrizione dei personaggi, dei loro umori e pensieri. Alla fine di questo volume l’autore intervista Ricciardi, con risvolti surreali, visto che entrambi sanno del loro ruolo. Nei successivi della serie Commissario Ricciardi intervisterà Modo e Maione.

Interessanti le valutazioni della dittatura fascista date dai personaggi.

Due cose da tenere a mente nella lettura. La prima è che quando Ricciardi vede “il Fatto” potreste impiegarci qualche riga prima di capire che è una visione. La seconda è che De Giovanni introduce i personaggi di contorno con brevi quadri iniziali, in mezzo alla narrazione principale, che uno si chiede “ma che diavolo?!”. Mettete da parte il quadro e ripescatelo quando l’autore rimetterà insieme il puzzle degli eventi. Se siete bravi questi spezzoni vi aiuteranno nella soluzione del caso.

Se amate il genere è da leggere.

[libro] Il gioco delle tre carte

mercoledì 6 marzo 2013

Autore: Marco Malvaldi
Titolo: Il gioco delle tre carte
Editore: Sellerio Editore Palermo (collana La memoria)
Altro: Ottobre 2008, ISBN: 9788838923340. p. 208, Giallo, 12,00 €

Voto: 7/10

Ho sempre detestato l’espressione “romanzo/libro d’evasione”, come se esistessero romanzi non d’evasione. Se voglio la realtà mi leggo un manuale di storia, non mi leggo Guerra e pace. Ma qui siamo nel classico giallo da vacanza. Breve, leggero, gradevolissimo, divertente. Divertente soprattutto la caratterizzazione dei personaggi: Massimo, il barista quarantenne, divorziato, carriera accademica interrotta, indagatore e risolutore suo malgrado di misteri; Tiziana, giovane aiutante al bar, e poi la sezione INPS, come la chiama la voce narrante, composta da cinque anziani clienti fissi del BarLume. Siamo a Pineta, in Toscana. Durante un convegno internazionale di Chimica viene trovato morto un anziano e illustre cattedratico giapponese. Sembra un incidente, ma poi si scoprirà che è stato ucciso e Massimo, con le sue conoscenze informatiche e il suo intuito, unita a tanta fortuna, riuscirà a trovare il colpevole. Il BarLume, ovviamente, sarà il luogo in cui verrà discusso il caso.

Buona lettura!