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[libro] Il cittadino Sandro Pertini

sabato 18 Mag 2019

Autore: Raffello Uboldi
Titolo: Il cittadino Sandro Pertini – Storia del Presidente di tutti gli italiani
Editore: Rizzoli
Altro: I ed 1982, 208 pagine, 9,00€ (usato)

Voto: 7/10

Sono abbastanza vecchio per ricordarmi di Pertini come Presidente della Repubblica. Me lo ricordo come uno di famiglia, una specie di nonno putativo. Si muoveva fuori dagli schemi, amava i giovani e i ragazzi, li lasciava parlare, rispondeva alle loro domande. Questa cosa mi colpiva molto. Era sempre presente nei momenti difficili della vita pubblica, non aveva paura di dire quello che tutti pensavano. In casa era una specie di leggenda.

Il libro in questione uscì che Pertini non solo era ancora vivo, ma ancora Presidente della Repubblica.

Il racconto della biografia inizia dall’infanzia a Stella, in Liguria, con gli studi dai salesiani e il ginnasio. L’infanzia e l’adolescenza felice terminano bruscamente: Pertini, pur aderendo già all’ideologia socialista, neutralista e non interventista, è obbligato a partecipare alla prima guerra mondiale. Non si tira indietro di fronte ai suoi doveri e riuscirà a tornare con una medaglia d’argento non consegnata perché “pericoloso sovversivo socialista”. (Gli sarà data una volta salito al Quirinale.) Peccato che lui, sovversivo socialista, abbia fatto molto di più per la Patria e la guerra, di molti altri amici e colleghi “interventisti”.

All’inizio degli anni ’20, con la nascita del fascismo, Pertini trova immediatamente la sua posizione: antifascista intransigente. Senza risparmiare forze, soldi e intelligenza, la sua attività di antifascista non si interrompe mai, nemmeno quando è in carcere o al confino. La sua ultima condanna per la sua attività politica è del 1929, uscirà dal carcere nel 1943 e rischierà, di nuovo, di venire fucilato dai nazisti nel 1944. Riesce a fuggire rocambolescamente a questa condanna e continua la sua attività partigiana nel CLNAI, a Milano.

È raccontato il suo incontro con Mussolini, il 25 aprile del 1944. (Si nota, nel racconto della fine del fascismo, la mancanza della fucilazione del duce, condanna firmata, fra gli altri, da Pertini.)

E poi la sua carriera nella Repubblica fino alla sua elezione di Presidente del 1978.

Una persona integerrima, sempre attiva, di grande rigore morale, di incrollabile fede politica, di grande sensibilità umana, passionale.

Segnalo che la prosa, pur essendo del 1981, è datata. Qualche refuso. Sono citati molti nomi storici (Nenni, Amendola, Longo, eccetera) che avrebbero bisogno di una mini biografia a parte. Nonostante questo la lettura è un ottimo modo per ripassare la storia del fascismo e alcuni eventi dalla prima e seconda guerra mondiale; ci sono inoltre molte curiosità. Gli ultimi due capitoli, più vicini al presente dell’autore, sono infarciti di fatti e nomi che oggi non dicono nulla, molto incentrati sulle questioni dell’epoca. Impressiona, a distanza di anni, la paura e la gravità del terrorismo rosso e nero, la paura per la guerra fredda e la droga.

Un libro a tratti non facile, ma di sicuro impatto emotivo e storicamente utile. Da leggere per non dimenticare, specie in questi tempi.

Ecco perché noi anziani guardiamo fiduciosi ai giovani e quindi al domani del popolo italiano. Ad essi vogliamo consegnare intatto il patrimonio politico e morale della Resistenza, perché lo custodiscano e non vada disperso: alle loro valide mani affidiamo la bandiera della libertà e della giustizia sociale perché la portino sempre più avanti e sempre più in alto. Viva la Resistenza!

Camera dei Deputati, 23 aprile 1970″ (cit.)

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